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L’Università di Warwick ha messo a confronto le performance energetiche di tre ospedali. Ecco i risultati

Un importante e prestigioso riconoscimento per l’Azienda USL Toscana Sud Est arriva da uno studio condotto nell’Università di Warwick, in Gran Bretagna. Lo studente Jacob Stapley, coordinato dal Professor Lillywhite, ha messo a confronto l’impatto ambientale generato dal funzionamento di tre differenti ospedali europei: l’ospedale di Utrechet nei Paesi Bassi, l’ospedale di Coventry in Gran Bretagna e l’ospedale San Donato di Arezzo, prendendo particolarmente in esame la Dialisi. La ricerca è partita dal confronto dei consumi/costi energetici specifici di questo reparto al San Donato e nelle equivalenti strutture all’estero, allargando poi il ragionamento a tutto l’ospedale. I risultati ottenuti mostrano che l’ospedale di Arezzo è di gran lunga il migliore. Ha un impatto ambientale, in termini di emissioni di CO2, più basso del 72% rispetto all’ospedale di Utrechet e di ben l’83% rispetto a quello di Coventry. Lo studio sottolinea che questo risultato è stato possibile grazie all’attivazione dell’impianto di cogenerazione di energia elettrica e termica, presente nella zona tecnica dell’ospedale, vicino al parcheggio multipiano e alla lavanderia. Lo studio cita anche l’impianto fotovoltaico, presente sopra il reparto di rianimazione del San Donato. “I colleghi di Warwick sono rimasti molto sorpresi quando hanno saputo che l’impianto di cogenerazione dell’ospedale di Arezzo è stato costruito grazie ad un contributo a fondo perduto dell’80% del Ministero dell’Ambiente – ha commentato Daniele Giorni, Energy Manager della Asl Toscana Sud Est – e che siamo stati l’unica Azienda Sanitaria in Italia ad ottenere questo importante contributo, grazie al Progetto chiamato “Ospedale verde”. Altro aspetto che è stato molto apprezzato è il corretto dimensionamento del nostro impianto di cogenerazione”. “Riconoscimenti prestigiosi come quello dell’Università di Warwick, oltre alle importanti riduzioni dei costi energetici ottenuti dalla nostra Azienda in questi ultimi anni, ci spingono ad andare oltre – commenta Francesco Ghelardi, direttore amministrativo – Abbiamo già in programma di efficientare energeticamente anche gli ospedali di Nottola (Montepulciano) e di Campostaggia (Poggibonsi) con il progetto Siena’s green hospital. Da questo nuovo progetto ci attendiamo ulteriori ed importi riduzioni dell’impatto ambientale”. “Questo riconoscimento è per noi motivo di profonda soddisfazione: il percorso non è stato facile ma in tema di efficienza energetica la nostra Azienda ha raggiunto risultato impensabili fino a poco tempo fa – conclude il direttore generale, Enrico Desideri – Ricordo che abbiamo raggiunto, già con tre anni di anticipo, i famosi e ambiziosi traguardi del Pacchetto Clima dell’Unione Europea “20 – 20 – 20”, riducendo già nel 2017 il 27% del fabbisogno di energia e il 27% di emissioni di CO2. Non succede spesso che una direttiva europea venga attuata in anticipo rispetto alla sua scadenza”.

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E’ successo all’ospedale Scotte di Siena. Parliamo della prima asportazione di tiroide e timo effettuata utilizzando tecniche di chirurgia robotica.

Un paziente affetto da due diverse patologie, una a carico del timo e una a carico della tiroide, è stato curato con un unico intervento, durato circa 6 ore, praticando solo tre fori di pochi millimetri 2 sotto la mammella ed uno a livello dell’ascella. Il risultato è il frutto di un lavoro congiunto tra l’equipe dell’Uoc di chirurgia toracica dell’azienda ospedaliero universitaria di Siena, diretta da Giuseppe Gotti, con Luca Luzzi, e il direttore dell’otorinolaringoiatria dell’ospedale di Arezzo, Pierguido Ciabatti.

L’intervento, annunciano i medici, “è perfettamente riuscito e il paziente è stato dimesso dopo 4 giorni”.

L’uso della chirurgia robotica, nell’ambito della chirurgia del collo è una novità assoluta. Tradizionalmente, l’asportazione del timo prevedeva una sternotomia e, per asportare la tiroide, era necessario l’intervento chirurgico tradizionale, con complicazioni postoperatorie, dolore ed una lunga ospedalizzazione. Per questi motivi i due interventi venivano raramente associate con le tecniche tradizionali.

“Abbiamo studiato il caso in maniera approfondita – afferma Ciabatti – e con una minima rotazione di soli 30 gradi del robot, senza spostare il paziente, abbiamo fatto i due interventi. Per la chirurgia della tiroide abbiamo utilizzato una tecnica mini-invasiva robotica che ha permesso l’asportazione di tutta la ghiandola passando dalla stessa incisione del cavo ascellare usata per asportare il timo, evitando, in questo caso, la cervicotomia. Questa procedura è eseguita solo in altri due centri nazionali tra cui l’ospedale San Donato di Arezzo ove, unico in Italia, questa procedura viene effettuata dal un chirurgo otorinolaringoiatra”.

“Siena – commenta l’assessore regionale al diritto alla salute, Stefania Saccardi – oggi rappresenta uno dei pochissimi centri in Italia ad offrire la possibilità di una trattamento con tecnica robotica mini-invasiva delle patologie mediastiniche. La neonata Area Vasta della Toscana Sud Est – conclude – ha dimostrato la validità del concetto di macroarea, cioè mettere insieme risorse già esistenti nel territorio”.