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Sono i pesci e non gli esseri umani i più abili atleti sul pianeta. A scoprire questa dura realtà, Jodie Rummer, dell’università australiana James Cook che, in uno studio pubblicato su Plos One.

Secondo il team australiano i pesci possiedono un meccanismo di distribuzione dell’ossigeno così efficiente che non ha eguali in natura ed è circa 50 volte migliore rispetto a quello attivo nell’uomo.

Il segreto è nell’emoglobina. “I pesci sfruttano un meccanismo molto efficace nel liberare l’ossigeno nei loro tessuti, fino a 50 volte più efficace che negli esseri umani”, ha spiegato Rummer. “Questo succede – ha aggiunto – perché l’emoglobina, la proteina nel sangue che trasporta l’ossigeno, è più sensibile rispetto a tutti gli altri animali alle variazioni di pH”.

Si tratta di un fattore determinante durante le situazioni di forte stress, come il dover fuggire da predatori, oppure quando si trovano in ambienti con poco ossigeno. In questi casi i pesci possono raddoppiare o triplicare l’invio di ossigeno ai tessuti.
Secondo i ricercatori questa capacità è il frutto di adattamento evolutivo e ha permesso ai pesci di vivere quasi in ogni condizione, ossia ambienti caldi o freddi oppure con alti o bassi livelli di ossigeno. “Questa caratteristica – ha aggiunto il ricercatore – potrebbe essere fondamentale per le grandi prestazioni atletiche di alcune specie, come la corsa su grandi distanze dei salmoni o i rapidi scatti dei tonni”

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Gli acidi grassi polinsaturi, meglio conosciuti come Omega 3 hanno avuto un’influenza decisiva sullo sviluppo della vita sulla Terra.

A dirlo è stato Claudio Galli, docente di farmacologia all’Università di Milano. L’occasione: un incontro promosso da Nutrition Foundation of Italy (NFI) aperto al pubblico, studenti e giornalisti, nell’ambito di Expo 2015 e dedicato alle tecnologie alimentari che preservano la sicurezza di pesce e carne e la salute dei consumatori.

“Nelle strategie della comparsa della vita sulla terra, gli Acidi Grassi Polinsaturi (AGP) a lunga catena della serie Omega 3 “hanno avuto – spiega Galli – un ruolo di primo piano, unico ed esclusivo. Hanno fatto la loro comparsa con la vita stessa nel mondo marino, prodotti da batteri e alghe, come componenti che permettevano il migliore adattamento alle condizioni ambientali”.

Gli Omega 3, negli ultimi anni, sono stati al centro di svariate ricerche sui loro effetti benefici nel metabolismo dei grassi e nel migliorare il decorso delle malattie cardiovascolare.

La principale fonte di Omega 3 in natura è rappresentata dai pesci, specialmente quelli che vivono nei mari freddi, come aringhe e salmoni. Meno in sgombri, tonno e merluzzo.