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Una lettera per immagini, il metodo per chi non puo’ parlare

”Io non posso camminare ne parlare.
 Mi piacerebbe tanto conoscerti meglio. So che nelle tue preghiere ti ricordi sempre di noi e noi preghiamo sempre per te”.
Alcuni mesi fa, a maggio, Gabriel, un bambino di quasi 6 anni fa aveva scritto al Papa questa lettera. E Papa Francesco e’ andato a sorpresa nel suo reparto della Fondazione Santa Lucia. Gabriel e’ tetraplegico a causa di paralisi cerebrale, con forti difficolta’ a comunicare. La tecnica utilizzata per comunicare nella lettera è una forma di “Comunicazione Alternativa Aumentativa”. Sono tecniche che si insegnano nei percorsi di neuroriabilitazione della Fondazione per permettere di comunicare a bambini che non possono parlare, scrivere o comunicare a gesti.
    Tutta composto da disegni, piccole immagini che compongono un linguaggio particolare. Gabriel ha fissato le immagini che volevano comporre la sua lettera e il testo e’ arrivato in Vaticano. Grande la sorpresa fra i bambini suscitata dalla visita di Bergoglio. “Ma è il Papa vero?”, ha chiesto un piccolo ricoverato.
    Dopo l’applauso di commiato un bambino ha detto: “Ciao Papa!” Un uomo in piedi su un aiuola rialzata, ha chiesto ad alta voce al Papa: “Facciamoci un Selfie”. Il Papa, che stava entrando in macchina, ha alzato gli occhi verso la persona e lo ha guardato simpaticamente rassegnato dicendo: “Facciamoci questo selfie”.
   
L’uomo è sceso e ha fatto la foto con il Papa facendosi largo tra la folla: “Vi prego, Vi prego, Lasciatemi passare. Il Papa m’ha detto di sì”.

Fonte:www.ansa.it

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Dagli andrologi la dieta per chi vuole diventare papa’

Un caffè a colazione, una tazzina dopo pranzo, un’altra pausa-espresso a metà pomeriggio: un “vizio” che non è dannoso per chi vuole diventare papà, perché il caffè è stato “scagionato” dagli ultimi studi e tre tazzine al giorno sono non solo una dose sicura per la fertilità, ma addirittura un aiuto naturale come mostrano dati discussi dagli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA) in occasione del loro Congresso Nazionale, durante il simposio ‘Cucina, Salute & Benessere”. “La caffeina è un inibitore aspecifico delle fosfodiesterasi che aumenta la concentrazione del GMP ciclico ‘messaggero’ del segnale di vasodilatazione e di rilassamento del tessuto erettile. Ciò comporta la riduzione fino a un terzo del rischio di disfunzione erettile in chi consuma fino a tre tazzine rispetto a chi non beve caffè o ne beve una quantità superiore.
La caffeina va così ad aggiungersi alle sostanze che favoriscono il benessere sessuale, molte delle quali sono contenute nei cibi della tradizione italiana: la dieta mediterranea aumenta infatti dal 72 al 95% la quota di spermatozoi sani e di elevata qualità, stando ad uno studio italiano discusso durante il congresso, dichiara Alessandro Palmieri, presidente SIA e Professore all’Università Federico II di Napoli.
Ma oltre a seguire una dieta sana, serve puntare sull’esercizio fisico perchè la sedentarietà è una minaccia per la salute sessuale maschile “Una regolare attività fisica migliora la qualità dello sperma e dell’erezione ma un esercizio costante spesso prevede un impegno di tempo poco compatibile con la vita quotidiana, così abbiamo pensato di utilizzare una semplice app, scaricabile gratuitamente su tutti gli smartphone per aiutare gli uomini a monitorare la quantità di moto giornaliera attraverso la conta dei passi” spiega Andrea Salonia, ideatore della pasSIApp, consigliere SIA e Professore Associato di Urologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano L’obiettivo era quello di superare la soglia dei 10.000 passi al giorno. Ebbene, il test della disfunzione erettile eseguito prima e dopo l’incremento dell’attività motoria ha mostrato che dopo tre mesi uno su due è riuscito a muoversi di più e a migliorare la propria disfunzione erettile, il 16% è tornato addirittura a un’erezione normale. Tutto questo semplicemente camminando ogni giorno per circa mille passi in più, per arrivare ai 10.000 raccomandati: questo conferma che il movimento quotidiano regolare ha un grande potenziale sul benessere sessuale maschile”.

Questo nello specifico l’elenco dei cibi per chi vuole diventare papà.
Agrumi: contengono vitamina C, antiossidante, e vitamina A per aumentare la motilità degli spermatozoi.
Pomodori: contengono licopene, che migliora la motilità degli spermatozoi.
Ortaggi a foglia verde: utili per i contenuti di vitamina C e A e di acido folico, importante per produrre spermatozoi sani.
Carote: contengono beta-carotene protettivo per lo sperma.
Fagioli: utili per l’acido folico e lo zinco, che aiutano a dare spermatozoi sani e a ridurne la tendenza all’agglutinazione.
Uova: contengono zinco che impedisce agli spermatozoi di agglutinarsi.
Pesce: per i contenuti di acidi grassi omega-3, che migliorano la qualità del seme.
Frutta secca: apporta zinco in quantità, ma anche il coenzima Q10, antiossidante molto efficiente.
Olio extravergine d’oliva: contiene antiossidanti che migliorano la qualità degli spermatozoi. Cibi no: carni conservate, formaggi grassi e latte non scremato, bevande zuccherate, alcol, dolci.

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“Con ‘industria’ della salute s’inganna gente, saper dire di no”

Papa Francesco riceve la comunità dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, uno dei più grandi d’Europa, di proprietà della Santa Sede – nella Sala Nervi settemila tra medici, infermieri, volontari, dirigenti, piccoli pazienti e famiglie provenienti anche dalle periferie del mondo -, e non si lascia sfuggire l’occasione per lanciare fortissimi strali contro la passata gestione del nosocomio, e contro l’averlo trasformato, anni addietro, in centrale d’affari e anche – ha ammonito Bergoglio – di “corruzione”, a cui bisogna “saper dire no”, essendo “il cancro più forte di un ospedale”. 

Il Pontefice, in un discorso quasi interamente ‘a braccio’, rispondeva a quattro testimonianze, di cui alcune toccanti, come quella di una ex malata di linfoma, diventata cieca, alla fine diventata essa stessa medico. O come quella di un neo-laureato in Scienze infermieristiche che gli ha chiesto quale dovesse essere il “marchio di fabbrica” di chi lavora al Bambino Gesù. “Sono i bambini – ha risposto il Papa, mettendo da parte il discorso che aveva preparato -. Il Bambino Gesù ha avuto una storia non sempre buona, non sempre, tante volte buona, ma alcune epoche no”. 

”La tentazione di fare l’uniformità, di trasformare una cosa tanto bella come un ospedale di bambini in un’impresa per fare affari, e i medici diventano affaristi, gli infermieri affaristi, e tutti affaristi”, ha detto Francesco. “Non dev’essere tutto perfetto, no – ha proseguito -. Per chi lavora nel Bambino Gesù il marchio di fabbrica è essere stanco, sudato, sporco, anche con voglia di andarsene a casa ma di rimanere. Dare la vita lì. Ma di una sola cosa bisogna avere paura: la corruzione”. 

Il Papa ha continuato invitando: “Guardate i bambini e pensiamo, ognuno di noi: io posso fare affari corrotti con questi bambini? No”. “Io posso finire la giornata sudato, sporco, stanco, con voglia di dire alcune parole un po’ brutte e mandare qualcuno a quel paese. Posso? Sì. Ma senza corruzione!”. Quindi il suo forte richiamo: “Il cancro più forte di un ospedale come questo è la corruzione. E la corruzione – ha osservato – non viene da un giorno all’altro: si scivola lentamente, oggi una mancia lì, una tangente là, domani una raccomandazione là, e lentamente, senza accorgersene, si finisce nella corruzione”. 

”I bambini non sono corrotti – ha ribadito Francesco -. In questo mondo dove si fanno tanti affari con la salute, si inganna tanta gente con l’industria della malattia, il Bambino Gesù deve saper dire ‘no’. Peccatori sì, tutti noi lo siamo, ma corrotti mai!”. Le dure parole del Papa, non del tutto attese (nel suo discorso la presidente Mariella Enoc ha sottolineato che “il nostro ospedale non deve essere e non è un centro di potere né un centro di profitto”), sono sembrate la pietra tombale sull’epoca in cui il Bambin Gesù finiva al centro delle polemiche per vicende come quelle dei 400 mila euro usati per ristrutturare l’attico in Vaticano dell’ex segretario di Stato card. Tarcisio Bertone, per cui sono finiti sotto inchiesta l’ex presidente Giuseppe Profiti, manager vicinissimo al cardinale, e l’ex tesoriere Massimo Spina. 

E anche sull’epoca in cui, proprio sotto l’egida del cardinal Bertone, si facevano mega-progetti su grandi poli della sanità cattolica, successivamente sfumati. Ed è comunque da notare come su tutti i media vaticani (l’Osservatore Romano, il sito di Radio Vaticana, il bollettino sul portale ufficiale Vatican.va) non ci sia traccia delle parole dette oggi dal Papa: tutti hanno preferito mettere il discorso precedentemente preparato, non quello realmente pronunciato ‘a braccio’. Anche perché chi ha invece assistito alla diretta tv o radio, oltre a chi era in Sala Nervi, quelle parole contro l'”affarismo” e la “corruzione” le ha potute sentire benissimo.

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‘Appello’ nella XXIII Giornata mondiale

“Oggi – ha ricordato il Papa in un ‘appello’ al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro – ricorre la XXIII Giornata mondiale per l’Alzheimer, che ha per tema ‘Ricordati di me’. Invito tutti i presenti – ha aggiunto – a ‘ricordarsi’, con la sollecitudine di Maria e con la tenerezza di Gesù misericordioso, di quanti sono affetti da questo morbo e dei loro familiari per far sentire la nostra vicinanza. Preghiamo anche per le persone che si trovano accanto ai malati sapendo cogliere i loro bisogni, anche quelli più impercettibili, perché visti con occhi pieni di amore”.

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Per problemi cognitivi e linguaggio, soprattutto per maschietti

Papà cronicamente stressati dal ruolo di genitori? Mai sottovalutare il problema perché ciò potrebbe avere implicazioni anche sui figli e sul loro sviluppo, frenandolo sotto alcuni aspetti.
È quanto emerge da una ricerca della Michigan State University, pubblicata su Infant and Child Development. Gli studiosi hanno approfondito il ruolo dei padri nello sviluppo dei figli in 730 famiglie, misurando il livello di stress e problemi mentali, come ad esempio la depressione, con appositi questionari sottoposti a entrambi i genitori.
Dai risultati e’ emerso che quando il papà era stressato dal ruolo genitoriale ciò aveva un effetto nocivo sui bambini a livello cognitivo e di sviluppo del linguaggio, in particolare tra i due e i tre anni di età. Questo accadeva anche tenendo in considerazione il ruolo delle madri.

L’impatto variava in base al genere, con ad esempio una maggiore influenza per quanto riguardava il linguaggio sui maschietti rispetto che sulle femminucce.