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Lo stage è un contratto regolato dalla L. 24 giugno 1997 n. 196, dal suo decreto di attuazione: D.M. 25 marzo 1998 n. 142 e dalla D.G.R. 1324 del 23/07/2013 (Disposizioni in materia di tirocini, ai sensi dell’accordo Conferenza Stato Regioni e Province autonome del 24 gennaio 2013.

 
CHI PUO’ ACCEDERE


Coloro che sono studenti o laureati da non più di 12 mesi presso l’ Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Università IUAV di Venezia e l’Università degli Studi di Padova.

 
MODALITA’ DI ACCESSO


L’offerta stage proposta dalle varie strutture regionali è gestita dai singoli Uffici stage di ciascun ateneo. 
Se interessati alla proposta, gli studenti/laureati potranno dare il loro nominativo all’Università. L’ufficio preposto farà pervenire i curriculum vitae dei richiedenti.
I curriculum ricevuti saranno analizzati dalle strutture regionali al fine di un eventuale colloquio con il candidato stagista.
Si sottolinea che il primo contatto degli interessati deve avvenire con i singoli istituti universitari. Qui di seguito sono messi in evidenza i riferimenti e le attuali proposte disponibili per ciascun ateneo. Gli interessati potranno verificare le varie offerte stage anche presso l’ufficio stage dell’ateneo presso il quale sono studenti/laureati oppure al sito web dello stesso.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
Servizio Stage e Mondo del Lavoro
Palazzo Storione Riviera Tito Livio n. 6
35100 PADOVA PD
Tel. 049/8273075

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Alto 120 cm, percepisce emozioni, primo esperimento a Padova

Per adesso ha fatto solo una prova, ma Pepper, il robot che può interagire con i bambini e consolarli se hanno paura, potrebbe essere ‘assunto’ dal reparto di Pediatria dell’ospedale di Padova, grazie all’intervento della Fondazione privata ‘Salus Pueri’. Si tratta di una sperimentazione unica al momento in Italia. Alto 120 centimetri, pesante 30 kg, con un’autonomia di 12 ore, l’umanoide è in grado di capire la provenienza dei suoni e identificare le emozioni trasmesse dalla voce, decifrando dal volto del paziente il suo stato d’animo. Se un bambino ride, lui farà altrettanto, se piange cercherà di consolarlo, giocando e ballando. Tutto questo – anticipa il ‘Corriere del Veneto’ – tramite un sistema di 4 microfoni direzionali e videocamere tridimensionali.

L’Università di Padova ha già sperimentato per un periodo un altro umanoide, Nao, robottino di 60 centimetri, molto meno evoluto però di Pepper. L’obiettivo, è quello di poter acquistare il primo esemplare dell”infermiere Pepper’, entro il 2016.

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L’apertura dell’orario di visita si amplia dalle ore 11.30 alle 21

Si intitola “Humanitas, porte aperte in corsia” l’iniziativa del Direttore Generale dell’Azienda ULSS 16 Padova e Commissario delle Aziende ULSS 15 Alta Padovana e ULSS 17 Bassa Padovana Domenico Scibetta che prevede l’estensione dell’apertura degli orari di visita ai pazienti nelle unità operative di area medica in tutti e cinque gli ospedali delle aziende territoriali della provincia di Padova. Nelle strutture ospedaliere Sant’Antonio a Padova, Immacolata Concezione di Piove di Sacco, Madre Teresa di Calcutta di Schiavonia e negli ospedali di Cittadella e Camposampiero le visite ai pazienti ricoverati in Medicina, Geriatria, e Lungodegenza sono stati estesi dalle ore 11.30 alle ore 21.00 con una finestra aggiuntiva dalle ore 7.30 alle ore 8.30, fascia oraria dedicata alle colazioni. “Il progetto nasce dalla considerazione che tutti quanti, da ricoverati, torniamo un po’ bambini e cioè impauriti, indifesi e bisognosi di vicinanza fisica, di attenzione e di umanità tangibile – sottolinea il dr. Domenico Scibetta, già in passato promotore di numerose iniziative di specifica attenzione al paziente –. Abbiamo pensato di ampliare l’orario di apertura delle visite perché la compagnia e l’empatia agevolano la guarigione, innescando energie positive, migliorando concretamente la degenza degli assistiti che non devono sentirsi reclusi né subire la struttura ospedaliera e le sue regole rigide. Vorremmo fare in modo che chi è in cura possa avvertire che l’ospedale li sta accompagnando, sollecitando il più possibile un’accoglienza che sia veramente tale, un sentirsi al centro dello stare ospedaliero, non meri ingranaggi di una macchina più grande, spesso incomprensibile e lontana”. La sperimentazione sui nuovi orari di visita ai pazienti riguarda 555 posti letto sul totale di 1.658 posti letto degli ospedali gestiti direttamente dalle tre aziende sociosanitarie padovane ed è prevista nell’arco di sei mesi, dopo i quali saranno effettuate le necessarie valutazioni. L’iniziativa, che va nell’ottica di confluenza delle tre aziende sociosanitarie in un unico contesto territoriale provinciale, è la prima di una serie che la direzione generale padovana sta studiando per rendere gli ospedali non solo luoghi di cura ma sempre più spazi di relazione ed interazione, aperti alla comunità. “Sottolineo – chiude il dr. Scibetta – che si tratta di un progetto a costo zero perché per metterlo in atto è stato necessario procedere ad una riorganizzazione oraria, con una pianificazione più accorta, che tiene conto dei desideri dell’utenza stessa senza alcun dispendio e garantendo un giusto equilibrio tra la scienza medica ed il potere dello stare insieme”.