Medical News

Secondo recenti ricerche, dormire poco e/o male favorisce l’aumento di peso, il diabete di tipo II, l’ipertensione, gli attacchi cardiaci e l’ictus cerebrale. Tra le cause dell’insonnia possono esserci: stress, problemi lavorativi, jet lag, lutto ma anche cattiva igiene del sonno, con eccessi alimentari, camera da letto ipertecnologica e orari di lavoro irregolari. Le cause croniche, invece, riguardano allergie alimentari, ansia e depressione, ipertiroidismo ma soprattutto malattie respiratorie, come l’apnea ostruttiva.

 L’apnea può essere più o meno prolungata e provoca un calo dell’ossigenazione del sangue con innalzamento della pressione arteriosa (che di notte dovrebbe essere più bassa) con possibili danni a cuore e cervello, e aumento del rischio di ictus e infarto. Nel caso delle OSAS, oltre all’adozione di uno stile di vita corretto (evitare alcol e farmaci, perdere peso e smettere di fumare), è importante respirare correttamente. Per aiutare il paziente, durante il riposo notturno, è stata messa a punto una tecnica di ventilazione meccanica ideata per mandare aria a pressione nelle vie aeree e ridurre l’insorgenza di complicanze cardiovascolari e neurologiche.  Il russamento, al pari della sonnolenza diurna, è una spia importante dell’OSAS: chi russa va studiato a fondo, così come chi ha frequenti risvegli, sonnolenza, mal di testa, fatica a mantenere la concentrazione, diminuzione della memoria recente, ma anche aritmie o pressione arteriosa elevata resistente a terapie specifiche.

Medical News

Ma cura esiste e passa per dimagrimento; nuove norme patente

Molti incidenti in auto, 7.360, e 231 morti. Questi i danni provocati sulle strade dalle apnee notturne nel solo 2014 in Italia. Il collegamento tra la Osas (sindrome da apnee notturne), di cui è stato calcolato che soffrano circa 2 milioni di italiani con un’incidenza forte tra gli over 60, e incidenti stradali era un allarme già sentito in Europa. Una sindrome che ha dunque un forte impatto sociale, ma la possibilità di guarigione esiste, assicurano gli esperti, e passa anche dal dimagrimento dei pazienti, in molti casi obesi.



Un problema molto sentito, tanto che ora anche l’Italia recepisce una direttiva Ue sulla patente di guida, per la quale i decreti del ministero dei Trasporti e della Salute impongono di inserire l’informazione sul documento e di subirne il ritiro nel caso in cui la sindrome non venga adeguatamente curata. “Presso l’ambulatorio di Audiologia del Policlinico Tor Vergata di Roma cerchiamo da anni di puntare l’attenzione sulla prevenzione attraverso un percorso diagnostico e di informazione del paziente a rischio. Ma la conoscenza è ancora scarsa”, afferma il direttore dell’Unità Audiologia e foniatria dell’Università Tor Vergata, Stefano Di Girolamo. Chiunque occasionalmente, spiega, ”può trattenere il respiro. Quando però la pausa si prolunga per più di 10 secondi, allora il fenomeno diventa anormale. Se si ripete per molte volte nella notte, può comportare rischi importanti anche durante la veglia”. Con i ‘micro risvegli’ di notte a causa delle apnee, infatti, si ha eccessiva sonnolenza diurna, facile irritabilità, perdita di energia.



Ma c’è un ulteriore elemento: ”I due terzi dei pazienti affetti da apnee notturne è obeso, perciò – avverte lo specialista – massima attenzione va data all’alimentazione ed ai disturbi alimentari”. La prima strada per la cura, rileva, ”è dunque il dimagrimento del soggetto, a cui si aggiunge la correzione della posizione del sonno e l’eliminazione di sostanze eccitanti, come alcol o tabacco”. Il 30% dei pazienti risolve poi il problema con la chirurgia, aggiunge Di Girolamo, ”ma tendiamo sempre a consigliare l’uso della CPAP, un dispositivo simile a una maschera che aiuta la respirazione durante il sonno”. Quanto alla nuova normativa, conclude l’esperto, ”perplessità riguardano i richiesti questionari di autovalutazione del sonno, che possono avere certamente valore di screening preliminare ma non possono essere invece considerati indici di gravità della malattia”.