Medical News

Azienda USL di Modena e l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena, a nome delle propria comunità di professionisti impegnati nell’assistenza sanitaria contro le malattie infettive, nella promozione e nella pratica vaccinale, oltre che nel proprio ruolo istituzionale, stigmatizzano ogni forma di mistificazione e di propaganda antiscientifica come la campagna antivaccinista apparsa il 19 febbraio 2018 a firma di “Riprendiamoci il pianeta” e la proiezione del film ‘Vaxxed’ – il cui autore è stato radiato dall’Ordine dei Medici britannico.
La diffusione di tali contenuti, che fa leva su false informazioni in grado di disorientare immotivatamente i cittadini in un ambito di grande rilevanza per la sanità pubblica, non può che preoccupare fortemente chi si occupa della tutela della salute del singolo bambino e della collettività. Si tratta di contenuti ampiamente dimostrati falsi e artefatti, la cui diffusione rappresenta un pericolo per la salute delle nostre comunità, che Azienda USL e Azienda Ospedaliero Universitaria sono quotidianamente impegnate a contrastare con l’attività informativa svolta quotidianamente dal proprio personale in tutte le sedi e nelle forme che sono loro legittimamente proprie, in collaborazione con le altre Istituzioni.
L’applicazione di quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale in tema di prevenzione vaccinale, basata su inoppugnabili evidenze scientifiche e su milioni di vite salvate nel mondo, rappresenta un dovere etico e deontologico per le Aziende sanitarie che hanno nella tutela della salute pubblica il proprio mandato istituzionale, così come la corretta informazione scientifica in tutte le pratiche cliniche.
Tale informazione rivolta alle famiglie e alla comunità dai propri professionisti, rischia di essere resa meno efficace nei propri risultati da strumenti e campagne di disinformazione come quella presente nei manifesti e nella pellicola citata, che sono state già ampiamente censurate dal mondo scientifico internazionale, e che auspichiamo non trovino alcuno spazio in grado di amplificarne i messaggi antiscientifici e dannosi per l’intera comunità.

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A novembre G7 su come il cambiamento climatico incide sulla salute

“Non esiste un vero pericolo sanitario”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin a margine della conferenza di presentazione del progetto “Vivismart”.
“La Chikungunya – ha aggiunto il ministro – ha degli effetti collaterali, è molto dolorosa ma non ha nessun effetto sulla salute complessiva del paziente e quindi possiamo stare tranquilli. Peraltro abbiamo indetto un G7 su come il cambiamento climatico incide sulla Salute, che si terrà i primi di novembre. La tropicalizzazione del nostro clima comporta anche una maggiore sopravvivenza delle zanzare. Motivo per il quale – sottolinea – le disinfestazioni in capo ai comuni e agli enti locali sono importantissime”. “Non è un elemento che va sottovalutato, – conclude – lo stiamo dicendo da anni perché è cambiato il contesto del clima e dobbiamo combattere anche la proliferazione di insetti che prima vivevano nell’arco di 20 giorni e che adesso hanno prolungato la loro vita e riproduzione”.

Sangue dalle regioni

“Da inizio emergenza, messe a disposizione dalle regioni 1.535 sacche di sangue. Grazie a istituzioni e volontari”. Lo annuncia con un tweet il Centro nazionale sangue, in merito alla raccolta di sangue avviata dopo il blocco delle donazioni a Roma a seguito dell’emergenza per i casi di Chikungunya. Le sacche, precisa, provengono da Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, provincia autonoma di trento, Veneto, Toscana, Valle d’Aosta, Umbria e Puglia.

Regione Lazio, scongiurato stop totale donazioni

“Abbiamo scongiurato uno stop generalizzato delle donazioni di sangue in tutta l’area metropolitana di Roma, limitandolo, al momento, al territorio di Anzio e della Asl Roma 2”. Lo ha detto il capo della direzione Salute della Regione Lazio Vincenzo Panella nel corso di una audizione alla commissione Salute del Consiglio regionale del Lazio, questo pomeriggio. Secondo la ricostruzione fornita ai consiglieri dell’organo presieduto da Rodolfo Lena, il rischio maggiore per la salute pubblica sarebbe infatti maggiormente legato alla carenza di scorte di sangue per trasfusioni, che alla diffusione stessa del virus, ovvero una forma influenzale particolarmente fastidiosa e dolorosa ma non mortale, che viaggia attraverso sangue infetto iniettato con puntura di zanzare tigre.

Roma disinfesterà nuove aree

“Per quanto riguarda il Comune di Roma, si è reso disponibile a estendere la disinfestazione, partita dopo l’ordinanza del sindaco, anche in aree sensibili e alla presenza di ristagno di acqua”. E’ quanto si legge in una nota della Regione Lazio che dà conto di un vertice tecnico che si è tenuto oggi a via Cristoforo Colombo sulla questione chikungunya. “I rappresentanti di Roma Capitale – si legge ancora – hanno dichiarato la disponibilità ad aumentare il numero delle squadre di Ama che stanno operando sul campo. La Regione Lazio è in attesa del quadro sinottico delle azioni di disinfestazione messe in campo dal Comune di Roma finora e di quelle in programmazione”.

Fonte:www.ansa.it

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Una campagna nazionale di prevenzione e cura dal 3 al 7 aprile

E’ un disturbo dell’occhio tra i più ignorati e sottovalutati secondo l’OMS, ma con il sempre maggiore utilizzo di smartphone e tablet è oggi più frequente, soprattutto fra i bambini nativi digitali, l’80% dei quali già fra i 3 e i 5 anni è in grado di usare il telefonino di mamma e papà, l’11% a 10-11 anni ha uno smartphone e il 4% un tablet.
E’ la ‘sindrome dell’occhio secco’, che porta bruciore e prurito insistente, lacrimazione irregolare e nei casi più gravi dolore e fastidio come per la presenza di un corpo estraneo negli occhi. La denuncia è del ‘Centro Italiano Occhio Secco’ (Cios) che col patrocinio della Società Oftalmologica Italiana (Soi) dal 3 al 7 aprile promuove la ‘Campagna nazionale di prevenzione e cura dell’occhio secco’ a cui hanno aderito Centri ospedalieri a Roma, Catania, Napoli, Milano e Varese, con la promozione di visite gratuite per appuntamento a tutti coloro che contattano il sito www.centroitalianoocchiosecco.it .
Perché non basta ricorrere a colliri e lacrime artificiali, a lungo andare controindicate, ma sono necessari esami specifici e terapie d’avanguardia anche per la rigenerazione delle ghiandole lacrimali palpebrali.
In Italia i numeri non sono confortanti, se si pensa che ne soffre il 90% delle donne in menopausa (a causa della caduta ormonale) e il 25% degli over 50 con alti costi professionali e costi economici pari a 600 euro/anno per ciascun malato.
Ma se le cause generali vanno ricercate in più ambiti (come inquinamento dell’aria, menopausa, uso continuo di lenti a contatto e il fumo di sigaretta) più recentemente si è visto un enorme aumento del problema nei bambini, per i quali il fattore scatenante è l’abuso di smartphone e tablet.
“E’ una sindrome con diverse concause – spiega Lucio Buratto, presidente del Cios – ma è provocata dal malfunzionamento della ghiandola lacrimale: le palpebre, aprendosi e chiudendosi circa 15 mila volta al giorno (ammiccamento), distribuiscono in modo uniforme e continuo il film lacrimale sulla superficie dell’ occhio, favorendone il ricambio. Tenendo la testa piegata sullo smartphone per ore, già la posizione porta ad aprire di più le palpebre e quindi maggiore è l’evaporazione del film lacrimale, ma la maggior concentrazione porta ad ammiccare sempre meno, e a lungo andare le ghiandole lacrimali non funzionano più, si chiudono. Così comincia la sindrome dell’occhio secco. Bisogna insegnare a tutti, soprattutto ai bambini, a usare lo smartphone con più accortezza e responsabilità”, conclude Buratto.