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Chi la mangia regolarmente assume più nutrienti fondamentali

Portare la pasta a tavola regolarmente riflette una maggiore attenzione alla alimentazione sana: infatti una indagine condotta dalla Nutritional Strategies, Inc. per conto della associazione americana dei produttori di pasta (National Pasta Association) svela che, in generale, coloro che mangiano regolarmente la pasta tendono complessivamente ad avere una dieta più sana.
Lo studio è stato presentato al meeting annuale della Obesity Society tenutosi di recente a New Orleans.
Gli esperti hanno raccolto informazioni sul consumo di pasta di un grande campione di individui ed hanno confrontato i dati raccolti con quelli sul quanto è sana e aderente alle più recenti linee guida nutrizionali americane l’alimentazione di ciascun volontario. Per effettuare questa misura gli esperti hanno usato un indice ad hoc chiamato USDA’s Healthy Eating Index-2010.
E’ emerso che coloro che risultavano avere una dieta sana e in linea con le correnti linee guida erano soprattutto quelli che consumavano pasta abitualmente. In particolare questi ultimi tendono ad assumere di più quei nutrienti critici che sono carenti nell’alimentazione di quasi tutte le persone (folato, magnesio, fibre, ferro), ad assumere più vitamine e minerali e a consumare meno zuccheri aggiunti, grassi saturi.
Questo studio, insomma, non trae nessuna conclusione su eventuali esiti del consumo di pasta in sé, ma si limita a evidenziare l’associazione tra questa abitudine e la scelta di una dieta sana.

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Importante non esagerare nelle quantità

La pasta non fa ingrassare. Anzi, le persone che la consumano con regolarità e moderazione (in media ca 50 grammi di pasta al dì, o il 10% delle calorie giornaliere totali) tendono a essere più in forma e più “magre” di chi, invece, ne limita i consumi.

E’ quanto suggerisce uno studio condotto presso il Dipartimento di Epidemiologia dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli (Isernia), sfruttando i dati di due ampi progetti di ricerca – Moli-sani e INHES (Italian Nutrition & HEalth Survey).


Pubblicata sulla rivista Nutrition and Diabetes, la ricerca ha preso in esame oltre 23.000 persone, inserite nei due studi, ed è stata in parte finanziata da Barilla Spa.

Gli esperti hanno analizzato le “misure” corporee dei partecipanti, peso, altezza, indice di massa corporea (IMC – che è il rapporto tra peso e altezza moltiplicata per se stessa e si usa per misurare se una persona è sovrappeso o obesa), girovita, rapporto vita/fianchi ecc. Le abitudini alimentari sono state studiate nel dettaglio.

E’ emerso che il consumo di pasta non si associa a un maggiore peso corporeo: mangiarla (sempre senza esagerare), al contrario si associa a un IMC più basso, minore circonferenza addominale e miglior rapporto vita-fianchi.

”Molte persone oggi bandiscono la pasta dalla tavola, andandola però poi a sostituire con cibi meno salutari (ad esempio carni rosse in eccesso) – spiega Licia Iacoviello del Neuromed -. E’ senz’altro meglio, conclude, restare fedeli alla dieta mediterranea, con consumi moderati di tutti i suoi elementi, la pasta in primis”.

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Ricercatrici italiane in gara a Premio europeo inventori

Sostituire il glutine dai cibi con la zeina, una molecola ‘gemella’ (ma senza problemi per i celiaci) estratta dal granturco che garantisce gusto e consistenza dei piatti originari. Lo permette il nuovo metodo ideato da Virna Cerne e Ombretta Polenghi, ricercatrici nell’Area Science Park di Trieste per l’azienda Dr. Schar. La loro idea è in concorso per il Premio Europeo degli Inventori che si svolge il 9 giugno a Lisbona.

”Il glutine è una molecola unica del suo genere – ha spiegato Cerne – perché è una proteina che crea una sorta di reticolo quando viene lavorata e garantisce molte proprietà ai cibi, ad esempio l’elasticità al pane e allo stesso tempo la croccantezza della crosta”. Problemi di intolleranza al glutine sono però sempre più diffusi, e possono andare da semplici intolleranze fino a fenomeni più gravi come la celiachia. Per questo è nato negli anni un importante settore di prodotti senza glutine, in cui si inserisce anche l’azienda italiana Dr. Schar. Ma proteine ‘tuttofare’ con tutte le proprietà del glutine sono difficili da estrarre e usare, tanto che per sostituirla in pane e pasta sono stati sviluppati dei mix di molecole dove ognuna ne imita un singolo aspetto ma comunque senza riuscire a farlo in modo completo. 

Una soluzione però potrebbe arrivare dalla zeina, una proteina che si trova nel granturco e molto simile al glutine. “Il problema – ha spiegato Polenghi – è che che è molto difficile da estrarre senza alterarne le caratteristiche e il nostro lavoro ha puntato proprio a superare queste difficoltà”. La fonte per ricavare la zeina è il mais bianco diffuso in nord Italia e usato per fare la polenta bianca e i prossimi passi delle ricercatrici sono ora quelli di migliorare il processo di estrazione che hanno ideato, tanto da renderlo concorrenziale, e nel giro di qualche anno poter commercializzare cibi senza glutine ma quasi perfettamente identici agli ‘originali’.