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Potrebbe favorire l’insorgenza di disturbi di salute per il nascituro

Lo stress della mamma – se continuato nel tempo – può trasmettersi al feto attraverso il liquido amniotico e non è escluso che potrebbe favorire l’insorgenza di disturbi di salute per il nascituro. E’ quanto rivela uno studio su gestanti pubblicato sulla rivista Stress klicken sie hier, um mehr zu lesen.
Condotto da esperti dell’Università di Zurigo e dell’Istituto Max Planck di Monaco, lo studio mostra anche che uno stress momentaneo, non duraturo, non ha influenza particolare sul feto che resta protetto da esso.
In passato studi su animali hanno mostrato che la presenza di ormoni dello stress nel liquido amniotico può aumentare lo sviluppo del feto. Altri studi hanno invece messo in relazione lo stress in gravidanza con un maggior rischio di disturbi per il nascituro, quali l’iperattività. Questa ricerca è volta quindi ad aumentare le conoscenze sui possibili effetti dello stress in gravidanza.
Gli esperti hanno studiato un gruppo di gestanti misurando in primis l’aumento degli ormoni dello stress nel sangue delle donne in concomitanza con l’amniocentesi, evidenziando che uno stress momentaneo della donna non influenza in alcun modo la quantità degli stessi ormoni nel liquido amniotico, quindi non influenza il feto. Invece, quando lo stress è cronico, la donna presenta livelli alterati di ormone, il che favorisce il rilascio di ormoni dello stress (CRH) e questi risultano in eccesso anche nel liquido amniotico dove sembrano influenzare – accelerandola – la crescita del feto. “Una eccessiva accelerazione della crescita fetale potrebbe avvenire a spese del corretto sviluppo degli organi”, ipotizza Ulrike Ehlert, psicologo che ha coordinato lo studio, ma serviranno ulteriori ricerche per capire se vi sono reali conseguenze per il bebè.
Gli esperti suggeriscono comunque alle donne che sono sottoposte a forti stress per periodi prolungati di farsi aiutare da specialisti per ritrovare un equilibrio.

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Azione legale in Mississipi, la giovane madre vuole mangiarla

Jordan Thiering ha 25 anni, il 24 giugno prossimo dara’ alla luce il suo primo bimbo, e grazie alla vittoria della singolare causa intentata contro la stato del Mississipi dove risiede, la futura mamma avra’ il diritto di portarsi a casa non solo il figlioletto, ma l’intera placenta che ha nutrito il feto per nove mesi. Con tutta probabilita’, la giovane madre, mangera’ la placenta, convinta delle proprieta’ nutritive della sostanza.

Jordan ha dovuto intentare la singolare azione legale, assumendo e pagando di tasca propria un avvocato, dopo aver appreso che il ministero della Salute del Mississipi non permette alle madri di portare a casa la propria placenta. A meno che sia stato emesso uno specifico ordino di tribunale in questo senso.

“Questa placenta ha dato la vita al mio bambino e questa e’ la ragione principale per cui la voglio – ha dichiarato ai media la donna – non mi importa se la gente pensi che e’ strano o sgradevole”.

La vittoria di Jordan potra’ aiutare tutte le future mamme a venire: lo Stato sta infatti ora considerando di cambiare le regole in vigore, di modo che sia automaticamente permesso alle donne di tenere la propria placenta, senza dover fare causa.

“Dover ottenere l’ordine di un tribunale per avere il possesso di qualcosa che e’ cresciuto all’interno del proprio corpo e’ totalmente folle”, ha commentato Jordan,osservando che per molte donne i costi legali sono insostenibili.

Anche se non vi sono al momento dati scientifici sufficienti a sostenere la teoria, molto credono che mangiare la placenta possa aiutare le neo-mamme contro la depressione post-partum e persino aumentare la produzione di latte.

La placenta in questi casi viene ridotta a fora di polvere e assunta all’interno di una capsula o sciolta in frullati.

Alcune donne celebri – come la star della serie ‘Mad Men’ January Jones – ne hanno pubblicizzato l’uso negli Stati Uniti.