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Immaginate un pomodoro che contiene antiossidanti pari a 50 bicchieri di vino. E’ questo il risultato raggiunto dai ricercatori del centro di ricerca britannico John Innes, fra i quali vi è l’italiano Eugenio Butelli.

Questo super pomodoro con il suo contenuto extra di antiossidanti migliorerà la protezione delle cellule dai processi degenerativi, come quelli dell’invecchiamento e dei tumori. Il segreto è nel resveratrolo, una sostanza antiossidante amica delle cellule. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications e il prototipo potrebbe diventare una fonte di produzione di questo principio per realizzare integratori o cibi arricchiti.

Oltre al resveratrolo, il super pomodoro è ricchissimo anche di un’altra sostanza che aiuta a prevenire i tumori, la genisteina che è contenuta nella soia.

L’ortaggio, frutto di manipolazione genetica, è stato ottenuto dai ricercatori inserendo nel suo Dna i geni responsabili della produzione del resveratrolo nella vite e della genisteina nei legumi. Inoltre è stata aggiunta una proteina chiamata AtMYB12 che si trova nella pianta più usata nei laboratori di ricerca di tutto il mondo, l’arabetta comune (Arabidopsis thaliana). Questa proteina incrementa la produzione delle altre sostanze tramite l’aumento delle attività dei geni coinvolti.

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Un bicchiere di vino rosso ogni sera può migliorare la salute cardiovascolare delle persone con diabete di tipo 2, aiutandole anche a gestire il colesterolo. Non solo, il vino sia bianco che rosso può migliorare il controllo degli zuccheri nel sangue, un fenomeno osservato però solo in chi metabolizza l’alcol lentamente.

E’ quanto emerge da uno studio guidato dall’Università Ben-Gurion del Negev, in Israele. Gli studiosi hanno analizzato 224 pazienti con diabete di età compresa tra 45 e 75 anni, che generalmente non bevevano alcol.

I pazienti, per due anni,sono stati divisi in maniera casuale in tre gruppi: uno a cui è stata data da bere acqua minerale (150 millilitri), un altro a cui e’ stato chiesto di bere la stessa quantità di vino rosso e l’ultimo a cui e” stato chiesto di bere invece vino bianco. Dai risultati e’ emerso, in particolare, che il consumo moderato di vino rosso ha portato a livelli di grassi nel sangue più sani, tra cui più colesterolo HDL che quello LDL e una riduzione del rischio cardiometabolico.

Non solo: in chi metabolizzava l’alcol più lentamente, sia in caso di vino rosso che di vino bianco, si e’ osservato un maggior controllo degli zuccheri nel sangue e sempre in entrambi questi gruppi una migliore qualità del sonno. “Il vino rosso e’ risultato superiore nel migliorare il profilo metabolico complessivo” spiegano però gli studiosi, secondo cui i maggiori benefici del vino rosso rispetto a quello bianco sarebbero legati non solo all’etanolo ma anche ad alcune componenti non alcoliche, come il resveratrolo

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Si chiama Resveratrolo ed è una delle sostanze del momento. E’ uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura e si trova nella buccia degli acini delle vite, ma non solo. Frutti di bosco, mele e naturalmente l’uva sono le principali fonti naturali di questa sostanza.

Il Resveratrolo è conosciuto fin dagli anni 70 quando, le sue capacità antiossidative divennero oggetto di studio per spiegare la bassa incidenza delle malattie cardiovascolari nella popolazione della Francia meridionale.

Nell’ultimo numero dell’International Journal of Obesity, una ricerca della Washington State University, mette in luce un’altra caratteristica di questa sostanza. L’equivalente di due o tre porzioni al giorno di frutti di bosco come fragole, mirtilli e lamponi, oltre che uva e mele, possono aiutare a trasformare il grasso in eccesso in ‘grasso beige’, una terzo tipo di grasso, in grado di bruciare calorie.

I ricercatori hanno svolto degli esperimenti su topi di laboratorio, somministrando ad alcuni di loro l’equivalente di resveratrolo di quello assunto con circa 340 grammi di frutta. Nonostante i topi avessero seguito una dieta ricca di grassi, hanno acquisito il 40 per cento di peso in meno rispetto a quelli che non avevano assunto il resveratrolo. Lo studio ha dimostrato che i topi a cui e’ stata data la sostanza sono stati in grado di convertire il “grasso bianco” in eccesso in “grasso beige”, che brucia le calorie, convertendo il grasso il calore e riducendo, così, l’aumento di peso.

“Il resveratrolo promuove la conversione del grasso bianco in grasso beige e, determinando un’elevata attivazione del processo di ‘browning’, può aiutare a prevenire l’obesità – spiega Min Du , che ha guidato la ricerca -. I polifenoli come il resveratrolo aumentano l’ossidazione dei grassi, ostacolandone l’immagazzinamento. L’eccesso viene quindi bruciato sotto forma di calore”. “In realtà, è più importante il contenuto totale di polifenoli – osserva Du -. Pensiamo che sia possibile aumentare l’assunzione totale di composti polifenoli, aumentando direttamente il consumo di frutta”.