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Sabato a Oristano un evento scientifico organizzato da Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Ordine dei Medici di Oristano e ASL 5

Sabato 10 alle ore 8.00 nella sala riunioni dell’ospedale San Martino di Oristano si terrà il convegno “Vaccinazioni oggi…” organizzato dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri), Ordine dei Medici di Oristano e Azienda Sanitaria locale n. 5. L’evento è rivolto ai medici di Igiene Pubblica, medicina generale e pediatri di scelta scelta ed accreditato ECM (Educazione Continua in Medicina) per 6 crediti. 

A presentare i lavori sarà il professore ordinario di Igiene dell’università di Sassari Paolo Castiglia, che illustrerà gli aspetti generali relativi al tema, con un focus sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini. Il responsabile dell’Unità Operativa di Prevenzione vaccinale della ASL 5 Antonio Serra fornirà i dati sulle vaccinazioni nella nostra provincia, che registrano peraltro un trend positivo in controtendenza rispetto al dato nazionale, mentre la direttrice del Servizio di Igiene pubblica Maria Valentina Marras presenterà il calendario vaccinale dell’Azienda sanitaria oristanese. A chiudere gli interventi sarà il componente del Comitato centrale FNOMCeO Raimondo Ibba con una relazione sugli aspetti etici e deontologici dell’obbligo vaccinale.

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Giovedì 13 ottobre alle 16.00 all’ex mattatoio comunale nuova seduta dei veterinari ASL dedicata alla microchippatura dei cani

Giovedì 13 ottobre, dalle 16.00 alle 18.00, presso l’ex mattatoio comunale di Oristano (zona industriale – via Parigi) si terrà un nuovo appuntamento dedicato all’anagrafatura dei cani non ancora microchippati. 

Alla prestazione, erogata gratuitamente dai veterinari della struttura semplice del Benessere animale e prevenzione del randagismo del Servizio di Igiene degli allevamenti della Asl 5, si accede previa prenotazione telefonica al numero 345.6619323, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 12.30. 

Al momento della prenotazione, occorrerà fornire i dati del proprietario dell’animale, compreso il codice fiscale ed il numero telefonico, e quelli dei cani da anagrafare (data di nascita, nome, sesso, razza). All’utente saranno comunicati luogo, data e ora in cui il proprietario, o un suo delegato, dovranno presentarsi con un valido documento di riconoscimento. Nel caso il proprietario del cane deleghi un’altra persona, sarà necessario esibire la sua delega scritta sulla base del modello scaricabile dal sito www.asloristano.it (Modulistica > Servizio veterinario). Ci si dovrà presentare all’appuntamento muniti di sacchetti igienici per la raccolta degli escrementi e di strumenti contenitivi (guinzaglio, pettorina, museruola) per i cani di taglia grande o di carattere aggressivo. 

Si ricorda che l’anagrafatura, obbligatoria per legge, consiste nell’inserimento di un microchip elettronico sotto la cute dell’animale, un’operazione non invasiva e indolore che consente di rintracciare i propri cani in caso di smarrimento o furto.

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Dal mese di ottobre ripresa a pieno regime l’attività di consulenza gratuita sulla commestibilità degli esemplari raccolti

Con l’arrivo delle prime piogge, ha preso il via nelle campagne la raccolta di funghi spontanei, un’attività che potrebbe esporre al rischio di intossicazioni alimentari. Per evitare questo pericolo, i raccoglitori possono rivolgersi all’Ispettorato micologico, un servizio che fornisce consulenza gratuita e qualificata sulla commestibilità delle specie raccolte. 

Attivato dal SIAN (Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione) della ASL 5, l’Ispettorato micologico svolge attività di prevenzione e vigilanza: oltre che consulenze ai raccoglitori, il servizio rilascia le certificazioni sanitarie di commestibilità per la vendita al dettaglio e la somministrazione dei funghi spontanei, vigila sul loro commercio e sulla somministrazione nei pubblici esercizi, promuove iniziative di informazione-educazione sanitaria della popolazione e organizza corsi di formazione in ambito micologico. Gli operatori del SIAN, infine, offrono agli operatori di Pronto soccorso la propria collaborazione, garantita h 24 nei periodi di maggior rischio, in caso di eventuali intossicazioni causate dall’ingestione di funghi velenosi. 

Dal mese di ottobre l’Ispettorato micologico opera nei seguenti giorni ed orari: 


ORISTANO

Via Carducci, 35 4° piano – lunedì, mercoledì, venerdì, ore 9.00- 13.00 


GHILARZA

Piazza San Palmerio – lunedì, ore 10.00– 13.00 

Sarà possibile accedere al servizio al fuori dei giorni ed orari di apertura degli sportelli esclusivamente previo appuntamento telefonico, chiamando i numeri 0783. 317005 / 317787. 

Si ricorda che i funghi devono essere portati all’Ispettorato micologico in cestini rigidi e forati, possibilmente suddivisi per specie, e devono essere interi, freschi, puliti e ben conservati. È inoltre necessario portare con sé l’intero raccolto e non solo un campione, perché fra quelli non controllati potrebbe nascondersi un esemplare non commestibile. I micologi Asl consigliano comunque di non mangiare mai funghi della cui commestibilità non si sia certi e di non consumarli crudi, né in grandi quantità. E’ inoltre opportuno evitare la raccolta indiscriminata di esemplari troppo giovani o troppo maturi, ammuffiti o alterati e fare attenzione a quelli che crescono in zone a rischio inquinamento, nei pressi di discariche, strade ad alto traffico, aree trattate con pesticidi. Infine, nel rispetto dell’ecosistema, si raccomanda di staccare delicatamente i funghi dal terreno e trasportarli in cestini rigidi e forati, per favorire la diffusione delle spore. In caso invece si verifichino dei disturbi dopo aver consumato funghi, è consigliabile recarsi immediatamente al Pronto Soccorso, portando con sé eventuali avanzi del pasto per permettere ai sanitari di identificare tempestivamente le cause del problema.

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E’ stato inaugurato il 15 luglio il nuovo reparto di Neuroriabilitazione dell’ospedale “San Martino” di Oristano, una struttura destinata a diventare un centro di riferimento regionale per il trattamento delle gravi cerebrolesioni acquisite. L’Unità Operativa, con una capacità massima di 16 posti letto, prenderà in carico i pazienti che, in seguito a traumi cranici, ictus o altre patologie, hanno subito severi danni cerebrali, con conseguente stato di coma ed alterazioni delle funzioni motorie, cognitive e comportamentali e li sottoporrà a programmi riabilitativi personalizzati, con l’ausilio di un team costituito da diverse figure (medico, fisioterapista, infermiere, operatore socio-sanitario, logopedista, terapista occupazionale, psicologo, educatore, assistente sociale) e di attrezzature e software studiati per favorire il recupero fisico e cognitivo. 

«Questa è una giornata storica per la sanità oristanese e non solo – ha dichiarato il Commissario Straordinario della Asl 5 di Oristano Maria Giovanna Porcu aprendo la cerimonia inaugurale – perchè con l’apertura del reparto nascerà sul nostro territorio un polo della riabilitazione che diventerà punto di riferimento per i pazienti sardi». La struttura, grazie a un sistema a rete di segnalazione precoce, prenderà in carico i casi provenienti da tutta l’Isola ed opererà in stretta collaborazione con l’Istituto “Santa Maria Bambina”, dove potranno essere accolti i pazienti che mantengono un disordine di coscienza cronicizzato e necessitano di riabilitazione globale a ciclo continuativo: un’attività non ospedaliera che richiede però alti standard di qualità che la struttura di Donigala, che ha maturato una storica esperienza nel settore, è in grado di fornire in maniera ottimale. In questo modo si strutturerà nell’oristanese una filiera della riabilitazione che assicurerà al paziente con gravi cerebrolesioni l’assistenza adeguata, in condizioni di massima sicurezza, nelle diverse fasi del recupero e a seconda dell’intensità e della qualità delle cure necessarie. 

«Avremo un reparto all’avanguardia – ha commentato l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru – che opererà in perfetta sintonia con le professionalità private che già operano sul territorio. Sarà un riferimento per i sardi e un simbolo di come si può fare rete». Un concetto, questo, ripreso dall’arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna, che ha rimarcato la necessità di «camminare insieme per il bene comune del territorio». Presenti alla cerimonia inuagurale anche il sindaco Guido Tendas, i rappresentanti delle istituzioni regionali e locali e gli operatori sanitari. 

Situato nel sottopiano dell’ospedale “San Martino”, il reparto di Neuroriabilitazione dispone di stanze di degenza tutte dotate di servizi igienici, ambulatori per le visite specialistiche e di due palestre attrezzate per la riabilitazione motoria dove i pazienti potranno effettuare quotidianamente gli esercizi grazie all’ausilio di attrezzature specifiche. 

Oltre al direttore – il dottor Andrea Montis, già dirigente medico presso il reparto di Neuroriabilitazione dell’azienda ospedaliera “Brotzu” di Cagliari – nell’Unità Operativa saranno presenti cinque medici di medicina fisica e riabilitativa, quattro di neurologia e medicina interna, sei fisioterapisti, un terapista occupazionale, due logopedisti, quindici infermieri, nove operatori socio-sanitari, due psicologi, di cui uno esperto in neuropsicologia, un educatore e un assistente sociale. A partire dal prossimo mese di agosto il personale sarà impegnato in un percorso formativo che prevederà il tutoraggio da parte dei professionisti provenienti dall’Unità Operativa di Neuroriabilitazione del ‘“Brotzu” di Cagliari e dal Centro di riabilitazione “San Giorgio” di Ferrara, struttura di riferimento unica dell’Emilia Romagna per la riabilitazione delle gravi cerebrolesioni acquisite ed eccellenza a livello nazionale, sul cui modello organizzativo si baserà la neonata Neuroriabilitazione oristanese. 

Al termine del processo di formazione, da settembre, sarà avviato l’inserimento dei pazienti e saranno disposti i primi ricoveri. Per favorire una progressiva entrata a regime delle attività, per il 2016 i posti letto attivati saranno 10, mentre nel 2017 si passerà a 14 posti letto, che diventeranno 16 nel 2018, quando si opererà a pieno regime, sfruttando cioè la capacità massima del reparto. 

I lavori infrastrutturali, appaltati nel 2004 nell’ambito della realizzazione dell’intero corpo M dell’ospedale “San Martino”, sono costati per il reparto di Neuroriabilitazione circa un milione di euro, cifra a cui vanno sommati quelli per il personale (poco meno di due milioni di euro annui) e quelli per gli arredi e le attrezzature che, previo stanziamento da parte della Regione, saranno implementate nel 2017 e nel 2018 con ulteriori macchinari d’avanguardia, come il laboratorio di analisi del movimento e l’apparecchio robotico per la riabilitazione del cammino, per un ulteriore milione di euro. 

Con l’avvio dell’Unità Operativa di Neuroriabilitazione del “San Martino” di Oristano sarà così nettamente potenziata l’offerta della rete regionale della Riabilitazione, che oggi può contare sul “Brotzu”, con 11 posti letto di degenza ordinaria e 1 di day hospital, ed a cui in futuro dovrà aggiungersi il polo di Olbia, per poter arrivare a una presa in carico ottimale di tutti i pazienti sardi con gravi cerebrolesioni.

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Giovedì a Oristano il primo raduno di calcio sociale promosso dai Dipartimenti di salute mentale e delle dipendenze della Sardegna.

Si sfideranno per la prima volta giovedì 9 giugno a Oristano, presso gli impianti sportivi della Figc di Sa Rodia, le squadre di calcio a cinque di tutti i Dipartimenti di salute mentale e dipendenze delle Asl sarde, per il primo torneo regionale “Il pallone nella rete” organizzato dalla Asl 5 di Oristano. Scopo dell’iniziativa è quello di dare un calcio simbolico al pregiudizio nei confronti delle persone con disagio psichico. 

All’evento, fischio d’inizio alle 9.30, è prevista la partecipazione delle squadre provenienti da diversi Centri di salute mentale – “I Fenicotteri” di Oristano, “Shardan soccer” di Ales, “Antonianum” di Quartu, “Le furie rosse” di Sanluri, “L’ariete” di Assemini, “Chimbe moros” di Nuoro, “Monteclaro” di Cagliari-A – e le associazioni sportive dilettantistiche di calcio sociale “Una ragione in più” di Oristano, “La celeste” di Lanusei, “La Torre” di Carbonia, “Le Aquile” di Alghero, “Senza riserve” di Nuoro e “Como cheria” di Sassari. 

L’idea del torneo, che si inserisce nell’ambito dei progetti di intervento socio-riabilitativo a favore delle persone con disturbo mentale finanziati dall’assessorato regionale della Sanità, nasce dalla fortunata esperienza della squadra oristanese di calcio a cinque “I fenicotteri”, del Csm di Oristano che, dopo aver mietuto diversi successi in campo regionale e nazionale, ha prestato quattro dei suoi giocatori alla nazionale italiana per i primi mondiali di calcio a cinque dedicati all’inclusione sociale, disputati in Giappone nel febbraio scorso. 

«La pratica della calcio-terapia costituisce un’opportunità, fornendo un’occasione di socializzazione, integrazione e aggregazione attraverso lo sport – spiegano gli operatori del Csm di Oristano – Molti Dipartimenti di salute mentale e dipendenze a livello nazionale hanno iniziato a collaborare attraverso progetti territoriali mirati non solo a coinvolgere i cittadini sulle tematiche del disagio psicologico e psichiatrico, abbattendo le barriere dello stigma sociale, ma anche a promuovere una buona pratica psichiatrica, che va oltre la clinica in senso stretto». 

L’esperienza del calcio a cinque ha permesso infatti agli atleti oristanesi dei “Fenicotteri” di conquistare forme di autonomia che costituiscono un enorme successo sul piano clinico: «I nostri ragazzi – proseguono dal Csm – dopo aver partecipato ai mondiali di Osaka, si sono recati da soli, senza alcun accompagnatore, a un torneo di calcetto nazionale che si è svolto di recente in Puglia. Da soli hanno affrontato il viaggio in aereo, da soli hanno imparato a gestire le proprie ansie ed i propri timori: questo ha rappresentato un grande passo in avanti per loro, per le loro famiglie e per noi operatori. Lo sport come terapia è anche questo: da qui può iniziare il processo di inclusione sociale».