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Saranno garantite le prestazioni essenziali, mentre i servizi programmabili potranno subire riduzioni conseguenti all’adesione allo sciopero

L’Associazione sindacale USB Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero nazionale di 24 ore del personale di aziende, cooperative sociali e società operanti nei settori socio-sanitari-assistenziali-educativi, della formazione e dell’inserimento lavorativo privato o in appalto, concessione, accreditamento per conto di Enti pubblici e privati, per la giornata del 14 dicembre 2018. Lo sciopero, potenzialmente, coinvolge tutto il personale di cooperative e aziende che forniscono servizi di tipo alberghiero (pulizia, ristorazione, lavanolo) e prestazioni socio-assistenziali. Come prevedono le norme vigenti, tutte le prestazioni essenziali saranno comunque garantite sull’intero territorio provinciale, mentre i servizi programmabili potranno subire ritardi conseguenti all’adesione allo sciopero.

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Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Bologna, lo sciopero interessa gli operatori dell’area comparto (infermieri, operatori socio sanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi) e della dirigenza medica, area sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.
L’Azienda USL di Bologna assicura i livelli minimi di attività previsti dall’accordo sindacale in caso di sciopero, in linea con le disposizioni normative di riferimento.
In particolare, oltre all’assistenza di base e alle urgenze, negli Ospedali dell’Azienda Usl di Bologna sono garantite le seguenti attività individuate per aree:
– Emergenza 118, Centrale Operativa 118, Pronto Soccorso, trasporti sanitari assistiti
– Terapie Intensive, Rianimazione e attività di Emodinamica
– Salute Mentale, urgenze psichiatriche nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura, Trattamento Sanitario Obbligatorio, REMS, Cento di Salute Mentale
– Dialisi, garantiti i trattamenti di emodialisi in tutti i centri Dialisi Ausl
– Ostetricia – Ginecologica e Assistenza Pediatrica (accettazione urgenze ostetrico-ginecologiche, sala travaglio parto, terapia intensiva neonatale, pronto soccorso pediatrico)
– Blocchi operatori- Endoscopie, garantite in via prioritaria le prestazioni collegate alle urgenze – emergenze
– Diagnostica per immagini, assicurate indagini diagnostiche che presentano un carattere di urgenza. Garantite, inoltre, le indagini correlate a percorsi terapeutici oncologici
– Riabilitazione Ospedaliera, Fisioterapia e Logopedia presso Ospedale Maggiore, Fisioterapia presso Corte Roncati e Ospedale Bellaria, Fisioterapia e Terapia Occupazionale presso Casa dei Risvegli
– Day Service Ambulatoriale Area Oncologica, assicurati trattamenti chemioterapici
– Laboratorio Unico Metropolitano, Anatomia Patologica, Servizio Trasfusionale, Casa del Donatore
– ISNB (IRCSS), assicurata l’assistenza sanitaria di base in tutte le aree di degenza ordinaria, l’attività di urgenza dei laboratori di neuro fisiopatologia
– Neuroradiologia ISNB, assicurati interventi di diagnostica neuro radiologica nelle urgenze non differibili
– Punti prelievo Ospedalieri e Territoriali. Esecuzione prelievi TAO, urgenze indifferibili (entro 24 ore), controlli terapie, percorsi nascita
– Assistenza Domiciliare, Esecuzione prelievi, TAO, urgenze indifferibili (entro 24 ore), controlli terapie. Attività terapeutiche ed urgenze non procrastinabili
– Servizi Dipendenze Patologiche (SERT), garantita la continuità assistenziale nella distribuzione di metadone
– Sanità Pubblica, garantiti gli interventi e le attività nei casi di urgenza nei servizi di Igiene Pubblica e degli alimenti, Tutela ambienti di lavoro, Veterinario, Funzione Clinico Assistenziale

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Saranno garantiti i servizi minimi essenziali, mentre le attività programmabili potranno subire riduzioni conseguenti all’adesione allo sciopero

Si informa che per i giorni 12 e 13 aprile 2018 le Organizzazioni sindacali Nursind, Nursing Up e UGL Sanità hanno proclamato uno sciopero nazionale di 48 ore, del personale del comparto del Servizio Sanitario Nazionale.

Lo sciopero, potenzialmente, coinvolge tutto il personale del comparto del Servizio Sanitario Nazionale.


Come prevedono le norme vigenti saranno garantiti i servizi minimi essenziali e in particolare le urgenze, mentre le attività programmabili potranno subire riduzioni conseguenti all’adesione agli scioperi.

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Arezzo – E’ proclamato per venerdì prossimo 23 marzo lo sciopero nazionale di due ore da parte dell’associazione sindacale FSI-USAE. Lo sciopero riguarda il personale del comparto del Servizio sanitario nazionale e sarà attuato all’inizio di ogni turno.
La Asl Toscana sud est si scusa per gli eventuali disagi, precisando che saranno comunque garantiti i servizi essenziali, di emergenza-urgenza.

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Le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria prendono atto dell’avvio del confronto all’Aran per il rinnovo del contratto di lavoro 2016-2018 che oggi ha ufficialmente tagliato i nastri di partenza.
Il calendario dei prossimi incontri, ravvicinati nel tempo a partire dalla convocazione per il prossimo 1 marzo, e la dichiarata disponibilità dell’Aran a proseguire un percorso da condividere, ci inducono a raffreddare per il momento la vertenza che ci ha visti impegnati per un intero anno fino ad oggi.
In attesa di risposte precise e responsabili alle domande poste oggi, auspichiamo una stagione costruttiva finalizzata a recuperare quanto è stato perso in termini di retribuzioni stipendiali e condizioni di lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari, oggi peggiorate al punto da costituire un fattore limitante per l’accesso alle cure per i cittadini.
Nel contempo le Organizzazioni Sindacali chiedono alle Regioni di fare la loro parte in merito a contenuti e tempi della contrattazione.
A fronte di queste considerazioni, le Organizzazioni Sindacali sospendono la giornata di sciopero nazionale indetta per il 23 febbraio, mantenendo comunque lo stato di agitazione e riservandosi, già a seguito dell’incontro del 1 marzo, di fissare una nuova data nel caso in cui tempi e contenuti della trattativa fossero insoddisfacenti.

Il comunicato è firmato da: ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA

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È stato proclamato uno sciopero generale nazionale del servizio sanitario per l’intera giornata di venerdì 23 febbraio 2018 indetto per il personale della dirigenza dalle organizzazioni sindacali Anaao-Assomed, Cimo-Aaroi-Emac, Fp-Cgil Medici e Dirigenti SSN, FVM Federazione Veterinari e Medici, Fassid (Aipac – Aupi – Simet – Sinafo – Snr), Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Coordinamento Nazionale delle Aree Contrattuali Medica e Veterinaria e Uil-Fpl, mentre per il personale del comparto è stato indetto da Usb Pubblico Impiego Sanità, Cobas Pubblico Impiego, Sindacato Human Caring Shc-Sanità, Nursing Up, Nursind e Cub-Sanità.

L’Azienda si scusa anticipatamente con i propri utenti per eventuali disagi nell’erogazione dei servizi sanitari (esami, ambulatori ecc) e amministrativi(prenotazione esami, Libera Professione ecc) che si dovessero manifestare a livello sia territoriale che ospedaliero. 

Come previsto dalla normativa vigente, saranno comunque garantiti tutti i servizi minimi essenziali previsti per il settore della Sanità e, per quanto riguarda le attività connesse all’assistenza diretta ai degenti, sarà data priorità alle emergenze e alla cura dei malati più gravi e non dimissibili.

A tal proposito ricordiamo che i “servizi minimi essenziali” comprendono:


– il Pronto Soccorso e servizi afferenti legati a problematiche non-differibili della salute dei cittadini ricoverati (turni dei reparti) e non.
Di conseguenza anche il personale tecnico per la preparazione dei pasti e degli altri servizi di base;

– servizi di assistenza domiciliare;

- attività di prevenzione urgente (alimenti, bevande, etc..);

– vigilanza veterinaria;

– attività di protezione civile;

- attività connesse funzionalità centrali termoidrauliche e impianti tecnologici;

– vari.

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Sempre meno pediatri e pronto soccorsi ogni anno più intasati. È questo il doppio allarme lanciato da uno studio della Fondazione Poliambulanza di Brescia e dall’associazione nazionale della medicina di Urgenza pediatrica. “Mancano i pediatri e soprattutto quelli specializzati in neonatologia”, racconta la dottoressa Elena Conti, presidente della Fondazione. Secondo la ricerca, in Italia ci sono circa 4,5 milioni di bambini e 13mila pediatri. In futuro saranno ancora meno: entro il 2020 i pediatri ospedalieri diminuiranno del 40%. Da qui l’idea di Dr. Care, la prima app in Italia che mette in contatto genitori e pediatri tramite una piattaforma di messaggistica per garantire un’assistenza continua e 24 ore su 24.
Lanciata a maggio 2017, la soluzione conta già diverse migliaia di iscritti e venticinque pediatri selezionati distribuiti tra Milano, Roma, Bologna, Napoli e Catania.
Il picco di richieste proprio durante lo sciopero dei medici il 12 dicembre scorso. Un 20% in più di mamme e papà hanno contattato la piattaforma in cerca di aiuto e il team si sta già preparando al prossimo sciopero dei medici annunciato per l’8-9 febbraio 2018.
“L’idea è nata quando i miei amici hanno cominciato ad avere bambini”, racconta Giorgio Fiorentino, 28 anni e uno dei fondatori di dr. care.
“Vedevo mamme e papà alle prese con una nuova vita e con tantissimi dubbi, ma anche la difficoltà di raggiungere il pediatra di riferimento in orario non lavorativo”, evidenzia Matteo Bianchini, 29 anni, un altro dei founder.
Qui l’altro grande problema del sistema sanitario pediatrico: meno pediatri sul territorio significa più genitori in pronto soccorso. E i dati lo confermano. Un rapporto pubblicato nel 2014 ha mostrato come il 57% circa degli accessi in pronto soccorso di bambini in età pediatrica è inappropriato. Lo studio, condotto nella regione Veneto, si riferisce a 134.358 visite al pronto soccorso tra il 2012 e il 2013. Il team di dr. care offre uno strumento a tutti quei genitori che, presi da un dubbio sulla salute dei propri figli, si recano in pronto soccorso quando spesso potrebbero risolvere i problemi con un semplice click.
Ad aiutare la startup nell’impresa ci sono pediatri noti in Italia come il dottor Alberto Ferrando, presidente dell’associazione pediatrica ligure; l’ex primario dell’ospedale di Sapri, in Campania, dottor Ippolito Pierucci; la dottoressa Francesca Ferrante pediatra e consulente per l’allattamento di Milano; la dottoressa Lisa Drigo, pediatra di famiglia con oltre vent’anni di esperienza e di stanza in provincia di Treviso. Advisor scientifico del team è il dottor Piercalo Salari.

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Oggi lo sciopero nazionale dei medici e si prevedono la sospensione di “40.000 interventi chirurgici, di centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche, il blocco di tutta l’attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti”. Un effetto valanga su cui punta molto il maggiore dei sindacati dei medici dirigenti, l’Anaao Assomed, che sottolinea come “la sanità chiude un giorno per non chiudere per sempre”.
“Cresce il divario tra chi può curarsi pagando e chi no. Ormai si declina il diritto alla salute in base alla residenza e la distanza tra Bolzano e Napoli si può esprimere in 700 km o in 4 anni di aspettativa di vita. E’ la situazione – afferma il sindacato in una nota – che la legge di bilancio 2018 nemmeno prende in considerazione”. Oggi, rileva l’Anaao, “è chiamato allo sciopero chi vive da anni una condizione lavorativa caratterizzata da mancato rispetto delle pause e dei riposi, milioni di ore di lavoro non retribuite e non recuperabili, ferie non godute, turni notturni ad una età alla quale tutte le categorie, pubbliche e private, sono esonerate, reperibilità oltre il dettato contrattuale su più ospedali contemporaneamente, aumento dei carichi di lavoro festivi e notturni, progressioni di carriere rarefatte, livelli retributivi inchiodati al 2010 con perdite calcolate fino ai 50.000 euro per i giovani ed i livelli apicali. Una stangata senza eguali”. E “contemporaneamente, un’intera generazione di giovani è relegata dopo 11-12 anni di formazione in contratti di lavoro precari ed atipici. Nonostante ciò dopo 8 anni di blocco non si sente ancora il segnale di inizio per la discussione del Contratto di lavoro”. Oggi per l’Anaao, “è l’occasione per i Medici e Dirigenti sanitari per una civile protesta, per chiedere al Governo una inversione di rotta che riporti la sanità pubblica nella agenda della politica nazionale, per la salute dei cittadini, con la legge di bilancio e con il Contratto”. Intanto si registra una dichiarazione del ministro della salute Lorenzin che si dichiara “Assolutamente a fianco dei medici italiani” . In tale questione, ha aggiunto il ministro, “ci sono due problemi: uno è quello dello sblocco del turnover che credo abbiamo seriamente contribuito a risolvere. Con i piani ospedalieri presentati dalle Regioni – aggiunge – abbiamo dato il via a migliaia di assunzioni nuove. Ovviamente le Regioni ora devono fare i concorsi, devono farli in tempi brevi perché altrimenti questo lavoro rischia di appesantire e di rallentare. Poi c’è tutto il tema del rinnovo del contratto che non è un tema che gestisce il ministero della Salute ma io spero che riusciremo comunque a dare una mano per sostenere la buona causa dei medici ospedalieri in primis”.

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Palermo – Martedì 12 dicembre tutta Italia sarà unita a sostegno delle categorie professionali mediche. Tutte le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria hanno indetto uno sciopero nazionale di 24 ore a sostegno della vertenza/trattativa sul rinnovo del Contratto nazionale. In Sicilia è stato organizzato un SIT IN che si terrà dalle ore 10.00 in Piazza Ottavio Ziino, di fronte la sede dell’assessorato regionale alla Salute.
Molte e profonde le motivazioni che testimoniano il grave malessere della categoria. Il 12 dicembre – si legge in un comunicato – si lotta per sostenere il Diritto dei cittadini italiani ad essere curati e per il diritto dei medici ad assicurare le cure migliori; per una civile e forte difesa della Professione, come riconoscimento della sua autonomia, dei livelli retributivi e del ruolo di tutela per i cittadini; per la fine del PRECARIATO in tutti i settori della Sanità Pubblica, per la creazione di nuova occupazione e per l’aumento dei contratti di FORMAZIONE SPECIALISTICA per i giovani laureati; si manifesta anche contro il progressivo e costante DEFINANZIAMENTO del Servizio Sanitario Nazionale, figlio di una politica governativa miope e inconcludente.
“A livello regionale – spiega Pietro Pata, segr. reg.le Anaao Sicilia – alle motivazioni nazionali, si aggiungono problemi peculiari”.
Tanto che le organizzazioni sindacali della dirigenza medica hanno formalmente avanzato al neo assessore regionale Ruggero Razza, un incontro urgente per affrontare i tempi più caldi: Rielaborazione della Rete ospedaliera che necessita di urgente revisione; una completa, omogenea e razionale definizione delle procedure di reclutamento del personale e stabilizzazione di tutti i dirigenti precari; percorso condiviso per la definizione delle piante organiche negli ospedali e nel territorio; rapporto tra Università e servizio sanitario della Regione Sicilia. L’ANAAO-ASSOMED regione Sicilia chiede a tutti i medici dirigenti la massima adesione alla giornata di sciopero e alla manifestazione di Palermo perché il momento politico e sindacale è veramente difficile e in presenza di adesioni non sufficienti, il rischio è la sconfitta per tutta la PROFESSIONE.

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La Direzione Generale dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) della Valtellina e dell’Alto Lario comunica che per l’intera giornata del 27 ottobre 2017 è stato proclamato dalle Associazioni Sindacali CUB (Confederazione Unitaria di Base), SGB (Sindacato Generale di Base), SICOBAS (Sindacato Intercategoriale Cobas), USI-AIT (Unione Sindacale Italiana) e SLAI-COBAS (Sindacato Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale) lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati (settori pubblici e privati/trasporto ferroviario) Saranno comunque garantiti i servizi di assistenza sanitaria d’urgenza ed ordinaria solo rispetto ai pazienti ricoverati. Tutta l’attività programmata di specialistica ambulatoriale prenotata non è garantita ma è strettamente in correlazione all’adesione allo sciopero. Come prevedono le norme vigenti saranno garantiti i servizi minimi essenziali e in particolare le urgenze, mentre le attività programmabili potranno subire riduzioni conseguenti all’adesione allo sciopero.