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Una simpatica dottoressa clown Piastrina guarda al microscopio il cattivo coronavirus, mentre speciali bambini supereroi lo mettono in fuga.

È l’ultimo video che i clown dottori di “Ci ridiamo sù” hanno pubblicato sulla loro pagina facebook . Questo per mostrare la loro vicinanza e strappare un sorriso ai pazienti e agli operatori sanitari. C’è la lettura di un libro per bambini in riva al mare. Il bacio della buonanotte per accogliere tanti bei sogni. I messaggi di affetto a chi è impegnato in corsia. Seppur lontani fisicamente dai pazienti, i simpatici dottori dal naso rosso vogliono mostrare il loro esserci con il cuore e con il pensiero.

Per farlo in queste settimane stanno promuovendo sulla loro pagina facebook e sul canale youtube dei semplici e delicati contributi. Un modo per continuare a far sentire la loro presenza a chi li attendeva con ansia nei reparti, ai familiari che li hanno conosciuti e ai tanti operatori sanitari che li accolgono in ospedale.

L’associazione iblea di comicoterapia risponde così all’emergenza coronavirus che l’ha allontanata fisicamente dai reparti, senza però scalfirne il legame affettivo ed emotivo

Ecco allora la dottoressa Piastrina impegnata al microscopio, un libro dedicato alla speranza letto in riva al mare. Un breve e simpatico video che augura la buonanotte e poi il messaggio di supporto agli operatori sanitari che in questi giorni vivono momenti difficili.

I clown dottori fanno sentire tutto il loro calore, tutta la loro positività e il loro sostegno via web e continueranno a farlo nelle prossime settimane con altri video e contributi. Ci Ridiamo Sù opera: in ospedale, dove è presenza fissa nella Pediatria del “Giovanni Paolo II” con il progetto “Manda un clown in ospedale” e nel DH Oncologico del “M.P. Arezzo” di Ragusa con il progetto Saturnino; nei centri di ricovero e cura con gli anziani e i diversabili; nelle scuole; con gruppi e comunità; in missioni umanitarie; nei processi formativi/educativi e in tutte le situazioni di disagio socio-sanitario, per alleviare sofferenza, paura e solitudine con la potenza terapeutica della risata e del buon umore.
Per conoscere e supportare l’attività dell’associazione “Ci ridiamo sù” di diffusione della comicoterapia è possibile visitare il sito web www.ciridiamosu.it, la pagina facebook oppure è possibile inviare un’email a info@ciridiamosu.it

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L’Asp di Ragusa con l’ospedale “Giovanni Paolo II” e l’ospedale “Maggiore” ha ricevuto oggi da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, due  Bollini Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per il biennio 2020-2021. I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Fondazione Onda, da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

                                                               

Rispetto al Bando precedente, gli ospedali premiati sono aumentati, passando da 306 a 335. Oltre a una crescita in termini di numeri, assistiamo a un miglioramento della qualità: gli ospedali che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, tre bollini, sono infatti passati da 71 a 96. Inoltre, 167 strutture hanno conquistato due bollini e 72 un bollino.

Una particolare attenzione è rivolta al tema della depressione che riguarda 3 milioni di persone in Italia, tra cui più di 2 milioni di donne. Per questo, Fondazione Onda assegna una “menzione speciale” a 10 ospedali con i Bollini Rosa che si distinguono per l’impegno sul tema della “depressione in un’ottica di genere”.

Tre i criteri di valutazione con cui sono stati valutati gli ospedali candidati: la presenza di specialità cliniche che trattano problematiche di salute specificatamente femminili e patologie trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, di percorsi diagnostico-terapeutici e di servizi clinico-assistenziali in grado di assicurare un  approccio efficace ed efficiente in relazione alle esigenze e alle caratteristiche psico-fisiche della paziente e di ulteriori servizi volti a garantire un’adeguata accoglienza e degenza della donna tra cui il supporto di volontari, , la mediazione culturale e l’assistenza sociale.

A partire dal 7 gennaio 2020 sul sito www.bollinirosa.it sarà possibile consultare le schede degli ospedali premiati, suddivisi per Regione, con l’elenco dei servizi valutati.

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Il Centro di Oftalmologia Sociale, responsabile dr.ssa Maria Cecilia Tagnese, Asp di Ragusa partecipa all’iniziativa “Giornata Mondiale di Ortottica – World Orthoptic Day – promossa dall’Associazione d’Ortottica Internazionale I.O.A., lunedì 4 giugno, con uno screening rivolto a tutti coloro che hanno disturbi astenopici e di affaticamento dati dall’uso dei videoterminali, per consigliare gli utenti ad ottenere un confort visivo durante l’applicazione sull’ utilizzo appropriato dei VDT.
Una giornata tutta dedicata alla prevenzione, alla sensibilizzazione e all’informazione, per aiutare i
cittadini.

PER PRENOTAZIONI CHIAMARE:
RAGUSA: 0932/234916 lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9:30 alle 11:00.
MODICA: 0932/448704 martedì 29/05/18 dalle 9:30 alle 11:00.
VITTORIA: 0932/8084212 mercoledì dalle 9:30 alle 11:00.
ISPICA: 0932/446725 lunedì, martedì e mercoledì dalle 9:30 alle 11:00.

Il World Orthoptic Day – WOD -, nato alcuni anni orsono per la promozione della professione in tutti gli ambiti nei quali è riconosciuta, vuole essere – attraverso lo sguardo di professionisti, “artisti della riabilitazione” – un trampolino per una migliore comprensione dei “valori” legati al benessere degli occhi.
Questa giornata, che si celebra il primo lunedì del mese di giugno in tutto il mondo, riveste a livello internazionale una grande importanza per la professione ed è stata istituita proprio per sottolineare e valorizzare tutto il lavoro che gli ortottisti svolgono per i loro pazienti, per il mondo dell’oftalmologia ed per i sistemi sanitari di cui sono parte attiva.
Un’occasione per aumentare la visibilità della professione dell’Ortottista Assistente in Oftalmologia, il professionista che, in possesso di laurea abilitante e su prescrizione del medico, tratta i disturbi motori e sensoriali della visione ed effettua le tecniche di semeiologia strumentale-oftalmologica.

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A #ReumaDays Ragusa, la delegata Sicilia di Aisf Onlus Ass. Italiana Sindrome Fibromialgica Sezione Bagheria-Palermo Giusy Fabio che è intervenuta all’iniziativa itinerante della SIR – Società Italiana di Reumatologia organizzata a livello locale dal dott. Mario Bentivegna. L’intervista è del direttore di Medicalive Salvo Falcone.

info web qui

guarda qui lo speciale sui #ReumaDays di Ragusa

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In occasione della Giornata della Donna l’Azienda Sanitaria di Ragusa ha organizzato a partire dal 5 e fino all’8 marzo una serie di attività sanitarie rivolte alla tutela della salute della donna con prestazioni di prevenzione.

“I Responsabili delle UU.OO. ospedaliere e del territorio hanno raccolto con entusiasmo l’invito della Direzione Strategica a organizzare, in aggiunta alle normali attività, altre prestazioni per celebrare l’importante Giornata” – ha dichiarato il Commissario, dr. Salvatore Lucio Ficarra.
Le iniziative dell’8 marzo rientrano nello spirito che caratterizza l’Asp quello appunto di fare prevenzione.
Sono numerosi gli ambulatori e i Consultori che si sono organizzati: dalle visite ginecologiche, ai pap-test, passando anche ai controlli senologici, per l’osteoporosi e anche visite per valutare la presenza di prolassi della vescica e screening per il diabete e l’obesità. Ed ancora visite dermatologiche per la prevenzione dei melanoma e dei tumori della pelle.
L’Asp ha anche messo a punto una brochure informativa che verrà consegnata, proprio nella Giornata dell’8 marzo, nei Pronto Soccorso degli ospedali, che contiene informazioni utili per chi è vittima di violenza, non solo donne e rivolta a tutte quelle persone che si trovano in una condizione di vulnerabilità, fragilità e debolezza e i cui segni di violenza non sempre risultano evidenti. Una sintesi del “Codice Rosa”, procedura che ha visto l’Azienda Sanitaria di Ragusa prima in Sicilia nella stesura e nella applicazione.
Tra le iniziative anche due giornate formative su “Codice Rosa” – “Violenza fisica e sessuale nei giorni 6 e 7 marzo presso la sala SIMT di Ragusa.
Padre Giorgio Occhipinti, Direttore dell’Ufficio della Pastorale della Salute, sempre giorno 8 si recherà nei reparti dei due presidi ospedalieri di Ragusa per benedire le donne ammalate e il personale ospedaliero, offrendo all’ingresso dei presidi ospedalieri: mimose, il fiore simbolo della Giornata, realizzate con palloncini da alcuni Volontari.
Il programma delle attività sanitarie dettagliato è pubblicato sul sito dell’Asp: www.asp.rg.it

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L’U.O.C.P. – Unità Operativa di Cure Palliative – dell’Asp di Ragusa ha dato il battesimo alla Rete Locale Cure Palliative, attività realizzata grazie ai fondi del PSN – Progetto della Regione – Linea 3: “Cure Palliative e Terapia del Dolore. Sviluppo dell’assistenza domiciliare palliativa specialistica – Realizzazione delle Reti Locali di cure palliative e potenziamento delle cure palliative domiciliari di base e specialistiche.”
Un progetto che ha lo scopo di rafforzare un modello di organizzazione della Rete Locale di Cure Palliative tale da essere omogeneo in tutte le Aziende Sanitarie della Regione Siciliana con la conseguente implementazione dell’assistenza domiciliare di cure palliative di base e specialistica che dovrà essere modulata in rapporto ai bisogni, desideri e preferenze dei malati e dei loro familiari.
All’incontro hanno partecipato tutti i soggetti attuatori del progetto: il Responsabile del progetto, dr. Giovanni Ragusa; il Responsabile della formazione dell’ASP, il Responsabile della Comunicazione dell’ASP, i Direttori dei Distretti Sanitari, i Responsabili Hospice e i Rappresentanti della Samot Palermo e Samot Ragusa. Presente anche la dr.ssa Antonina Giacalone, Referente del PSN dell’Asp di Ragusa.
“La presa in carico pianificata nella Rete Locale di Cure Palliative – ha dichiarato il dr. Giovanni Ragusa, responsabile dell’UOCP dell’Asp di Ragusa – migliora la qualità di vita dei malati e dei lori familiari e riduce sensibilmente i costi”.
Rete Locale di Cure Palliative è un network di attori e un insieme di attività che vede coinvolti: Reparti critici ospedalieri (oncologia, cardiologia, ematologia, rianimazione, pronto soccorso, neonatologia, pediatria) e MMG da cui parte la segnalazione del paziente per l’inserimento in cure palliative.
L’accesso alla Rete Locale avviene mediante i P.U.A. – Punto Unico di Accesso – che rappresenta il punto di raccolta di tutte le segnalazioni ed il raccordo funzionale con l’UOCP al fine di garantire l’accesso alle cure palliative attraverso l’attivazione dell’UVP – UNITA’ VALUTATIVA PALLIATIVA territoriale. Quest’ultima è una valutazione multidimensionale rivolta ai bisogni del malato e della sua famiglia, decide il setting e la modalità assistenziale più appropriata.
Nella Rete Locale operano i Setting assistenziali di cure palliative domiciliari. Nel nostro territorio sono rappresentate dalla Samot Ragusa e Samot Palermo.
Le cure palliative in hospice, si trovano presso l’ospedale “Maria Paternò Arezzo” di Ragusa, con 8 posti letto e al P.O. “Maggiore” di Modica con 10 posti letto.
L’identificazione precoce, da parte dei medici curanti o dei medici ospedalieri, dei pazienti con bisogni di Cure Palliative, è un elemento fondamentale nel percorso di cure che porta alla presa in carico del malato nella Rete e richiede la continua formazione/informazione rivolta a tutti gli operatori coinvolti.
II modello organizzativo ed assistenziale della Rete Locale di Cure Palliative deve pertanto essere modulato in rapporto ai bisogni, desideri e preferenze dei malati e dei loro familiari e deve essere caratterizzato dalla globalità dell’approccio e dall’articolazione delle strutture organizzative specifiche che lo caratterizzano, nel rispetto della sostenibilità da parte del Servizio Sanitario Regionale e dell’accessibilità al sistema di cura.

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Assemblea degli iscritti dell’Ordine dei Medici della provincia di Ragusa, convocata dal direttivo guidato dal presidente Salvatore D’Amanti, dal vicepresidente Rosa Giaquinta e dal segretario Mario D’Asta. Un nuovo appuntamento, che si è svolto a Poggio del Sole, per continuare a confrontarsi sui temi caldi della sanità iblea e nazionale proseguendo contemporaneamente la mission che ci si è dati all’atto dell’insediamento, ovvero trasmettere l’orgoglio di appartenenza alla categoria impegnata in prima linea a garantire la salute della collettività.
“Stiamo attraversando un momento storico di grave crisi economica e sociale, che investe, inevitabilmente, anche il mondo sanitario. Ci troviamo immersi in una fase di cambiamento epocale, in cui viene seriamente minacciata la tenuta del Sistema Sanitario nazionale – ha detto il presidente D’Amanti nella sua relazione – Alle porte pressano proposte politiche che favoriscono la competizione alla pari, fra sanità pubblica e privata, con relativo sotto finanziamento del Ssn, con la conseguente contrazione dei Lea e con la messa in discussione dell’universalismo per tutti. Tutti elementi questi che, in ultima analisi, stanno sfociando in un generale stato di disagio sociale.
Stiamo assistendo, proprio in questi giorni all’approvazione di una “legge di bilancio” che esclude la sanità pubblica dalla ripresa economica.
Noi non possiamo rimanere spettatori passivi del penoso declino del Ssn, dovuto ai tagli dei finanziamenti che peggiorano i dati di salute della nostra popolazione. Ecco perché, come Ordini dei Medici di tutta Italia stiamo contrastando, a tutti i livelli, la visione distorta della spesa sanitaria, che viene percepita, purtroppo, esclusivamente come costo e non come investimento, minacciando di conseguenza, l’equità della salute”.
Il blocco del turnover del personale sanitario, nei servizi ospedalieri e territoriali, rischia di condurre la sanità italiana al collasso.
“A fronte di oltre 7000 medici dipendenti andati in pensione nell’ultimo decennio ne sono stati sostituiti un numero veramente esiguo, ampiamente insufficiente a coprire gli organici – spiega ancora il presidente D’Amanti – Non solo, ma questo comporta soprattutto il pericolo di perdere molti dei nostri giovani colleghi, che nonostante la competenza acquisita, l’impegno profuso, la dedizione, i sacrifici affrontati in prima persona e dalle rispettive famiglie, si vedono costretti ad emigrare verso altre realtà lavorative europee”.
Come sempre l’assemblea è un’occasione importante anche per celebrare gli iscritti e i neo iscritti all’ordine. Attestati sono andati ai neolaureati Luca Giudice, Luigi La Via, Marco Guardabasso, Carmelo Distefano, Giuseppe Belluardo.
Consegnati anche i riconoscimenti ai medici che hanno 40 anni di iscrizione all’ordine. Si tratta di Franco Amico, Vladimiro Giulio Lettica, Francesco Blangiardi, Vincenzo Antonacci, Francesco Palumbo, Antonio Rossetto, Vincenzo Poidomani, Carmelo Speranza, Carla Cottonaro, Salvatore Cremona, Salvatore Migliore, Marina Tumino, Teresa Biazzo, Giovanni Diquattro, Giuseppina D’Ottavio, Riccardo Gafà, Gaetano Giarratana, Federico Mavilla, Ignazio Pinelli, Giuseppa Basile, Grazia Distefano, Carmelo Cicero, Emanuele Lo Presti, Giuseppe Stella, Giuseppe Moscuzza.

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In un anno eseguite oltre 2000 con la riduzione dei ricoveri nelle strutture pubbliche e con la collaborazione delle onlus

Ragusa modello di eccellenza in tutto il territorio regionale in materia di emotrasfusioni a domicilio. E’ il dato che emerge dal convegno dal titolo: “Emotrasfusioni a domicilio: un’opportunità e una sfida. Incontro a più voci” che si è svolto stamani presso la sede dell’Ordine dei Medici della provincia di Ragusa.
L’appuntamento, organizzato da S.A.M.O.T. Ragusa Onlus e realizzato con il patrocinio dell’A.S.P. 7 di Ragusa, dell’Ordine dei Medici di Ragusa e la collaborazione di S.A.M.O.T. Onlus, ha approfondito il tema della trasfusione di emocomponenti nei pazienti a domicilio evidenziando i grandi risultati che l’area iblea è riuscita a raggiungere. Da agosto 2015 l’associazione S.A.M.O.T. Ragusa Onlus, in sinergia con il S.I.M.T. dell’A.S.P. 7 di Ragusa, è stata coinvolta nell’esecuzione di emotrasfusioni a domicilio di pazienti che, a causa della grave compromissione del proprio stato di salute, non possono effettuare la terapia presso i centri ospedalieri o gli ambulatori del S.I.M.T.
Il convegno ha voluto approfondire quanto finora fatto, analizzando lo stato dell’arte ma anche e soprattutto la procedura messa in atto per garantire ai soggetti destinatari un trattamento sicuro ed efficace. E proprio al tema della sicurezza è stata data primaria importanza con una nota di merito particolare per l’uso del sistema “Securblood” anche al domicilio, che, affiancato ai tradizionali sistemi di controllo di identificazione del paziente e di verifica crociata della sacche da trasfondere, garantisce ulteriormente la sicurezza del paziente e la tracciabilità dell’intero processo.
L’incontro si è aperto con i saluti del dott. Salvatore D’Amanti, presidente dell’Ordine dei Medici – Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Ragusa. Il dott. Giovanni Garozzo, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, ha introdotto i lavori e presentato il recente e prestigioso riconoscimento che è stato riconosciuto all’A.S.P. 7 di Ragusa nel contesto del “Safety Quality Day” organizzato dal “Centro Rischio Clinico e Sicurezza dei pazienti” della Regione Toscana e a cui hanno partecipato importanti relatori nazionali ed internazionali. In tale occasione il progetto “Trasfusione Domiciliare con Integrazione Ospedale-Territorio applicando Standard di Sicurezza analoghi a quelli utilizzati presso le Unità Operative Ospedaliere”, presentato appunto dal dott. Garozzo, ha ricevuto il premio per il terzo miglior progetto nazionale.
Durante il convegno, il dott. Sergio Cabibbo ed il dott. Agostino Antolino, dirigenti medici del S.I.M.T. con il loro contributo hanno fornito utili approfondimenti su aspetti clinici della medicina trasfusionale. Il dott. Luca Giurdanella, collaboratore Assistente Sociale Controllo di Gestione e referente aziendale PUA dell’A.S.P. 7 di Ragusa, ha focalizzato l’attenzione sull’importanza del Piano di Assistenza Individualizzato che raccoglie secondo un’ottica multidisciplinare la valutazione completa del paziente per offrirgli un piano terapeutico personalizzato.
Sulla prevenzione degli eventi avversi è stato invece incentrato l’intervento del dott. Francesco Bennardello con un’ulteriore spiegazione del sistema Securblood, quale ausilio per garantire la sicurezza della procedura emotrasfusionale.
La dott.ssa Marina Mallia della S.A.M.O.T. Ragusa Onlus e la dott.ssa Sabrina Occhipinti della S.A.M.O.T. Onlus hanno raccontato le sfide quotidiane che l’esecuzione delle emotrasfusioni domiciliari pone ma anche le opportunità che esse rappresentano per i pazienti attraverso alcune esperienze maturate in questo anno di attività.
L’avv. Sergio Guastella, dello Studio Legale Associato Fidelio – Guastella, ha infine concluso con un focus sugli aspetti medico – legali non tralasciando l’importanza del consenso informato come strumento di alleanza terapeutica tra il medico ed il paziente.
Non sono mancati i momenti di confronto e discussione tra i numerosi medici intervenuti all’evento ed i relatori, con le proposte di incrementare il grado di collaborazione per migliorare ulteriormente un servizio che potrebbe già rappresentare un modello da implementare anche in altre realtà.
L’associazione S.A.M.O.T. Ragusa Onlus, già attiva sul territorio della provincia di Ragusa dal 2001 per le Cure Palliative Domiciliari e da qualche anno anche nelle provincie di Siracusa e Trapani, in un anno di attività relativamente alle emotrasfusioni domiciliari, da agosto 2015 a luglio 2016, ha trattato a domicilio più di 300 persone che hanno avuto la necessità di eseguire un’emotrasfusione e trasfuso più di 1500 sacche di emocomponenti e/o emoderivati, senza registrare reazioni avverse gravi ed assicurando l’uso del Securblood per più del 95% delle trasfusioni.
Risultati di eccellenza che rendono il “Modello Ragusa” un punto di riferimento per altre realtà sanitarie, come ribadito dal dott. Garozzo: “Ragusa rappresenta in questo momento un’apripista in questo campo. Anche a casa, come in ospedale, si procede con un sistema di identificazione biometrico tramite impronta digitale che permette di assistere il paziente con la massima sicurezza, evitando anche i ricoveri in ospedale. In un anno le emotrasfusioni a domicilio sviluppate dall’Asp con la collaborazione delle onlus sono state 2033”.

di Michele Barbagallo