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Attività ridotta per la Radioterapia dell’ospedale di Chieti, a causa di un guasto alla porta posta a protezione del bunker che ospita uno degli acceleratori lineari. Le terapie radianti erogate dall’apparecchio Sinergie Elekta sono state pertanto momentaneamente sospese, in attesa della riparazione già sollecitata alla ditta a cui è affidata la manutenzione.
I trattamenti di radioterapia continuano a essere assicurati con il secondo acceleratore lineare, che però può soddisfare solo parzialmente l’ampia domanda di prestazioni che la Radioterapia riceve.
Il fermo dell’apparecchiatura resta fino alla riparazione del guasto, per il quale si attende l’arrivo dei tecnici specializzati. Intanto il personale dell’unità operativa è impegnato a ridurre al massimo i disagi per gli utenti in attesa del ripristino della regolare attività. IL CAS DELL’ASL VCO HA I DATI MIGLIOI DELLA RETE ONCOLOGICA PIEMONTESE –

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Dotazione tecnologica avanzata e formazione costante: queste le carte che si gioca sul tavolo dell’assistenza di qualità la Radioterapia oncologica dell’Ospedale di Chieti, diretta da Domenico Genovesi, che recita un ruolo di primo piano nel trattamento dei tumori.
Nel biennio 2016-2017 sono stati infatti eseguiti 300 trattamenti in regime di Radioterapia a intensità modulata volumetrica, che permette di regolare l’intensità della dose radiante terapeutica sul bersaglio tumorale risparmiando i tessuti sani limitrofi. La tecnica è utilizzata prevalentemente nei tumori otorinolaringoiatrici, ginecologici, della prostata e nei casi di necessità di re-irradiazioni su una stessa sede tumorale.
Ma nello stesso biennio si è consolidata anche la tecnica della Radioterapia stereotassica, introdotta da qualche anno per centrare le piccole metastasi cerebrali o anche al polmone e fegato. Sessanta i trattamenti eseguiti con tale tecnica, che è in grado di indirizzare elevate dosi di radioterapia in poche sedute e con un’estrema precisione direttamente sul volume tumorale, provocandone la morte cellulare.
«Queste tecniche – spiega il professor Genovesi – richiedono rigorosi controlli di qualità e sulla precisione dell’irradiazione del bersaglio tumorale. Per tale motivo abbiamo lavorato intensamente per configurare la metodica della cosiddetta Radioterapia guidata dalle immagini, finalizzata proprio al controllo costante sul lettino di terapia della precisione di questi trattamenti».
I risultati, le esperienze, gli studi e i confronti con numerosi Centri di radioterapia nazionali e internazionali su tali metodiche, insieme agli aggiornamenti continui sulle indicazioni cliniche e tecniche nella radioterapia di tutte le patologie tumorali, hanno comportato nell’ultimo biennio e nel primo semestre del 2018 la partecipazione attiva di tutto lo staff della Radioterapia oncologica di Chieti a numerosi congressi di prestigio.
In particolare, la radioterapista Luciana Caravatta è stata l’unica Italiana invitata al VI Congresso dei giovani radioterapisti indiani che si è svolto a New Delhi in India, così come operatori dell’unità operativa teatina hanno preso parte ai congressi delle Società italiana ed europea di radioterapia oncologica (AIRO e ESTRO).
Al recente Congresso europeo di Barcellona la Radioterapia di Chieti è stata presente con ben 15 contributi scientifici che hanno intensificato il confronto e collaborazioni preziosi con i migliori Centri di radioterapia europei. Il “laboratorio” sullo studio e aggiornamento continuo della clinica e delle tecniche radioterapiche si svolge settimanalmente presso nel reparto di Chieti dove sono continuamente aggiornati i processi, gli sviluppi e le metodiche poi attuate nell’applicazione clinica. Da quest’anno le riunioni settimanali che coinvolgono tutto lo staff (medici, fisici, tecnici e infermieri) sono stati strutturati dall’Ufficio formazione della Asl Lanciano Vasto Chieti in un apposito programma di formazione sul campo per il miglioramento della qualità delle cure oncologiche.
La Radioterapia di Chieti dal 2001 è sede della Scuola di specializzazione in radioterapia oncologica. Domenico Genovesi è stato da poco confermato nel Board della Commissione scientifica dell’Associazione italiana di radioterapia oncologica.

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La protonterapia su pazienti pediatrici sbarca in Italia, per l’esattezza a Trento. Una bambina di 9 anni affetta da Cordoma, un rarissimo tumore della colonna vertebrale, sarà il primo paziente ad essere trattato con questa innovativa tecnica.

Si tratta di un nuovo tipo di radioterapia, solo che, ad irradiare il paziente non saranno dei raggi di fotoni ma di protoni. I vantaggi per i pazienti sono molteplici. L’uso dei protoni permette una migliore precisione e permette di irradiare zone vitali del corpo umano, inoltre, la protonterapia ha degli effetti collaterali molto minori rispetto alla tradizionale radioterapia.

L’intervento è il frutto di una stretta collaborazione tra Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento.

“Si tratta di una tecnica che, soprattutto nei bambini, comporta meno effetti collaterali a lungo termine, poiché permette di risparmiare quanto più possibile i tessuti sani che non sono stati colpiti dal tumore – spiega la dottoressa Angela Mastronuzzi, neuro-oncologa pediatra del Bambino Gesù – I protoni, infatti, hanno la peculiarità di rilasciare energia direttamente nella sede del tumore, senza compromettere i tessuti sani intorno. Negli Stati Uniti è usata già da molti anni per il trattamento dei pazienti pediatrici, soprattutto di quelli affetti da tumori del sistema nervoso centrale”.

Nel mondo, la protonterapia, viene effettuata in solo 48 centri e, nel trattamento dei tumori pediatrici, potrebbe, nel giro di qualche anno, soppiantare la radioterapia classica, nel trattamento dei tumori pediatrici.