Medical News

Da settimane, esperti di riabilitazione respiratoria appartenenti ad Associazioni e Società Scientifiche che rappresentano Pneumologi e Fisioterapisti, hanno prodotto raccomandazioni, protocolli e algoritmi condivisi con la comunità scientifica internazionale (1-5)

Questi esperti si sono riuniti oggi in un Gruppo di Lavoro e sono espressione di chi opera quotidianamente nel campo delle malattie respiratorie, COVID e post-COVID comprese. Si tratta di AIPO-ITS (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri-Italian Thoracic Society), SIP/IRS (Società Italiana di Pneumologia), AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti), ARIR (Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria).

Obiettivo del Gruppo di Lavoro è offrire la propria preparazione professionale ed autorevolezza scientifico-assistenziale per garantire approcci valutativi e interventi terapeutici specialistici, non solo farmacologici. Anche di prevenzione, cura e riabilitazione, basati su una valutazione specialistica delle condizioni del paziente, sulla cura del danno organico riscontrato. Infine sulla prevenzione delle complicanze secondarie, sull’utilizzo di indicatori di risultato specifici, validati e ben noti a chi solitamente si occupa in maniera specialistica di problematiche respiratorie e di alterazioni motorie conseguenti alle stesse.

Gli esperti del Gruppo di Lavoro stanno osservando sul campo, giorno dopo giorno, i danni che questa infezione provoca, stanno studiando i tempi di recupero e si stanno impegnando nel riconoscere quali siano i percorsi di cura migliori da proporre immediatamente dopo l’evento acuto, alla dimissione dall’ospedale e nei mesi successivi al fine di perseguire una ideale ripresa delle attività di vita nel contesto familiare, sociale e lavorativo.

Uno degli obiettivi del lavoro è quello di stratificare la popolazione dei pazienti in base alle specifiche esigenze di cura, personalizzando interventi, modalità e sedi, alla luce delle migliori conoscenze scientifiche

Tutto ciò non potrà disgiungersi da un altro importante tema di discussione che riguarda la riorganizzazione dei percorsi di riabilitazione respiratoria nel suo complesso, quindi anche quelli che vengono di consueto proposti ed erogati ai pazienti che non si sono ammalati per COVID-19 ma sono affetti da patologie respiratorie croniche e sono divenuti orfani delle strutture territoriali di riferimento, attualmente riconvertite per la gestione dei pazienti affetti dalla nuova epidemia virale.

Alla luce di queste evidenze, le Società scientifiche si rivolgono al Ministro della Salute, Roberto Speranza, e al Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Luigi Genesio Icardi, per proporre la costituzione di un Tavolo Tecnico dedicato alla Riabilitazione Respiratoria che operi in maniera specifica e non più generalista.

Nella missiva viene sottolineato infatti come si stiano proponendo, per la presa in carico del paziente COVID-19, interventi privi di una vera e propria cabina di regia. Questo con proposte generaliste e talvolta inopportune se non pericolose, prodotte da singole società scientifiche mediche o anche da singole realtà ospedaliere. Tali programmi, per quanto scaturiti da ottimi intenti, sono però spesso improvvisati. Perciò carenti di solidi presupposti e conoscenze di carattere fisiopatologico e clinico sul danno collegato all’insufficienza respiratoria in generale e su quella legata all’infezione COVID-19 in particolare.

I firmatari della missiva mettono a disposizione del Ministero della Salute e degli Assessorati Regionali le competenze specifiche del Gruppo di Lavoro inter-societario e i documenti prodotti che costituiscono modelli di presa in carico riabilitativa dei pazienti COVID-19

AIPO-ITS, SIP/IRS, AIFI E ARIR ritengono fondamentale prevedere un dialogo privilegiato con i professionisti che possiedono le competenze adeguate in ambito di riabilitazione respiratoria (pneumologi, fisioterapisti specialisti in fisioterapia e riabilitazione respiratoria) al fine di garantire percorsi e servizi qualitativamente rilevanti, efficaci e coordinati.

Bibliografia
1. Michele Vitacca et al. Facing the respiratory SARS-CoV-2 emergency in Italy: from ward to trenches. Eur Respir J 2020; in press.
2. Position paper AIPO- SIP Managing the Respiratory care of patients with COVID-19 marzo 2020
3. Marta Lazzeri et al. Position Paper of ARIR (Associazione Riabilitatori Dell’insufficienza Respiratoria- Italian Association Of Respiratory Physiotherapists) On Respiratory Physiotherapy In Patients With Covid-19 Infection In Acute Setting Monaldi Archives Chest Disease 2020 in press
4. Position paper AIPO-ARIR-SIP Joint statement on the role of respiratory rehabilitation in the COVID-19 crisis: the Italian position paper marzo 2020
5. Martin Spruit et al. Report Of An Ad-Hoc International Task Force To Develop An Expert-Based Opinion On Early And Short-Term Rehabilitative Interventions (After The Acute Hospital Setting) In Covid-19 Survivors (version April 3, 2020)

Medical News

Come ogni anno la stagione calda rappresenta per moltissime persone l’insorgenza una serie di sintomi correlati con le allergie respiratorie: starnuti, naso che gocciola, occhi rossi e, qualche volta, tosse secca con sibilo respiratorio.
“Per gestire questo fenomeno in continua e rilevante espansione – dichiara Andrea Casciari Direttore Generale della USL Umbria 1 – abbiamo deciso di attivare un nuovo ambulatorio allergologico, a cui il cittadino può accedere mediante la richiesta del proprio medico curante previa prenotazione al CUP, FarmaCup o al Numero Umbria Salute 800636363”.
L’ambulatorio è parte integrante del servizio di Riabilitazione Respiratoria diretto dal Dr. Marco Dottorini, situato presso il Centro Servizi Grocco, in via della Pallotta a Perugia.
Oltre alla diagnosi e alla cura delle allergopatie respiratorie, vengono trattate anche le allergie alimentari e l’ orticaria. Per i soggetti ipersensibili al veleno degli imenotteri inoltre, è in funzione il numero telefonico dedicato 075 5412694, attivo il Martedì, Mercoledì e Venerdì, dalle ore 13 alle ore 14, dal quale un esperto fornirà le indicazioni necessarie a limitare il più possibile l’evento “puntura” e quelle utili al completamento dell’iter diagnostico e terapeutico.
“Rinocongiuntivite stagionale e asma allergico sono un fenomeno in continua e rilevante espansione – ricorda la dr.ssa Anna Rita Gabrielliarrivando a colpire 1 italiano ogni 3-4 persone. Una delle principali cause delle malattie allergiche riguarda le modifiche dell’ambiente in cui viviamo. Il riscaldamento globale del nostro pianeta, insieme con l’inquinamento atmosferico, si rendono responsabili dell’aumento dell’allergia attraverso la maggiore diffusione delle piante allergiche, il prolungamento delle fioriture e la maggiore produzione di pollini”.
Diversamente da quanto comunemente si crede, a suscitare i sintomi allergici non sono i diffusissimi “piumini dei pioppi” che in questa stagione coprono le nostre strade e si depositano ovunque. In realtà i pollini sono infinitamente più piccoli e non visibili ad occhio nudo. Tra i pollini maggiormente diffusi in questo periodo nella zona del centro Italia, quelli delle graminacee, dell’ulivo e della parietaria; ma i pollini allergenici inalanti nel nostro paese, nei vari momenti dell’anno, sono molto più numerosi. Per questo, un suggerimento utile per gli allergici, quello di consultare di frequente e con regolarità i calendari pollinici, pubblicati ad esempio dall’ARPA (Agenzia Regionale di Prevenzione Ambientale) o, nel sito POLL.net, dalla Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico. Sapere che si è vicini alla concentrazione di picco dell’allergene, dovrebbe aiutare chi soffre di questi disturbi ad evitare, se possibile, di uscire all’aperto nella tarda mattinata e nel pomeriggio, quando il livello dei pollini nell’ambiente esterno è più elevato. Altra importante operazione da svolgere, sempre con finalità preventiva, l’opportuna manutenzione dei filtri degli impianti di aria condizionata negli ambienti confinati e negli autoveicoli, che possono rappresentare importanti vettori di diffusione negli ambienti chiusi degli allergeni.
“L’importante è sapere che l’allergia si può curare – conclude la dr.ssa Anna Rita GabrielliDopo un adeguato percorso diagnostico presso un centro specializzato come il nostro, il medico allergologo può prescrivere al paziente i diversi farmaci antiallergici indicati, caso per caso. Voglio inoltre sottolineare il valore aggiunto della vaccinazione antiallergica specifica; si tratta infatti dell’unica terapia in grado di modificare la condizione allergica, fino alla possibile guarigione della malattia, specie quando viene precocemente iniziata”.

Fisioterapia

Dott.ssa Vincenza Bellia, Fisioterapista, presso AOU Vittorio Emanuele – Ferrarotto – S.Bambino, Catania

Le patologie respiratorie dell’adulto e in età pediatrica, rappresentano una delle prime cause di mortalità e invalidità permanente dei paesi industrializzati e di quelli in via di sviluppo.

I dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stimano che attualmente centinaia di milioni di persone soffrono di malattie respiratorie croniche:

A livello epidemiologico le malattie respiratorie croniche di maggior peso includono l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), le malattie respiratorie professionali, le riniti allergiche e non allergiche, le rinosinusiti, la “sleep apnea sindrome” e l’ipertensione polmonare.

  • circa 300 milioni per l’asma
  • 80 milioni con broncopatia cronico ostruttiva (BPCO) di grado moderato o grave
  • altri milioni soffrono le conseguenze di BPCO lievi, riniti allergiche e altre patologie respiratorie croniche.

In Italia, secondo I dati forniti dal Ministero italiano della Salute (febbraio 2013), “le malattie cronico-degenerative, legate al noto processo di invecchiamento della popolazione italiana,e si confermano principali cause di morte: malattie circolatorie e tumori causano nel loro complesso ormai da anni circa i due terzi dei decessi (68% uomini, 66,4% donne) ma, mentre tra gli uomini il peso di queste due cause si equivale (34% ciascuna), tra le donne le malattie circolatorie superano di molto i tumori (41% vs 25%). Le malattie respiratorie sono la terza causa, sia per gli uomini sia per le donne (8% e 6%, rispettivamente), seguite per gli uomini dalle cause violente (5%) e per le donne dalle malattie endocrine (5%)”.

dati forniti dal  Report Istat 3 dicembre 2014

dati forniti dal Report Istat 3 dicembre 2014

L’applicazione di metodiche diagnostiche e lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici nella gestione delle patologie respiratorie hanno, negli ultimi anni, compiuto incessanti progressi.

La riabilitazione respiratoria sempre più integrata nella gestione del paziente pneumopatico, determina la personalizzazione del programma riabilitativo, punto essenziale dell’approccio al paziente con problematiche ventilatorie; questo passa inevitabilmente attraverso la capacità di identificare le caratteristiche funzionali del candidato al trattamento.

La Pulmonary Rehabilitation Committee of the American College of Physicians, nel 1974, definisce la riabilitazione respiratoria o polmonare: “La riabilitazione respiratoria è un’arte della parte medica in cui un programma individualizzato e multidisciplinare è formulato attraverso un’accurata diagnosi; la terapia, il supporto emozionale ed educazionale stabilizzano o fanno regredire la fisio e psicopatologia della malattia polmonare e tentano di riportare il paziente alla più alta capacità funzionale possibile consentita dal suo handicap respiratorio e dalla sua situazione di vita complessiva”.

Nell’ottobre del 2013, le due società respiratorie più rappresentative a livello mondiale, European Respiratory Society (ERS) e American Thoracic Society ( ATS ), dopo un lungo lavoro di revisione hanno elaborato un nuovo manifesto con diverse novità a partire dalla definizione: “La riabilitazione respiratoria è un’ intervento onnicomprensivo che si basa su una valutazione approfondita del paziente seguita da terapie su misura che comprendono, ma non sono limitate a, esercizio fisico,educazione e cambiamento comportamentale,progettata per migliorare la condizione fisica e psicologica delle persone affette da patologie respiratorie croniche e promuovere l’aderenza a lungo termine di comportamenti vantaggiosi per la salute”

Da questo nuovo documento il concetto di intervento multidisciplinare, inteso come esplicito punto di interazione di ideale collaborazione tra professionisti che si interfacciano con la patologia più che con la persona, scompare a vantaggio del concetto di intervento interdisciplinare, inteso come integrazione dei ruoli del team.

Le crescenti evidenze indicano la necessità di una presa in carico precoce del paziente soprattutto se critico, o nella fase post-acuta, in cui la gestione delle problematiche respiratorie si sposa con una valutazione delle abilità motorie residue. Ciò comporta un assetto organizzativo che prevede la fisioterapia respiratoria come una pratica stabile nei reparti di terapia intensiva e ospedalieri, nonché la presenza costante e distribuita del fisioterapista nell’ambito delle 24h per 7 giorni su 7 (per le competenze sull’adattamento del paziente alla NIV, per la conduzione del paziente allo svezzamento dalla ventilazione meccanica e all’estubazione, la rimozione e la gestione autonoma delle secrezioni, il riallenamento muscolare).

Per rispondere alla crescente incidenza delle patologie polmonari croniche diventa necessario il miglioramento dell’accessibilità alla riabilitazione respiratoria attraverso nuovi modelli

organizzativi che portino al raggiungimento della diminuzione del numero e dei tempi di ricovero ospedaliero (gestione delle riacutizzazione, monitorizzazione a distanza, tele-riabilitazione, cioè la creazione di quelle reti di cure domiciliari che realizzerebbe la cosiddetta Home care).

Inoltre, l’esperienza documenta che una stretta collaborazione tra ospedale e territorio permettono la gestione domiciliare sia di pazienti con gravi patologie respiratorie ad alta complessità clinico – assistenziale, sia condizioni che richiedono competenze specialistiche altrimenti disponibili solo in ospedale.
Il fisioterapista respiratorio per i suoi studi e per le sue competenze ha i presupposti per rispondere alle richieste di questa esigenza.

Dall’acquisizione di conoscenze allo sviluppo di competenze attraverso la formazione e la specializzazione del fisioterapista diventano condizione imprescindibile per stilare il piano di trattamento più idoneo e per la verifica dei risultati ottenuti. Ma non solo: interventi terapeutici come l’ossigenoterapia a lungo termine, la nebulizzazione di farmaci e la ventilazione non invasiva esigono una conoscenza adeguata e appropriata perché fortemente condizionante del management clinico.

La presa in carico del paziente pneumologico da parte del team di cura è la vera strategia per non frammentare le esperienze e per poter dare tutti gli strumenti più idonei per accompagnarlo (partendo dall’evento acuto) nella fase di mantenimento, aiutandolo a ricostruire la sua immagine nel nuovo presente. In questo percorso condiviso con le altre professionalità, il fisioterapista viene coinvolto in modo preponderante in quanto fisicità ed emozioni sono partecipate per molto tempo. Si crea, quindi, una relazione di fiducia che responsabilizza il professionista e lo pone in posizione privilegiata nel ruolo educazionale che deve incoraggiare il nuovo stile di vita.

L’innovativa strumentazione utilizzata per il raggiungimento dell’obiettivo riabilitativo pone l’attenzione sulle potenzialità residue del paziente e non sulla disability (ciò che è perduto) ma sull’activity (ciò che resta e che si può ragionevolmente ottenere ), dove l’attività fisica dovrebbe essere raccomandata come terapia complementare ai farmaci. Ciò favorisce l’intervento che diventa momento educativo e di abilitazione fisica e comportamentale; in presenza di paziente pediatrico o adolescente occorrerà coinvolgere genitori, fratelli e nonni perché parte integrante della vita del piccolo paziente.

Unicamente con un delicato e professionale lavoro si riuscirà a valutare, misurare, adattare il trattamento più personalizzato per il paziente che si affida al fisioterapista nella sfida quotidiana della sua patologia.

Bibliografia:

D’ambrosca F., Clini EM., Riabilitazione respiratoria: imparare dal passato per creare il futuro, Rivista Italiana di Fisioterapia Respiratoria D 2013

Spruit MA, Pitta F., Garvey C., et al, Differences in content and organizational aspects of pulmonary rehabilitation programs, Eur Respir J 2014