Medical News

Partono domani le videoconferenze che metteranno in collegamento gli operatori di tutte le sedi aziendali per abbattere le distanze e favorire il confronto. Ogni anno la PMA prende in carico circa 600 coppie

E’ in programma domani, giovedì 11 ottobre, la prima videoconferenza che metterà in comunicazione tutte le sedi e gli operatori della PMA (Procreazione medicalmente assistita) della Asl Toscana sud est.
Si tratta di uno strumento che consentirà agli addetti ai lavori di tutta l’Azienda di interagire con il Centro PMA di III livello dell’ospedale di Cortona. Obiettivo: ottimizzare l’efficienza e l’efficacia della presa in carico delle coppie e del percorso per loro indicato. Inoltre la videoconferenza permetterà un’implementazione del lavoro multidisciplinare e della qualità dei servizi erogati all’interno della stessa Rete, ottimizzando i tempi e le risorse coinvolte. Nella videoconferenza di domani, la prima con cadenza mensile, l’ordine del giorno riguarderà una rassegna dei risultati raggiunti, i nuovi obiettivi e le necessità organizzative.
“Questo strumento è molto importante perché ci permette di agire come una vera rete orizzontale dove tutti gli operatori, indipendentemente da dove si trovino, sono in contatto continuo sia visuale che uditivo – spiega Luca Mencaglia, direttore della PMA – Questo tipo di organizzazione pone la Rete PMA della Asl Toscana sud est come punto di riferimento sia a livello regionale che nazionale. Altre regioni, come la Liguria, stanno cercando di applicare il nostro modello. In pratica, tutti i nostri centri sono in grado di condividere, discutere e proporre terapie e trattamenti e gli operatori si muovono per seguire le coppie prese in carico attraverso tutto il percorso terapeutico”.
Nell’ambito della Rete aziendale, sono tra 1500 e 1800 le coppie incontrate in un anno dagli operatori della PMA: di queste, 600 vengono prese in carico. Per il 65% si tratta di coppie provenienti da fuori Toscana, soprattutto Umbria, Lazio e Marche.
La Rete aziendale dispone attualmente di un Hub a Cortona a cui fanno riferimento gli altri Centri PMA della Usl (Siena e Grosseto) e altri sei ambulatori (Arezzo, Bibbiena, Montevarchi, Campostaggia, Nottola e Sansepolcro) che permettono di portare la conoscenza della infertilità su tutto il vasto territorio della Usl. E’ la prima rete pubblica sulla PMA funzionante a livello nazionale. Per questo, ha un notevole appeal anche fuori regione.

Medical News

Lorenzin, famiglie non temano, recepita la legge su autismo

Eterologa, parto senza dolore, vaccino contro varicella e pneumococco, screening alla nascita e aggiornamento dell’elenco delle malattie rare e croniche che danno diritto all’esenzione dal ticket. Sono solo alcune della novità introdotte dai nuovi Livelli essenziali di Assistenza (Lea) che indicano le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale si impegna a garantire in tutte le Regioni. 

Inoltre, rassicura il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “le famiglie possono stare sicure”, il documento che presto riceverà il via libera del Mef “recepisce integralmente la legge 134 del 2015″ sulla diagnosi, cura e riabilitazione delle persone affette da autismo e sull’assistenza alle famiglie. 

Il nuovo testo che sostituisce quello del 29 novembre 2001, va incontro ai malati rari, assegnando un codice che da diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa a 110 patologie rare precedentemente escluse dalla lista, tra cui Miastenia grave e sclerosi sistemica progressiva. 

”Solo quello che è stato fatto sulle malattie rare vale un’intera legislatura”, ha commentato Lorenzin. Esenta inoltre dal ticket 6 malattie croniche, tra cui Bpco, sindrome da talidomide, rene policistico e patologie renali croniche ma anche la celiachia e l’endometriosi. Quanto alla nascita, prevede fecondazione eterologa, l’incentivazione del parto vaginale e l’epidurale gratuita. 

Gli 800 milioni stanziati dalla legge di Stabilità per i nuovi Lea “vengono suddivisi in 600 milione aggiuntivi per assistenza distrettuale, di cui 380 per la specialistica e 153 per le protesi, e 220 per la prevenzione ovvero i vaccini”, ha spiegato Renato Botti, direttore della programmazione del Ministero della Salute. Viene infatti recepito il nuovo piano vaccinale, introducendo nuovi vaccini che si potranno fare a costo zero: anti Pneumococco, anti Meningococco, anti Varicella, Rotavirus e anti Papillomavirus anche per i maschi.

 

Medical News

Censis, accesso Pma difficile o precluso a chi ha meno risorse

Sempre più mature anagraficamente, istruite e occupate stabilmente. Sono le coppie che ricorrono alla Procreazione medicalmente assistita (Pma): aumenta infatti l’età media sia dell’uomo (dai 37,7 anni del 2008 ai 39,8 anni del 2016) che della donna (da 35,3 a 36,7 anni), e per entrambi i partner si rileva un livello di istruzione più elevato e una condizione professionale più ‘sicura’. L’identikit emerge dalla ricerca ‘Diventare genitori oggi: il punto di vista delle coppie in Pma’, presentata oggi e realizzata dal Censis in collaborazione con la Fondazione Ibsa a otto anni di distanza dalla prima ricerca sul tema.



L’indagine è stata realizzata su un campione di 361 coppie seguite da 23 centri per il trattamento dell’infertilità nelle diverse aree del paese. Tra i mutamenti più significativi nel profilo delle coppie che si sottopongono alla Pma, dunque, è proprio l’avanzare dell’età. Si allunga anche il tempo che intercorre tra i primi dubbi e la scelta di rivolgersi al medico (10,9 mesi contro i 9,2 mesi del 2008). Guardando all’intero percorso, dal primo contatto con il medico al ricorso al primo centro di Pma trascorre poco più di un anno (12,7 mesi), un percorso ancora più lungo per le coppie meno istruite (19,2 mesi). Solo al 55% delle coppie è stata però riconosciuta una condizione clinica come causa specifica dell’infertilità (circa 9 punti percentuali in meno rispetto alla precedente indagine).



”Le coppie attualmente impegnate in un percorso di Pma cominciano sempre più tardi a cercare una gravidanza, il che impatta sulle possibilità di successo delle tecniche: la percentuale di gravidanze sulle coppie trattate è attestata infatti intorno al 22%”, ha sottolineato Ketty Vaccaro, responsabile Area Welfare e Salute del Censis. Inoltre, ”sono coppie privilegiate sotto il profilo sociale ed economico, il che fa supporre che l’accesso al percorso sia difficile, se non precluso, a chi ha meno risorse e livelli di istruzione più bassi. Per queste ultime coppie – ha concluso – il percorso di Pma appare più lungo e complesso ed è comunque fortemente differenziato a livello territoriale”.