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Diminuiscono le liste di attesa di rene e polmoni

In Italia non ci sono mai stati tanti trapianti e tante donazioni d’organo come nel 2016. Lo affermano i dati del Centro Nazionale Trapianti, presentati oggi a Roma, secondo cui ci sono stati 1596 donatori e i pazienti trapiantati sono aumentati di oltre 400 unità portandosi a quota 3736. In totale, spiega il report, sono stati 1303 i donatori utilizzati, mentre 273 donazioni sono state di rene da vivente e 20 di fegato da vivente. Sostanzialmente stabili le opposizioni alla donazione, intorno al 30%. Diminuiscono anche le liste di attesa di rene e polmoni.
“I donatori utilizzati dopo accertamento di morte superano per la prima volta quota 1300 – scrivono gli esperti – tra essi registriamo, finalmente, diverse donazioni dopo accertamento di morte con criteri cardiocircolatori, cioè con una modalità che potrebbe ulteriormente sviluppare le donazioni ed i trapianti in Italia, come sta avvenendo nelle principali nazioni europee”.
La regione più ‘generosa’ si conferma la Toscana, con in generale il nord che supera il sud per donatori pro capite. Al contrario le opposizioni sono maggiori al mezzogiorno.
Buone notizie, sottolinea il documento, anche dalle liste d’attesa per il trapianto. “In particolare per la prima volta la lista del rene e quella del polmone appaiono non solo stabili, ma in diminuzione rispetto all’anno precedente – si legge -. La riduzione della lista del rene è pari a 300 pazienti. La lista fegato appare stabile, mentre l’incremento della lista cuore va considerato in relazione all’uso dei cuori artificiali che incrementano la platea dei pazienti ‘trapiantabili'”.

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Robert Marchand ha percorso 22 km in 60 minuti

Correre in bicicletta allunga la vita. Ne è una prova l’impresa messa a segno da Robert Marchand che a 105 anni è riuscito a stabilire un nuovo record mondiale dell’ora in bici nella categoria degli ultra centenari, sulla pista del velodromo di Saint-Quentin-en-Yvelines (Yvelines).
L’arzillo vecchietto francese ha percorso 22,547 chilometri in un’ora. Al termine dell’impresa, non ha mostrato tantissima soddisfazione: “Avrei potuto far meglio – ha spiegato -. Non ho visto che mancavano gli ultimi dieci minuti. Altrimenti sarei andato un po’ più veloce”.
Nel 2014, Robert Marchand aveva già stabilito un record: 26,925 chilometri percorsi in un’ora in un’altra categoria. Anziano pompiere di Parigi, nato ad Amiens nel 1911, questo ultracentenario di 1,50 metri ha attraversato due guerre mondiali, vissuto in diversi continenti e ha cominciato seriamente ad andare in bici a 67 anni.

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Insieme a Venere, sotto una debole pioggia di stelle cadenti

La Superluna più grande e luminosa degli ultimi 68 anni sarà la grande protagonista del cielo di novembre, insieme ad uno sfavillante pianeta Venere: i due ‘mattatori’ conquisteranno il palcoscenico celeste appena ‘bagnato’ da una pioggerellina di stelle cadenti tra le incursioni di cometine e asteroidi, che vestiranno i panni di semplici comparse. A ‘spoilerare’ lo spettacolo che ci attende questo mese sono ancora una volta gli esperti dell’Unione astrofili italiani (Uai).

Luna e Venere protagoniste del cielo di novembre

La grande ‘diva’ sarà ovviamente la luna, che il 14 novembre sarà una ‘Superluna’ da record: oltre ad essere piena e alla minima distanza dalla Terra, apparirà grande e luminosa come non la si vedeva dal 1948. Lo show sarà arricchito dalla congiunzione con le Pleiadi, uno dei cinque ‘incontri celesti’ che terranno impegnato il nostro satellite nel corso del mese. A tenere la scena nel frattempo ci sarà Venere: ”il pianeta più luminoso – ricorda la Uai – domina con il suo fulgore il cielo occidentale nelle prime ore della sera. A inizio mese tramonta circa due ore dopo il Sole, un intervallo di tempo che sale a tre ore alla fine di novembre”. A dare la buonasera ci saranno anche Mercurio, Marte e Nettuno, mentre sarà Giove a dare il buongiorno alla fine dello spettacolo, ben visibile a sud-est nelle ore che precedono l’alba.

Nasi all’insù anche per le Tauridi

Nella prima quindicina del mese nasi all’insù per le Tauridi, le meteore originate da residui della disintegrazione della cometa Encke mescolati a frammenti asteroidali: il clou è previsto tra il 7 e l’8 novembre. Tra il 16 e il 18 novembre, invece, sarà il turno delle Leonidi, anche se ”purtroppo l’osservazione quest’anno sarà completamente disturbata dalla luna vicina al plenilunio”, sottolineano gli astrofili. Da menzionare, infine, le ‘comparsate’ della cometina 53P/Van Biesbroeck, nella costellazione del Capricorno, e dell’asteroide Echo, che transiterà nella costellazione del Toro attraversando l’ammasso delle Iadi.

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Danni fisici, scatena ipertensione e disturbi udito

Gli italiani sono i più esposti al rumore del traffico in Europa (il 49,4% contro una media del 42,9%) e le strade delle nostre città ne escono assordate: in media 82,2 decibel (dB) e i picchi registrati a Palermo, Firenze, Torino, Milano, Roma, Bologna e Napoli superano anche la soglia di guardia degli 85 dB, avvicinandosi pericolosamente al limite dei 90 dB, indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come soglia critica per evitare danni all’udito. Le strade relativamente più “silenziose” si trovano invece a Catanzaro (75 dB), Bari (75,2 dB) e Potenza (75,6 dB).

Provocando nervosismo fra chi e’ più esposto al rumore, provocando disturbi del sonno e mal di testa, oltre a mettere a rischio, nel tempo, l’udito. In occasione della European Mobility Week, Amplifon ha misurato il livello dei decibel nelle strade di 20 città italiane.

”Il rumore – spiega il professore Guido Conti, Responsabile dell’Unità Operativa di Audiologia del Policlinico Universitario Gemelli – può causare insonnia e sonnolenza notturna e favorire l’obesità. Ancora più allarmante è la correlazione tra il rumore urbano e l’ipertensione arteriosa, l’ischemia cardiaca e gli accidenti cerebro-vascolari, la mortalità in generale.

L’esposizione sonora, a partire da livelli di 75-85 dB può danneggiare l’organo sensoriale, causando un deficit uditivo irreversibile, che peggiora con l’aumento del livello e della durata dell’esposizione che, nel caso del rumore delle strade cittadine, può essere prolungata nel tempo”.

Traffico e rumore: binomio italiano. Quasi 1 italiano su 2 (il 49,4%) è molto esposto al rumore del traffico: si tratta del dato più alto in Europa, conteso solo dai francesi (49,1%), ben superiore alla media del 42,9% e al 33,7% dei silenziosi Paesi Bassi. È anche possibile tracciare un identikit delle “vittime” del rumore della strada, che nel nostro Paese sono soprattutto donne (56%) con un’età media di 47 anni, principalmente impiegate e insegnanti (32%). Tra i più esposti al fracasso di auto e motorini anche i pensionati (16%), i freelance (13%) e le casalinghe (11%). Il caos sonoro può incidere sulla salute delle persone, sul loro umore e sull’udito. Gli italiani molto esposti al rumore del traffico si sentono più preoccupati (+7 pp), hanno disturbi del sonno (+4 pp) e sbalzi d’umore (+7 pp), soffrono di mal di testa (+6 pp) e problemi di concentrazione sul lavoro e nello studio (+5 pp). Inoltre, avvertono un leggero calo dell’udito (+7 pp), ronzii nelle orecchie (+4 pp) e subiscono un peggioramento, nel tempo, della capacità di sentire (+11 pp). Il rumore del traffico rappresenta una delle sfide per le città del futuro, ma gli accorgimenti per renderle a “misura d’orecchio” sono molteplici. Incentivare l’uso di mezzi elettrici e favorire l’impiego delle biciclette, estendendo la rete delle piste ciclabili, ma anche l’utilizzo di asfalto insonorizzante sono alcune delle azioni che possono essere intraprese a livello di mobilità urbana. Un aiuto per mettere un freno al rumore arriva anche dalla natura: alberi e piante costituiscono una naturale barriera fono-assorbente e sono così capaci di isolare l’ambiente dal fastidioso rumore del traffico.

Infine, anche la sharing economy può limitare i dB del traffico: la condivisione di una macchina può ridurre il numero dei veicoli in circolazione e quindi dei dB provenienti dalla strada. LA CLASSIFICA DELLE CITTÀ PIÙ RUMOROSE 1)Palermo (92,6 dB) 2)Firenze (88,6 dB) 3)Torino (86,8 dB) 4)Milano (86,4 dB) 5)Roma (86 dB) 6)Bologna (85 dB) 7)Napoli (84,7 dB) 8)Trieste (84,1 dB) 9)Ancona (83,8 dB) 10)Verona (82,6 dB) 11)Aosta (82,1 dB) 12)Trento (81,5 dB) 13)Campobasso (81,3 dB) 14)Cagliari (80 dB) 15)Pescara (78 dB) 16)Genova (77,9 dB) 17)Perugia (76,9 dB) 18)Potenza (75,6 dB) 19)Bari (75,2 dB) 20)Catanzaro (75 dB).

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Nella base italo-francese Concordia

Simonetta Montaguti è la prima donna a trascorrere due inverni in Antartide, nella base italo-francese Concordia.
Nata a Forlì, ingegnere, ha fatto la prima spedizione nel 2006 nella base italiana “Mario Zucchelli”, aperta solo in estate e gestita dal programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra) del quale fanno parte Enea e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
La passione per l’Antartide è esplosa allora e non l’ha più abbandonata, tanto che nel 2013 ha deciso di affrontare il suo primo inverno nel continente bianco, lavorando nella base italo-francese Concordia, gestita dal Pnra e dall’Istituto polare francese “Paul Émile Victor”.
Adesso è tornata e quello del 2016 è il suo inverno antartico da record.

”Ho scelto di ripetere l’esperienza dell’inverno sicuramente per un mio desiderio personale: dopo la prima spedizione del 2006 l’Antartide mi è rimasta nel cuore”, ha detto Simonetta Montaguti all’ANSA.
Con lei nella base ci sono 11 colleghi, quattro dei quali italiani. L’unica altra donna è la glaciologa francese Nicole Hueber, con la quale Simonetta Montaguti collabora più strettamente nelle ricerche di fisica e chimica dell’atmosfera. La ricercatrice italiana sta lavorando per ‘Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr (Cnr-Isac).

Fare ricerca durante l’inverno antartico significa uscire dalla base due volte al giorno, al buio, a temperature che il 12 giugno scorso hanno toccato meno 81,2 gradi e con un vento forte, che fa percepire il freddo ancora più intensamente. Ma il ‘mal d’Antartide’ azzera qualsiasi difficoltà:
” quando sei qua – ha detto Simonetta Montaguti – ti senti contenta e quando ti allontani vorresti tornare”.