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Il numero totale dei casi positivi sale a 31

Non cala l’allerta per l’epidemia di legionella a Parma. Ieri si è registrato il secondo decesso di una paziente colpita: una donna di 77 anni è morta all’ospedale Maggiore, dove i casi sono saliti a 31. Lo riporta la stampa locale. L’anziana era stata ricoverata per grave difficoltà respiratoria e febbre alta: aveva patologie pregresse. Sempre ieri è stata confermata la positività per altre due persone già ricoverate al Maggiore.
Il numero totale dei casi positivi è appunto 31, e al momento i ricoverati da polmonite per legionella sono 16, di cui due in condizioni serie. Nei giorni scorsi era deceduta una paziente ultraottantenne, anche lei con gravi patologie pregresse. Per oggi è convocato un incontro tra i medici delle due Aziende sanitarie e della Regione Emilia-Romagna, con esperti dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel summit potrebbero venire avanzate le prime ipotesi sulle cause del contagio.
L’Unità di Crisi istituita dalla Regione Emilia-Romagna nelle riunione di oggi dovrebbe infatti rendere noti i dati del monitoraggio che Arpa ha effettuato in vari punti dell’Acquedotto di Parma. Le persone colpite risiedono tutte in una zona ben definita della città e la fonte più probabile del contagio resta la rete idrica dell’acqua potabile. Domani sera, alle 21, è invece in programma un’assemblea pubblica dove il sindaco Federico Pizzarotti informerà la cittadinanza sulla situazione dell’emergenza. Con lui ci saranno i dirigenti dell’Ausl di Parma e di Iren, l’azienda che amministra la rete idrica comunale.

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E’ virus AH3. Grande anticipo rispetto al periodo epidemico

Un ceppo di virus influenzale di specie A sottotipo H3 è stato rilevato mercoledì 7 settembre, con grande anticipo rispetto al periodo epidemico, da un tampone faringeo appartenente a un bambino di tre anni e cinque mesi, ricoverato dal 3 settembre al Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma con febbre alta e compromissione bronchiale. Come riferito dal pediatra, il bambino, nato in Marocco e residente in Libia, era arrivato in Italia il 28 agosto su un gommone dalla Libia, insieme ai genitori, ed era ospitato in un Centro di Accoglienza territoriale. Il bambino, dopo reidratazione e risoluzione della febbre, è stato dimesso proprio ieri.

Il virus influenza di specie A causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e, nei Paesi a clima temperato, generalmente collocati nella stagione invernale.

L’identificazione del virus influenzale A/H3 è avvenuta nella Struttura Semplice di Diagnosi Virologica Molecolare ed Epidemiologia, sotto la responsabilità di Maria Cristina Medici, Struttura Complessa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, diretta da Adriana Calderaro. Il risultato ottenuto è rilevante non solo dal punto di vista diagnostico, ma anche dal punto di vista epidemiologico, perché sottolinea come la circolazione dei virus influenzali non sia limitata alla sola stagione invernale, in cui si concentra il picco epidemico, ma si estenda a tutti i periodi dell’anno, causando casi sporadici in soggetti, come i bambini, che non avendo fatto esperienza di precedenti infezioni con tali virus sono più suscettibili degli adulti a infettarsi e ad ammalarsi. La continua circolazione di questi virus favorisce ulteriormente la comparsa di nuove varianti virali che, generalmente, segnano l’inizio della successiva stagione epidemica invernale. La caratterizzazione più precisa del ceppo di influenza A/H3 identificato è attualmente in corso.

Informazioni aggiornate al 5 settembre dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) attestano l’attuale circolazione di virus influenza A (H3N2), ma anche quella di virus influenza A (H1N1), responsabile di pandemia nel 2009, e di virus influenza B, con prevalenze differenti nei diversi paesi. La stessa Oms segnala l’assenza di dati al riguardo relativi all’Italia.