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Il fenomeno delle allergie inizia a preoccupare i medici italiani. Secondo un documento preparato dal Gruppo di Lavoro GARD-Italy , “Asma ed Allergie nel Bambino” composto dal Ministero della Salute e da numerose Società scientifiche, in Italia, si è stimata una prevalenza dell’asma del 9% e del 10% in bambini di 6-7 anni e di 13- 14 anni, equivalente a 2-3 bambini/adolescenti che soffrono di questa patologia presenti in una classe.

Due indagini epidemiologiche del 1995 e del 2002, sulle riniti allergiche, riportano un trend in aumento di +5.2% (da 13.8% a 18.9%) e di +4.1% (da 31.6% a 35.1%) rispettivamente nei bambini 6-7 anni e negli adolescenti di 13-14, con maggiore incremento percentuale nelle popolazioni di entrambe le coorti residenti in aree metropolitane.

“E’ necessario un cambiamento culturale nell’ambito – si legge nell’introduzione del documento – non solo delle conoscenze degli operatori sanitari, ma anche nell’ambito dell’educazione terapeutica dei pazienti e delle famiglie. Il presente documento intende analizzare le criticità esistenti cercando di indicare la modalità per affrontarle”.

I numeri italiani sono in linea con quelli delle principali nazioni industrializzate, facendo supporre una stretta relazione tra inquinamento atmosferico e aumento delle allergie.

Numeri preoccupanti riguardano soprattutto l’asma. In Italia ne soffrono il 10% degli under 14 e, come per la rinite, il trend è in aumento.

Il rapporto GARD-Italy, lancia anche l’allarme sui costi economici e sociali che allergie e asma hanno sulla società.

In Europa il costo totale dell’asma nel 2003 è stato pari a 17.7 miliardi di euro, con una stima dei costi di 9.8 miliardi di euro, da imputare alla perdita di produttività, come conseguenza dello scarso controllo della malattia. I costi diretti dell’asma bronchiale (dal 1999 riconosciuta nella lista delle malattie croniche ed invalidanti ai sensi del DM 329/99) costituiscono tra l’1 ed il 2% della spesa sanitaria italiana complessiva

Negli anni 2009–2011 il numero delle ospedalizzazioni per asma è stato di 14.389 (tasso annuale medio 0.52 per 1000 abitanti) con ampia variabilità tra regioni (oltre 5 volte la media nazionale in Liguria e nelle regioni del Sud); in bambini di età 2-4 anni il rischio di ospedalizzazioni è 14 volte più alto che negli adolescenti, si riduce a 4 nei bambini di età 5-9 anni e ad 1.1 in quelli di 10-14 anni

 

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CATANIA – C’è anche tra le 30 città coinvolte dalla seconda edizione della Campagna nazionale “Etciu’! rinite?”, l’iniziativa d’informazione sulla Rinite Allergica che mette a disposizione della popolazione due giorni di visite gratuite presso i Centri di allergologia. Si stima che la rinite allergica, patologia infiammatoria della mucosa nasale, colpisca un siciliano su cinque. “Marzo è un mese critico per chi soffre di allergie, soprattutto in Sicilia – afferma il professor Nunzio Crimi, direttore del Centro di Allergologia e pneumologia del Policlinico universitario di Catania – secondo i nostri dati, a inizio marzo è prevista la fioritura delle oleacee come il frassino, e delle graminacee le più diffuse. Questa situazione determina una destagionalizzazione delle allergie che può portare molte persone a prolungare fino alle soglie dell’estate la manifestazione dei sintomi allergici”. È importante quindi informare la popolazione nel riconoscere i sintomi della Rinite Allergica, fare una diagnosi appropriata ed intervenire con terapie in grado di controllare la malattia prima che degeneri in allergia in generale e asma in particolare”. A Catania, venerdì prossimo, dalle 15 alle 18, sarà possibile sottoporsi ad un consulto allergologico gratuito, con un esame spirometrico, al Policlinico universitario.

4 Marzo 2015