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Mix all’ombra dei vulcani, attivato dall’acqua

La ‘ricetta della vita’ è in un mix di meteoriti e acqua, all’ombra dei vulcani. Gli ingredienti giusti si trovano nei meteoriti e l’acqua, al contrario di quanto immaginato finora, è la scintilla che ha attivato la formazione di molecole biologiche. Lo suggerisce l’esperimento coordinato dai ricercatori italiani Raffaele Saladino ed Ernesto di Mauro, dell’università della Tuscia a Viterbo. 
Pubblicata sulla rivista Scientific Reports, la ricerca è stata condotta in collaborazione con l’Istituto di Scienze dello Spazio di Barcellona. ”Abbiamo ricostruito uno scenario plausibile nel quale sono potute avvenire le iniziali reazioni chimiche alla base della vita e per la prima volta abbiamo definito il ruolo cruciale dell’acqua”, ha detto Saladino all’ANSA

. ”L’acqua – ha aggiunto – è fondamentale per la cellula, ma finora si pensava che non lo fosse per le reazioni che ne hanno generato i mattoni della vita”. Tra i vari tipi di acqua studiati, la più attiva è stata quella delle sorgenti idrotermali, suggerendo ”la possibilità che la vita non sia iniziata in ambiente marino, come finora generalmente ritenuto, ma in un ambiente vulcanico e termale”. 

Non è la prima volta che lo stesso gruppo di ricerca mostra che i meteoriti sono ‘fabbriche’ dei mattoni della vita, ma adesso è stato fatto un passo in più: queste reazioni sono state ottenute aggiungendo l’acqua. ” In modo del tutto inatteso – ha spiegato l’esperto – abbiamo visto che l’acqua, invece di inibire le reazioni, ne ha stimolato l’efficienza e arricchito il ventaglio di composti ottenuti, dimostrandosi un componente essenziale della vita fin dalle sue prime origini molecolari”.

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Esperimento italiano in 2017 su Stazione Spaziale Internazionale

A maggio 2017, decollerà verso la Stazione Spaziale Internazionale anche un progetto di ricerca per scoprire gli effetti della micro-gravità sulle cellule del sangue, con l’obiettivo di trovare nuove armi contro l’indebolimento dello scheletro che colpisce gli astronauti ma che è simile anche alla comune osteoporosi. Lo ha annunciato l’università Campus Biomedico di Roma, capofila del progetto.
Ad essere studiato sarà il sangue di Mauro Maccarrone, Ordinario di Biochimica dell’università. “Scopo primario dell’esperimento è quello di affrontare il problema dell’indebolimento dell’apparato scheletrico umano – spiega Maccarrone -. Una questione che tocca innanzitutto gli astronauti le cui ossa dopo alcuni mesi in micro-gravità nello Spazio perdono in modo importante densità ossea”.
L’esperimento, che vede coinvolti anche l’Università di Tor Vergata e quella di Teramo oltre a Nasa ed Esa serve a capire se è possibile stimolare le staminali del sangue per farle trasformare in osteociti, precursori delle cellule ossee. Se tutto funzionerà, diventerà possibile ripristinare la corretta densità ossea umana non più grazie a una terapia o a una medicina. “Basterà – spiega Maccarrone – dare ad alcune cellule staminali ematiche degli astronauti gli stimoli giusti per trasformarsi in osteociti, prendendo il loro sangue e attivandolo perché si differenzi, per poi reimmetterlo nel loro circolo”.
La microgravità verrà usata anche per studiare i processi alla base dell’osteoporosi, che in queste condizioni sono accelerati. “Se capiamo quello che succede lassù – sottolinea il docente – avremo un nuovo e importante strumento da usare a livello preventivo per le patologie proprie dell’invecchiamento.
In questo esperimento spaziale, in particolare, punteremo su un ‘pacchetto’ di segnali nuovo, mai studiato da nessuno”.

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Funghi, mandorle, uova e spinaci, ma anche sonno adeguato e colazione al mattino

I funghi, le mandorle, le biete, gli anacardi, le uova, gli spinaci, il fegato, il cacao, il cefalo (muggine), il latte, i cereali integrali e i legumi. Questi i ‘super-cibi’ che possono aiutare a risollevare l’umore al rientro dalle ferie e in vista dell’autunno, perché ricchi di un amminoacido essenziale, il triptofano, utile per sintetizzare la serotonina, nota anche come “ormone del buonumore”. Per una ripresa il più possibile ‘sprint’, poi, meglio dormire un numero adeguato di ore, da sette a otto per notte, e anticipare di dieci minuti la sveglia al mattino per dedicarsi alla colazione.

Questi alcuni dei consigli della biologa-nutrizionista Viviana Acclavio, Collaboratrice Studio ABR. Tra le regole essenziali per sostenere al meglio lo stress da rientro, essenziale e’ l’idratazione. Ricordarsi di bere acqua è importante, oltre al consumo di frutta e verdura di stagione, mentre per quanto riguarda gli alcolici è meglio limitarli il più possibile, per aiutare anche fegato e reni a depurarsi dagli aperitivi estivi. A tavola, per condire, è preferibile l’olio extravergine di oliva, con poco sale, meglio se iodato, e optando invece per le spezie, come rosmarino, timo, maggiorana, melissa, origano, menta, fonti di vitamine e composti fenolici contro l’invecchiamento cellulare.

Inoltre è importante mangiare due-tre volte a settimana il pesce, principale fonte alimentare di omega 3, che contiene anche ferro, zinco, rame. Infine, è essenziale masticare correttamente, perché mangiando lentamente e aumentando il numero di masticazioni, introduciamo meno calorie e aumentiamo il senso di sazietà. E poi fare il pieno di vitamina A, E, C, zinco e selenio per contrastare i malanni della stagione che ci aspetta. Questo autunno a tavola non potranno mancare agrumi, kiwi, cavoli, broccoli, cavolfiori, rucola, ravanelli, pesce e carne.