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Causano pure diabete, pressione e colesterolo alti

Scoperto un gruppo di geni che predispone un individuo a presentare la forma del corpo ‘a mela’, col grasso in eccesso accumulato tutto sulla pancia.
Inoltre si è scoperto che, contemporaneamente, questi geni predispongono a diabete, colesterolo alto, ipertensione e quindi malattie cardiovascolari.
Lo studio è stato condotto da Sekar Kathiresan del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School di Boston e i risultati pubblicati sulla rivista Jama.
Già in passato si era osservata una relazione tra distribuzione del grasso sul corpo (pancia, fianchi, bacino, gambe) e rischio cardiovascolare, ma ad oggi mancava una prova certa dell’esistenza di un meccanismo di causa ed effetto, nonché i ‘diretti colpevoli’ in atto.
Gli esperti hanno usato un database genetico e cellulare di oltre 400 mila individui e visto che vi sono dei geni che predispongono alla forma a mela, quindi all’accumulo del grasso tutto sulla fascia addominale.
Di seguito i ricercatori hanno osservato che sono questi stessi geni a predisporre tali individui a rischio cardiovascolare (colesterolo alto, ipertensione, diabete).
Studiando più a fondo questi geni si potrà non solo trovare il bersaglio farmacologico contro la distribuzione addominale del grasso, ma anche un modo per prevenire tutte le gravi malattie associate.

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A fare da spia è stata l’intelligenza artificiale

Scoperti i segreti usati dal cervello per riconoscere i volti umani: a fare da ‘spia’ è stato un programma di intelligenza artificiale sviluppato sotto la guida di Tomaso Poggio, dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit), e con la collaborazione di Fabio Anselmi, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). 
Pubblicato sulla rivista Current Biology, lo studii mostra come possano emergere nuove proprietà non programmate inizialmente, facendo così luce sui meccanismi interni del cervello umano.
Nonostante i grandi progressi fatti in questi anni nello sviluppo di software inspirati al nostro cervello e capaci di riconoscere volti o oggetti presenti nelle foto, ben poco si sa con certezza sui veri meccanismi cerebrali. Ma sviluppando un programma di intelligenza artificiale, basato sul cosiddetto modello delle reti neurali, i ricercatori sono arrivati adesso a un’importante traguardo che fa luce sul funzionamento del cervello.
Mettendo al lavoro il software sul riconoscimento dei volti i ricercatori hanno infatti scoperto che il programma aveva sviluppato alcuni passaggi non previsti dai programmatori ma utili al raggiungimento dell’obiettivo. Una proprietà emersa in modo spontaneo e che potrebbe essere il frutto di un meccanismo interno esistente anche nel cervello umano e alla base dell’intelligenza. Anche se la scoperta non dimostra in modo diretto cosa avviene davvero nel cervello “credo che sia una forte evidenza che ci troviamo sulla strada giusta”, ha detto Poggio.