Medical News

L’età media a cui le donne hanno il primo figlio e’ di 28 anni

Per la prima volta negli Stati Uniti le donne di oltre 30 anni fanno più figli di quelle ancora più giovani. Sono i dati diffusi dal Center for Disease Control and Prevention: il tasso di natalità per le donne dai 30 ai 34 anni è di circa 103 ogni 100 mila, mentre nella fascia d’età dai 25 ai 29 anni è pari a 102 ogni 100 mila.
Per Bill Albert, membro della Campagna Nazionale per la prevenzione di gravidanze tra teenager e non pianificate, sta diventando più comune vedere genitori più grandi che hanno bambini che frequentano le scuole elementari o superiori. Tra gli altri risultati del Cdc è emerso che il tasso di natalità complessivo è sceso leggermente nel 2016, a 62 nati per ogni 100 mila donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni. L’età media a cui le donne hanno il primo figlio e’ di 28 anni, e l’anno scorso e’ sceso il tasso di natalità tra gli adolescenti mentre la mortalità infantile è rimasta pressoché invariata.

Medical News

Scoperta che apre una nuova ‘finestra’ sulla coscienza

E’ stata osservata per la prima volta l’impronta dei sogni nel cervello: nascono nella regione posteriore della corteccia cerebrale e possono coinvolgere aree differenti a seconda delle esperienze che suscitano, ad esempio nel caso in cui sognamo di vedere un volto o di muoverci nello spazio.
La scoperta, che potrebbe spiegare le ragioni dell’attività onirica aprendo una nuova ‘finestra’ sulla coscienza, è pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience dal gruppo di ricerca internazionale guidato dal neuroscienziato italiano Giulio Tononi, da anni negli Stati Uniti, dove ora insegna psichiatria nell’Università del Winsconsin a Madison.
Lo studio ha permesso di individuare per la prima volta le onde dell’attività cerebrale che sono inequivocabilmente associate al sogno, sia nella fase del sonno Rem sia nella fase non Rem. I ricercatori le hanno identificate analizzando l’elettroencefalogramma di 32 persone risvegliate in diversi momenti del sonno ed intervistate sulla durata e sul contenuto dei loro sogni.
I dati raccolti indicano che i sogni sono associati ad un indebolimento delle onde cerebrali a bassa frequenza in una particolare regione della parte posteriore della corteccia e a un rafforzamento delle onde ad alta frequenza che partono sempre dalla stessa regione posteriore per poi diffondersi verso le aree frontali e temporali. Leggere questo particolare schema di attività cerebrale nell’elettroencefalogramma di una persona in fase non Rem consente di sapere in tempo reale se sta sognando con un’accuratezza prossima al 90%.
I neuroscienziati hanno scoperto inoltre che alcuni contenuti dei sogni che facciamo durante la fase Rem (ad esempio volti, parole, pensieri o movimenti nello spazio) sono collegati ad un aumento delle onde cerebrali ad alta frequenza nelle regioni del cervello che normalmente sono coinvolte nell’elaborazione dello stesso genere di informazioni quando siamo svegli hop over to here.

Medical News

Più adesione a screening, prevenzione e oncologia di precisione

Per la prima volta il numero delle persone morte nel corso di un anno a causa di un tumore diminuisce invece di aumentare: nel 2013 i decessi sono stati 1134 in meno rispetto all’anno precedente. Un successo merito di una maggiore prevenzione e più adesione alle campagne di screening così come al maggiore utilizzo di terapie sempre più precise e mirate. A fare il punto è l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) con un convegno ospitato presso il Ministero della Salute. Nonostante il numero di nuove diagnosi sia in continuo aumento, migliorano le aspettative di vita dei malati di cancro.
Nel 2013, in base agli ultimi dati Istat disponibili in merito, le morti registrate sono state 176.217 rispetto alle 177.351 del 2012.
“In diciassette anni, dal 1990 al 2007, i cittadini che hanno sconfitto il cancro nel nostro Paese sono aumentati del 18% (uomini) e del 10% (donne)”, afferma Carmine Pinto, presidente AIOM. Merito anche dell’oncologia di precisione, che individua le singolarità genetiche dei diversi tumori. “Oggi – prosegue l’esperto – sappiamo che la malattia si sviluppa e progredisce diversamente in ogni persona. Perché il paziente possa ricevere una terapia di precisione è necessaria una diagnosi con test specifici” da eseguire in “laboratori di qualità”. Così si possono mettere a punto trattamenti a bersaglio molecolare che agiscono su specifiche alterazioni a carico del DNA della cellula tumorale. Un caso esemplare è quello del melanoma che fa registrare ogni anno nel nostro Paese quasi 14mila nuovi casi. “Il 50% dei pazienti con questo tumore della pelle – sottolinea Paola Queirolo, responsabile del Disease Management Team Melanoma e Tumori cutanei all’IRCCS San Martino di Genova – presenta la mutazione del gene BRAF-V600. Prima dell’arrivo di queste armi innovative, in pazienti in stadio avanzato il tasso di mortalità a un anno dalla diagnosi era del 75%, adesso le percentuali si sono invertite: sono vivi a un anno il 75% dei malati e con molti meno effetti collaterali”.
Per questo l’AIOM ha costituito un tavolo di lavoro permanente sull’oncologia di precisione con la Società Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia. “La collaborazione tra oncologo e patologo è fondamentale per realizzare un approccio personalizzato alla cura del paziente. Da più di 10 anni – spiega Paolo Marchetti, direttore di Oncologia Medica all’Ospedale Sant’Andrea di Roma – abbiamo unito gli sforzi per redigere le raccomandazioni che permettono di definire con precisione le caratteristiche biologiche di cinque tipi di cancro: al seno, al colon-retto, al polmone, allo stomaco e il melanoma”. Fondamentale nell’approccio multidisciplinare, è anche la figura del medico di base. I tumori, infatti, specifica Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), “stanno diventando sempre più patologie croniche con cui i pazienti possono convivere a lungo. Questo si traduce in una presa in carico crescente da parte dei medici di famiglia”. Nel nostro Paese, infatti, ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore. Ma se nel 2015 quelle vive dopo una diagnosi, in alcuni casi guarite in altre in cura, erano poco più di 3 milioni (il 4,9% della popolazione), nel 2016 sono state oltre 3 milioni e 100mila (5%). Per spiegare ai pazienti le novità costituite dall’oncologia di precisione, Aiom ha distribuito in tutte le oncologie italiane, grazie al contributo di Novartis, un fumetto che vede protagonisti il presidente Aiom Pinto e il campione del mondo di motociclismo Jorge Lorenzo.