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Il giorno 7 giugno p.v., Asl 4 ha organizzato con il personale della Struttura di Dermatologia di Sestri Levante, diretta dalla Dott.ssa Daniela Stradini una “Giornata di prevenzione dei tumori della pelle”.
Con tale iniziativa Asl4 intende sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione dei tumori della pelle.
Le visite saranno gratuite e verranno effettuate nella giornata del 7 giugno all’Ospedale di Sestri Levante, Via Terzi, negli Ambulatori di Dermatologia con il seguente orario: dalle ore 14.00 alle ore 18.00. La prenotazione è obbligatoria e si effettua chiamando la Segreteria della Dermatologia di Sestri Levante nei giorni: 4- 5- 6 giugno, dalle ore 14.00 alle ore 15.00, al numero telefonico 0185 329834. Le prenotazioni si accettano sino ad esaurimento posti.

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Il bambino affetto da una grave patologia genetica, l’epidermolisi bollosa giunzionale, ha avuto la possibilità di avere una nuova pelle, per l’80% del suo corpo, generata in laboratorio e corretta dal suo difetto genetico. La pelle è stata ricreata dall’equipe medico-scientifica del dipartimento di Medicina rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’università di Modena e Reggio Emilia ed è stata trapiantata sul soggetto in due diverse operazioni. Secondo le dichiarazioni del dottor Michele De Luca, il bambino ha ripreso progressivamente le sue attività quotidiane dopo aver avuto un coma farmacologico a causa della sua patologia.

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È di una tartaruga marina, aiuterà a studiare il virus che la minaccia

La prima pelle di rettile ricostruita in laboratorio appartiene alla tartaruga verde, una tartaruga marina a rischio di estinzione: lo scopo è studiare un virus che la minaccia e cercare una cura. La pelle sintetica, descritta sul Journal of Virology, è stata ottenuta dal gruppo di ricerca internazionale coordinato dal Servizio Geologico degli Stati Uniti (Usgs). Dopo averla ottenuta, i ricercatori vi hanno fatto crescere il virus chiamato ChHV5 che in natura causa grossi tumori alle tartarughe di tutto il mondo. I risultati potrebbero aiutare a comprendere meglio anche virus simili che attaccano l’uomo. 
Il virus ChHV5 è molto aggressivo: causa grossi tumori che attaccano soprattutto pelle, occhi e bocca delle tartarughe, ma anche gli organi interni e il sistema immunitario, portando ad altre infezioni e spesso alla morte. È diffuso in tutto il mondo, ma è particolarmente presente alle Hawaii, in Florida e in Brasile.
Anche se l’esistenza del virus è nota da più di vent’anni, l’impossibilità a farlo crescere in laboratorio ha impedito di capire in che modo provoca i tumori e ha ostacolato lo sviluppo di una semplice analisi del sangue per individuarlo. I ricercatori, guidati da Thierry Work, hanno usato cellule della pelle di tartarughe verdi sane e infette, per ricostruire la complessa struttura tridimensionale della pelle di questi rettili e per poi farci crescere sopra il virus. In questo modo, hanno avuto l’opportunità di osservarne da vicino la crescita e la replicazione con una precisione senza precedenti. 

Lo studio ha fatto fare un grosso passo avanti nella lotta a questa malattia virale, che minaccia specie già in grosso pericolo di estinzione. Infatti, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn), considera a rischio quasi tutte le specie di tartarughe marine, a causa della perdita degli habitat in cui depongono le uova, la distruzione dei nidi e la cattura accidentale da parte dei pescatori.

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In 30 anni hanno fatto aumentare il numero dei casi tra Usa, Europa e Australia

I lettini solari sono responsabili di oltre 450mila casi di tumore della pelle e più di 10mila casi di melanoma ogni anno in Usa, Europa e Australia insieme: a stimarlo è un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che chiede ai Paesi membri di fare di più per limitarne l’uso.
Negli ultimi 30 anni l’esposizione a radiazioni ultraviolente (uvr) a scopi cosmetici ha fatto lievitare l’incidenza dei tumori della cute e abbassare l’età in cui si manifestano. La maggior parte degli utenti sono donne, soprattutto adolescenti e giovani. Diversi studi hanno dimostrato che chi ha usato i lettini solari almeno una volta nella vita ha un 20% in più di rischio di avere il melanoma rispetto a chi non li ha mai usati, e del 59% in più se vi si ricorre prima dei 35 anni. “I lettini abbronzanti sono pericolosi per la salute. I Paesi devono considerare se bandire o limitarne l’uso, e informare dei possibili rischi”, sottolinea Maria Neira dell’Oms. Nel 2009 lo Iarc, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, aveva classificato l’esposizione ai raggi uv di apparecchi come carcinogena per l’uomo. Più di 40 autorità nazionali e provinciali nel mondo hanno implementato bandi o restrizioni all’uso dei lettini solari, ma molto deve essere ancora fatto per limitarli, secondo l’Oms. Alcuni paesi ad esempio hanno scelto di limitare l’accesso ai lettini ponendo un limite d’età, o a chi ha la pelle sensibile (chi ha lentiggini o si scotta facilmente). Brasile e Australia hanno vietato i lettini solari commerciali, mentre Canada, Francia, Irlanda e Usa hanno posto controlli per evitare che vengano pubblicizzati benefici per la salute non cosmetici. In Italia invece è stato richiesto ai proprietari dei lettini di proibirne l’uso alle persone con pelle chiara e alle donne incinte. I raggi uvr emessi da lettini e lampade solari sono intensi quanto quelli della luce tropicale di mezzogiorno e aumentano il rischio di tumori della pelle, melanoma e non, oltre che di invecchiamento cutaneo, infiammazione degli occhi e abbassamento delle difese immunitarie.

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Già usato in medicina, il blu di metilene riduce l’invecchiamento della cute

Un economico antiossidante – blu di metilene – già impiegato in medicina (per la cura di una malattia del sangue) si è rivelato un possibile prezioso prodotto contro l’invecchiamento della pelle.
Infatti il blu di metilene ha dimostrato potenti effetti anti-aging in uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports e condotto in laboratorio su cellule cutanee e su modelli 3D di pelle umana in provetta.
Secondo l’autore del lavoro, Zheng-Mei Xiong, professore di biologia cellulare e genetica molecolare presso la University of Maryland, alla luce di questo lavoro il blu di metilene potrebbe essere aggiunto in tutta sicurezza in prodotti cosmetici per aiutare a combattere l’invecchiamento della pelle.
Di certo la pelle è il principale specchio degli anni che passano: con l’età diviene meno elastica, più sottile e secca, viene segnata dalle rughe. A livello cellulare tutti questi cambiamenti corrispondono al naturale processo di senescenza delle cellule cutanee, che diventano quindi meno capaci di riprodursi e di produrre collagene (la molecola “elasticizzante” la cute). I ricercatori hanno provato a contrastare questo naturale processo di invecchiamento testando varie sostanze con proprietà antiossidanti tra cui il blu di metilene.
A livello cellulare (i ricercatori hanno usato campioni di cellule prese dalla pelle di anziani e di individui di mezza età) il blu di metilene è risultato in grado di rallentare il processo di senescenza, come evidenziato dalla diminuita presenza di molecole (marcatori) tipiche della terza età. Sui ‘modellini’ di pelle umana in 3D sono stati osservati marcati segni di ringiovanimento, in particolare aumentata ritenzione idrica e spessore cutaneo, segni tipici di una pelle più giovane.
Serviranno ora dei test ‘in vivo’ (su animali) e poi sull’uomo per confermare il potenziale anti-aging di questa economica molecola.

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Nella lista dei cibi che ci preparano per il sole anche olio d’oliva e vino rosso

Cioccolato, olio extravergine di oliva, resveratrolo che è contenuto nel vino rosso e beta carotene che si trova invece nelle carote, acidi grassi come quelli derivanti dal salmone, mirtilli. E poi le spezie che contengono acido rosmarinico come ad esempio il rosmarino stesso, il timo, la maggiorana, l’origano e l’acido ellagico, che ad esempio si trova nelle bacche di goji. Ecco come, anche con un’alimentazione a base di cibi che contengono antiossidanti, polifenoli, vitamina E e B, si può preparare la pelle all’esposizione al sole mesi prima che arrivi l’estate. Ne ha parlato al congresso di dermatologia Sidemast a Sorrento Serena Lembo, ricercatrice e docente della cattedra di Dermatologia dell’Università di Salerno. Per prepararsi all’esposizione al sole, in situazioni normali e ancor più se vi è una predisposizione a sviluppare problemi, se si è di fototipo chiaro o si segue una terapia con immunosoppressori – ha spiegato – si può iniziare a proteggersi con le creme o assumendo composti naturali o sintetici con funzione antiossidante, capaci cioè di fornire alle cellule i substrati necessari per neutralizzare ed eliminare i radicali liberi dell’ossigeno che inevitabilmente si producono durante l’esposizione al sole. “Come prodotti naturali c’è il polypodium leucotomos che è un estratto dalla felce”, ha consigliato Lembo, indicando anche il cioccolato che ha funzioni antiossidanti, il resveratrolo del vino rosso, i polifenoli e il già noto beta-carotene. Da non dimenticare inoltre i tocoferoli derivanti dall’olio d’oliva, gli acidi grassi del salmone o degli oli di pesce, l’acido ellagico dei frutti di bosco, l’acido rosmarinico, gli isoflavoni della soia e non ultima, la nicotinamide di sintesi, riserva energetica per le cellule.

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Acne, borse sotto gli occhi e pallore, il viso sembra più vecchio

Non solo diabete, carie e un girovita sempre più largo. Una dieta con troppi zuccheri fa male anche alla faccia, facendola sembrare più vecchia. In inglese è quella che chiamano ‘sugar face’, cioè faccia di zucchero, che si manifesta con acne, borse sotto gli occhi e pelle pallida e grassa. A spiegarlo è l’Associazione dei dermatologi inglesi, come segnala il quotidiano The Independent.



”I cibi ricchi di zucchero – precisa la dermatologa Tamara Griffiths – hanno un alto indice glicemico, che produce un notevole carico di zuccheri nel corpo e forti fluttuazioni dell’insulina. Nel tempo tutto ciò può portare allo sviluppo di resistenza all’insulina e diabete, che possono accelerare il processo di invecchiamento”. Lo zucchero inoltre distrugge il collagene, facendo perdere freschezza e tonicità alla pelle. ”L’ingestione di cibi zuccherati – continua – agisce direttamente sull’invecchiamento della pelle, danneggiando le molecole che si producono quando gli zuccheri si combinano con proteine e grassi, in un processo noto come glicazione, e si legano al collagene e altri componenti della pelle”. Inoltre lo zucchero è un agente disidratante, e aumenta la produzione di olio nella pelle, rendendola più ‘unta’ e piena di acne. Tuttavia, concludono i medici, se la dieta è bilanciata ed è inserito in uno stile di vita sano, un po’ di zucchero non fa male. Quella che deve è deve preoccupare una dieta con alto contenuto di zuccheri. Il sistema sanitario inglese raccomanda un consumo giornaliero non superiore ai 30 grammi.

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Studio svedese, ma attenzione alle “dosi” e proteggersi

Contrordine, il sole allunga la vita. Lo afferma uno studio svedese appena pubblicato sulla rivista Journal of Internal Medicine su 30 mila donne.
“Lo studio iniziato nel 1990 ha coinvolto donne svedesi di età compresa tra i 25 e i 64 anni – spiega Girolomoni, Direttore della Dermatologia di Verona e presidente della Società Italiana di Dermatologia – ed ha dimostrato in modo chiaro che evitare il sole fa male. Le donne che si espongono al sole infatti hanno un rischio minore di eventi cardiovascolari (infarto, ictus) e sopravvivono più a lungo, 0.6-2.1 anni in più per la precisione.

Non e’ finita qui. Esporsi al sole compensa gli effetti dannosi del fumo di sigaretta. I benefici sono da mettere in rapporto col fatto che la pelle esposta al sole produce maggiori quantità di vitamina D”.

Secondo la ricerca la vitamina D non è l’unica sostanza benefica prodotta dalla pelle dopo esposizione al sole. Le cellule della pelle producono beta endorfine che sono responsabili del senso di piacere e appagamento e forse pure della dipendenza che diverse persone provano nell’esporsi al sole o ai raggi ultravioletti artificiali. La pelle stimolata dal sole rilascia inoltre ossido nitrico che è in grado di abbassare la pressione arteriosa. In effetti, le persone con ipertensione moderata che si espongono ai raggi ultravioletti migliorano la loro ipertensione. Ma c’e un altro lato della medaglia: se l’esposizione al sole e’ eccessiva, favorisce l’invecchiamento cutaneo e lo sviluppo di tumori della cute come epiteliomi o melanomi.
Quindi come comportarsi? “Tutto dipende dalle caratteristiche della propria pelle – spiega Girolomoni – gli individui di carnagione scura che non si scottano al sole possono esporsi tranquillamente senza problemi. Gli individui di carnagione chiara che si scottano facilmente devono fare più attenzione, esponendosi con cautela”.

Ecco cinque semplici suggerimenti degli esperti, da tenere a mente:

1. Evitare le ore di massima irradiazione, tra le 11 e le 14, ed esporsi al sole in modo graduale, dando la possibilità alla pelle di difendersi attraverso l’abbronzatura, ed usare creme protettive adeguate.

2. Soprattutto nei bambini è fondamentale evitare le ustioni solari, che costituiscono il principale fattore di rischio per il melanoma. Il melanoma insorge a distanza di decenni dalle ustioni solari.

3. Usare creme solari con fattore di protezione superiore a 30, meglio se 50, rinnovando l’applicazione dopo 2 ore o anche prima se si fanno bagni. Usarle in quantità adeguata. Anche le creme a cosiddetta protezione totale, in realtà proteggono solo parzialmente.

4. Ricordarsi che le creme solari non servono per stare più a lungo al sole, ma per starci in modo più corretto. Anche le magliette colorate possono costituire un ottimo filtro solare.



5.Considerare con il proprio medico l’assunzione regolare di vitamina D, soprattutto nei mesi autunnali e invernali.

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Crea,succo usato in crema è antiossidante perfetto

Non più solo spremute dalle arance rosse ma anche una crema a base di questo agrume in grado di proteggere la pelle dai danni provocati dal sole e dal fumo delle sigarette. A metterla a punto è il Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, con il suo centro ad Acireale, che sta sviluppando uno studio per valorizzare la biodiversità genetica e migliorare la qualità nutrizionale e salutistica della frutta. Attraverso un test sull’epidermide, il Crea ha dimostrato l’effetto foto-protettivo dell’estratto concentrato di arance rosse delle varietà ‘Tarocco’, ‘Moro’ e ‘Sanguinello’, decisamente migliore rispetto ad un altro antiossidante naturale, il tocoferolo, comunemente utilizzato in cosmetica.

L’elisir di lunga vita per la pelle si chiama ‘Roe’ (Red Orange Extract), spiega Paolo Rapisarda, direttore del Crea Agrumi, ed è ottenuto dal succo e dai sottoprodotti della trasformazione degli agrumi pigmentati, con circa il 20% di ingredienti attivi ricco in antocianine, flavanoni, acidi idrossicinnamici e vitamina C, tutte sostanze antiossidanti naturalmente presenti nel frutto fresco. La capacità antiradicalica del Roe è stata provata da un test, spiegano i ricercatori; l’estratto applicato su eritemi indotti da lampade Uv sull’epidermide di alcuni volontari, è stato in grado in poco tempo di inibirli, evidenziandone l’ottima attività fotoprotettiva. In un altro studio è stata valutata anche l’attività antinfiammatoria del Roe per la protezione dell’organismo dall’attacco dei radicali liberi generati dal fumo delle sigarette e, anche in questo caso, i risultati ottenuti sono stati molto incoraggianti.

”L’estratto – conclude Rapisarda – ha mostrato interessanti proprietà antinfiammatorie e potrebbe avere un impiego dermatologico per uso topico e mitigare le conseguenze di alcune patologie infiammatorie della pelle.