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Giovani medici in protesta a Roma muovono rabbia ed esasperazione

Grande successo della protesta dei giovani medici che si sono dati appuntamento ieri a Roma. “L’avevamo detto e l’abbiamo fatto, commentano le associazioni dei camici bianchi: abbiamo portato in piazza Montecitorio il numero massimo di persone consentite dalla Questura. Insieme ai colleghi abbiamo manifestato per difendere il futuro del Servizio Sanitario Nazionale, contro l’inadeguato numero di contratti di formazione specialistica e per chiedere una vera riforma dell’iter formativo previsto dalla legge 368 del 1999”.

“A muoverci oggi sono la rabbia e l’esasperazione nei confronti di un sistema che ci imprigiona nell’imbuto formativo, condizione condivisa da ben 39 rappresentanti delle forze politiche di ogni colore, che sono scesi in piazza per ascoltare dalla nostra voce le ragioni della protesta, chiedendo un filo diretto per sostenerla”.

La mobilitazione non termina qui, come promesso nei giorni scorsi dalle Associazioni, e la tappa di Roma è stata solo l’inizio. “Le mobilitazioni si sposteranno da Montecitorio, dove abbiamo fatto richiesta dell’aumento delle borse statali, ad ogni consiglio regionale per chiedere l’aumento delle borse regionali. Nel frattempo partiranno tavoli di confronto con i rappresentanti dei partiti politici per ragionare sul miglior futuro da garantire ai medici”.

“Non arretreremo di un millimetro finchè le belle promesse cui siamo abituati non diventeranno fatti reali e concreti nel breve termine. Qualora non fosse così, siamo pronti ad inasprire la protesta.

Abbiamo diritto ad una formazione, ma che sia di qualità. Per il nostro futuro e per quello della sanità del nostro Paese”.

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MEDICI IN PIAZZA A ROMA

Protesta dei medici in piazza a Roma. Il cartello di 11 sigle in rappresentanza degli studenti in medicina, degli specializzandi e dei giovani medici (AISAS Associazione Italiana Specializzandi/Specialisti Area Sanità – ALS Fattore 2a Associazione Liberi Specializzandi – Anaao Giovani – Federspecializzandi – GMAS Giovani Medici Anti-Sfruttamento – Giovani Medici per l’Italia – Primavera degli studenti – Siamo Futuro Italia – Vento di cambiamento Fenix – Udu Unione degli universitari – Dipartimento Medico) manifesterà mercoledi 25 maggio a Roma a Piazza Montecitorio alle 10.30. Questo per denunciare la scarsa attenzione del DL Rilancio alle istanze dei giovani camici bianchi.

“Puntiamo il dito contro l’assoluta assenza di provvedimenti che risolvano definitivamente le annose problematiche sull’accesso alle Scuole di Medicina e Chirurgia. Questo prevedendo un maggior numero di posti rispetto a quello attuale. Notizie che cancellino l’imbuto formativo che di fatto limita l’accesso ad una Scuola di Specializzazione. Il titolo obbligatorio per poter partecipare ad un concorso pubblico. È inaccettabile l’indifferenza di fronte alla qualità formativa dei medici specialisti, dimostrata con l’aumento di soli 4.200 contratti formativi.  Un numero a nostro avviso insufficiente perchè oltre a non configurarsi come concreta soluzione all’imbuto formativo. Anche alla carenza di Medici Specialisti lascia invariato il rapporto borse/candidati rispetto a quanto previsto per il 2019”.

MEDICI IN PIAZZA

“Pur comprendendo la gravità di un momento come quello attuale e condividendo ognuna delle misure intraprese dal Governo a favore di lavoratori, famiglie ed aziende, non condividiamo e non comprendiamo però la mancanza di tutele per il Sistema Sanitario Nazionale. In queste terribili settimane si è dimostrando fragile ma anche indispensabile affinché a ogni singolo cittadino sia garantito il diritto alla Salute. Il SSN non potrà mai reggere le sfide del futuro se non ci saranno investimenti sulla formazione di medici specialisti. A nulla vale abilitare 10mila giovani medici se a questi non viene poi garantita la possibilità di specializzarsi e diventare medici specialisti. In grado di occupare una posizione lavorativa concreta”.

“Allo stato attuale – scrive il cartello – ciò significa che almeno 10mila medici non verranno formati. Eresia, da questo Paese che è lo stesso ad avergli garantito, sei anni prima, un percorso formativo che a questo punto si definirebbe incompleto. Un’emergenza come questa, tra cinque anni, avrebbe una storia naturale completamente diversa, gli Ospedali non riuscirebbero a garantire neanche la metà dello sforzo e del lavoro di questi giorni, a causa della carenza di personale medico specialistico, difatti mancherebbero così tanti medici specialisti che l’inevitabile esito sarebbe catastrofico e ci ritroveremmo a fare i conti con una strage preannunciata. E a nulla servirebbero gli applausi o i minuti di silenzio per gli eroi medici, a nulla servirebbe ringraziarli pubblicamente, tra cinque anni non ci saranno medici da ringraziare”.

“La nostra Mobilitazione non si fermerà mercoledì 27 Maggio, anzi, proseguirà secondo future indicazioni presso le sedi delle Regioni in ogni parte d’Italia, per chiedere un successivo sforzo nell’aumento delle borse di competenza regionale”.

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Un nemico come il linfoma va messo alle strette. Mai abbassare la guardia. Perché in Italia fa registrare 12 mila nuovi casi ogni anno, soprattutto nella forma non Hodgkin (circa 10 mila nuovi casi). Più raro – circa 1200 nuovi casi l’anno – il linfoma di Hodgkin ma anche quello che spaventa di più visto che costituisce il 6-7% dei tumori infantili. Un nemico che va aggredito con tutte le armi a disposizione. E sono diverse. Ma non bastano.
«Al Bambin Gesù di Roma – dice Giuseppe Maria Milano, oncologo pediatra del Dipartimento di oncoematologia del Bambino Gesù di Roma diretto dal prof. Franco Locatellipartiremo con la sperimentazione dell’immunoterapia con le cosiddette CAR-T cell anche nei linfomi, dopo i promettenti risultati ottenuti nelle leucemie. In estrema sintesi possiamo dire che grazie ad un banale prelievo di sangue del paziente si prendono i linfociti T che, adeguatamente trattati, diventano armi in grado di identificare e distruggere le cellule tumorali. Una volta trattati questi linfociti sono di nuovo immessi nel paziente e inizia la ‘battaglia’ del sistema immunitario contro il cancro». Tutto il possibile, dunque, per mettere alle corde un tumore – anzi un gruppo di tumori perché le forme di linfoma sono molte – che inizia in modo spesso subdolo, silente. Tutto il possibile, anche una festa davanti al Pantheon a Roma, domenica 3 giugno. Per sensibilizzare l’opinione pubblica.
«Perché il cancro non è contagioso, l’amore sì» dice Anna Milici presidente di Linfoamici Onlus, un’Associazione al fianco dei pazienti. La sopravvivenza per fortuna grazie alle terapie – dalla chemioterapia, ai farmaci immunoterapici ‘a bersaglio’, ai farmaci molecolari – danno risultati importanti: la sopravvivenza per il linfoma di Hodgkin è dell’80%, per la forma non Hodgkin del 40-60%. Risultati incoraggianti ma non abbastanza. Ecco perché è importante tenere alta l’attenzione su questi tumori, anche sensibilizzando l’opinione pubblica. Spesso si arriva alla diagnosi con 6 mesi di ritardo perché i sintomi sono così aspecifici che si perde tempo. Ma la terapia del linfoma ha bisogno anche di un altro ingrediente: l’entusiasmo, il coraggio, la voglia di combattere. Ecco perché Giuseppe Maria Milano sarà al fianco dell’Associazione Linfoamici Onlus che domenica 3 giugno a partire dalle ore 15 sarà alla Rotonda del Phanteon per una festa di piazza, con musica e balli dal vivo. Perché il linfoma si combatte anche a suon di pizzica e con molti abbracci.
«Quando i volontari di Linfoamici arrivano in corsia – dice Giuseppe Maria Milano, medico oncologo pediatra del Dipartimento di oncoematologia del Bambino Gesù di Roma diretto dal prof.Locatelli – è per tutti noi una grande gioia. Perché rappresentano un valore aggiunto: hanno saputo coniugare l’attività di fundraising con la giusta attenzione per il paziente. Con un linguaggio fresco, alla mano, empatico. Danno un messaggio che è di per sé una ‘terapia’ e cioè il coraggio dell’esempio. ‘Se ce l’ha fatta lui, ce la posso fare anche io’. Ma soprattutto volontari e pazienti parlano la stessa lingua perché hanno vissuto la stessa esperienza. E anche per noi sanitari sono di grande supporto».
«Linfoamici è un’Associazione nata da un abbraccio – racconta Anna Milici, presidente Linfoamici Onlus – tra ragazzi guariti e ragazzi ancora lì in prima linea a combattere con la malattia. Tutto è iniziato 12 anni fa, con un gruppo facebook. Era il luogo dove parlare, confrontarci e confortarci. Fino a quando a Marta, 12 anni, e a Giacomo, 17, non venne l’idea di vederci non più in una piazza virtuale ma reale. E così scegliemmo Roma, a metà strada per tutta Italia, la piazza del Pantheon e la prima domenica di giugno. Ci incontrammo e ci stringemmo in un abbraccio senza parole. Da allora sono passati degli anni, abbiamo deciso di dare vita all’Associazione e di incontrarci ogni anno, la prima domenica di giugno, in quella stessa piazza. Da allora, però sono cambiate molte cose. Marta e Giacomo non ci sono più ma il loro entusiasmo non ci ha mai abbandonato. Anzi, è diventato contagioso e negli anni siamo diventati molto di più».
Linfoamici è più di un’Associazione di volontari. E’ un gruppo di amici che ha saputo trasformare un evento drammatico in un’occasione. Con la forza che spesso solo la giovane età sa dare. Sono dei supereroi della Società. E non a caso la loro mascotte è proprio ‘Superhugs’ che non ha né armi né superpoteri se non quello degli abbracci. E che i bambini nelle corsie oncologiche amano così tanto.
«Quando abbiamo dato vita all’Associazione – aggiunge Anna Milici– abbiamo chiesto a tutti i reparti di cosa avessero bisogno. E così, piano piano, con le nostre forze siamo riusciti a donare tablet per chi è in camera sterile e non può portare nulla con sé o altri beni necessari. Ma soprattutto abbiamo portato la nostra esperienza in corsia, cerchiamo di dare quel confronto e quel conforto che ci è stato così tanto utile quando eravamo malati. Perché noi sappiamo bene come ci si sente. Ma senza lacrime. Ecco perché il linforaduno al Pantheon è all’insegna della festa. Balliamo e cantiamo alla vita. E abbiamo bisogno che tante persone si uniscano a noi. Serve l’energia di tutti, Perché il cancro non è contagioso, l’amore sì».
L’appuntamento, aperto a tutti, è quindi per domenica 3 giugno, a Roma, al Pantheon Piazza della Rotonda a partire dalle ore 15. Presentata da Ignazio Eduardo Maria Raso, la festa vede la partecipazione di artisti da tutta Italia. Si inizia con un flash mob (a questo indirizzo il tutorial per arrivare preparati: https://www.linfoamici.it/eventi-news/209-flash-mob-del-3-giugno) e poi hip hop, balli acrobatici, pizzica, musica dal vivo. E così per tutto il pomeriggio. Ad aspettare chiunque vorrà portare un po’ di contagioso entusiasmo ci sarà ovviamente Superhugs, pronto a dare super abbracci.
L’evento è patrocinato da AIL – Associazione Italiana contro le leucemie – linfomi e mieloma Onlus; ADMO, Associazione Donatori Midollo Osseo; Regione Lazio; Coni e Roma Capitale.

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Istituto Superiore di Sanità – Aula Pocchiari, Viale Regina Elena, 299-Roma

Il workshop è finanziato dal Ministero della Salute e organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con la Società Italiana di Alcologia (SIA), l’Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali (AICAT) e l’Eurocare, che hanno garantito per il diciassettesimo anno consecutivo la disponibilità dei materiali di prevenzione, a supporto di una cultura di prevenzione basata su livelli più elevati di tutela della salute, di consapevolezza e di responsabilità individuale e sociale.
Il dibattito previsto dal workshop quest’anno raccoglie nel mese di maggio le esperienze salienti che hanno trovato massima espressione nell’intero corso di aprile, mese di prevenzione alcologica.
Come ogni anno sarà presentato lo scenario epidemiologico elaborato dall’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) tracciato dall’analisi dei dati prodotti anche dall’ISTAT, ai fini della Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della Legge 125/2001, che ha come scopo quello di fornire al decisore politico tutte le informazioni utili per le opportune scelte rivolte a contrastare l’uso dannoso e rischioso di alcol, attraverso l’implementazione di interventi la cui valenza è oggi ampiamente sollecitata dalle evidenze prodotte dalla vasta e consolida rete europea di ricerca scientifica e di advocacy.

Programma

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Nel mese della consapevolezza dell’autismo, l’Istituto di Ortofonologia (IdO) promuove il 21 aprile a Roma un seminario di studio, con interventi di eminenti studiosi del campo, per presentare il libro “Emersioni dall’area autistica. Consultazione partecipata e dieci casi clinici precoci” a cura di Marco Macciò e Maurizio Zani (Magi edizioni).
L’incontro si svolgerà nella sede della Scuola di specializzazione in psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’IdO, in Corso d’Italia 38 A, dalle 14.30 alle 18.30.
La partecipazione è libera e non è richiesta la prenotazione.

I dieci casi clinici presentati nel libro mostrano l’efficacia della terapia psicoanalitica che utilizza il metodo della consultazione partecipata ideato dalla psicoanalista Dina Vallino per la cura dei bambini che hanno ricevuto diagnosi di rischio o di disturbo dello spettro autistico.
“Il libro – si legge nell’introduzione – si rivolge ai genitori e a tutti coloro che, impegnati in istituzioni pubbliche o nel privato, si occupano della cura di bambini che hanno ricevuto diagnosi di rischio o di disturbo dello spettro autistico. In particolare intende rendere conto dell’efficacia di una pratica terapeutica a base psicoanalitica totalmente modificata attraverso la valorizzazione del metodo della consultazione partecipata, definito teoricamente ed elaborato metodologicamente da Dina Vallino: un metodo che ha ottenuto risultati incoraggianti , pur svolgendosi in tempo breve o relativamente breve e in modo non intensivo. Una delle sue caratteristiche principali consiste nel coinvolgimento dei genitori nella attività di cura review. Tale caratteristica risulta oggi condivisa da alcuni approcci terapeutici (ABA, Metodo DIR, Metodo Denver), tuttavia si declina nel nostro approccio in modo originale: si tratta di una psicoterapia di orientamento psicoanalitico in cui la relazione affettiva tra bambino e ge nitori occupa la scena nel qui e ora della seduta”.
Il metodo si configura come “uno strumento operativo potente – scrivono gli autori – dal momento che l’effetto positivo della singola seduta risulta potenziato dal nuovo comportamento affettivo/interattivo intrapreso dai genitori nella vita quotidiana tra una seduta e l’altra. La nostra proposta di cura coinvolge i genitori a partire dall’ipotesi secondo cui si siano verificati fraintendimenti nella relazione famigliare”.

Rispetto al Progetto Tartaruga dell’IdO, il primo modello evolutivo a mediazione corporea per i disturbi dello spettro autistico nell’infanzia, “che lavora sulla dimensione affettiva e investe da molteplici angolature anche la dimensione della corporeità del bambino – concludono – l’intervento proposto in questo volume focalizza esclusivamente il momento della psicoterapia”.
Saranno presenti al seminario Marco Macciò, filosofo, cultore della psicoanalisi e presidente dell’associazione Dina Vallino, che parlerà dei ‘Primi risultati nella cura del disturbo dello spettro autistico con la consultazione partecipata’; Cinzia Chiappini, psicoterapeuta dell’età evolutiva a indirizzo psicodinamico, che si centrerà su ‘Un’esperienza d’avvio e consolidamento della comunicazione emotiva con un bambino particolarmente difficile’; Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’IdO, farà una ‘Analisi del contesto e integrazione tra neuropsichiatria e psicoterapia’.
Sarà, inoltre, presente Maria Pia Corbò, psicoanalista del Centro di psicoanalisi romano.
Magda Di Renzo, psicologa, psicoterapeuta e responsabile del servizio di terapia dell’IdO, modererà l’incontro.

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Due gemelle algerine di 17 mesi hanno subito un intervento chirurgico di separazione all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Le bambine, ricoverate lo scorso 7 ottobre, erano unite all’altezza dell’addome e del torace e, dopo 10 ore di intervento, stanno bene e sono fuori pericolo.
Si tratta di un secondo intervento di tale portata per l’Ospedale Bambino Gesù negli ultimi trent’anni e ha visto la partecipazione di cinque diverse équipe per un totale di 40 specialisti. La struttura ha già in programma la separazione di un’altra coppia di gemelli siamesi nelle prossime settimane.

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Scade il 27 ottobre il termine per la presentazione delle domande alla selezione per gli undici progetti che l’ambito provinciale di Siena della Usl Toscana Sud Est ha preparato per il Servizio Civile Regionale.
I giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni (non compiuti i 30) possono scegliere tra i seguenti progetti di cui, di seguito, si riporta il numero dei posti che verranno assegnati.
I progetti sono:
BENESSERE: Una questione di stile – 7 posti
DALLA REGISTRAZIONE ALL’INFORMAZIONE – 4 posti
DOCUMENTAZIONE SANITARIA: Veloce ritiro – 3 posti
HOSPITALITY – 9 posti
IMPARA L’ARTE (accogliere, includere, aiutare)… e non metterla da parte – 5 posti
INSIEME È POSSIBILE! – 10 posti
INVESTIRE SUL FUTURO – 10 posti
LA STORIA E LA SCIENZA ATTRAVERSO LO STUDIO DEL PATRIMONIO DELL’AZIENDA – 2 posti
NON PIÙ SOLI – Il Servizio Civile per anziani non autosufficienti – 2 posti
SANITÀ 2.0. – posti
STRADA FACENDO – 5 posti
La durata del servizio sarà di 8 mesi, 30 ore settimanali articolate su 5 giorni con un trattamento economico di Euro 433,80 mensili. Le sedi del servizio differiscono da progetto a progetto e sono comunque tutte nella provincia di Siena.
Per informazioni più dettagliate sui singoli progetti (contenuto, tipo di attività, sedi di svolgimento), è possibile consultare la pagina Bando Servizio Civile Regionale per Arezzo e Siena.
La domanda, corredata dal curriculum vitae firmato e datato deve essere presentata esclusivamente on line accedendo al sito servizi.toscana.it/sis/DASC tramite l’utilizzo della propria Carta Sanitaria Elettronica munita di PIN.
L’Ufficio Servizio Civile della Usl Sud Est, per informazioni più dettagliate riguardo alla compilazione delle domande, del curriculum vitae e dell’attivazione della Carta Sanitaria Elettronica, rimane a disposizione degli interessati nei giorni:
LUNEDÌ E GIOVEDÌ mattina dalle ore 9,00 alle ore 12,00
MERCOLEDÌ pomeriggio dalle ore 14,30 alle ore 16,30
I riferimenti dell’Ufficio Servizio Civile sono nella pagina Servizio civile volontario

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Non escluso lo stop alla donazione di sangue nella capitale

Altri 4 casi di Chikungunya, dopo i 3 di Anzio, sono stati registrati a Roma, nella zona sud-est, e la Regione Lazio ha convocato domani un tavolo con il Campidoglio per sollecitare la disinfestazione dalle zanzare del territorio comunale. La malattia virale con sintomi simili a una violenta influenza, trasmessa da insetti infetti, fa di nuovo parlare di sè a distanza di pochi giorni dalla rivelazione dei casi nella cittadina sul litorale. “Altri quattro casi sono stati accertati nel territorio della Asl Roma 2 e già notificati al sistema di sorveglianza – fa sapere la Regione -. La Asl da parte sua ha già indicato, per due volte, al Comune di Roma di procedere ad un piano straordinario di disinfestazione”. I casi sono quindi 7 in tutto, “secondo i dati raccolti fino a oggi”, dice la Regione.
Ancora non risulta sospesa la donazione di sangue a Roma ma la misura potrebbe essere adottata nelle prossime ore. La misura precauzionale, come è accaduto venerdì scorso ad Anzio, e’ infatti prevista dalla procedura ordinaria quando ci si trova di fronte ad un rischio di malattie che possono essere trasmesse con il sangue. La Chikungunya porta febbre acuta e forti dolori alle ossa e alle articolazioni che spesso bloccano il paziente a letto. Non e’ la prima volta che accade in Italia, nell’agosto del 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna, circa 250, e si registro’ anche un decesso, una donna che soffriva anche di altre malattie. Le persone colpite dalla malattia nella zona del Comune di Anzio stanno bene, ma sono state bloccate le donazioni di sangue per 28 giorni per chi ha soggiornato nel comune.
La Regione Lazio ha ordinato al comune di Anzio di procedere alla disinfestazione in un’area del suo territorio. E così sta facendo ora con il Campidoglio, sottolineando che la Asl Roma 2 “ha già indicato, per due volte, al Comune di Roma di procedere ad un piano straordinario di disinfestazione”. Sara’ la disinfestazione ad abbattere la possibilita’ di nuovi contagi di Chikungunya ma un aiuto arrivera’ anche dall’arrivo delle temperature piu’ fredde, spiega Gianni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanita’. ”Quando ci sono dei focolai abbastanza maturi come quello di Anzio e’ possibile che si siano diffusioni di altri focolai, una situazione quindi abbastanza prevista come quella che si verificò dieci anni fa in Romagna, con la segnalazione di alcuni casi a casi a Bologna, alcuni a Ravenna e Rimini”, spiega Rezza. L’esperto ha ricordato che la malattia trasmessa dalle zanzare non e’ letale ma provoca febbre e dolori alle ossa, tanto che viene per questo confusa, almeno in uno stadio iniziale con l’influenza. Le responsabili della trasmissione della Chikungunya sono le zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue).
Dopo una incubazione di 3-12 giorni, si manifestano dei sintomi simili all’influenzale: febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti dolori alle articolazioni. Si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi. Nei casi segnalati ad Anzio i pazienti hanno riferito la comparsa dei sintomi nel mese di agosto e nessuno di essi aveva viaggiato all’estero nei 15 giorni che hanno preceduto l’insorgenza dei sintomi.

Fonte:www.ansa.it

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Azienda, grave violazione, provvedimenti a carico conducente

“Vaccinati sto c…..” è la scritta apparsa sul display di un bus di Roma dell’Atac, la municipalizzata dei trasporti capitolini che informa di aver “immediatamente avviato tutti gli accertamenti utili ad individuare le responsabilità e conseguenze derivanti dall’uso improprio del display”. La foto della scritta in questione è stata pubblicata su Fb.
Il bus di linea in questione, spiega l’azienda, “stamattina è stato tabellato con una scritta contro le vaccinazioni Al termine dei necessari approfondimenti, l’azienda prenderà ogni provvedimento non solo a carico del conducente, ma anche di eventuali altri responsabili, che col proprio comportamento avessero favorito, in qualsiasi modo, la grave ed inaccettabile violazione dei regolamenti aziendali e conseguente danno all’immagine della società”.

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Sospensione potrebbe pregiudicare livello igienico strutture

“Un’eventuale sospensione della erogazione di acqua a Roma, anche a fronte dello straordinario incremento delle temperature nelle ultime settimane, potrebbe pregiudicare gravemente il livello igienico sanitario di tutte le strutture ricettive e di ristorazione e degli uffici pubblici, nonché delle strutture ove vengono alloggiati animali, ma soprattutto potrebbe comportare gravi pregiudizi per la erogazione dei servizi sanitari essenziali”. Lo afferma il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Roma Capitale, ha sottolineato Lorenzin, “conta complessivamente 5 presidi ospedalieri di base, 11 presidi ospedalieri sede di Dipartimento Emergenza-urgenza Accettazione (Dea), 6 presidi ospedalieri sede di Dea di II livello ivi incluso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, 29 presidi ospedalieri non dotati di pronto soccorso, per un totale di circa 13 mila posti letto”. Pertanto, ha annunciato, “ho chiesto al Presidente Zingaretti e al Sindaco Raggi di verificare accuratamente che, pur nell’emergenza, sia assicurata una presenza continua e sufficiente di risorse idriche in tutte le strutture che erogano assistenza sanitaria e socio-sanitaria ai cittadini, nonché in tutte le strutture ove vengono alloggiati gli animali, nel Comune di Roma Capitale, tale da garantire, senza interruzione alcuna, i servizi sanitari e socio-sanitari essenziali e, soprattutto, di verificare che non sia messa a rischio la salute dei pazienti, nonché il benessere animale. Proprio ieri – ha aggiungo – ho appreso che il Sindaco del Comune di Roma ha sottoposto la mia segnalazione ai vertici di ACEA S.p.A”. “Seguirò l’evolversi dell’emergenza idrica ed i miei Uffici – ha concluso – collaboreranno con l’Amministrazione regionale e comunale, perché si eviti che tale situazione di emergenza possa arrecare pregiudizio alla salute umana e animale”.