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Tar FVG aveva confermato ordinanza per frequenza asili nido

Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da due famiglie contro la sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia, che aveva confermato la validità della delibera del Consiglio Comunale di Trieste, che ha introdotto l’obbligo delle vaccinazioni per l’accesso ai nidi e alle scuole dell’infanzia comunali e convenzionate. Lo ha reso noto l’assessore comunale all’educazione, Angela Brandi.
Nell’ordinanza, il Consiglio di Stato ha riconosciuto che la tutela della salute in età prescolare prevale sulle responsabilità genitoriali.
“La velocità della risposta del Consiglio di Stato nel rigetto della sospensiva è significativa verso il significato del nostro lavoro, e prelude a una sentenza per noi confortante”. E’ il commento dell’assessore all’educazione del Comune di Trieste, Angela Brandi, all’ordinanza con cui il supremo organo amministrativo ha rigettato l’istanza di sospensiva contro la sentenza del Tar FVG che aveva confermato la delibera sulla vaccinazione obbligatoria per l’accesso agli asili nel capoluogo giuliano.
“Siamo un caso-pilota – ha proseguito Brandi – e agiamo nell’unico interesse della tutela della salute pubblica, soprattutto in questi tempi di polemiche e confusione su questo tema. Il fatto che il pronunciamento sia giunto a 24 ore dall’udienza vuol dire che c’è grande attenzione su questo tema.
Questo ci consente anche di andare avanti con il procedimento per la formazione delle graduatorie definitive dei nidi e delle scuole dell’infanzia, previste per il 28 aprile, e che rischiavano di venire bloccate”, conclude.

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Ricciardi (iss), e’ un accordo storico, serve norma che valga in tutta Italia

C’è l’ esigenza di arrivare in tempi relativamente brevi ad una legge nazionale sulla obbligatorietà delle vaccinazioni, “anche per garantire un’offerta vaccinale uniforme in tutte le zone del Paese”. Anche di questo si è parlato nel corso di un incontro presso la sede del ministero della Salute, fra il ministro Beatrice Lorenzin e gli assessori delle Regioni e delle Province autonome per la verifica e l’avvio del nuovo Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2017-19.
“Raggiunto un accordo storico tra lo Stato e le Regioni per una nuova legge nazionale che renda obbligatorie tutte le vaccinazioni previste nel Piano di prevenzione vaccinale 2017-19 su tutto il territorio nazionale”, afferma il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, sottolineando come l’intesa sia stata raggiunta “all’unanimità, con il consenso di tutte le regioni”. L’obiettivo è dunque rendere obbligatorie le vaccinazioni per l’accesso a nidi e scuole materne.
“Le nuove vaccinazioni contenute nel piano – ha spiegato Saitta – sono comprese nei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) e conseguentemente, come è emerso nel colloquio con il ministro, si pone l’esigenza di una condivisione Stato-Regioni del percorso applicativo. Occorre un calendario vaccinale che stabilisca le priorità e la tempistica delle somministrazioni, in modo progressivo e graduale. Un obiettivo che va raggiunto nello stesso momento in cui si ripartiranno le risorse stanziate a riguardo, 100 milioni di euro, dalla legge di bilancio. Sarà poi fondamentale attivare una campagna di comunicazione condivisa fra il ministero e le Regioni proprio per supportare l’offerta vaccinale”.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre affrontato il tema dell’attuazione dei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea). “In particolare abbiamo concordato di lavorare per un’intesa che definisca le tariffe massime per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Infine – ha concluso Saitta – è necessario intensificare il lavoro e il confronto con la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, attraverso un raccordo stretto e costante fra i rappresentanti delle Regioni e quelli dei ministeri. E a riguardo sono auspicabili le prime conclusioni entro la fine di febbraio”. L’assessore ha definito l’incontro “utile e importante: ha consentito di porre le basi per garantire un’applicazione omogenea del piano su tutto il territorio nazionale”.
“Raggiunto un accordo storico tra lo Stato e le Regioni per una nuova legge nazionale che renda obbligatorie tutte le vaccinazioni previste nel Piano di prevenzione vaccinale 2017-19 su tutto il territorio nazionale”, ha poi confermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, sottolineando come l’intesa sia stata raggiunta “all’unanimità, con il consenso di tutte le regioni”. L’obiettivo è dunque rendere obbligatorie le vaccinazioni per l’accesso a nidi e scuole materne.

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Zingaretti, proporrò legge anche per Lazio

“I tempi sono maturi perchè l’esempio dell’Emilia Romagna sia seguito anche da altre Regioni. Può essere un esempio da copiare”. Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a Sky Tg24, commentando la decisione della Regione Emilia Romagna di consentire l’iscrizione agli asili nido solo ai bambini vaccinati.
“Penso che la decisione dell’Emilia Romagna sia stata coraggiosa e giusta, a fronte di un calo vaccinale dei dati della Regione molto preoccupante, sia per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie sia quelle facoltative. Quando nel ’99 – ha proseguito – si abolì l’obbligo di vaccinazione, era perché si era raggiunta una tale copertura vaccinale nel Paese che non si poteva neanche immaginare che sarebbero nati dei movimenti ‘no vaccino’, fondati su motivazioni totalmente non scientifiche e che avrebbero portato un pericolo per tutta la popolazione”.
Lorenzin ha quindi sottolineato i rischi dovuti al ritorno di malattie a causa dei cali delle coperture vaccinali: ”Quest’anno, ad esempio – ha detto – abbiamo avuto dei bambini morti per pertosse, che pensavamo una malattia debellata, ed abbiamo un’insorgenza preoccupante per il morbillo, con decessi dovuti alle complicanze; abbiamo inoltre un caso sospetto di difterite, una patologia debellata da oltre 30 anni. In altri Paesi ci sono casi di poliomielite, e dobbiamo ricordare – ha avvertito il ministro – che le malattie ‘viaggiano'”.
Altro “tema da non sottovalutare – ha aggiunto – è anche quello della meningite”. Dunque, ha proseguito, “l’Emilia Romagna ha fatto un’azione nell’interesse della salute pubblica, che è l’interesse superiore”. Riferendosi quindi al problema denunciato da alcune famiglie di attese anche per poter effettuare le vaccinazioni ai bambini, Lorenzin ha sottolineato che in questi casi “le liste di attesa sono ingiustificabili, perchè le vaccinazioni rispondono ad un calendario vaccinale. Si tratta dunque di un problema organizzativo delle Regioni”. Il ministro ha quindi ricordato che nei Livelli essenziali di assistenza, da poco approvati, è stato inserito il nuovo Piano nazionale vaccini, che prevede la gratuità anche per ulteriori vaccinazioni facoltative.