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Tra premiati organizzazione Emergency ma anche cittadini

Dieci medaglie d’oro e diciassette d’argento al merito della sanità pubblica: sono state consegnate oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal ministro per la Salute, Beatrice Lorenzin, a professionisti della salute, esponenti del mondo accademico, corpi dello stato, associazioni ma anche semplici cittadini distintisi nell’ambito della sanità. Tra i premiati con la medaglia d’oro il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, l’organizzazione Emergency, ma anche, con una medaglia alla memoria, la dottoressa Eleonora Cantamessa, ginecologa bergamasca uccisa da un’auto di un connazionale di un indiano al quale stava prestando soccorso, e la dottoressa Paola Labriola, psichiatra di Bari uccisa con più di cinquanta coltellate nell’esercizio della sua attività professionale da un suo paziente. Premiati anche cittadini che si sono distinti come Domenico Sforza, collaboratore al Comune di Barletta, che ha contribuito alla realizzazione del progetto ‘Scuole sicure’ che ha portato dieci defibrillatori a diverse scuole della città prevedendo la formazione del personale scolastico. Una medaglia d’argento è stata poi consegnata anche al direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale di Palermo, Antonino Candela, che è stato autore di varie denunce alla Procura contro attività di corruzione, con rischio della sua incolumità della persona.
Sono stati premiati con la medaglia d’oro anche l’associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino onlus; Nicola di Daniele, direttore del Dipartimento assistenziale di Medicina del Policlinico Universitario di Roma Tor Vergata; Eugenio Gaudio, Ordinario di Anatomia Umana e Clinica e Magnifico Rettore dell’Università La Sapienza di Roma; Gian Luigi Gessa, psichiatra e farmacologo; Giovanni Monteleone, professore ordinario in gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Tor Vergata; Giovanni Simonetti, Professore Emerito Honoris Causa Università di Tor Vergata e attualmente Direttore Scientifico Nuovo Policlinico Casilino. Medaglia d’argento alla memoria è stata assegnata a Roberto Lala, medico patologo. Medaglia d’argento anche per l’Associazione italiana trapiantati di fegato onlus e l’Associazione famiglie neurologia pediatrica onlus. Premiati inoltre Loreto Buccola, luogotenente in servizio presso i Nas di Torino; Guido Damiani, medico chirurgo specializzato in ginecologia; Paola Grammatico, direttore dell’Unità Operativa Complessa del Laboratorio di Genetica Medica dell’Università La Sapienza di Roma – Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini; Alessandro Nisii, direttore dell’Unità Operativa complessa di Chirurgia Maxillo – Facciale presso l’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma; Andrea Niutta, direttore del Dipartimento di Chirurgia e Direttore dell’Unità operativa complessa di oculistica e day surgery multidisciplinare dell’ASL Roma 3; Enrico Santilli, specialista diabetologo molto attivo nel campo sociale e del volontariato; Nicola Sebastiani, vice Ispettore Generale della Sanità Militare; Michele Spitaleri, sottufficiale addetto alla stazione carabinieri di Arenzano; Edoardo Stoppa, conduttore televisivo definito “fratello degli animali”; Antonio Ventre, protagonista nel campo della sanità pubblica; Raimondo Villano, farmacistA; Vincenzo Vinicola, reumatologo.

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ROMA – Costano oltre 13 miliardi al bilancio del Sistema sanitario nazionale i troppi e, a volte, inutili esami clinici e diagnostici degli italiani. Bisogna correre al riparo e secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sono in arrivo protocolli e norme per impedire gli eccessi e recuperare risorse finanziarie preziose per la sanità pubblica.
“Gli esami inutili legati alla medicina difensiva – ha avvertito il ministro partecipando ad un forum all’Ansa – costano all’Italia 13 mld l’anno, altro che manovre finanziarie. Per questo, il ministero sta lavorando a protocolli stringenti per le direzioni generali che evitino gli sprechi, a partire dagli esami che si fanno in gravidanza”.
Basta moltiplicare i costi degli esami in eccesso per le donne in gravidanza ogni anno, che sono oltre 500mila, per avere un’idea delle risorse recuperabili.
Non si abbonda ingiustificatamente solo nelle prescrizioni di ecografie e analisi, perché anche i periodi di degenza sono in vari casi eccessivi: ”Due-tre giorni in più nella degenza valgono miliardi”, ha avvertito Lorenzin. In un periodo già caratterizzato da notevoli tagli, lo spazio per recuperare risorse c’è e senza ‘danneggiare’ i cittadini: “Lavorerò – ha aggiunto – per applicare il Patto per la Salute non incidendo sulle leve che pesano sui cittadini ma lavorando con forza sulla massa di inappropriatezze”. Si punta a risparmiare anche su centrali d’acquisto e parte delle risorse energetiche. Lorenzin ha quindi confermato che entro giugno arriveranno pure i nuovi Livelli essenziali di assistenza. Il lavoro per i nuovi ticket, ha spiegato, sarà invece più lungo, perchè ”è in campo una riforma del fisco alla quale dobbiamo agganciarci”. Lorenzin ha poi avvertito che il problema complessivo è anche quello di una buona governance proponendo un provvedimento per la riforma della selezione della dirigenza. Poi l’analisi di una altra emergenza: nel 2050 in Italia ”non nasceranno più figli” ed è urgente, ha rilevato il ministro, mettere sul tavolo ”’politiche attive”, ricordando che il 18 marzo arriveranno i risultati del tavolo sulla fertilità sulla cui base elaborare iniziative.
Sugli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) il ministro non vuole alcuna deroga “e chi non ha rispettato i tempi se ne assumerà la responsabilità. Si potrà arrivare anche al commissariamento”. Quanto alle tecniche di fecondazione eterologa, ribadito il ‘no’ all’ipotesi di pagamento delle donatrici.

12 Marzo 2015