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Avviso pubblico per l’assegnazione di tre borse di studio annuali a laureati in Psicologia – AUSL di Ferrara

In esecuzione della determinazione del Servizio Comune Gestione del Personale n. 314 del 6/3/2018 esecutiva ai sensi di legge, questa Azienda Unità Sanitaria Locale di Ferrara intende assegnare tre Borse di Studio annuali di € 33.434,00 ciascuna, per la realizzazione del Progetto “Interventi di strada a bassa soglia – Area Dipendenze” del Programma Dipendenze Patologiche del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale – Dipendenze Patologiche, presso le sedi SerD distrettuali Distretto Centro Nord, Distretto Ovest e Distretto Sud Est, con un impegno di 36 ore settimanali, comprensive delle eventuali attività notturne e festive. 
Per essere ammessi al presente avviso i candidati dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti generali e specifici: 
- Laurea Magistrale LM/51 in Psicologia e corrispondenti; 
- Iscrizione all’Albo degli Psicologi; 
- Cittadinanza Italiana o equivalente (i cittadini stranieri non appartenenti all’Unione Europea dovranno dichiarare nella domanda il possesso del “PERMESSO DI SOGGIORNO” e dei “REQUISITI SPECIFICI” richiesti dal bando se conseguiti in Italia, con eventuale decreto di equiparazione, rilasciato dal Ministero della Salute, se conseguiti fuori Italia. 
Requisiti preferenziali 
- Formazione specifica in Psicologia di Comunità; 
- Partecipazione a corsi regionali per operatori di prossimità; 
- Esperienza sia all’interno dei SerD che negli ambiti della prevenzione e riduzione dei rischi derivati dal consumo di droghe, o nella gestione di attività di prossimità. 
Dovrà essere inviata domanda con indicazione della specifica selezione cui si intende partecipare, alla quale dovranno essere allegati un curriculum formativo e professionale su carta libera datato e firmato, con autocertificazione dei titoli posseduti di ogni altra indicazione ritenuta utile del presente bando e fotocopia del documento di identità. 
I requisiti di cui sopra dovranno essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel presente avviso per la presentazione delle domande di ammissione. 
Ai fini dell’ammissione alla procedura di cui sopra, si fa presente che ai sensi dell’art. 5, comma 9 del D.L. n. 95 del 6/7/2012 convertito in Legge n. 136 del 7/8/2012 è fatto divieto alle Pubbliche Amministrazioni attribuire incarichi di studio e di consulenza a soggetti già appartenenti ai ruoli della stessa e collocati in quiescenza, che abbiano svolto, nel corso dell’ultimo anno di servizio, funzioni ed attività corrispondenti a quello oggetto del presente incarico. 
Saranno esclusi dall’assegnazione della Borsa di Studio i concorrenti che, pur in possesso dei requisiti richiesti, sono già titolari di un rapporto di lavoro, compreso quello flessibile (incarichi libero professionali, co.co.co., ecc.) con Ente Pubblico, compresa la titolarità ad altra Borsa di Studio o convenzioni con Enti Pubblici secondo la normativa vigente. 
La domanda in carta semplice e la documentazione allegata dovranno pervenire tramite consegna o attraverso il Servizio Postale con raccomandata A.R. tassativamente all’Azienda USL di Ferrara – Ufficio Protocollo Generale – Via Cassoli n. 30 – 44121 (5° Piano – orari d’ufficio dalle ore 9.00 alle ore 13.00 di tutti i giorni feriali escluso il sabato ed il martedì e giovedì anche nelle ore pomeridiane dalle ore 14.30 alle ore 16.30) entro le ore 12.00 del 15° giorno non festivo successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna. 
Non fa fede il timbro a data dell’Ufficio Postale accettante. 
Le domande possono essere inviate, nel rispetto dei termini di cui sopra, anche utilizzando la casella di posta elettronica certificata: risorseumanegiuridico@pec southafrica-ed.com.ausl.fe.it; si precisa che la validità di tale invio, così come stabilito dalla normativa vigente, è subordinata all’utilizzo da parte del candidato di casella di posta elettronica certificata personale. 
Non sarà ritenuto valido l’invio da casella di posta elettronica semplice/ordinaria anche se indirizzata alla Posta Elettronica Certificata Aziendale. 
La domanda, debitamente sottoscritta, e gli allegati dovranno essere inviati in un unico file in formato PDF, inserendo il tutto, in un unico file unitamente a fotocopia di documento valido di identità. 
Valutazione dei candidati 
La Borsa di Studio, oggetto del presente avviso, verrà conferita a seguito di valutazione dei curricula e titoli dei candidati in possesso dei requisiti e di un colloquio su argomenti attinenti l’oggetto del Progetto: 
- Psico-educazione 
- Case Management 
- Interventi di psicologia di comunità 
Alla suddetta valutazione procederà la seguente commissione: 
Dott.ssa Giacometti Paola – Dirigente Psicologo Resp.le Psicologia Clinica 
Dott.ssa Alberghina Giovanna – Dirigente Psicologo 
Dott.ssa Sivieri Roberta – Dirigente Psicologo 
I candidati in possesso dei requisiti che non riceveranno comunicazione di esclusione dal presente bando, sono convocati sin da ora il giorno 24 aprile 2018 alle ore 9.30 presso Servizio Comune Gestione del Personale – Corso Giovecca n. 203 – Scala 15 – 1° piano – ex Pediatria – Ferrara. 
Per tutto ci che non è previsto dal presente estratto, si rinvia al testo integrale dell’avviso pubblico, scaricabile dal sito www.ausl.fe.it bandi e concorsi/borse di studio; 
Per informazioni rivolgersi al Servizio Comune Gestione del Personale – Ufficio Giuridico di questa Azienda Unità Sanitaria Locale di Ferrara – Corso Giovecca n hop over to here. 203 – 1° piano – ex Pediatria – (tel.0532235718) – Internet: www.ausl.fe.it sezione Concorsi e Avvisi. 
Il bando, il fac-simile di domanda sono disponibili sul sito: www.ausl.fe.it – sezione bandi e concorsi; 
Tutti i dati personali verranno trattati nel rispetto del D.Lgs 196/03; la presentazione della domanda implica il consenso al trattamento dei dati personali, compresi i dati sensibili, a cure del personale assegnato all’ufficio preposto allo svolgimento delle procedure di cui trattasi.


Il Direttore 

Umberto Giavaresco

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Così come quelli con poco carisma sono percepiti come deboli

Quanto è importante il carisma in un leader? A quanto pare troppo può essere dannoso. Secondo uno studio della Ghent University, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, un leader, per avere presa, deve essere moderatamente carismatico.
I ricercatori hanno misurato le personalità carismatiche attraverso un questionario con 56 domande, usato per valutare i leader. In particolare si sono focalizzati su quattro tipi di personalità – sfacciata, dispettosa, vivace e geniale – mettendo a confronto i risultati con quelli di 204 leader, e di 600 manager, la cui efficacia era stata valutata da superiori, subordinati e colleghi. Hanno così visto che man mano che aumentava il carisma, la loro efficacia iniziava a calare. “I capi con personalità molto o poco carismatiche sono percepiti come meno adeguati rispetto a quelli con un carisma moderato”, commenta Filip De Fruyt, coautore dello studio.
Secondo i ricercatori, il punto in cui il rapporto carisma-efficacia inizia a non dare risultati può essere ‘limitato’ dall’abilità ad affrontare eventi stressanti o dal livello di adattamento individuale. I capi poco carismatici sono visti come meno efficaci perchè poco decisivi, mentre quelli troppo carismatici perchè carenti a livello operativo. Un leader ‘operativo’ è chi guida il suo gruppo a saper fare le cose in tempo, gestendo i dettagli tecnici di esecuzione e di disciplina, e concentrandosi sulle risorse, mentre uno strategico è chi sa comunicare in modo efficace una visione organizzativa e convincere gli altri a condividerla. I leader mediamente carismatici sembrano avere entrambe queste caratteristiche e per questo sono valutati come più efficaci. Chi ha troppo carisma potrebbe migliorare, conclude lo studio, concentrandosi sulle richieste operative, come partecipare alle operazioni giornaliere e gestire il flusso di lavoro normale, mentre quelli poco carismatici spendendo più tempo ed energia sulla pianificazione di lungo periodo, interrogandosi sullo status quo e creando un ambiente sicuro per provare cose nuove.

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E’ benzina per ritorno ‘fascismi’; due milioni italiani colpiti

La paranoia è un disturbo che colpisce oggi da 1 a 2 milioni di italiani e rappresenta un nuovo e grande pericolo per la società moderna, perchè può alimentare il ritorno dei fascismi. E’ un allarme preciso quello lanciato dalla Società italiana di psichiatria (Sip), che avverte: la paranoia collettiva, indotta da leader capaci di incanalare le inquietudini e le insoddisfazioni di un popolo in difficoltà contro un obiettivo comune, è stata la causa di alcune delle più grandi tragedie storiche del secolo scorso, ed oggi “siamo dinanzi ad un ritorno al passato pericolosissimo”.
   
Proprio per ricordare ciò che è stato e impedire che la storia si ripeta, la Sip invita a riflettere attraverso l’esposizione ‘Schedati, perseguitati, annientati. Malati psichici e disabili durante nazionalsocialismo’, portata in Italia dal Network Europeo per la psichiatria psicodinamica (Netforpp Europa), in collaborazione con il Polo Museale del Lazio e con l’Agenzia per la vita indipendente, e inaugurata oggi al Complesso del Vittoriano alla presenza dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Oggi come ieri, “una nuova ‘tempesta perfetta’ si addensa all’orizzonte perché viviamo tempi di incertezza e paura – spiega Claudio Mencacci, presidente SIP e direttore del progetto espositivo italiano -. Il sentimento prevalente è una pervasiva sensazione di allarme di fronte a minacce vaghe e basta poco per percepire l’altro come nemico. La paura che si diffonde può diventare una risorsa per la demagogia, oltre che benzina per la paranoia”. Questo disturbo porta infatti ad attribuire significati dove non ne esistono e a considerare pericolose persone o situazioni che non lo sono: tutto ciò in una percentuale limitata di casi diventa malattia, ma in forma meno acuta è un problema molto più diffuso. Il disturbo di personalità paranoideo, sottolinea Mencacci, “riguarda dal 2 al 4% della popolazione, e le condizioni storiche attuali non sono troppo dissimili da quelle in cui, in passato, intere collettività sono state spinte da capi carismatici a individuare il pericolo in gruppi di soggetti identificati come l’origine dei problemi. E’ la ‘follia lucida’ della paranoia”. Da qui l’allarme: “Oggi – spiega Mencacci – come alle soglie della seconda guerra mondiale, la paranoia si sta insinuando nella vita di molti popoli, anche in Europa e negli Stati Uniti, e continua a fare la storia. Purtroppo bastano appena quattro generazioni perché tutto venga dimenticato, perché le posizioni razziste prese 70 anni fa siano considerate lontane”. Per questo, “la nostra mostra – precisa Bernardo Carpiniello, Presidente eletto Sip – può e deve essere un’occasione per meditare sul presente, perché i segnali di una ‘febbre’ che sta salendo nel mondo ci sono tutti e credere che quanto è accaduto non possa tornare è un’illusione. Il senso di solidarietà si è perso ed è forte il desiderio di un uomo solo al comando che possa scacciare le tante paure. Ma tutto questo è un pericolo per le nostre società”. L’esposizione vuole dunque essere un momento per riflettere e per sottolineare con forza che oggi la psichiatria non è più subalterna al potere politico come accadde 70 anni fa, quando la firma delle leggi razziali da parte di Arturo Donaggio, presidente SIP, ha costituito una drammatica violazione dell’etica scientifica.

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Vinciguerra (Eurodap), riprendere al più presto la routine

“Non bisogna sottovalutare le conseguenze della paura che il terremoto ha contagiato a molti”. A dirlo è la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico), nel sottolineare che “sono in particolar modo i 40-45 enni a rischiare che questa sensazione di allarme costante si trasformi in attacchi di panico, perché hanno il peso delle responsabilità familiari, quindi casa, figli spesso piccoli, genitori anziani. Tuttavia chiunque può sviluppare crisi d’ansia che possono degenerare”.
“Chi ha vissuto un’esperienza traumatica molto forte che lascia strascichi e che va affrontata – avverte l’esperta – altrimenti il trauma può strutturare uno stato ansioso permanente. In queste situazioni non ci si deve isolare, ma è bene scambiare ciò che si è vissuto”. Secondo la psicoterapeuta “già da subito ognuno può mettere in atto la strategia dell’agire: cercare di riprendere la routine facendo cose anche banali, purché siano consuete può essere utile ad affrontare la situazione e combattere il senso di impotenza che questa situazione ci porta a provare”.
Da qui il vademecum dell’Associazione europea disturbi da attacchi di panico in quattro punti: respirare in maniera diaframmatica e profonda in modo da riuscire ad abbassare i livelli di adrenalina che il nostro cervello produce automaticamente in caso di pericolo percepito. Evitare di esporsi costantemente a immagini televisive e notizie ansiogene. Per sonni tranquilli una tecnica utile è concentrarsi su un episodio bello della nostra vita e contare all’indietro da cento a zero. I genitori trasmettano tranquillità ai figli e per i bambini bene favole che contemplino la terra che trema, e un lieto fine, cercando però sempre di trasmettere calma e gioco”.

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Il cyberbullismo è un fenomeno che, anno dopo anno sta assumendo dimensioni preoccupanti. Lontano dagli eccessi statunitensi, dove fan di cantanti si accaniscono tra loro sfociando spesso in violenza fisica, il nostro paese sta registrando un rapido aumento dei casi.

E’ nato, così, in Italia il primo servizio di supporto dedicato alle vittime del cyberbullismo. Si tratta molto spesso di minori che hanno paura ad ammettere questo genere di molestie e non conoscono le conseguenze di un comportamento che di fatto è criminale.

Chi subisce molestie via web da oggi può scrivere al numero 393.300.90.90 o all’indirizzo e-mail help@off4aday.it, gestito da un team di psicologi pronti a rispondere ed aiutare chiunque ne avesse bisogno. L’iniziativa è di Samsung e del Moige con il patrocinio della Polizia di Stato.

Questa iniziativa rientra nella campagna #OFF4aDAY che invita tutti a “spegnersi”, a scollegarsi dal web per un giorno (Samsung oscurerà tutti i suoi canali di comunicazione come gesto simbolico), e a condividere il numero di supporto e l’indirizzo e-mail del servizio contro il cyberbullismo, modificando anche il proprio profilo sui canali social con l’hashtag #OFF4aDAY per sensibilizzare gli utenti sul tema.

Si tratta di un fenomeno molto grave. Sempre più giovani utilizzano i media digitali usati per diffondere, tramite Internet o cellulare, messaggi, immagini o filmati spregevoli e diffamatori.

Le vittime, in pochissimo tempo possono vedere la propria reputazione danneggiata in una comunità molto ampia, anche perché i contenuti, una volta pubblicati, possono riapparire a più riprese in luoghi diversi. Spesso i genitori e gli insegnanti ne rimangono a lungo all’oscuro, perché non hanno accesso alla comunicazione in rete degli adolescenti.

Secondo una recente indagine della Società Italiana di Pediatria, il 31% dei tredicenni (35% ragazze) dichiara di aver subito atti di cyberbullismo e il 56% di avere amici che lo hanno subito. Tra gli adolescenti che utilizzano almeno tre piattaforme di social network la percentuale di chi ha subìto atti di bullismo online sale al 45%.

Il progetto di Samsung e Moige proseguirà per tutto il 2016 e coinvolgerà anche duemila scuole in tutta Italia con un percorso di sensibilizzazione e un kit didattico sviluppato ad hoc dagli esperti del Moige. Il servizio di supporto dedicato alle vittime del cyber-bullismo sarà attivo dal lunedì al sabato, dalle 14 alle 20.