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“Lo stato di salute in provincia di Catanzaro” è il tema dell’evento scientifico che si è svolto a Lamezia Terme nella Sala “Ferrante” del Presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II“. L’evento è stato organizzato dall’U.O.S. Epidemiologia e Statistica Sanitaria, i Responsabili scientifici sono stati il Dott. Giuseppe De Vito, Direttore del Dipartimento di Prevenzione, e la Dott.ssa Antonella Sutera Sardo, Responsabile del Servizio Epidemiologico, presso cui ha sede anche il Registro Tumori ASP Catanzaro.
La rilevanza dell’evento è stata spiegata dalla dott.ssa Sutera Sardo, che ha dichiarato:
“Questa giornata è stata dedicata alla comunicazione dei dati epidemiologici a coloro che sono interessati allo Stato di Salute della Popolazione residente nell’ASP di Catanzaro. L’evento si è rivelato particolarmente importante per vari ordini di motivi: ha offerto la possibilità agli addetti ai lavori di accedere alle informazioni necessarie per effettuare studi sugli argomenti discussi; al management aziendale sono stati offerti elementi utili ad impostare la programmazione di numerosi tipi d’interventi sanitari ed infine l’evento ha rappresentato l’opportunità per gli operatori sanitari di fare rete per contribuire a risolvere le numerose problematiche sanitarie emergenti nel territorio della provincia di Catanzaro. Tutti i lavori, egualmente importanti, hanno contribuito a delineare il profilo di salute della popolazione residente o di alcune parti più deboli di essa (disabili, immigrati, etc) e hanno descritto le iniziative messe in atto per risolverle”.
Le relazioni presentate sono state caricate in allegato nella stessa pagina in formato pdf e possono essere scaricate.
“La mia gratitudine – conclude la dott.ssa Sutera Sardo – si rivolge ai colleghi che con spirito di servizio hanno offerto spontaneamente la loro opera per il bene della comunità, ai discenti interessati al profilo di salute della popolazione, al management aziendale che ha sostenuto fermamente questa iniziativa ed al notevole supporto di tutto il Dipartimento di Prevenzione a cui afferisce il Servizio di Epidemiologia e Statistica Sanitaria”.

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In occasione della Giornata Mondiale della vista, l’OMS ha ricordato come – nel mondo – circa 253 mln di persone hanno problemi di vista, mentre 36 mln sono totalmente ciechi. Secondo l’Agenzia, la cecità, effetto dell’invecchiamento della popolazione, nel 2050 potrebbe coinvolgere 115 mln ca.
I soggetti più a rischio sono gli over 50 e gli under 16, ma molte di queste malattie potrebbero essere prevenute o curate: “Nel mondo le malattie croniche dell’occhio sono la causa principale di perdita di visione – si legge nella scheda sul sito del’Oms -. Difetti visivi non curati e cataratte non operate sono le principali cause di problemi fr-libido.com. Proprio la cataratta rimane la causa principale di cecità nei paesi a basso e medio reddito”.

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Infezioni da zanzare, mosche e zecche uccidono 700 mila persone ogni anno

Oltre l’80% della popolazione mondiale rischia di contrarre un’infezione da insetti, il 40% anche due o più malattie. Zanzare, mosche e zecche possono trasmettere infezioni, come malaria, filiriasi linfatica, leishmania, malattia di Chagas, di Lyme ed encefalite. Per farvi fronte l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha deciso di mettere tra le sue priorità il controllo degli insetti, con un Piano di risposta globale e obiettivi da raggiungere entro il 2030.
I principali insetti vettori di malattie, come zanzare, mosche e zecche, uccidono ogni anno più di 700mila persone, e le popolazioni più a rischio sono quelle che vivono in povertà nelle aree tropicali e subtropicali. La rapida urbanizzazione senza controllo, l’aumento di viaggi e commerci internazionali, la modifica dell’agricoltura e i cambiamenti ambientali hanno fatto aumentare la diffusione di questi insetti, mettendo a rischio sempre più persone.
L’obiettivo del piano Oms è riallineare i programmi di controllo degli insetti nei vari paesi, con l’aiuto dei progressi tecnici raggiunti negli anni, le migliori infrastrutture, monitoraggio e sistemi di sorveglianza rinforzati ed un maggiore coinvolgimento della comunità. “Stiamo assistendo ad una ricomparsa sempre più marcata di malattie emergenti e riemergenti, che il mondo non è preparato ad affrontare”, ha detto Margaret Chan, direttore uscente dell’Oms, all’ultima assemblea mondiale della salute. La diffusione di Zika, la ricomparsa della dengue e la minaccia emergente della chikungunya “sono il risultato di politiche di controllo deboli delle zanzare dagli anni ’70 ad oggi. Gli sforzi e i fondi spesi per il controllo degli insetti si sono ridotti parecchio”, ha rilevato Chan. Il piano dell’Oms vuole ridurre la mortalità per le malattie da insetto del 75% e l’incidenza del 60% entro il 2030, per prevenire epidemie in tutti i paesi, arrivando ad un investimento modesto di circa 5 centesimi di dollari a persona (pari a 330 milioni di dollari globalmente), contro 1 centesimo a persona speso ora.

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Sono gli Tsimane, poca carne e 17 mila passi al giorno

La popolazione degli Tsimane, 16mila persone in tutte, che vivono nelle foreste della Bolivia, sono da ora in testa nella classifica mondiale delle persone che hanno il piu’ alto livello di salute cardiaca mai registrata fra altre popolazioni. Lo sancisce uno studio pubblicato sulla rivista Lancet, presentato all’American College of Cardiology. Solo le donne giapponesi si avvicinano ai risultati registrati. La ricerca e’ stata condotta su un gruppo di 705 persone, andando a cercare le calcificazione nelle arterie: a 45 anni quasi nessuno aveva questi segni, mentre negli Stati Uniti ne soffre una persona su 4. Anche con l’avanzare dell’eta’ i risultato sono strabilianti: i due terzi di questa popolazione non ne soffre contro l’80% degli americani. Il segreto e’ legato al loro stile di vita, diametralmente opposto a quello delle civilta’ occidentali industriali, ma per gli autori dello studio restano comunque un buone esempio da studiare e seguire. Nell’alimentazione c’e’ poca carne (il 17% della dieta è un mix tra carni di cinghiale, tapiro e capibara), pesce (7%) e tutto quello che arriva dall’agricoltura locale: mais, radici di manioca e platano e riso, oltre che frutta e noci.
Nella ricetta della loro salute c’e’ anche tanto movimento: 17 mila passi al giorno e 16 mila per le donne. Ma anche gli anziani camminano molto: oltre 15mila. Poco fumo, infine, ma un numero maggiore di infezioni.
In che modo ognuno di questi elementi incida sulla loro salute e’ ancora da determinare, spiegano i ricercatori ma da ora in poi le loro abitudini diventeranno un laboratori di ricerca per la salute cardiovascolare.