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Emergenza pediatrica, si tratta di un’iniziativa gratuita organizzata dal Consultorio di Arezzo e dal 118

Un corso sulla gestione delle emergenze neonatali e pediatriche dedicato ai genitori, che sono i primi a dover gestire certe situazioni, è quello che si svolgerà gratuitamente a Monte San Savino.
Il corso nasce con l’intento di insegnare ai genitori a gestire la crisi, ma soprattutto a mettere in atto, senza farsi prendere dal panico, le manovre salvavita, nell’attesa che arrivi il mezzo di soccorso.
Sono spesso le prime semplici manovre che realmente salvano i bambini. Manovre importanti quindi, che i genitori devono conoscere per evitare conseguenze talvolta irreparabili. L’emergenza pediatrica è sempre un momento di intenso coinvolgimento emotivo e per il familiare lo è ancora di più.
Il corso gratuito, si svolgerà il 18 ottobre prossimo dalle 16 alle 19 all’auditorium Palazzo Galletti. Tramite l’ausilio di manichini, gli infermieri del 118 spiegheranno e faranno provare le manovre di disostruzione da corpo estraneo sul lattante e sul bambino e le prime manovre di rianimazione cardio-polmonare.
Per accedere ai corsi è necessaria l’iscrizione chiamando il Consultorio di Arezzo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 12 al numero 0575/ 255829.

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Ad aprile una settimana di iniziative in Europa e nel mondo

Da difterite a pertosse, dalla polio al morbillo, i vaccini salvano ogni anno, nel mondo, tra i 2 e i 3 milioni di vite. Ma ancora troppi, quasi 20 milioni sono i bimbi non vi hanno accesso, soprattutto nei Paesi poveri. Estendendo anche a loro l’immunizzazione, ben 1,5 milioni di vite ogni anno potrebbero essere salvate.
Tuttavia, tra anziani vittime dell’influenza e boom di contagi da morbillo, anche l’Italia non può dirsi tranquilla. Per questo, con l’obiettivo di promuovere l’importanza delle vaccinazioni tra genitori, personale sanitario, politici e media, si svolgerà anche quest’anno ad aprile la Settimana Europea delle Vaccinazioni, iniziativa promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in concomitanza con la Settimana Mondiale (World Immunization Week 2017). Con lo slogan #VaccinesWork, l’edizione di quest’anno è in programma dal 24 al 30 aprile e rientra nel Global Vaccine Action Plan (GVAP) approvato da 194 Stati membri dell’Assemblea mondiale della sanità, che mira a evitare milioni di morti per malattie prevenibili entro il 2020. Oggi, infatti, ricorda l’Oms, nonostante i miglioramenti nei singoli Paesi e l’introduzione di nuovi vaccini, tutti gli obiettivi per l’eliminazione a livello mondiale di malattie come morbillo, rosolia e tetano, sono in ritardo. Ad esempio, i dati Oms relativi al 2015 mostrano che solo l’86% dei bambini nel mondo ha ricevuto 3 dosi di vaccino anti difterite-tetano-pertosse, mentre quello contro lo pneumococcocco, batterio che può provocare meningite, ha il 37% della copertura, laddove è stato introdotto. Contro la poliomelite, che può causare paralisi irreversibile, l’86% dei bambini è stato immunizzato, ma per l’Haemophilus influenzae B, che può causare meningiti, lo è solo il 64% dei nuovi nati. E per la rosolia, che se contratta in gravidanza può causare difetti congeniti al feto, la copertura è in media al 46%. Nella maggior parte dei casi il problema è economico e organizzativo. Il 60% dei 19,4 milioni di bimbi che non vengono vaccinati, infatti, risiede in soli 10 Stati: Angola, Congo, Etiopia, India, Indonesia, Iraq, Nigeria, Pakistan, Filippine e Ucraina. Ma anche nei Paesi con sistemi sanitari migliori, gli ultimi anni sono stati segnati da una progressiva disaffezione.
In Italia, se da un lato il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale ha introdotto nuovi vaccini gratuiti per diverse fasce di età (dall’antivaricella nei neonati all’antiHpv nei maschi adolescenti), dall’altro gli esperti continuano a mettere in guardia dalle conseguenze della cosiddetta ‘esitazione vaccinale’. E’ di pochi giorni fa l’allarme del Ministero della Salute per un incremento, nei primi mesi del 2017, del 230% dei casi di morbillo. Mentre a puntare l’attenzione sulle conseguenze della mancata vaccinazione antinfluenzale tra gli over 65 è stato l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), secondo il quale la mortalità tra gli anziani registrata nel passato inverno è stata del 15% maggiore rispetto al previsto e pari a circa 18mila decessi in più, causati dall’ampio numero di non vaccinati contro il virus.

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Immaginate un comodo braccialetto da polso con all’interno i vostri dati biomedici, numeri d’emergenza e tutte quelle informazioni che potrebbero salvarvi la vita. Stiamo parlando di Amyko, il braccialetto salva vita che attraverso la tecnologia cloud e quella NFC in uso nei bancomat e nei cellulari permetterà agli eventuali soccorritori di sapere tutto del loro paziente.

L’idea è venuta ad una star-up di Arenzano, la Wecare e sarà implementata attraverso il crowdfunding. Ma come funziona esattamente Amyko?

Il braccialetto, che sarà venduto per qualche decina di euro, memorizzerà in modo protetto le informazioni sulla propria condizione personale e sanitaria (anagrafica, fotografia, gruppo sanguigno, allergie, intolleranze, patologie mediche, dieta, condizione di salute, medico curante, contatti di emergenza etc). Si avvicina il braccialetto a uno smart phone o a un tablet dotato di tecnologia NFC (near field communication) – la stessa usata per il bancomat e attivabile tra le impostazioni di connessione – e viene visualizzato il profilo dati completo e i contatti dei familiari per gestire la situazione. L’utente puo scegliere quali informazioni rendere pubbliche e a chi (la maestra, il coniuge, il medico, la baby sitter, un amico), nel massimo rispetto della privacy, e può aggiornarle nel tempo via mobile o pc. Il braccialetto in caso di emergenza può anche inviare un messaggio in automatico a un familiare come evoluzione 2.0 del servizio di “telesalvalavita”, e includere la geolocalizzazione.

“Ho sempre desiderato progettare uno strumento che potesse aiutare le persone in quelle occasioni di emergenza in cui non si conoscono le necessità mediche dell’infortunato o si fa fatica a contattare i parenti, perchè il cellulare, quando è vicino, è bloccato o i numeri non sono salvati correttamente – spiega Filippo Scorza, uno dei fondatori di Wecare, insieme a Riccardo Zanini  – Con Amyko possiamo avere tutte queste informazioni in ogni istante, in tempo reale, in ogni Paese. Mi piace immaginarlo al polso dei nostri figli quando vanno in gita scolastica o quando sono lontani dal nucleo familiare.” Prosegue Riccardo Zanini: “In 15 anni di carriera nel business ho sempre voluto mettere al primo posto la ricaduta sociale dei prodotti che avrei voluto sviluppare/inventare. Con Amyko, siamo riusciti a creare un prodotto di utilità praticamente infinita nella quotidianità, indistruttibile, che non ha bisogno di nessuna manutenzione e che soprattutto avrà un prezzo accessibile veramente a chiunque. E lo abbiamo fatto in Italia e questo ci riempie di orgoglio e di entusiasmo”.