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L’asma è la più frequente malattia cronica dell’infanzia e dell’adolescenza, una delle principali cause di assenze da scuola e ricovero in ospedale. In Italia, in età prescolare, il 25% soffre di crisi d’asma almeno una volta nella vita, mentre in età scolare ne soffre mediamente 1 bambino su 10. E circa il 5% soffre di asma grave persistente. Nelle grandi città è registrata una prevalenza più alta con numeri in crescita. A Roma, per esempio, mentre negli anni ‘70 accusava asma il 7 % dei bambini, oggi ne soffre il 13% Nella Regione Lazio, il numero di alunni/studenti affetti da asma e malattie allergiche nelle scuole superava le 100 mila unità già nel 2012.
I maggiori problemi sono tra i 2 e i 4 anni, dove il rischio di essere ricoverati in ospedale è 14 volte maggiore che negli adolescenti, anche se quella dei giovani adulti resta la fascia di età con maggiore probabilità di ricevere una diagnosi d’asma nel corso della vita.
Diversi studi evidenziano, del resto, un’associazione tra disturbi respiratori nella prima infanzia e negli adulti. E, in effetti, l’ospedalizzazione per patologie polmonari durante la prima infanzia è correlata alla presenza di sintomi respiratori nei giovani adulti. Di più: per un bambino in età scolare, avere respiro sibilante, asma e una funzione polmonare compromessa può aumentare il rischio di sviluppare una broncopneumopatia cronica in età adulta.
Insomma, quella dell’asma è una sfida che coinvolge tutte le istituzioni cliniche e scientifiche e che richiede la messa in atto di sinergie tra i modelli di cura e riabilitazione più indicati a ogni singolo caso, per creare le condizioni per un’accurata valutazione dei piccoli pazienti e una reale continuità assistenziale con l’età adulta. Per questa ragione è importante poter disporre di una Rete di centri di eccellenza che garantisca una reale condivisione e contribuisca così a un salto di qualità nella cura dei disturbi del respiro in età pediatrica.
Va in questa direzione la nuova convenzione tra Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma – con
il suo Direttore Generale Ing. Enrico Zampedri, il Prof. Luca Richeldi, Direttore UOC Pneumologia e l’Area Salute del
Bambino, – e l’Istituto “Pio XII” Onlus di Misurina, – con don Luciano Genovesi, Presidente dell’Opera Diocesana “San
Bernardo degli Uberti” di Parma di cui fa parte l’Istituto, e il Dr. Ermanno Baldo, nuovo Direttore Sanitario e Clinico del “Pio XII”, – finalizzata alla ricerca, educazione e formazione nella cura dei disturbi del respiro del bambino.
Con questo accordo, si estende e si consolida la “Misurina excellence network for children’s breathing”, Rete di eccellenza per le malattie del respiro in alta quota, lanciata il 26 agosto 2016 in occasione della visita al Pio XII del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Papa Francesco, con un primo accordo di partnership scientifica e di networking con l’IRCCS “Bambino Gesù” di Roma.

Policlinico “Gemelli”: un Polo di assoluta eccellenza

Il “Gemelli” di Roma, in stretta integrazione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, è polo di assoluta eccellenza per la cura dei pazienti, per la formazione delle migliori risorse professionali nell’ambito medico e sanitario e per la ricerca biomedica traslazionale. L’Istituto “Pio XII” Onlus è l’unico centro in Italia e il più alto in Europa per la diagnosi, la cura e la riabilitazione in quota delle malattie respiratorie pediatriche e punta a diventare il Laboratorio in quota per lo studio di queste patologie e il Centro di Riferimento nazionale sul tema.

Un obiettivo comune

Tutti gli Istituti condividono il medesimo obiettivo: erogare il miglior servizio clinico specialistico ai propri pazienti in età pediatrica e promuovere la continuità assistenziale con l’età adulta. La collaborazione tra i Centri, – come si legge nelle convenzioni siglate, – è finalizzata a favorire lo scambio di competenze nella prevenzione e cura dell’asma. Uno dei traguardi della nuova Rete di centri qualificati operanti in sinergia sarà la realizzazione di un polo di eccellenza per lo sviluppo di un’intensa attività di ricerca scientifica e di sperimentazione clinica. In primo luogo per precisare meglio le caratteristiche dell’asma di difficile trattamento e per individuare strategie terapeutiche più efficaci, colmando così una carenza rilevata da diversi studi.
Una delle ricadute di maggiore effetto sulla cura di oltre 42.000 bambini italiani che non riescono a controllare i sintomi malgrado ogni sforzo (pari al 5% di tutti i bambini che soffrono d’asma),1,11 sarà verosimilmente la stesura di linee guida cliniche congiunte della SIMRI (Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili) e della SIAIP (Società Italiana di Immunologia e Allergologia Pediatrica), per definire i piccoli pazienti che possano maggiormente beneficiare di Misurina, un quadro di riferimento da condividere con la FIMP (Federazione Italiana del Medici Pediatri) e con Federasma.

Misurina, Laboratorio in quota per i disturbi del respiro in età pediatrica

“Attraverso la costruzione della Rete, – ricorda Don Luciano Genovesi, Presidente dell’Opera Diocesana “San Bernardo degli Uberti” di Parma e del “Pio XII”, – Misurina intende presentarsi come un’eccellenza nella cura dei disturbi del respiro, e si propone a tutta la galassia della Pediatria italiana, come Laboratorio in quota per lo studio, la prevenzione e la cura dei bambini con disturbi del respiro, per dare a tutte le realtà cliniche una possibilità unica di sperimentazione per affinare approcci terapeutici sempre più efficaci, affiancati alla climatoterapia” e alle peculiari condizioni, che in quota permettono con la riduzione delle resistenze delle vie aeree anche un minor uso di terapie e la possibilità di sviluppare programmi di riabilitazione/riallenamento per i soggetti con malattie respiratorie disabilitanti fra cui l’asma.

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Al Bambino Gesù per altre malattie, in corso accertamento cause

Una bimba di 16 mesi morta all’ospedale Bambino Gesù di Roma lo scorso 28 giugno era positiva al virus del morbillo. Lo afferma un comunicato dell’ospedale romano secondo cui sono in corso le analisi per verificare l’eventuale nesso causale tra la malattia e l’evento. Seguita dall’Ospedale già dall’età di 3 mesi per altre malattie precedenti, la paziente era stata ricoverata al Bambino Gesù il 10 giugno in seguito a febbre persistente e successiva coagulopatia, con necessità di trasferimento in Rianimazione.
La conferma della positività al morbillo, scrive l’ospedale, è arrivata oggi dall’Istituto Superiore di Sanità. Durante la degenza le sue condizioni cliniche erano progressivamente migliorate, fino all’ultimo esame clinico obiettivo del 28 giugno nel reparto di Pediatria. “Nell’arco della serata dello stesso giorno, tuttavia – si legge nel comunicato – compariva improvvisamente nel sonno un arresto cardio-respiratorio irreversibile. Sono in corso analisi anatomo-patologiche finalizzate a verificare il nesso causale tra la malattia e l’evento fatale”.

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Un bambino ricoverato per tetano, primo caso dopo 30 anni

Una bambina di 9 anni è morta lo scorso 28 aprile all’Ospedale Bambino Gesù di Roma a causa delle complicanze dovute al morbillo contro il quale non era stata vaccinata. La piccola era stata ricoverata dal 19 aprile ed era affetta da una malattia genetica. Lo conferma l’Ospedale Bambino Gesù.
La bambina, nata a febbraio 2008 e residente nel comune di Latina. La malattia pregressa da cui era affetta (cromosopatia), rilevano fonti sanitarie, non era comunque incompatibile con la vaccinazione contro il morbillo.
L’inizio dei sintomi (febbre e congiuntivite) risale al 14 aprile e la diagnosi di morbillo è stata confermata in laboratorio il 26 aprile. Le complicanze riportate dalla piccola sono polmonite e insufficienza respiratoria. Quest’ultima è riportata anche come causa del decesso. La bambina “avrebbe potuto essere vaccinata e avrebbe potuto salvarsi se lo fosse stata”. Lo afferma all’Ansa il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi. “Per questa bambina – spiega Ricciardi – la vaccinazione era anzi molto più utile, e questo perchè i bambini a rischio per particolari patologia sono quelli per i quali la vaccinazione è maggiormente indicata. La piccola si sarebbe potuta salvare se fosse stata immunizzata contro il morbillo”. Fondamentale, avverte, “è dunque un richiamo a tutti i medici perchè vaccinino i bambini a rischio. Ci sono patologie in presenza delle quali le vaccinazioni non sono possibili in quanto il sistema immunitario è compromesso, ma in altre patologie, come quelle genetiche – rileva Ricciardi – vaccinare è ancora più importante”.
Un bambino di 10 anni, in vacanza in Sardegna con la famiglia, è ricoverato per tetano nell’Unità operativa di Pediatria dell’ospedale San Martino di Oristano. La malattia infettiva acuta è causata dal batterio Clostridium tetani per la quale esiste un vaccino a cui però il piccolo non era stato sottoposto. Sarebbe il primo caso tra i bambini dopo 30 anni.
Il bambino, che si trova in ospedale da sabato scorso, non corre pericolo di vita e le sue condizioni sono in progressivo miglioramento, anche se permangono alcuni sintomi tipici della patologia come le contrazioni muscolari e la paralisi dei nervi cranici. All’origine dell’infezione era stata una caduta dalla bicicletta, che aveva causato al bambino una ferita da taglio sulla fronte, inizialmente curata in un ospedale della penisola, dove, secondo quanto riferito dagli operatori sanitari, era stata proposta ai genitori in via cautelativa la terapia con immunoglobulina antitetanica, come da prassi. Proposta che sarebbe stata rifiutata.
Ciò ha permesso, hanno spiegati i medici, che il tetano (ha un’incubazione che va da tre ai 21 giorni) si sviluppasse, così che il bimbo è arrivato nell’ospedale di Oristano con la malattia già in stadio conclamato. Ad allertare i medici sono stati alcuni sintomi, come la paralisi facciale, che non rispondevano alle terapie cortisoniche inizialmente proposte.
“E’ un caso di assoluta rarità – ha spiegato il direttore dell’Unità di Pediatria, Giovanni Zanda -. Il tetano è una malattia, non contagiosa, che si può considerare sostanzialmente scomparsa in Italia fra i bambini grazie alla vaccinazione antitetanica. Come ci hanno confermato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’ospedale Gaslini di Genova, specializzato nella cura dei pazienti pediatrici, non si registrano più casi di tetano fra i piccoli ormai da trent’anni. La vicenda ripropone il tema della scelta dei vaccini”. “La Sardegna – ha sottolineato Zanda – e la provincia di Oristano registrano, in questo senso, buone coperture vaccinali: il nostro reparto negli ultimi tempi ha preso in carico un solo caso di morbillo”.

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Ospedale ringrazia club,Totti “contenti anche se non si sapesse’

L’AS Roma Calcio devolvera’ la somma raccolta con le multe comminate ai giocatori nel corso della stagione 2016/17 all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Sabato 27 maggio al centro sportivo Fulvio Bernardini la presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc e il coordinatore generale, Ruggero Parrotto, sono stati accolti dai giocatori e dal loro allenatore, Luciano Spalletti. ”Papa Francesco saprà di questo vostro gesto. È importante che lo sappia – ha detto la presidente dell’Ospedale – Si tratta di quei gesti graditi poiché rivolti a coloro che hanno particolarmente bisogno. Mi dispiace – ha aggiunto sorridendo ai giocatori presenti – che si tratti delle vostre multe, ma in questo caso più che in altri casi il fine rende giustizia ai mezzi”.
”Noi saremmo contenti anche se non si venisse a sapere – ha risposto il capitano dei giallorossi, Francesco Totti – La nostra soddisfazione più grande è sapere che, nel nostro piccolo, abbiamo potuto dare un aiuto ai bambini che si rivolgono al Bambino Gesù”. “Per i bambini e per i ragazzi ricoverati in Ospedale – ha continuato la Enoc – voi giocatori di calcio rappresentate una gioia molto grande nei momenti dell’ospedalizzazione. Vengono tante personalità famose, ed è sempre una festa. Ma i sorrisi e la gioia che riempiono i loro volti ogni volta che li viene a trovare un calciatore sono speciali”. “Con questa somma – ha spiegato il coordinatore generale Parrotto – vogliamo dotarci di apparecchiature all’avanguardia per attrezzare una nuova area dedicata alla riabilitazione dei piccoli ricoverati”.

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Al Teatro Olimpico, è il mese contro il cancro ovarico

Un concerto per raccogliere fondi contro i tumori ginecologici e per la tutela della Salute della Donna e dei suo Diritti: L’Associazione IrisRoma Onlus, che lotta contro i tumori ginecologici e per la tutela della Salute della Donna e dei suo Diritti, presenta l’iniziativa di Beneficenza “RoundMidnight”, che si svolgera’ il 16 maggio al Teatro Olimpico Piazza Gentile da Fabriano 17 a Roma.
   
Ospiti dell’evento, giunto alla sua VII edizione, saranno la Banda musicale della Polizia di Stato che, diretta da Maurizio Billi, sostiene da sempre Iris Roma Onlus, l’inedita performance del trio tutto femminile di Silvia Donati, una delle voci più anticonvenzionali del panorama jazz italiano, che permettera’ di mettere in luce attraverso arrangiamenti originali una nuova prospettiva alle canzoni “d’amore e di orgoglio” di alcune queen del Jazz, e il coinvolgente passo a due di Alessandra Romani e Alessio Giacobbe, con la coreografia di Alessandra D’Attilia.
   
L’iniziativa gode del patrocinio del Senato e della Presidenza del Consiglio, ed e’ finalizzata alla raccolta fondi per la realizzazione dei diversi progetti nei quali la Onlus, con la sua Presidente Olga Naso, da anni è impegnata per le Donne e per la Vita, in termini di ricerca scientifica, prevenzione e informazione, sostegno psico-oncologico alle pazienti di Ginecologia Oncologica e alle loro famiglie, sostegno delle pazienti alle terapie, servizio fisioterapeutico, progetti a sostegno della qualità di vita, Reperibilità telefonica 24 ore, Cure Palliative e sostegno logistico alle famiglie meno abbienti delle pazienti fuori sede. In particolare il charity di quest’anno, contribuirà a consentire che alcuni ambienti ospedalieri dell’undicesimo piano del Polo della Scienza della Salute della Donna del Policlinico Gemelli, coordinato dal Professor Giovanni Scambia, siano risistemati in un connubio tra design e bio architettura per far sentire le pazienti accolte in uno spazio a loro misura, idoneo a stimolare la spinta alla vita, anche grazie alla percezione visiva di un contesto rasserenante.
   
L’intervento, in collaborazione con altre Associazioni, attiene a un reparto di un’area assolutamente innovativa in Italia, nel solco dell’attenzione alla Medicina di Genere. Il Concerto è stato fissato anche quest’anno nel mese in cui in tutto il mondo la comunità scientifica, le associazioni dei pazienti e le Onlus focalizzano i loro sforzi per sensibilizzare l’attenzione nei confronti del Tumore Ginecologico in generale e Ovarico.

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Medici, paranoia ha alimentato eventi bui della storia

Oltre 400.000 cittadini tedeschi di entrambi i sessi, affetti da patologie mentali considerate ereditarie e incurabili, furono sterilizzati contro la loro volontà a partire dal 1934. Tra il 1939 e il 1945, più di 200.000 persone ricoverate in ospedali psichiatrici tedeschi furono invece assassinate perché ritenute un inutile peso per la popolazione tedesca. Per non dimenticare arriva a Roma, al Vittoriano, la mostra documentaria ‘Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo’, arricchita dalla sezione ‘Malati, manicomi e psichiatri in Italia: dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale’.
   
La mostra è stata portata in Italia dal Network Europeo per la psichiatria psicodinamica (Netforpp Europa), in collaborazione con la Società Italiana di Psichiatria (SIP), con il Polo Museale del Lazio e con l’Agenzia per la vita indipendente (AVI). Attraverso 50 pannelli contenenti biografie e immagini storiche, l’esposizione vuole raccontare l’assoluta disumanità perpetrata nei confronti dei malati psichici e dei disabili durante il nazionalsocialismo e la conseguente omertà sull’accaduto nella Germania postbellica https://infofurmanner.de/. Fotografie, disegni, documenti ufficiali e inediti esposti per la prima volta in Italia, evidenziano il complesso meccanismo organizzativo che consentì i crimini. Al contempo la Sip lancia un allarme: la paranoia, disturbo patologico che ha fatto da ‘benzina’ a tanti eventi bui della nostra Storia, è in aumento ed oggi sono tra 1 e 2 milioni gli italiani ad esserne colpiti. Un fenomeno da non sottovalutare perchè la paranoia, avvertono gli psichiatri, “alimenta il ritorno dei ‘fascismi'” apoteksv.se.

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Inaugurato nuovo centro interattivo Ipse Center

Da manichini hi-tech gestiti da software di simulazione per imparare, per esempio, la gestione del parto (in tutte le sue sfaccettature, da semplice a complicato a causa di sofferenze fetali o materne), a simulatori ultra-sofisticati per apprendere le tecniche laparoscopiche in modo del tutto realistico. E ancora, una serie di manichini impiegati per imparare a gestire le emergenze (per esempio simulare l’intubazione o la tracheotomia di un paziente). E’ quanto è possibile trovare presso IPSE CENTER – Interactive Patient Simulation Experience – inaugurato oggi alla presenza del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha partecipato attivamente a un mini training svolto nelle diverse sale di simulazione. Accanto al Ministro presente all’inaugurazione il Rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli. “Questo centro di simulazione è un’eccellenza a livello nazionale e sovranazionale. Qui si applica un modello tecnologico veramente molto avanzato, con una capacità di simulazione di casi e patologie quasi unico. E’ un’opportunità di formazione incredibile per gli studenti, ma anche per i medici”. Il Ministro ha partecipato anche a una sessione speciale di training svolto nelle di serve sale di IPSE Center, sperimentando la metodologia Cell e assistendo a un parto simulato con l’ausilio di ‘manichini’ e di attori appositamente addestrati per questo originale tipo di formazione.

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Presidente Lazio, attuiamo legge 194; Cei, obiezione è un diritto

Il presidente dell’Ordine del medici di Roma Giuseppe Lavra chiede al presidente della Regione Lazio di revocare l'”atto iniquo” della assunzione di due medici sulla base di un concorso per non obiettori all’aborto. Lavra chiede anche che il Comitato Centrale della Federazione nazionale, la FNOMCEO, di pronunci su questa vicenda. “Prevedere un concorso soltanto per non obiettori di coscienza – spiega – ha il significato di discriminazione di chi esercita un diritto sancito dalla bioetica e dalla deontologia medica”.
Pronta la replica della Regione Lazio: “Le procedure avviate oltre un anno fa, per completare l’organico dei servizi dedicati alle prestazioni assistenziali relative all’applicazione della legge 194 presso l’ospedale San Camillo, – spiega una nota – non contengono alcuna forma di iniquità poiché non vi è nel testo del decreto alcun accenno o riferimenti,tra i requisiti previsti,all’obiezione di coscienza, ma una specifica indicazione delle funzioni da svolgere per le prestazioni assistenziali legate all’erogazione del servizio”.
L’Ospedale San Camillo di Roma assumerà due ginecologi non obiettori, con un concorso finalizzato proprio al servizio di interruzione volontaria di gravidanza (ivg). E’ questo un modo per attuare al meglio la legge 194 sulla ivg, ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ma per la Cei l’obiezione di coscienza è un “diritto” e così “si snatura la legge 194”.
“Il ministero della Salute – aggiunge don Arice commentando con l’ANSA la decisione assunta al San Camillo di Roma – ha fatto recentemente un’indagine appurando che il numero di medici non obiettori risulta sufficiente per coprire ampiamente la domanda” di interruzioni volontarie di gravidanza. “Tutto questo – commenta il direttore dell’ufficio della Pastorale sanitaria della Cei – fa molto dubitare sulla bontà di questo provvedimento”. E il fatto che questa decisione possa essere un’apripista per altre strutture sanitarie “è un timore – sottolinea don Arice -. Ma io spero che i medici dicano con coscienza e con autorevolezza la loro opinione, perché sono loro i primi ad esser colpiti da questa decisione”.
“E’ evidente che abbiamo una legge, che non prevede questo tipo di selezione. Prevede invece la possibilità, qualora una struttura abbia problemi di fabbisogno, per quanto riguarda singoli specifici servizi, di poter chiedere alla regione di attingere anche in mobilità da altro personale”: lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorezin riferendosi al concorso del San Camillo di Roma per l’assunzione di medici non obiettori per l’aborto. Lorenzin ha ribadito che l’obiezione di coscienza e’ rispettata. “Non bisogna esprimere pensieri, ma semplicemente rispettare la legge, in cui l’obiezione di coscienza è rispettata nel nostro Paese. Tra l’altro quando si fanno assunzioni e concorsi non mi risulta che ci siano parametri che vengono richiesti” ha aggiunto il ministro .
“L’obiezione di coscienza è garantita al 100%: per rispettare l’applicazione è stato promosso un bando per 2 unità di personale su oltre 2.200 operatori del settore, in un servizio strettamente finalizzato a operare richieste di interruzione di gravidanza. Chi legittimamente è obiettore non ha partecipato a questo bando e potrà portare le sue professionalità in altri campi del servizio sanitario e dello stesso Dipartimento della salute della donna e del bambino”. Così il governatore del Lazio Zingaretti sul caso S.Camillo.
Zingaretti,assumendo non obiettori attuiamo bene 194 – “Dobbiamo affrontare il grande tema della attuazione vera della 194 nei modi tradizionali anche sperimentando forme molto innovative di tutela di una legge dello Stato che altrimenti verrebbe disattesa. Quindi è una sperimentazione, siamo i primi in Italia e penso che sia necessario garantire alle donne un diritto sancito dalla legge. Il bando per le assunzioni è concluso e tra qualche giorno entreranno in funzione”, ha affermato Zingaretti. Grazie alla formula sperimentata dalla Regione Lazio chi, assunto con questa modalità, opponesse l’obiezione di coscienza di fronte a un aborto potrebbe rischiare il licenziamento o la mobilità. Proprio perché “abbiamo messo e stiamo mettendo a posto la sanità – ha detto ancora Zingaretti – abbiamo aperto il capitolo degli investimenti sui consultori, una struttura socio-sanitaria che nei tempi del commissariamento era stata marginalizzata, quindi c’è una strategia di investimenti che tra pochi giorni presenteremo, con nuove assunzioni, investimenti per le ristrutturazioni, politiche di prevenzione”.

Regione Lazio, sulla 194 procedure regolari

“Le procedure avviate oltre un anno fa, per completare l’organico dei servizi dedicati alle prestazioni assistenziali relative all’applicazione della legge 194 presso l’ospedale San Camillo, non contengono alcuna forma di iniquità poiché non vi è nel testo del decreto alcun accenno o riferimenti,tra i requisiti previsti,all’obiezione di coscienza, ma una specifica indicazione delle funzioni da svolgere per le prestazioni assistenziali legate all’erogazione del servizio”. Così la Regione Lazio replica all’ Ordine dei medici. “Meraviglia pertanto che l’Ordine dei Medici di Roma – prosegue la nota della Regione Lazio – non conosca i contenuti di atti che risalgono al mese di giugno 2015 pubblicati sul Bollettino Ufficiale. Peraltro nell’ambito delle procedure previste è stata espletata anche la mobilità, mediante avviso pubblico di mobilità volontaria regionale e interregionale con relativa graduatoria di merito pubblicata nel febbraio del 2016. È singolare che l’Ordine sia contrario all’ assunzione attraverso un concorso pubblico di due medici inscritti all’Ordine stesso. Tutta la procedura inizia con il decreto 227 del 6 giugno 2015 del Commissario ad acta che non ha avuto rilievi da parte dei Ministeri affiancanti, ovvero Salute e Mef”.

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Zingaretti, attuiamo legge 194; Cei, obiezione è un diritto

L’Ospedale San Camillo di Roma assumerà due ginecologi non obiettori, con un concorso finalizzato proprio al servizio di interruzione volontaria di gravidanza (ivg). E’ questo un modo per attuare al meglio la legge 194 sulla ivg, ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ma per la Cei l’obiezione di coscienza è un “diritto” e così “si snatura la legge 194”.
“Il ministero della Salute – aggiunge don Arice commentando con l’ANSA la decisione assunta al San Camillo di Roma – ha fatto recentemente un’indagine appurando che il numero di medici non obiettori risulta sufficiente per coprire ampiamente la domanda” di interruzioni volontarie di gravidanza. “Tutto questo – commenta il direttore dell’ufficio della Pastorale sanitaria della Cei – fa molto dubitare sulla bontà di questo provvedimento”. E il fatto che questa decisione possa essere un’apripista per altre strutture sanitarie “è un timore – sottolinea don Arice -. Ma io spero che i medici dicano con coscienza e con autorevolezza la loro opinione, perché sono loro i primi ad esser colpiti da questa decisione”.
“E’ evidente che abbiamo una legge, che non prevede questo tipo di selezione. Prevede invece la possibilità, qualora una struttura abbia problemi di fabbisogno, per quanto riguarda singoli specifici servizi, di poter chiedere alla regione di attingere anche in mobilità da altro personale”: lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorezin riferendosi al concorso del San Camillo di Roma per l’assunzione di medici non obiettori per l’aborto. Lorenzin ha ribadito che l’obiezione di coscienza e’ rispettata. “Non bisogna esprimere pensieri, ma semplicemente rispettare la legge, in cui l’obiezione di coscienza è rispettata nel nostro Paese. Tra l’altro quando si fanno assunzioni e concorsi non mi risulta che ci siano parametri che vengono richiesti” ha aggiunto il ministro .
“L’obiezione di coscienza è garantita al 100%: per rispettare l’applicazione è stato promosso un bando per 2 unità di personale su oltre 2.200 operatori del settore, in un servizio strettamente finalizzato a operare richieste di interruzione di gravidanza. Chi legittimamente è obiettore non ha partecipato a questo bando e potrà portare le sue professionalità in altri campi del servizio sanitario e dello stesso Dipartimento della salute della donna e del bambino”. Così il governatore del Lazio Zingaretti sul caso S.Camillo.
Zingaretti,assumendo non obiettori attuiamo bene 194 – “Dobbiamo affrontare il grande tema della attuazione vera della 194 nei modi tradizionali anche sperimentando forme molto innovative di tutela di una legge dello Stato che altrimenti verrebbe disattesa. Quindi è una sperimentazione, siamo i primi in Italia e penso che sia necessario garantire alle donne un diritto sancito dalla legge. Il bando per le assunzioni è concluso e tra qualche giorno entreranno in funzione”, ha affermato Zingaretti. Grazie alla formula sperimentata dalla Regione Lazio chi, assunto con questa modalità, opponesse l’obiezione di coscienza di fronte a un aborto potrebbe rischiare il licenziamento o la mobilità. Proprio perché “abbiamo messo e stiamo mettendo a posto la sanità – ha detto ancora Zingaretti – abbiamo aperto il capitolo degli investimenti sui consultori, una struttura socio-sanitaria che nei tempi del commissariamento era stata marginalizzata, quindi c’è una strategia di investimenti che tra pochi giorni presenteremo, con nuove assunzioni, investimenti per le ristrutturazioni, politiche di prevenzione”.

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Con un solo donatore cadavere sono stati trapiantati due adolescenti

Il primo trapianto di fegato con la tecnica ‘domino’ su due pazienti pediatrici in Italia, due adolescenti affetti da due patologie diverse, è stato realizzato dai medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Nel complesso intervento, spiega l’Ospedale, l’organo asportato al primo paziente, che aveva ricevuto una donazione da cadavere, è stato utilizzato per il secondo adolescente in lista d’attesa.
Un trapianto di fegato con tecnica ‘domino’ grazie alla quale, dunque, con un solo donatore cadavere sono stati trapiantati due pazienti. Grazie a questa metodica è stato possibile trasformare il primo ricevente in donatore, mettendo il suo fegato appena asportato a disposizione del secondo. I pazienti sono due adolescenti, affetti da due malattie diverse e da tempo inseriti nella lista di attesa per trapianto di fegato. Entrambi i trapiantati hanno superato positivamente il decorso postoperatorio e sono stati dimessi da alcuni giorni.