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Prende il via domani 17 aprile il programma di attività sportive, di gioco e di intrattenimento che per oltre 5 mesi, sino alla fine di settembre, animerà la grande area che a Reggio Emilia si affaccia su Via Amendola.
Le attività, tutte gratuite, sono rivolte agli adulti, ai bambini, agli adolescenti, agli studenti universitari e alle persone con disabilità e sono il frutto della progettazione partecipata che ha visto lavorare insieme Ausl Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia e UNIMORE oltre ad una serie di partner, ognuno portatore di specifica competenza.
Il programma, che si articola prevalentemente nei pomeriggi infrasettimanali, ha l’obiettivo di rendere quanto più fruibile il Campus, vero polmone verde alle porte della città.
Dopo l’inaugurazione nel luglio 2017 del percorso pedonale di oltre un chilometro e di tre aree dotate di attrezzature sportive miste per l’allenamento individuale, il calendario 2018 arricchisce l’offerta dell’area e promuove diverse attività fisiche e di socializzazione accessibili a tutti. I corsi, che hanno impatto fisico differenziato, non richiedono iscrizione né prenotazione e sono condotti con la supervisione di operatori UISP o di laureati in scienze motorie.

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Obbligatori dal primo luglio, si salva il 93% di chi e’ colpito da attacco cardiaco

I defibrillatori automatici esterni, obbligatori dal primo luglio in tutti i luoghi dove si fa sport, salvano vite almeno 14 volte su 15: in uno studio presentato al convegno europeo di cardiologia a Barcellona emerge che su 15 persone colpite da arresto cardiaco mentre facevano sport amatoriale a Piacenza, ben 14 sono state salvate. Lo studio di 18 anni ha trovato che la sopravvivenza dall’arresto cardiaco ha raggiunto il 93% nei centri dotati di questo strumento contro il 9% dei centri che non ne erano forniti. “La morte cardiaca improvvisa è una causa principale di morte in Europa, che colpisce ogni anno più di 300.000 persone”, ha dichiarato il primo autore dello studio Diego Penela, cardiologo dell’ospedale Guglielmo da Saliceto, Piacenza, Italia. “La possibilità di sopravvivenza diminuisce con ogni minuto in cui la defibrillazione non viene eseguita”. I defibrillatori possono essere utilizzati da personale medico di emergenza ma anche da persone non addestrate. Piu’ e’ vicino lo strumento al luogo dove si trova la persona colpita da attacco cardiaco piu’ aumenta la probabilità di sopravvivenza.
Gli arresti cardiaci si verificano più spesso nei centri sportivi ricreativi. Il Progetto Vita (Project Life) ha valutato l’impatto dell’acquisto di AED da parte di centri sportivi amatoriali sulla sopravvivenza da arresto cardiaco improvviso. Lo studio ha incluso 252 centri sportivi nella provincia di Piacenza. Un totale di 207 (82%) centri sportivi amatoriali ha acquisito un defibrillatore durante il periodo di studio mentre 45 (18%) non lo hanno fatto. Durante i 18 anni, 26 arresti cardiaci improvvisi si sono verificati in centri sportivi dilettanti, di cui 15 (58%) in centri già dotati dello strumento salva vita. “I nostri risultati mostrano chiaramente che la presenza di un defibrillatore consente di risparmiare vite: da 15 pazienti che hanno subito un arresto cardiaco nei centri con un AED, 14 sono sopravvissuti e non hanno avuto danni neurologici (93%), I Sopravvissuto senza danni neurologici su 11 arresti cardiaci nei centri senza defibrillatore sono stati invece il 9%”, conclude Penela.

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Il corpo lavora meglio e consuma in misura maggiore

Meglio non mangiare prima della palestra. Perlomeno se si vogliono avere dei risultati importanti. Il corpo, infatti, lavora meglio e brucia più grassi a stomaco vuoto. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Bath, nel Regno Unito, pubblicato sulla rivista American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism. Per arrivare a questo risultato sono stati presi in esame 10 uomini adulti sovrappeso. I volontari hanno camminato per 60 minuti a un 60 per cento del consumo massimo di ossigeno a stomaco vuoto e, in un’altra occasione, due ore dopo aver consumato una colazione ricca di carboidrati e ad alto contenuto calorico. Il team di ricerca ha prelevato campioni di sangue dopo il pasto o il digiuno e l’attività fisica, raccogliendo anche campioni di tessuto adiposo immediatamente prima e un’ora dopo le camminate.
Dai risultati è emerso, come evidenzia Dylan Thompson, tra gli autori dello studio, che “dopo aver mangiato, il tessuto adiposo è occupato a ‘rispondere’ al pasto e l’esercizio in questo momento, non stimolerà gli stessi cambiamenti in termini di benefici”. Questo significa- conclude- che l’esercizio in uno stato di digiuno potrebbe provocare cambiamenti più favorevoli nel tessuto adiposo, e ciò potrebbe essere benefico per la salute a lungo termine”.

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Nuova tendenza del fitness americano,attrice teatro testimonial

Tornare in forma fisica perfetta e perdere i chili di troppo grazie ad immagini tridimensionali del proprio corpo, aggiornate regolarmente per seguire i progressi o le battute d’arresto del regime atletico e dietetico seguito: e’ questa la nuova tendenza del fitness americano, offerta in un numero crescente di palestre.
Nelle ‘Gym’ – come si chiamano negli Usa – dei vip, si propone ora ai clienti l’esame realizzato da una macchina scanner che fornisce immagini 3D del proprio corpo. Misurandone cosi’,con centinaia di micro-immagini, non solo il peso, l’altezza, il giro vita e cosi’ via, ma anche la massa muscolare, l’accumulo di grassi, e liquidi. Vengono inoltre individuate le specifiche aree con piu’ adipe.
Una delle testimonial del successo del metodo e’ l’attrice’teatrale e musicale americana Sarah Loman, costantemente in lotta con il suo sovrappeso, che ha fatto ricorso ad una palestra di New York nota per il nuovo approccio tecnologico.
I progressi sono stati subito significativi ed hanno aiutato Loman a rimanere motivata ed impegnata: in quattro mesi, l’attrice si e’ liberata di circa 14 chili di grasso e ne ha acquistati 3 di massa muscolare.
“Se l’avessi fatto da sola avrei magari visto il numero dei chili che scendevano sulla bilancia – ha detto ai media Usa Loman – ma cosi’ ho seguito l’ammontare di liquidi che perdevo, di adipe e di muscolatura acquisita”.