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L’Associazione UNIVERSITA’ del TEMPO LIBERO “don Giacomo Donnaloja”, in collaborazione con l’ITAS Basile-Caramia di Alberobello e Locorotondo e con il Dipartimento Dipendenze Patologiche di Bari e il Dipartimento Dipendenze Patologiche di Taranto, indice la prima edizione del Concorso Video – Fotografico “Dipende”.
Il concorso intende favorire una riflessione sulla questione importante e complessa delle dipendenze mettendo in comunicazione il mondo dei giovani, chiamati a sviluppare una personale visione della tematica, con quello degli adulti e degli esperti del settore.
Il concorso è gratuito ed aperto a tutti i giovani di età compresa tra i 14 ed i 19 anni.

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Per la figura di Addetto Amministrativo, a tempo pieno e indeterminato

E’ indetta la procedura di mobilità volontaria, per titoli e colloquio, per la copertura di n. 1 unità a tempo pieno ed indeterminato – area C “addetto amministrativo” posizione economica C1 e n. 1 unità a tempo pieno ed indeterminato – area B “Assistente alla segreteria” posizione economica B2 del contratto collettivo di lavoro Enti Pubblici non Economici.

Scadenza 31 ottobre 2017
Per visualizzare il bando completo CLICCA QUI

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Nessun investimento sulla medicina di prossimità al fine di evitare ai cittadini il ricorso all’assistenza ospedaliera

“Una proposta senz’anima, senza quella voglia di cambiamento che un rinnovo contrattuale dovrebbe prevedere vista l’esigenza dei cittadini di ottenere nuovi servizi e le prospettive di cambiamento auspicate da gran parte della categoria”, è il commento che il Segretario Regionale della FIMMG Puglia Filippo Anelli ha rilasciato all’indomani della pubblicazione della bozza di contratto di lavoro predisposta dalla SISAC. 
La proposta di contratto è stata presentata dal dott. Vincenzo Pomo, coordinatore nazionale della SISAC, alle organizzazioni sindacali il giorno 21 giugno ed è stato oggetto di analisi da parte della Segreteria regionale della FIMMG Puglia il giorno 22 e oggi sarà all’esame della Segreteria nazionale riunitasi a Roma nella sede della FIMMG.
La Segreteria regionale della FIMMG Puglia si è conclusa con la seguente mozione:
“La Segretaria Regionale FIMMG Puglia riunitasi il 22 giugno 2016 presso la sede FIMMG in Via Santi Cirillo e Metodio n. 5/B – Bari per discutere sul rinnovo del contratto nazionale, all’unanimità
ritiene
non condivisibili i contenuti della bozza SISAC e le indicazioni espresse dalle regioni nell’atto di indirizzo in quanto contrari allo sviluppo di un nuovo modello delle cure primarie teso ad assicurare tutti quei servizi sul territorio e la presa in carico della gestione della cronicità e della domiciliarità 
vista
la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/15 che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 16, c.1, l.B della Legge 98/2011 e successive modificazioni
propone
alla Segreteria Nazionale di riprendere il confronto politico con il Governo nazionale al fine di definire le risorse necessarie al rinnovo contrattuale e condividere con le regioni gli standard strutturali dell’assistenza primaria per assicurare ai cittadini la migliore risposta ai loro bisogni di salute”. 

I medici lamentano la mancata previsione e l’adeguato finanziamento nella bozza della SISAC di quei servizi in grado di realizzare la medicina di prossimità evitando ai cittadini il ricorso all’assistenza ospedaliera. 
La FIMMG chiede che ogni medico abbia la possibilità di lavorare con un team di professionisti composto da collaboratori di studio, infermieri, fisioterapisti, specialisti e altro che possano assicurare anche una diagnostica di primo livello: elettrocardiogramma, holter, ecografie, doppler, spirometrie e altro in strutture messe a disposizione dalla ASL o individuate dagli stessi medici.

 La bozza della SISAC, invece, disciplina prevalentemente il ruolo unico, superando la vecchia distinzione tra medico di famiglia e medico di continuità assistenziale e rimanda alle regioni la programmazione di tutti gli altri servizi essenziali. L’organizzazione dell’assistenza dall’H24 all’H16 rappresenta un aspetto non essenziale della contrattazione la cui applicazione dovrebbe essere valutata, in maniera flessibile, in ragione delle specifiche esigenze del territorio.

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Lincei, esclusa responsabilità laboratori per diffusione batterio

La Xylella che sta danneggiando gli ulivi della Puglia ha origine da un ceppo unico: è una delle conclusioni del gruppo di studio dell’Accademia dei Lincei sulla Xylella. Nello studio si spiega anche che i vettori della malattia sono gli insetti e le piante che dai vivai vengono trasportate in nuovi impianti olivicoli. Non ha quindi alcun sostegno l’ipotesi di una responsabilità dei laboratori scientifici nella diffusione del batterio. 

“L’agente causale della malattia è Xylella fastidiosa, una conclusione che abbiamo accettato come non più discutibile”, spiega il rapporto stilato da Roberto Bassi, fisiologo vegetale all’Università di Verona, e Giorgio Morelli, Consiglio per la ricerca in agricoltura, e coordinato da Francesco Salamini, uno dei maggiori botanici italiani. Il documento spiega che la malattia si è originata da una fonte unica e che i vettori sono gli insetti e le piante trasportate dai vivai. Entrando nelle questioni ‘politiche’ della faccenda il rapporto espime solidarietà verso i ricercatori baresi (accusati di aver avuto unn ruolo nella diffusione della malattia) “abbiamo, infatti, verificato che le certezze sul caso Xylella dei ricercatori baresi hanno una solida base scientifica”.

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Sono otto le Regioni che aderiranno al Piano di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria e per le quali presidenti e giunte potrebbero anche valutare, come indicato oggi dal coordinatore degli assessori al Bilancio Massimo Garavaglia, un aumento dei ticket, oltre a quello delle addizionali Irpef e Ires previsto ‘in automatico’ dalla legge proprio nei casi di disavanzo sanitario.

I Piani di rientro, come chiarisce il ministero della Salute, ”si configurano come un vero e proprio programma di ristrutturazione industriale che incide sui fattori di spesa sfuggiti al controllo delle Regioni”.

Ad oggi, le Regioni in Piano di Rientro sono: Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte, Puglia.

Le Regioni per cui, attualmente, è anche previsto un commissario ad acta per la spesa sanitaria sono invece Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio e Molise.

Situazioni di difficoltà confermate anche dal rapporto appena pubblicato online dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che ha tracciato i bilanci 2014 delle 108 aziende ospedaliere italiane (compresi policlinici universitari e Irccs pubblici). In tutto sono 31 le aziende sanitarie con bilanci in rosso, e 24 di queste sono a rischio piano di rientro secondo i parametri indicati al momento dalla legge di stabilità.

Le aziende da risanare sono concentrate in 7 Regioni (Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio, Calabria e Sardegna). In Veneto, ad esempio, sulle 3 aziende censite, 2 superano i 10 milioni di euro di deficit. In rosso sono poi tutte le 9 aziende laziali, con disavanzi oltre la soglia e il disavanzo record italiano di oltre 158 milioni per il San Camillo Forlanini. Segno ‘meno’ anche per le aziende ospedaliere del Piemonte: le 6 aziende censite presentano tutte bilanci in rosso, e sono 3 quelle che presentano un buco superiore ai 10 milioni di euro.

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ROMA: Ammonta a 22 milioni di euro il valore del lucroso fenomeno del furto di farmaci dagli ospedali italiani nel periodo compreso tra il 2006 fino ai primi cinque mesi del 2014. Si calcola che in circa un ospedale italiano su 10 sono stati sottratti farmaci: 110 i furti realizzati in totale; 37 dei quali avvenuti solo nella prima metà dello scorso anno. Tra i farmaci più rubati quelli oncologici, seguiti da anti-reumatici, immunosoppressori e farmaci biologici. Ambito bottino per la criminalità organizzata che ne fa un mercato parallelo. Lo studio è stato realizzato con il report “The theft of medicines from italian hospitals” pubblicato da Transcrime, il Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università degli studi di Trento. Il rapporto, che ha analizzato le notizie apparse sui media, rileva come il 44% dei furti sia avvenuto nei mesi invernali, producendo un ‘bottino’ medio pari a 250mila euro. Campania e Puglia sono le regioni più colpite, in cui si concentrano il 45% di tutti i casi. I prezzi elevati e l’alta redditività, oltre che la possibilità di smercio sul mercato nero e la vendita sul web, sono tra i motivi che spingono le organizzazioni criminali a puntare sulla sottrazione dei farmaci in ospedale, favorita da pochi arresti e sanzioni inferiori a quelli di attività illecite simili, come il traffico di droga. Una volta rubati, i farmaci vengono “riciclati” oltre che in Italia, in Slovacchia, Lettonia, Ungheria, Slovenia e Romania; paesi definiti – dai ricercatori – “lavanderie”.

11 marzo 2015

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BARI – E’ disponibile sulla home page del Portale della Salute ed in ciascuna home page aziendale il collegamento al monitor di Pronto Soccorso del Sistema Sanitario Informativo Regionale della Puglia , denominato Edotto, che consente di visualizzare in tempo reale i tempi di attesa e gli afflussi alle strutture di Pronto Soccorso degli ospedali pubblici. Per i pronto soccorso d’interesse, aggregati per provincia, è possibile visualizzare il numero di pazienti in attesa e in visita di visita, distinti per codice colore; il numero di pazienti trattati nelle ultime otto ore per codice colore; il tempo medio di attesa (in minuti) per codice colore. I dati rappresentano un importante sistema d’informazione e di trasparenza, ma non possono essere utilizzati per misurare la qualità dell’assistenza fornita, per la quale si utilizzano altri indicatori e strumenti di analisi.

4 Marzo 2015