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Studio individua una maggiore tolleranza al dolore
– Avere il partner può avere un effetto analgesico. Non un amico qualsiasi, ma proprio il compagno di vita. Secondo uno studio dell’Università delle Isole Baleari e dell’Umit, l’Università di scienze della salute di Hall in Tirol, in Austria, avere un sostegno sociale (anche senza un contatto verbale o fisico nel particolare momento in cui si sperimenta la sofferenza) può comunque ridurre la percezione del dolore. I ricercatori hanno valutato la sensibilità al dolore da pressione di 48 coppie, con ciascun partecipante che è stato testato sia da solo sia in presenza del proprio partner.
 
Gli studiosi spagnoli e austriaci hanno poi somministrato loro un questionario per cercare di capire quale fosse stata la loro percezione del dolore. In presenza dei loro partner, uomini e donne hanno mostrato soglie di tolleranza del dolore più elevate. L’empatia del partner è stata positivamente associata alla tolleranza al dolore ed è stata inversamente associata alla stessa esperienza dolorosa. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Scandinavian Journal of Pain.

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Si tende a preferire persone simili per livello culturale

Altro che innamoramento casuale, al primo sguardo: la scelta del partner è questione di Dna. Che ci porta a preferire persone simili e non diverse da noi per livello culturale, come compagni di vita e genitori dei nostri figli.
È quanto emerge da una ricerca della University of East Anglia, pubblicata sulla rivista Intelligence.
Gli studiosi hanno esaminato i Dna di 1600 coppie che coabitavano o erano sposate nel Regno Unito. I risultati hanno evidenziato, ad esempio, che chi ha ‘scritto’ nei propri geni il successo a livello scolastico, quindi ha buone capacità cognitive e un altrettanto buono livello culturale, tenderà a scegliere persone con un Dna simile, quindi un profilo genetico somigliante. Secondo gli studiosi questo può alimentare ineguaglianza genetica e sociale nelle future generazioni, soprattutto in termini di educazione e reddito futuro.
“Le conseguenze di questo tipo di accoppiamento, che non è lasciato al caso, in materia di istruzione e capacità cognitive, sono rilevanti per la società, e per il make-up genetico e quindi lo sviluppo evolutivo delle generazioni successive- spiega David Hugh-Jones, co-autore della ricerca- quando una crescente ineguaglianza sociale è guidata da un’altrettanto crescente disuguaglianza biologica, le disparità nella società possono essere più difficili da superare e gli effetti possono sommarsi di generazione in generazione”.