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Una guida per riconoscere sintomi e complicazioni

I sintomi possono sembrare simili e far confondere un raffreddore per un’influenza o viceversa, ma in realtà ci sono delle differenze: il raffreddore si manifesta più gradualmente, mentre l’influenza è improvvisa, spesso accompagnata da dolori, brividi e febbre, che invece sono insoliti o rari nel raffreddore. Per capire come distinguerli, i Centers for disease control (Cdc) danno delle indicazioni sul loro sito.
L’influenza è di solito accompagnata da questi sintomi: febbre o sentirsi febbricitante e con brividi, tosse, mal di gola, naso che cola, dolori muscolari, mal di testa, stanchezza, e in alcuni casi (anche se più comuni nei bambini) vomito e diarrea. Di solito passa in pochi giorni o meno di due settimane, ma possono svilupparsi alcune complicazioni, come polmonite, bronchite, sinusite e infezioni dell’orecchio.
L’influenza inoltre può far peggiorare i problemi di salute cronica, come l’asma o delle insufficienze cardiache. Le persone più a rischio per le complicazioni dell’influenza sono gli anziani dai 65 anni in su, i malati cronici, le donne incinte e i bambini. Ci sono dei segnali di allarme dell’influenza per cui è bene rivolgersi al medico. Nei bambini, sono il respiro più faticoso, il colorito bluastro, il bere poco, il non interagire ed essere irritabili, e febbre con eruzioni cutanee. Negli adulti a far preoccupare devono essere le difficoltà respiratorie, dolore al petto o all’addome, capogiri improvvisi, confusione, vomito persistente e sintomi che migliorano ma poi ricompaiono con febbre e tosse peggiorata. Nel caso di neonati si aggiungono anche l’incapacità di mangiare, le difficoltà respiratorie, il piangere senza lacrime e pannolini molto meno umidi del solito. I sintomi comuni del raffreddore invece sono starnuti, naso chiuso, mal di gola, tosse secca e a volte un po’ di spossatezza sapere di più.

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Colpisce guscio virus, possibile applicazione in sei anni

Un ricercatore dell’università di Vienna ha brevettato un vaccino che protegge dal raffreddore, un passo potrebbe portare a una versione da mettere in commercio entro sei anni. Lo afferma l’ideatore, Rudolf Valenta, in un’intervista all’Independent.
Il sistema immunitario, spiega Valenta, che ha oltre 200 pubblicazioni sull’argomento, non riesce a combattere i rinovirus, i principali responsabili del raffreddore, perchè si concentra sul centro del virus, che è passibile di mutazioni. Al contrario il vaccino messo a punto ha come obiettivo il guscio protettivo del microrganismo, che si ancora alle mucose della bocca, del naso e della gola e nello stomaco favorendo l”aggressione’, e che non varia tra i diversi ceppi. “Abbiamo preso alcuni frammenti del guscio – spiega Valenta – attaccandoli ad una proteina di trasporto. E’ un principio molto vecchio, ‘riprogrammare’ la risposta immunitaria sull’obiettivo giusto”.
La ricerca, spiega Valenta, è in fase avanzata. “Con la prima proteina che abbiamo costruito abbiamo una inibizione molto buona della malattia – afferma -, siamo convinti di essere sulla buona strada. Se riusciremo ad avere i fondi per i test clinici possiamo metterlo a punto in sei-otto anni”.

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Maggiore probabilità male a orecchie, fatica e dolori muscolari

I virus dell’influenza e del raffreddore potrebbero colpire più duramente le donne rispetto agli uomini. Lo afferma uno studio, basato sui sintomi riportati dai pazienti, presentato alla conferenza Id 2016 della Infectious Diseases Society of America condotto dalla Uniformed Services University of the Health Sciences, una scuola di medicina per militari Usa.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 777 uomini e donne, tutti militari o familiari, che sono stati visitati in cinque ambulatori dell’esercito. In tutti i casi è stato determinato il tipo di infezione, e d è stato chiesto ai pazienti di tenere un diario dei sintomi stimandone la gravità. Dallo studio è emerso che enterovirus e coronavirus, che causano il raffreddore, e virus influenzali colpiscono uomini e donne con la stessa frequenza.
“Tuttavia le donne hanno una maggiore probabilità di riportare dolore alle orecchie moderato o grave, mal di testa e riduzione dell’appetito alla prima visita dal medico – spiega Robert Deiss, l’autore principale, al sito Livescience -. Le donne hanno anche una probabilità maggiore di riportare fatica e dolori muscolari”.
Le differenze, sottolinea l’autore, appaiono a partire dal terzo giorno di malattia. “Quello che possiamo concludere – spiega – è che c’è una differenza in come vengono riportati i sintomi, mentre servono altre indagini per verificare se c’è una differenza biologica in come evolvono le infezioni, che potrebbe essere dovuta a fattori ormonali”.

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Potrebbero essere stati i dromedari ad attaccarci il raffreddore: a indicarlo è uno studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas) dai biologi del Policlinico Universitario di Bonn, in Germania.

 Lanciati sulle tracce del virus della temutissima Sindrome respiratoria mediorientale (Mers) trasmessa dai dromedari, i ricercatori hanno scoperto che le ‘navi del deserto’ potrebbero essere anche l’origine da cui si è diffuso uno dei più comuni virus del raffreddore al mondo: la sua storia potrebbe essere un modello da studiare per prevenire una futura pandemia di Mers mi explicación.

Identificata per la prima volta nell’uomo nel 2012, la Sindrome respiratoria mediorientale è causata da un particolare genere di virus a Rna (coronavirus) che sfrutta i dromedari come serbatoi di infezione. ”Nei nostri studi – spiega il virologo Christian Drosten – abbiamo esaminato circa 1.000 dromedari alla ricerca di coronavirus e, a sorpresa, nel 6% dei casi abbiamo scoperto la presenza di patogeni imparentati con il virus HCoV-229E del raffreddore umano”. Ulteriori analisi genetiche e molecolari di simili virus presenti negli uomini, nei pipistrelli e nei dromedari indicano che proprio questi ultimi ci avrebbero trasmesso gli ‘antenati’ del virus del raffreddore.

I patogeni isolati dai dromedari sono in grado di penetrare nelle cellule umane usando gli stessi grimaldelli molecolari del virus del raffreddore: nonostante questa abilità, non si sono perfettamente adattati all’uomo e non rappresentano una seria minaccia per la salute, perché il nostro sistema immunitario è capace di riconoscerli e combatterli, proprio come fa con il comune raffreddore. Anche il virus della Mers sembra non essersi perfettamente adattato all’uomo: è però ancora troppo presto per cantare vittoria, spiegano i ricercatori, vista l’incredibile diffusione del virus del raffreddore HcoV-229E avvenuta con la trasmissione da uomo a uomo.

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Lo start-up tra le top 15 nel biotech. Fra tre anni i test

Uno spray nasale antivirale per la prevenzione e cura del raffreddore, la più diffusa infezione virale nell’uomo che genera costi socio-sanitari enormi: solo negli USA di 40 miliardi di dollari all’anno. A metterlo a punto una start-up, la Panoxyvir, che figura tra le migliori 15 start-up italiane nel campo delle biotecnologie. Ideato dal professore di virologia molecolare David Lembo, da quello di patologia generale Giuseppe Poli e dai due ricercatori Valeria Cagno e Andrea Civra, che operano presso L’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino), il progetto è nato come start-up di 2i3t, l’incubatore delle imprese dell’Università di Torino.

L’idea innovativa di Panoxyvir è stata brevettata e si basa sulla scoperta che alcune molecole, spontaneamente prodotte nel nostro organismo dal metabolismo ossidativo del colesterolo e denominate ossisteroli, mostrano una marcatissima azione anti-rinovirus che potrà essere sfruttata farmacologicamente.

Quest’anno -comunica l’Azienda Ospedaliera-Universitaria San Luigi – verrà messa a punto la procedura di sintesi delle molecole e partiranno i test preclinici sul farmaco. Si stima che tra tre anni inizieranno le prove cliniche di sicurezza e di efficacia sull’uomo. Attualmente non esistono in commercio farmaci antivirali in grado di curare o prevenire il raffreddore, ma solo rimedi che ne alleviano alcuni sintomi. Il farmaco potrebbe inoltre prevenire le esacerbazioni di malattie croniche a carico dei bronchi e dei polmoni causate dal rinovirus il principale agente eziologico del raffreddore. Tra queste vi sono l’asma e la broncopneumopatia cronico ostruttiva prevista come terza causa di morte a livello mondiale nel 2020.