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Dal mese di febbraio è possibile effettuare al reparto di ginecologia dell’ospedale Nagar di Pantelleria, diretto dal responsabile Giuseppe Paolo Turco, visite specialistiche uro-ginecologiche in pazienti affette da patologie del pavimento pelvico.
In particolare vengono trattate incontinenze urinarie, sindrome da vescica iperattiva, prolasso genitale, cistiti ricorrenti, dispareunia, atrofia vaginale e disfunzioni post-partum del pavimento pelvico.
Le prestazioni ambulatoriali vengono effettuate nella giornata di sabato, dietro presentazione di ricetta medica. Per prenotazioni visite telefonare allo 0923910206.

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‘Diabete emergenza ma in Italia ostacoli per farmaci innovativi’

Le malattie croniche nel 2020 rappresenteranno l’80% di tutte le patologie nel mondo, con il diabete che è tra quelle che cresce più rapidamente. A livello globale le malattie croniche sono responsabili dell’86% di tutti i decessi, con una spesa sanitaria di 700 miliardi di euro.
Questo è quanto emerge dal workshop ‘Il paziente al centro – La gestione integrata della cronicità’ (organizzato con il contributo non condizionante di Msd) nell’ambito del progetto #Insiemeperilcuore.
In Italia, tra le malattie croniche, il diabete è “un’emergenza: solo un paziente su tre ha un adeguato controllo e di conseguenza le complicanze cardiovascolari, renali, oculari determinano un altissimo impatto socio-economico per il Sistema sanitario nazionale”. Il diabete nel nostro Paese colpisce circa 3,6 milioni di persone e che entro il 2035 sfiorerà in Europa il tetto dei 70 milioni di pazienti, contro gli attuali 52 milioni.
Ma – viene spiegato – “permangono ostacoli per i farmaci innovativi contro il diabete; e il medico di medicina generale non può prescriverli”.
Malattie come lo scompenso cardiaco, l’insufficienza respiratoria, i disturbi del sonno, il diabete, l’obesità, la depressione, la demenza, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia sono ritenute una “vera e propria emergenza sanitaria”. A questo proposito viene ricordato – concentrandosi su diabete e malattie cardiovascolari – il Piano nazionale delle cronicità messo a punto dal ministero della Salute per disciplinare “le modalità di assistenza dei pazienti affetti da malattie croniche, armonizzando le attività”; tra i punti cardine del Piano,: l’ospedale come snodo di alta specializzazione, l’integrazione tra assistenza primaria e cure specialistiche, il supporto al paziente e il potenziamento delle cure domiciliari, e piani di cura personalizzati.

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Disturbi colpiscono una donna su due

“L’inverno rappresenta il periodo migliore per la cura delle patologie venose, che colpiscono una donna su due, ma anche gli uomini non devono trascurare il problema. Oggi, a distanza di 30 anni, la tecnologia ci consente di effettuare interventi molto meno invasivi e soprattutto migliori dal punto di vista funzionale ed estetico per curare tali patologie. Con gli ecocolordoppler di ultima generazione possiamo fare diagnosi piu’ precise e praticare tecniche ecoguidate come la scleroterapia o con la schiuma e il laser endovascolare con piccolissime incisioni o addirittura senza incisioni con risultati eatetici molto soddisfacenti”. Così il prof. Lanfranco Scaramuzzino, presidente del congresso “Flebologia Oggi”, svoltosi a Napoli e giunto alla XXX edizione, a margine dei lavori del meeting.
“Una buona alimentazione e’ fondamentale – ha spiegato la biologa nutrizionista Adriana Carotenuto – Occorre variare i cibi ed evitare diete ipoproteiche ed ipovitaminiche e povere di fibre. L’acqua durante i pasti? Si puo’ bere e nel corso della giornata vanno assunti almeno due litri di acqua. Per renderla piu’ palatabile ci si puo’ far aiutare da prodotti drenanti che sono ricchi di antiossidanti. Il tutto va accompagnato da attivita’ motoria legger e costante allo stesso tempo”.

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Boom analisi di ogni tipo ma per esperti spesso e solo business

Dalla celiachia al diabete all’infarto, praticamente non c’è malattia di cui non siano stati scoperti geni che aumentano il rischio. Una proliferazione che alimenta un fiorente mercato di test che preoccupa gli scienziati, che sottolineano come una predisposizione non equivale alla certezza della malattia. Ecco i principali.

TUMORI

La possibilità di predire il rischio tumori con un test del Dna è divenuta ‘famosa’ grazie al caso di Angelina Jolie, che si è fatta asportare seni e ovaie dopo aver scoperto una mutazione dei geni Brca, che indicano un rischio compreso tra il 50% e l’80%. Oltre a questo però le compagnie offrono test predittivi su tutta una serie di altri tumori, da quello del colon a quello della prostata. Tranne in casi come quello del Brca, scrive l’Airc sul proprio sito, negli altri i test non hanno un grande valore, perchè lo sviluppo del tumore passa anche per fattori ambientali. “L’analisi genetica mostra solo un generica suscettibilità ad ammalarsi”.

DIABETE

I test genetici predittivi del diabete sia di tipo 1 che 2 sono molto diffusi sul web, ma secondo un recente documento della Società Italiana di Diabetologia sono “scarsamente utili”. Nel caso del tipo 1 possono essere di qualche utilità se una persona ha dei casi in famiglia. Per l’altro invece sono già state individuate 153 varianti che aumentano il rischio, che però, scrivono gli esperti, non aggiungono nulla alle predizioni basate su fattori come età, sesso, etnia, adiposità, glicemia, storia familiare, sindrome metabolica.

CUORE

Un altro dei ‘best seller’ tra i test predittivi è quello sul rischio cardiaco, che si basa su 156 geni, ma secondo la Società Italiana per lo studio della arteriosclerosi “Nessun test genetico disponibile in commercio per la valutazione del rischio cardiovascolare è in grado attualmente di predire il destino di un individuo sano”.

CELIACHIA

I test del sangue fatti sotto controllo medico sono l’unico metodo per la diagnosi, avverte un documento recente della Società italiana Gastroenterologia, mentre le ‘autodiagnosi’, fatte magari con kit fai da te, sono da evitare.

ALZHEIMER

Ci sono almeno quattro geni associati ad un aumento del rischio, ma secondo l’American College of Medical Genetics possono spiegare solo una piccola percentuale dei casi.

MALATTIE DEGLI OCCHI

Le compagnie che offrono test monitorano 287 geni per un rischio aumentato di malattie degli occhi, dalla degenerazione maculare alla retinite pigmentosa, ma secondo le linee guida dell’American College of Ophtalmology questi test dovrebbero essere fatti solo su consiglio di un medico.

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Slot machine: l’Ulss 12 Veneziana in campo perché anche i gestori sappiano accorgersi quando il gioco diventa, per i loro avventori, un problema o addirittura una patologia. Si chiama “Affinché il gioco rimanga un gioco”, ed è il progetto di formazione che l’Azienda sanitaria organizza in collaborazione con l’associazione nazionale Servizi Apparecchi Pubbliche Attrazioni Ricreative (SAPAR) rivolto proprio ai gestori di locali: attraverso eventi formativi del progetto gli esercenti iscritti all’associazione verranno sensibilizzati sui rischi d’insorgenza, nei clienti dei loro locali, di patologie riconducibili al gioco d’azzardo.
“Il fenomeno del gioco d’azzardo problematico e patologico – spiega il dottor Alessandro Pani, Direttore del Servizio per le Dipendenze dell’Ulss 12 – risulta in evidente aumento sia a livello nazionale che locale. Quando il gioco da passatempo si trasforma in un problema o in una dipendenza patologica, le conseguenze negative risultano spesso molto complesse: si arriva al dissesto economico e patrimoniale, si complicano le relazioni familiari e affettive, si mette in crisi l’equilibrio personale, la capacità di vita sociale, la stessa attività lavorativa. L’Ulss 12 Veneziana ha quindi accolto le istanze dell’Associazione SAPAR, con il fine di promuovere sul territorio una cultura del gioco a cui l’utenza si rapporti in modo corretto, ed evitare i fenomeni di devianza/dipendenza. Concretamente gli eventi formativi intendono sollecitare e istruire gli esercenti perché sappiano valutare le situazioni dei giocatori, e sappiano individuare i cosiddetti ‘giocatori difficili’ dalla loro frequentazione abituale del locale, dall’eventuale uso/abuso di alcolici, dalla tendenza o dalla tendenza e necessità di instaurare una relazione debitoria”.
Un ulteriore obiettivo della collaborazione tra Azienda sanitarie ed esercenti SAPAR è un’azione congiunta per garantire la massima tutela dei minori: anche su questo fronte il progetto formativo “Affinché il gioco rimanga un gioco” interverrà con la formazione fatta agli esercenti perché possano potenziare e sviluppare, oltre alla “mission” imprenditoriale, una sensibilità rivolta alle criticità della clientela.
Il progetto “Affinché il gioco rimanga un gioco. Corso di formazione sul gioco d’azzardo patologico” si svilupperà con incontri della durata di tre ore a cui parteciperanno di volta in volta non più di 30 esercenti e gestori. L’incontro verrà ripetuto in più riprese nei mesi di ottobre, novembre e dicembre affinché possano partecipare tutti gli esercenti e i gestori interessati, aderendo attraverso l’Associazione SAPAR. Gli incontri si terranno presso il Padiglione Rama, in via Paccagnella a Mestre.