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Dal 22 agosto si lavora nelle sale ex Endoscopia. Lunedì partirà il cantiere per la piastra dell’emergenza
BIBBIENA – Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Bibbiena si è spostato da ieri nei locali dell’ex Endoscopia per consentire i lavori di realizzazione della piastra dell’emergenza, che partiranno lunedì 26 agosto. Fino a dicembre, quindi, per gli utenti l’unico accesso al Pronto Soccorso sarà dal lato Dialisi.
La viabilità e i parcheggi intorno all’ospedale sono supervisionati da carabinieri in congedo e da volontari della Misericordia, impegnati per l’intera giornata nel gestire i flussi, evitare parcheggi selvaggi o attività di carico e scarico laddove non sia possibile. Il tutto, per agevolare il lavoro dei mezzi dell’Emergenza, per aiutare i cittadini e per risolvere eventuali problematiche. A loro va il ringraziamento della Direzione di Presidio.
“Stanno svolgendo un lavoro importante, che ci dà una grossa mano – spiega Claudio Cammillini, responsabile dello stabilimento – Per il nostro ospedale questi lavori rappresentano un traguardo di tutto rilievo e non rinviabile. Certo, spostare un Pronto Soccorso non è affatto semplice ma stiamo garantendo l’attività nel miglior modo possibile, con tutta la professionalità dei nostri operatori”.

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Ospedale di Pavullo: verso il nuovo PS

Arredi e materiali trasferiti nei locali accanto all’ingresso principale. L’avvio delle attività consentirà l’inizio dei lavori del nuovo Ps

Si sono concluse le opere necessarie per allestire il Pronto soccorso temporaneo dell’Ospedale di Pavullo, propedeutico alla realizzazione del nuovo Ps. Da lunedì 8 luglio ha avuto inizio il trasferimento di materiali e attrezzature dall’attuale sede ai locali del Ps temporaneo; le operazioni si concluderanno con il trasloco degli arredi e, infine, degli ambulatori, con l’obiettivo di avviare le attività il 16 di luglio.

Il Pronto soccorso temporaneo, collocato sul lato est dell’ingresso principale, potrà contare su spazi riqualificati, dotati di maggiore comfort. L’accesso dei mezzi di emergenza-urgenza avverrà da via Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, che diventa a senso unico per garantire la sicurezza delle attività degli operatori del soccorso e dell’accesso dell’utenza dall’ingresso principale.

Con l’avvio delle attività cliniche nei locali appena rinnovati, sarà possibile iniziare i lavori di realizzazione del nuovo Pronto soccorso dell’Ospedale di Pavullo, strutturalmente e tecnologicamente avanzato e ampliato rispetto alla sede oggi in funzione.

I due interventi si innestano nell’ambito di una più ampia riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza dell’Ospedale di Pavullo. L’investimento complessivo, del valore di 2 milioni e 800mila euro (più 400mila euro aggiuntivi per arredi e attrezzature), comprende la creazione di un nuovo PS con nuovi percorsi, nuovi spazi e l’adeguamento alle normative su sicurezza ed impianti: razionalizzando e riorganizzando i diversi ambienti sarà possibile migliorare i percorsi d’accesso e presa in carico-gestione degli utenti, e promuovere, nelle nuove aree di cura, percorsi clinico-assistenziali innovativi.

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Sondrio – Il Direttore Generale, Giusy Panizzoli, ringrazia Regione, Areu, associazioni e collaboratori.

Si è svolta stamane l’inaugurazione del Pronto Soccorso e del Laboratorio Analisi di Asst ValtLario, presso l’ospedale di Sondrio, alla presenza di Giulio Gallera e Massimo Sertori, rispettivamente assessore al Welfare e assessore agli Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni. La cerimonia ha visto il coinvolgimento di numerosi rappresentanti di enti, istituzioni, associazioni, e di altrettanto numerosi operatori di Asst ValtLario che, peraltro, alle 14.30 di oggi potranno effettuare una visita ad hoc del Pronto Soccorso. La Direzione Generale di Asst ValtLario, nella persona di Giusy Panizzoli, ha ringraziato pubblicamente tutti coloro che hanno reso possibile il restyling e l’ampliamento tanto di Pronto Soccorso quanto del Laboratorio analisi . Infine, un forte ringraziamento è andato ai dipendenti di Asst ValtLario.

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Già operativo dalle prime ore del pomeriggio

Si spalancano le porte del nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica, a darne la notizia con grande soddisfazione è il Commissario, dott. Salvatore Lucio Ficarra, che da quando sono iniziate le operazioni di trasferimento, solo da pochi giorni, ha seguito passo, passo l’evolversi del trasloco.

«Stiamo consegnando alla città e ai cittadini modicani il nuovo Pronto Soccorso, un atto dovuto a tutta la collettività e per questo non è stata prevista alcuna cerimonia di inaugurazione, anche in considerazione del periodo pre elettorale che potrebbe prestarsi a strumentalizzazioni politiche.

Per l’Asp è un momento importante perché pone fine all’attesa di avere, finalmente, una Struttura, strategica, all’altezza del compito cui è preposta. Desidero, con sincero riconoscimento, ringraziare il personale: medico e non medico e l’Ufficio Tecnico per la fattiva collaborazione che ha garantito, senza risparmiarsi, affinché si aprisse il nuovo Pronto Soccorso.

Nei prossimi giorni mi recherò presso la nuova sede per ringraziare tutti personalmente.
Inizia un nuovo percorso per l’ospedale Maggiore.»
Le parole del Commissario.

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Oramai è tutto pronto per l’imminente apertura del nuovo pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica, a dare la notizia è il Commissario dr. Salvatore Lucio Ficarra.

I lavori necessari per adeguare il progetto alle indicazioni dei Vigili del Fuoco, indicate nel corso del sopralluogo preventivo, sono stati effettuati nei tempi fissati per la realizzazione.
In data 10 aprile 2018 si è proceduto al sopralluogo da parte dei funzionari dei Vigili del Fuoco per la verifica degli adempimenti relativi alla Scia – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – con esito positivo.

In mattinata sono stati consegnati al VI° Settore –Urbanistica – gli atti relativi alla Segnalazione Certificata per l’Agibilità, ora si aspetta solo il perfezionamento di alcuni semplici aspetti burocratici e il Pronto Soccorso sarà consegnato alla comunità.

La data di inaugurazione sarà concordata con l’Assessore regionale alla Salute, avv. Ruggero Razza, che aveva già preannunciato, durante la sua ultima visita a Modica in occasione dell’inaugurazione delle cucine del P.O. modicana, il gradimento di condividere un momento così importane come quello dell’apertura del nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale Maggiore.

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L’ANAAO ASSOMED, per voce del suo segretario regionale in Sicilia Pietro Pata, in nome dei tanti operatori dell’emergenza che rappresenta, richiama alle proprie responsabilità le direzioni aziendali colpevoli di non aver condotto alcuna politica efficace sul problema visto il prolungarsi di alcuni indicatori quali il tempo di permanenza pre-ricovero (monitorato dall’assessorato della Salute quale obiettivo dei direttori generali) e annuncia che non esclude alcuna ipotesi di lotta, compreso il ricorso alla Procura della Repubblica, per le condizioni di grave rischio clinico nel quale si è costretti ad operare quotidianamente in Pronto Soccorso sempre meno sicuri sia per gli operatori che per gli utenti.
La sigla sindacale denuncia i goffi tentativi di distrarre l’attenzione dalle vere cause del problema visto che da più parti si continua ad insistere su luoghi comuni senza il supporto di dati oggettivi, per cui sono attribuite colpe e responsabilità, spesso in maniera strumentale e opportunistica ora al territorio, incapace di filtrare a monte e drenare a valle, ora ai medici di medicina generale, ora all’influenza o ai codici bianchi e agli accessi inappropriati.
Se il taglio dei posti letto e un territorio privo delle ormai necessarie strutture che possano garantire offerte alternative a quelle ospedaliere rappresentano un importante problema, è altrettanto vero che la mancanza di una politica aziendale volta a gestire con oculatezza e in maniera flessibile (vedi DM 70/2015) la preziosa e sempre più esigua risorsa “posto letto”, attraverso soluzioni strategiche e di governance o attraverso piani di gestione del sovraffollamento, contribuisce ad aggravare la crisi del Sistema.
“Le società scientifiche di riferimento – spiega Agostino Massimo Geraci resp. Anaao Assomed area Emergenza – la letteratura internazionale, recenti studi sui dati di attività dei Pronto Soccorso, evidenziano come sia l’impossibilità di ricoverare i pazienti nei reparti per indisponibilità di posti letto, al termine del completamento della fase di cura in Pronto soccorso, la principale causa del sovraffollamento soprattutto nelle grandi aree di emergenza”.
In concreto si realizza una condizione di severa congestione del sistema caratterizzata dalla permanenza “inappropriata” di pazienti in attesa di ricovero (definita Boarding), con elevati bisogni assistenziali e in grado di assorbire notevoli risorse umane, logistiche ed organizzative, risorse che dovrebbero più opportunamente essere dedicate alle attività di front line e cioè all’assistenza di nuovi pazienti e alla pronta accoglienza dei pazienti afferiti con le ambulanze del 118.
Il fenomeno del sovraffollamento dei Pronto Soccorso è tuttora oggetto, a livello internazionale, di studi scientifici e d’interventi da parte delle organizzazioni sanitarie, mirati a valutarne le dimensioni, le caratteristiche e ad individuarne i rimedi.
Ciò soprattutto perché è diffusamente riportato in letteratura, come tale fenomeno sia associato alla compromissione della qualità delle cure prestate e a molteplici esiti negativi: aumento di mortalità per i pazienti ricoverati in ospedale e per quelli dimessi dal Pronto Soccorso, latenza nella presa in carico, ritardo nell’effettuazione di accertamenti diagnostici e nell’inizio delle terapie necessarie (analgesici, antibiotici, procedure e trattamenti chirurgici), aumento di errori ed eventi avversi.
L’Anaao Assomed chiama anche l’assessore ad intervenire, perché in un contesto nel quale la domanda diventa sproporzionata rispetto all’offerta la risposta assistenziale risulta insoddisfacente, non solo sotto il profilo della qualità percepita, e matura così la maggior parte degli episodi conflittuali che spesso sfociano nei fenomeni di aggressione nei confronti di operatori sanitari che ad ogni piè sospinto continuiamo a leggere sulle pagine dei giornali e che vengono opportunisticamente derubricati a semplici fatti di ordine pubblico can find on this page.

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L’Azienda Sanitaria di Ragusa non resta in silenzio dopo la “lettera denuncia” dello stimatissimo dr. Giuseppe Caccamo sulla situazione difficile del Pronto Soccorso del Maggiore di Modica.

La Direzione Sanitaria aziendale apprezza la collaborazione del sanitario nell’attenzionare la situazione, complessa e complicata, del Pronto Soccorso, tuttavia precisa che è determinata, spesso, da richieste di interventi impropri che ingolfano l’attività del Servizio, specialmente nel periodo invernale con il manifestarsi dell’influenza stagionale. Uno stato di cose che porta, inevitabilmente, a dei ritardi che inaspriscono la tensione e producono insofferenza nei pazienti che richiedono la necessaria assistenza. Purtroppo, c’è da rilevare che il personale spesso è insufficiente ma è un problema che l’Azienda sta cercando di risolvere attivando tutte le necessarie procedure per reperire persoanle sanitario da destinare all’emergenza/urgenza.
L’altro aspetto posto all’attenzione è quello del servizio di psicologia ospedaliera che l’Azienda, precisa, ha già attivato, in tutti gli ospedali dell’Azienda, da circa due anni.
Infine, l’apertura del Pronto Soccorso di Modica, come già è stato annunciato, nei giorni scorsi, è imminente. Una nuova struttura capace di dare risposte sanitarie più efficienti, uno spazio accogliente perché sarà una struttura moderna e funzionale.
L’Azienda non può che apprezzare l’approccio di collaborazione tra medici di famiglia e medici ospedalieri, perché il paziente va curato “nella sua globalità in quanto costituito da un corpo, da una mente, da uno spirito, e non curando la malattia a sé stante.( medicina olistica).”

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Tempi attesa minori con l’esame della troponina e l’angiografia coronarica

Nuove tecniche accelerano i tempi di diagnosi per i pazienti che arrivano in pronto soccorso con dolore toracico. Si tratta del rilievo delle troponina ad alta sensibilità, che permette di escludere la presenza di un infarto miocardico in atti, e dell’angiografia coronarica computerizzata, fondamentale nelle diagnosi di sindromi coronariche acute (Sca). Di queste novità si è parlato nel corso del congresso ‘Conoscere e curare il cuore’, in corso a Firenze e organizzato dalla Fondazione onlus centro per la lotta contro l’infarto.
Per quanto riguarda invece la capacità predittiva dell’infarto, la tecnica “dell’electron beam computer tomography – spiega il presidente della fondazione Francesco Prati – è una metodica che assicura il riconoscimento e la quantificazione delle calcificazioni nelle coronarie”. La tecnica, prosegue Prato, “ha un basso costo ed è un valido marker per il rilievo dell’aterosclerosi coronarica”.
Tra i temi al centro del congresso, anche quello della ‘precision medicine’ o medicina personalizzata: “Grazie al completamento del sequenziamento umano – afferma Eloisa Arbustini, del Centre of inherited cardiovascular diseases, Irccs foundation – e con la disponibilità dei nuovi strumenti di biotecnologia, la caratterizzazione molecolare delle malattie a livello individuale è ora possibile e sostenibile”. “In questo senso – precisa – la precision medicine intende identificare la precisa eziologia e target per ciascuna patologia con l’obiettivo di sviluppare trattamenti specifici relativi, ritagliati su profili biomolecolari individuali”.

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Decesso causato da pneumococco, forma non contagiosa

Un uomo di 36 anni è morto a causa della meningite la notte scorsa nel pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Lo si apprende dal direttore generale Ciro Verdoliva il quale fa sapere che l’uomo è giunto in pronto soccorso ”in stato di coma e in imminente pericolo di vita’. ”Non esiste nel Cardarelli alcuna emergenza a seguito di questo caso” ribadisce per non alimentare ”una psicosi ingiustificata”.
In via precauzionale è stata subito attivata la profilassi ma le successive analisi effettuate sul paziente deceduto all’ospedale Cardarelli di Napoli hanno evidenziato che si tratta di meningite fulminante da pneumococco. Come tale – si apprende dal personale medico del Cardarelli – si tratta di un ceppo di meningite che non si trasmette per contagio.

Meningite: due casi in Piemonte ma è forma non contagiosa

VERCELLI – Due casi di meningite in poche ore in Piemonte, ma entrambi sono di origine pneumococcica, la forma meno grave e non contagiosa. All’ospedale Sant’Andrea di Vercelli è stata ricoverata un’anziana donna, portata al Pronto Soccorso. “Vogliamo rassicurare la popolazione – interviene l’Asl di Vercelli – in quanto in questi casi non è necessaria alcun tipo di profilassi, né per i parenti, né per tutte le persone che eventualmente possano essere venute a contatto con la paziente”. Il secondo caso all’ospedale di Chivasso (Torino), dove è stata ricoverata una donna di 72 anni, che è in condizioni stabili dopo l’inizio della terapia, precisa l’Asl To4.