Medical News

A Roma il 29 gennaio, i disabili su una speciale carrozzella

Aiutare chi non può camminare a partecipare a una corsa speciale, favorendo il più possibile l’inclusione. Si cercano runner e in generale sostenitori per la corsa di Miguel, che si terrà a Roma il 29 gennaio, una delle corse più amate nella Capitale, dedicata a Miguel Benancio Sanchez, podista e poeta argentino vittima del regime militare nel 1978, appassionato di maratone. Servono per supportare persone disabili, con difficoltà a camminare, che così potranno partecipare all’evento e che devono essere ‘accompagnate’ con delle Joëlettes, carrozzelle da fuori strada a ruota unica che permettono a ogni persona a mobilità ridotta o in situazione di handicap di fare gite o corse, grazie all’aiuto di almeno due accompagnatori.
A lanciare la richiesta Sod Italia Onlus, associazione italiana displasia setto ottica e ipoplasia del nervo ottico. “È il terzo anno che portiamo alla corsa una bimba con una grave forma di disabilità, la prima volta pensavamo avesse paura.
Invece sorride e sembra divertirsi molto- spiega Laura Vitali, dell’associazione Sod Italia- il nostro desiderio è raccogliere fondi per poter comprare delle Joëlettes, che per il momento ci vengono fornite da un’altra onlus, ‘Il cammino possibile’. In generale, quindi, anche chi non vuole correre può sostenerci con delle donazioni o recandosi al nostro stand”. Chi vuole iscriversi come runner può trovare il riferimenti a cui rivolgersi sul sito dell’associazione (www.soditalia.it), oppure sulla pagina Facebook.

Medical News

Che correre facesse bene era già risaputo, ma che facesse gli stessi effetti della cannabis, causando benessere e dipendenza è la scoperta di un team di ricercatori di Oxford.

Il gruppo di ricerca guidato da Johannes Fuss, ha scoperto che, inducendo una corsa forsennata in alcuni topi, questi ultimi reagivano meglio allo stress e davano segni di benessere rispetto ai topi “pigri”.

Il tutto, secondo gli scienziati, è legato ad un effetto sul cervello simile a quello successivo al consumo di marijuana. La corsa attiverebbe gli stessi recettori dei cannabinoidi, alleviando il dolore e facendo sentire meglio la persona, esito che ha ripreso i risultati di precedenti ricerche per le quali l’effetto ‘anti-stress’ della corsa era causato dagli alti livelli di beta-endorfine e ad un meccanismo simile a quello della morfina.

Tuttavia, stando al nuovo studio, le endorfine sono troppo grandi per passare attraverso la barriera emato-encefalica e gli scienziati hanno sottolineato come sia più probabile che ad essere coinvolti siano i recettori dei cannabinoidi, cosa che, tra l’altro, già avviene per l’appetito o la sensazione del dolore.

Lo studio, pubblicato sulla rivista PNAS, concentra la sua attenzione su un’altra molecola presente nel sangue dei corridori, l’anandamide, una delle principali molecole prodotte dall’organismo che si legano agli stessi recettori dei neuroni e anche il principale principio attivo della cannabis. Sarebbe quest’ultima a dare quella sensazione di benessere e di euforia tipica dell’ebbrezza da cannabis.

La scoperta potrebbe avere delle implicazioni importanti nell’ambito della lotta all’ansia e allo stress. Sostanze simili alla cannabis, come l’anandamide, sono presenti in numerosi alimenti e sono facilmente sintetizzabili.