Medical News

Nuovo sistema di Casa Sollievo e Ibm su piattaforma Watson

La casa di una persona con Alzheimer può diventare una mappa dei suoi ricordi, aiutandola nei momenti di difficoltà a richiamare alla mente non solo medicine da prendere o visite da fare, ma anche il volto della mamma o la canzone preferita. Il sistema, che sta per essere sperimentato su un gruppo di pazienti, si chiama Vita (Virtual Training for Aging), è stato messo a punto da Fondazione Ibm Italia e Irccs Casa Sollievo della Sofferenza.
Il sistema, realizzato sulla piattaforma Watson, il ‘supercomputer divenuto famoso per aver vinto un quiz negli Usa, e accessibile da tablet o smartphone ma anche da oggetti ‘smart’ come potrebbe essere una lampada, immagazzina frammenti di memoria organizzandoli in una mappa. Il paziente può quindi chiedere a voce di chiamare il figlio o il medico, se magari si sente male, o di mostrare una foto o un dettaglio relativo alla propria vita. Il sistema è ‘addestrato’ anche a dare suggerimenti, come ‘fai una passeggiata’, o a ricordare ad esempio di prendere una medicina. “Il progetto Vita è significativo perché incide su uno degli aspetti più drammatici per i pazienti affetti da Alzheimer – sottolinea Domenico Crupi, direttore generale dell’Irccs -. La perdita della memoria che per molti di essi coincide con la perdita di identità”.
L’obiettivo del sistema, ha spiegato Enrico Cereda, presidente della Fondazione Ibm, è prevenire il declino cognitivo associato alla malattia. “L’interazione con sistemi di intelligenza aumentata costituisce un aiuto concreto sia per le persone anziane, o colpite da malattie neurodegenerative, sia per chi si prende cura di loro. La tecnologia che Ibm ha messo a punto è in grado di apprendere e fornire stimoli per preservare la memoria o rallentarne il declino”.

News del giorno

Il motore di ricerca utilizzato per studiare reti di neuroni

Come nasce un ricordo? Ce lo spiega Google. Fare ricerche con Google non vale solo per la rete, ma va bene anche per il cervello umano. Gruppi di ricerca dell’Università britannica di Leicester e dell’Università della California a Los Angeles ha utilizzato i motori di ricerca in un modello neurale per scoprire come nascono i ricordi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

L’importanza delle associazioni


Le associazioni tra concetti sono un meccanismo chiave della memoria umana perché ci aiutano a risalire anche ai ricordi più lontani. Ad esempio, quando ricordiamo esperienze personali, come incontrare una persona in un determinato luogo, creiamo associazioni tra alcuni concetti.

Google fa luce sulla memoria


Partendo da questo presupposto i ricercatori hanno utilizzato il funzionamento dei motori di ricerca di Internet, come Google e Bing, in un modello neurale per stabilire il grado di associazione tra i concetti e come queste associazioni vengono codificate dalla memoria umana. Cosi facendo hanno potuto vedere come i neuroni presenti nella memoria riescono a focalizzare pochi concetti, i più importanti, ma correlati tra loro.

Selezionare per ricordare meglio


“I neuroni sono gli elementi costitutivi della memoria, e rappresentano concetti e legami tra loro. In realtà, questi concetti e le loro associazioni rappresentano la struttura portante dei ricordi”, ha osservato il principale autore dello studio Rodrigo Quian Quiroga dal Centro per i sistemi delle Neuroscienze dell’Università di Leicester, “in linea con questa visione – ha continuato – si tende a ricordare i concetti importanti e a dimenticare un infinito numero di dettagli. Non a caso, tali dettagli non sono nemmeno codificati da questi neuroni”