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In ricordo di Barbara Mori i familiari, gli amici e i colleghi hanno donato al reparto di Oncologia Day Service del Santa Maria Nuova un monitor Umec 10 Mindray, del valore di 2.070 euro, che servirà al monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti.

Si tratta di un apparecchio, con schermo TFT a colori da 10 pollici, capace di visualizzare sino a 8 tracce. L’unità è leggera, compatta e portatile, ma dotata di grandi prestazioni.

Nei giorni scorsi s’è svolta la consegna dell’attrezzatura da parte dei famigliari al direttore della Struttura di Oncologia Carmine Pinto che ha ringraziato di cuore la famiglia per avere donato uno strumento che si rivelerà molto utile per seguire i pazienti in carico.

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Perdere i capelli a seguito di terapie antitumorali significa aggiungere sofferenza a un dolore già immenso e accrescere la propria fragilità, l’emotività, il disagio nel rapporto con gli altri. Anche una parrucca può aiutare ad affrontare con maggiore forza psicologica questa situazione. Per questo, per essere al fianco dei pazienti sottoposti a radio o a chemioterapia, in una delicata fase della vita, la Regione Emilia-Romagna destinerà fino a 400 euro di contributo a chi, dal 1° settembre 2019 in poi, abbia acquistato una parrucca a causa della caduta dei capelli conseguente a trattamenti di cura di patologie oncologiche. E’ possibile già ora presentare la richiesta di contributo.

CHI NE HA DIRITTO

Il paziente con patologia oncologica, residente in Emilia Romagna, sottoposto/a a chemioterapia o radioterapia e affetto/a da alopecia secondaria ha diritto di ottenere dall’Azienda USL di residenza un contributo fino a 400 euro per l’acquisto di una parrucca. Il beneficio sarà erogato una tantum con un contributo fino a 400 euro e non superiore alla spesa effettivamente sostenuta per l’acquisto della parrucca.

CHE COSA SERVE

  • Certificato rilasciato dal medico Specialista del Servizio Sanitario Nazionale o dal Medico di Medicina Generale che attesti la patologia neoplastica e l’intercorsa alopecia secondaria a trattamenti radioterapici o chemioterapici.
  • Domanda di contributo, con il modulo scaricabile dal sito Ausl o ritirabile negli URP o al Punto accoglienza del Core, con apposizione di marca da bollo da euro 16.
  • Ricevuta di avvenuto pagamento per l’acquisto della parrucca (fattura o scontrino recante codice fiscale della paziente che presenta la domanda) con date pari o successive al 1 settembre 2019.
  • Fotocopia della tessera sanitaria.
  • Fotocopia di un documento d’identità valido del soggetto beneficiario finale (e dell’eventuale diverso soggetto richiedente).

I MODULI

Il modulo di domanda per i pazienti oncologici residenti nella Provincia di Reggio Emilia può essere scaricato online dalla sezione del sito www.ausl.re.it “Moduli per cittadini e imprese, alla voce “SAUB e MEDICINA di BASE” o ritirato negli URP aziendali o al Punto accoglienza del CORE di Reggio Emilia.

Per la consegna della domanda e dei relativi allegati il modulo di domanda dei pazienti oncologici residenti nella Provincia di Reggio Emilia debitamente compilato può essere inviato tramite PEC a: programmacureprimarie@pec.ausl.re.it oppure presentato nelle seguenti sedi:

DISTRETTO DI REGGIO EMILIA

  • Punto Accoglienza CORE (Viale Risorgimento 80, Reggio Emilia) – da lunedì  a sabato dalle 8.00 alle 20.00
  • Segreteria Cure Primarie – Viale Monte S. Michele, 8 (terzo piano) | dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 | Tel. 0522 335613/335623

DISTRETTO DI CASTELNOVO NE’ MONTI

  • Distretto – Via Roma, 5 (Stanza 2.5 – terzo piano) | da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 13 e sabato dalle 8.30 alle 12 | Tel. 0522 617309

DISTRETTO DI CORREGGIO

  • SAUB – Via Carletti, 2C | Da lunedì a sabato dalle 9 alle 13 e martedì dalle 14.30 alle 17 | Tel. 0522 630207
  • URP – Via Mandriolo Superiore, 11 | Da lunedì a venerdì dalle 8.15 alle 13 e sabato dalle 8.15 alle 12.30 | Tel. 0522 630211

DISTRETTO DI GUASTALLA

  • CUP Sportello Unico – Via Donatori di Sangue, 1 (presso Ospedale) | da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 16.30 | Tel. 0522 837625
  • Segreteria del Distretto – Piazza Matteotti, 4 | da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 12, martedì e giovedì dalle 14.30 alle 16.30 | Tel. 0522 837650

DISTRETTO DI MONTECCHIO

  • Segreteria del Distretto – Casa della Salute, Via Saragat 11 (stanza 3.05 – 3^ piano) | dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14 e sabato dalle 8 alle 12 | Tel.0522 860201/860421

DISTRETTO DI SCANDIANO

  • Ufficio Protesica – Via Vallisneri, 41 | lunedì-mercoledì-venerdì dalle 10 alle 13 e sabato dalle 8.30 alle 11 | Tel. 0522 850216/850217
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Aumenta il comfort per i pazienti della Chirurgia Oncologica diretta dal dottor Claudio Pedrazzoli del Santa Maria Nuova con la donazione di 20 nuovi televisori, per un valore complessivo di 5mila euro. La consegna è avvenuta nei giorni scorsi alla presenza del direttore del Presidio ospedaliero Santa Maria Nuova Giorgio Mazzi che ha ringraziato di cuore l’azienda Fast 2 e la Fondazione Grade Onlus per avere sostenuto la spesa e la ditta Corrado Corradini per avere offerto il montaggio gratuito di tutti gli apparecchi.

L’Azienda Fast 2 nata nel 1989 da un’idea imprenditoriale di Lino Padovani, è presente sul mercato moda donna con i brand Corte dei Gonzaga, Giulia Valli e Sologioie e svolge la sua attività a Reggio Emilia nel Parco Industriale di Mancasale. Fast 2 si propone come esempio di una moda impegnata nelle questioni sociali del nostro tempo e conferma questo carattere con la donazione al Core per festeggiare insieme i 30 anni di attività aziendaleL’azienda, nelle persone di Camilla e Riccardo Padovani e Patrizia Sberveglieri, ha simbolicamente consegnato la sua donazione lunedì mattina con un messaggio concreto di sostegno alla comunità.

Corrado Corradini, titolare di un’azienda di impianti elettrici da oltre 40 anni, non nuovo a collaborazioni con il Core, già nel 2015 aveva donato 6 TV 40 pollici per le stanze della Bassa Carica Microbica, ha contribuito con l’installazione gratuita delle Smart TV donate.

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Ieri 11 dicembre 2018 all’AOU Città della Salute e Scienza di Torino, durante il convegno “40 anni di Oncologia nel SSN – 20 anni di Rete Oncologica, quale futuro?” E’ stata consegnata dal Direttore del Dipartimento della Rete Oncologica Dott. Oscar Bertetto una targa a Franca Savia, sino a luglio Coordinatrice della SOC Oncologia e Responsabile del CAS, per esprimere un sincero ringraziamento per l’indimenticabile contributo dato allo sviluppo della Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta.

Nella circostanza è stato ricordato dal Dott. Bertetto il ruolo del CAS di Verbania, tra i primi attivati in Piemonte e con il maggior numero, in proporzione, di pazienti presi in carico a livello di Rete Oncologica.

Il CAS – Centro Accoglienza Servizi si occupa di accogliere il paziente con sospetto / prima diagnosi di patologia oncologica e di organizzare gli esami necessari alla conferma della diagnosi e della stadiazione in tempi rapidi e in modo coordinato, secondo quanto previsto dalle linee guida supportando il paziente dal punto di vista sanitario, socio assistenziale e psicologico.

Il Direttore Generale Dott. Angelo Penna, nell’esprimere soddisfazione per il riconoscimento della qualità della nostra organizzazione ha ricordato che il Reparto di Oncologia con il relativo CAS è stato avviato dal Dott. Sergio Cozzi e oggi è diretto dal Dott. Mario Franchini, che nei mesi scorsi è stato nominato rappresentante di tutte le Aziende Sanitarie del Quadrante nel coordinamento regionale della Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta e ha ringraziato la Signora Franca Savia per l’impegno, la professionalità e la dedizione che ha dedicato ai malati oncologici, alla realizzazione del CAS e durante il suo percorso professionale presso l’ASL del VCO.

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Il prestigioso Merit Award a 4 ricercatrici del nostro paese

Altre due ricercatrici italiane premiate al Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), a Chicago. Si tratta di Marta Schirripa e Caterina Fontanella alle quali – insieme ad altre due oncologhe italiane – è stato assegnato il prestigioso premio Merit Award della Conquer Cancer Foundation per le ricerche svolte.
Schirripa, 31 anni, ha studiato per un periodo alla University of Southern California e si sta attualmente specializzando all’Università di Pisa. Fontanella, 33 anni, è invece specializzanda all’Ospedale di Udine dopo 18 mesi a Francoforte presso il German breast Group.
La prima ricercatrice è stata premiata per uno studio sul gene Inos, implicato nel sistema immunitario e che può avere un ruolo predittivo nel tumore al colon. La seconda, per uno studio prognostico sulle recidive del tumore alla mammella. Grande la soddisfazione di entrambe: ”E’ bello vedere riconosciuto il proprio lavoro a livello internazionale, è emozionante”, afferma Schirripa. Quanto ai piani per il futuro, ”vogliamo restare in Italia – commenta Fontanella -.
Siamo state all’estero, ma l’obiettivo mio e della mia collega era tornare e continuare a fare ricerca nel nostro Paese”. Il Congresso Asco 2016 segna dunque un grande riconoscimento per la ricerca italiana nell’oncologia. Ma il Merit Award alle 4 ricercatrici rappresenta pure, come sottolineano le stesse interessate, un importante traguardo per la ricerca ‘al femminile’ nel nostro Paese.

Oncologia Senza categoria

Salvo Falcone, Direttore Responsabile Medic@live Magazine.

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La connessione ulteriormente dimostrata negli Usa
Tumori al seno e alla tiroide, relazioni sempre più pericolose
A Palagianello, il convegno promosso dal dott. Livio Ostillio, fa il punto sul “nuovo
in senologiae nelle patologie della tiroride”. Secondo il direttore scientifico dott.
Rinaldi, occorre evitare esami e analisi inutili durante il follow-up dei pazienti

A certificare ulteriormente l’interdipendenza tra tumori al seno e alla tiroide hanno provveduto i ricercatori della The University of Chicago Medicine &Biological Sciences. Dallo studio pubblicato a febbraio su “Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention”, si evince che i pazienti affetti da tumore alla mammella hanno un rischio maggiore (1.55) di sviluppare un tumore alla tiroide come neoplasia secondaria, mentre il rischio di sviluppare un tumore al seno come neoplasia secondaria è maggiore (1.18)  per i pazienti con tumore della tiroide.  La metanalisi statunitense – che ha coinvolto quasi centotrentamila pazienti-conferma l’esistenza di una connessione già sospettata da qualche tempo, ma sulla quale non c’era un’evidenza nella letteratura scientifica.

Diventa quindi imprescindibile l’esigenza di informare, maggiormente, i sopravvissuti del possibile aumento del rischio, di modo che possano seguire le appropriate linee guida per il controllo e lo screening durante il follow-up.

Mentre s’intensificano gli studi dei ricercatori sulla componente genetica che potrebbe influire sull’eventuale connessione, ipazienti affetti da tumore alla mammella potrebbero essere sottoposti acheck-up che vanno a identificare il tumore alla tiroide e viceversa, ma senza esagerare nella mole di esami clinici e diagnostici.
Si è discusso anche del follow-up dei pazienti guariti di tumore alla mammella al convegno dal titolo “Il nuovo in Senologia e nella patologia della Tiroide” svolto al Castello “Stella Caracciolo” di Palagianello in Puglia su iniziativa del radiologo Livio Ostillio, con l’organizzazione di AV Eventi e Formazione e il supporto del Dott. Lino De Maio e la direzione scientifica di Antonio Rinaldi, Dirigente medico U.C. Medicina interna con Direzione S.S.D. Oncologia Medica ASL Ta Polo occidentale e con il patrocinio del Comune di Palagianello.

“Se la grande maggioranza delle pazienti affetta da tumore alla mammella è guarita dopo i trattamenti iniziali – ha detto Rinaldi in collegamento video – per una donna, sentirsi sempre ammalata, costituisce un danno. Il follow-up intensivo impatta fortemente sulle pazienti e sulla qualità della vita stesse e incide profondamente sulla spesa sanitaria.

Due studi recenti – ha proseguito – hanno dimostrato che il confronto tra l’esecuzione di un follow-up minimale e di un follow-up intensivo non impatta sulla sopravvivenza globale: sia a 5 che a 10 anni, i due gruppi di pazienti monitorati hanno raggiunto la stessa sopravvivenza.

Dunque bisogna attenersi alle linee guide internazionali che consigliano una visita ogni 3-6 mesi nei primi tre anni, ogni 6-12 mesi nei due anni successivi, poi annualmente. Suggeriti inoltre, l’autoesame mensile da parte della donna e la mammografia a cadenza annuale. Sono questi – ha ribadito l’oncologo – i punti cardine del follow-up cui attenersi unitamente al controllo ginecologico e all’ecografia pelvica annuale. Risultano importantissimi, poi, la valutazione genetica delle forme familiari, il monitoraggio dei trigliceridi e del colesterolo e la mineralometria ossea soprattutto per chi fa uso inibitori della aromatasi”. Poi l’avvertimento a non esagerare.

“In assenza d’indicazioni cliniche – ha precisato Rinaldi – sono del tutto sconsigliati RMN alla mammella, Tc encefalo torace addome, Tc-Pet, analisi del sangue, marcatori tumorali, radiografia del torace, ecografia addominale e scintigrafia ossea”.

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Il tumore alla mammella provoca complessivamente dodicimila decessi l’anno e si tratta del primo tumore della donna come incidenza e mortalità. Una neoplasia che in Italia presenta numeri preoccupanti: + 38% negli ultimi cinque anni.

Complessivamente, l’evento di Palagianello ha trattato – grazie ai relatori – lo studio e la terapia sia chirurgica che oncologica dei tumori del seno e della tiroide con particolare riguardo alle novità sia in campo diagnostico che in quello chirurgico e oncologico.

Di vera e propria svolta nel campo diagnostico ha parlato il dott. Ostillio a proposito della Tomosintesi, la nuova metodica che permette di studiare la mammella “a strati” in modo simile alla tomografia computerizzata. Il metodo svela lesioni neoplastiche che non sarebbero visibili in mammografia. Aumenta l’accuratezza diagnostica, mentre le radiazioni assorbite sono trascurabili rispetto ai vantaggi offerti da una diagnostica per immagini che risulta essenziale per una diagnosi ottimale delle patologie.

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Pietro Fedele, responsabile di Chirurgia Senologica presso la casa di cura “D’Amore” di Taranto,ha affrontato, invece, l’aspetto chirurgico oncoplastico ricostruttivo sottoponendo all’attenzione degli intervenuti alcuni casi clinici.
La citologia per agoaspirazione della tiroide e della mammella è stato il tema delle due relazioni di Carlo Sarandria, specialista in Anatomia Patologica,  già primario all’Ospedale SS. Annunziata. foto3

Filippo Lauriero, primario di Medicina Nucleare presso l’ASL di Taranto è intervenuto sul tema delLinfonodo Sentinella nella stadiazione del tumore del seno. Dopo l’analisi di alcuni casi clinici, Lauriero  ha approfondito la biopsia escissionale, concludendo la sua relazione occupandosi di radioterapia con radioiodio nel tumore differenziato della Tiroide.
La patologia nodulare della Tiroide e la sua natura sono invece state approfondite da Pietro Montedoro, endocrinologo di Grottaglie.
Il follow-up visto dal lato della radiologia è stato discusso, invece, dal radiologo Gianfranco Bacca, mentre il tema della terapia adiuvante del carcinoma mammario è stato approfondito da Anna Elisabetta Brunetti, Oncologa presso l’Ospedale Castellaneta e all’IRCCS Istituto Tumori di Bari.

“Parlando della senologia, negli ultimi anni – ha aggiunto Rinaldi – si è comunque registrata unariduzione della mortalità pari all’uno per cento l’anno. I progressi sono legati al miglioramento delle capacità diagnostiche e delle competenze chirurgiche e mediche.

Per la parte medica – ha aggiunto – abbiamo avuto, nel tempo, grandi rivoluzioni: prima l’ormonoterapia, poi la chemioterapia, successivamente negli anni ’90 le terapie biologiche, soprattutto Trastuzumab si è rivelato un farmaco che ha offerto importanti opportunità, infine la recentissima immunoterapia implementata nell’autunno del 2015. Un recente studio del 21 gennaio 2016 – ha ricordato Rinaldi -rivela che la parte immunologica inizia a essere presa in considerazione nella prognostica del tumore alla mammella”. Grande partecipazione dei Medici di Medicina Generale del territorio che hanno reso le sessioni interattive e fonte di importanti confronti.
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Il convegno – che ha suscitato grande interesse tra il pubblico – ha visto l’intervento – durante la fase dei saluti – di Vita Surico, dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore dei Servizi Enogastronomici e dell’Ospitalità Alberghiera e dei Servizi Commerciali Istituto Tecnico del Turismo “Mauro Perrone” di Castellaneta, i cui studenti hanno realizzato, per l’evento, un gradito servizio di catering. Presente anche la coordinatrice Ada Semeraro, gli studenti dell’istituto che assume sempre più i connotati di una “scuola green” hanno realizzato un menù con prodotti biologici. Materie prime, quindi, in linea con l’aspetto salutistico e in ossequio ai corretti valori nutrizionali che sono alla base delle numerose campagne di prevenzione del cancro.

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Link a supporto
www.ilnuovoinsenologia.it
www.perrone.ta.it

Medical News News del giorno

Hanno fatto scalpore le dichiarazioni del professor Umberto Veronesi in merito al rapporto degllo IARC sul consumo di carne, di cui abbiamo dato notizia qui.

La notizia della cancerogenicità delle carni rosse. “Non ci coglie impreparati, lo sapevamo da tempo, da almeno 20 anni io per primo, ai congressi e agli incontri divulgativi, ripeto che ci sono indicazioni epidemiologiche di un legame tra consumo carni rosse e tumori del colon. Quello che è stato fatto oggi è una sorta di sistematizzazione” degli studi. Non mangio gli animali – precisa l’oncologo – perché li amo e penso che i loro diritti di esseri viventi vadano rispettati, prima di tutto il loro diritto alla vita. Il secondo motivo è di equilibrio e sostenibilità ambientale: l’eccessivo consumo di carne è il motivo principale dell’ingiustizia alimentare, che fa sì che circa un miliardo di persone nel mondo occidentale muoia per troppo cibo mentre in Asia e nei Paesi africani circa 800 milioni di persone muoiono di fame o soffrono di malnutrizione”, ha dichiarato Veronesi, che continua. “L’identificazione certa di una nuova sostanza come fattore cancerogeno è sempre e comunque una buona notizia in sé, perché aggiunge conoscenza e migliora la prevenzione. In questo caso dunque – avverte Veronesi – non si tratta della ‘vittoria’ di una parte sull’altra, ovvero dei vegetariani contro i carnivori, ma di un passo avanti della ricerca”.

In un intervista alla Stampa di Torino, l’oncologo milanese, da sempre vegetariano e sostenitore delle diete a base di verdure ha poi aggiunto. “La regola da seguire è quella di ridurre al minimo il consumo di carne rossa e adottare il più possibile la dieta mediterranea: pesce, pasta, verdure, frutta, olio d’oliva”, conclude Veronesi. “Meno ci esponiamo a cancerogeni conosciuti, meno ci ammaliamo. Dunque, meno mangiamo la carne rossa, meno ci ammaleremo”.

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Per una volta, il nostro paese, conquista un primato positivo, quello delle guarigioni dai tumori.

Secondo le statistiche l’Italia negli ultimi anni ha fatto passi da gigante in questo ambito migliorando il suo tasso di guarigioni in modo netto, andandosi a collocare  al primo posto in Europa.

Di questo e di molto altro si è parlato a Roma al XVII Congresso nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che ha visto la partecipazione di circa 3.000 esperti.

In 17 anni (1990-2007), infatti, i pazienti che hanno sconfitto il cancro nel nostro Paese sono aumentati del 18% (uomini) e del 10% (donne). Percentuali, afferma l’Aiom, ”che collocano l’Italia al vertice in Europa per numero di guarigioni”.

Il primato italiano per le guarigioni, afferma l’Aiom, è soprattutto nei tumori più frequenti come quelli del colon (60,8% vs 57%), del seno (85,5% vs 81,8%) e della prostata (88,6% vs 83,4%). E oggi si stanno affermando nuove armi come l’immuno-oncologia, che ha già dimostrato di migliorare in maniera significativa la sopravvivenza a lungo termine nel melanoma e sta evidenziando risultati importanti anche in un big killer come i tumori del polmone e del rene.

Gli italiani però, rileva il presidente Aiom Carmine Pinto, ”non conoscono questi importanti risultati: per il 41%, infatti, non esistono terapie efficaci, la maggioranza (54%) ritiene che i tumori siano un male incurabile e il 72% non ha mai letto nulla sull’immuno-oncologia”.