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L’uomo è in buone condizioni. Scattata la profilassi per i contatti più stretti
 
AREZZO – E’ in buone condizioni l’uomo ricoverato in Malattie Infettive al San Donato di Arezzo per una forma di sepsi da meningococco C.
Ieri il 57enne, residente in Valdarno, aveva manifestato febbre e segni sulle gambe. Portato dal 118 in ospedale, gli accertamenti clinici hanno confermato la diagnosi. Si tratta del ceppo C, diverso da quello che ha colpito nei giorni scorsi la 21enne valdarnese poi deceduta.
Il Dipartimento della Prevenzione della Asl Toscana sud est si sta occupando della profilassi sui contatti più stretti dell’uomo.
L’Azienda ricorda che la vaccinazione contro il meningococco C è fortemente raccomandata e offerta gratuitamente a tutti i bambini e ragazzi fino al compimento dei 20 anni, oltre che ai soggetti a rischio per patologia. E’ stata inoltre prorogata fino al 30 giugno 2019 la campagna straordinaria della Regione Toscana che estende la gratuità fino al compimento dei 45 anni.

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L’Ospedale S.M. Goretti di Latina ha aderito alla campagna annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla promozione della corretta igiene delle mani

La UOC Rischio Clinico, la Direzione Medica di Presidio, l’Unità Operativa di Malattie Infettive, la UOC Farmacia e la Cattedra di Scienze Infermieristiche ha organizzato l’evento “It’s in your hands”: Prevenire la sepsi che si è tenuto nella mattina di sabato 5 maggio 2018 presso l’ingresso dell’Ospedale SM Goretti.

Il lavaggio delle mani rappresenta secondo l’OMS, la misura più importante per prevenire la diffusione delle infezioni, in particolare delle infezioni ospedaliere. Tra queste il quadro clinico più temibile è rappresentato dalla sepsi, la disseminazione dei batteri nel sangue, che può condurre allo shock settico ed alla morte.

La sepsi colpisce ogni anno 30 milioni di persone al mondo causandone la morte in sei milioni di casi.

Il lavaggio delle mani in ambiente sanitario è un pilastro della prevenzione della sepsi, in quanto evita il passaggio dei batteri presenti sulla pelle nel sangue.

Nel corso della giornata, nell’ingresso dell’Ospedale Goretti si sono svolti vari eventi formativi come lezioni frontali teoriche, proiezione di video, dimostrazioni dirette di corretta procedura del lavaggio mani in particolare con l’uso della soluzione alcolica. Operatori e visitatori dell’ospedale sono stati direttamente coinvolti dai volontari partecipanti all’evento con consegna di materiale informativo e distribuzione di campioni di soluzione idroalcolica tascabile.

Il connubio lavaggio mani-prevenzione della sepsi è stato il tema dominante della giornata ed il “take home message” che gli organizzatori dell’evento hanno avuto l’ambizione di diffondere.

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Ha un’incidenza maggiore dell’ infarto, con 60mila morti ogni anno solo in Italia ed un tasso del 40-60% di mortalità ospedaliera nelle forme più gravi: è la Sepsi – una grave forma di infezione caratterizzata da un’abnorme risposta infiammatoria messa in atto dall’organismo – di cui domani si celebra la Giornata Mondiale, con l’obiettivo di far conoscere questa patologia molto pericolosa e tuttavia ancora poco nota.

1)E’ Pericolosa? In Europa si verificano circa 400 casi di sepsi su 100.000 abitanti ogni anno, un’incidenza che supera quella dell’infarto del miocardio e dei tumori. In Italia si stima che ci siano 60.000 morti all’anno per sepsi.

2)Chi mi può aiutare? Il tuo medico di famiglia potrà essere il primo che individua una possibile infezione ed inizia il trattamento. Molto spesso fattori predisponenti del paziente, quali età avanzata, utilizzo di terapie immunosoppressive, presenza di malattie croniche, fanno sì che la terapia di prima linea non sia sufficiente e si renda necessario l’accesso in ospedale per un ricovero.

3)Come faccio ad accorgermene? È necessario chiamare il medico o recarsi in pronto soccorso in caso di: febbre alta (oltre 38,5 gradi che non passa per 24-48 ore nonostante gli antifebbrili) soprattutto se accompagnata da fatica a respirare, malessere e ipotensione con svenimenti; riduzione consistente della diuresi per 24-48 ore; stato di coscienza alterato; gonfiore alle gambe o alle braccia; comparsa di petecchie. Nei bambini sono ulteriori importanti campanelli di allarme il vomito, il mal di testa e la sonnolenza.

4)Come faccio a curarmi? Se l’infezione è localizzata, il trattamento a domicilio con antibiotici può essere sufficiente. Nei casi più gravi, è necessario il ricovero in ospedale, talvolta in terapia intensiva per un trattamento rianimatorio delle funzioni vitali che vengono messe in crisi dalla sepsi.L’esperienza degli ultimi 10 anni ha dimostrato che l’applicazione adeguata nel tempo e nei modi dei trattamenti riduce significativamente la probabilità di morte per sepsi.

5)Come posso prevenirla? La prevenzione delle infezioni è uno dei modi migliori per prevenire la sepsi. Un ruolo fondamentale lo ricopre l’igiene delle mani. Lavarsi accuratamente le mani è il singolo fattore più importante nel ridurre il rischio di sepsi in strutture sanitarie e nella comunità. Almeno il 20% dei casi di sepsi contratte nelle strutture sanitarie sono prevenibili attraverso il rigoroso rispetto delle norme igieniche.

6)Quali sono le cause? La diffusione dei germi responsabili è ubiquitaria, dalla comunità fino agli ospedali dove i germi continuamente sottoposti ai trattamenti antimicrobici sviluppano sempre maggiori meccanismi di resistenza, risultando quindi più difficili da trattare e debellare.

7)Chi sono i responsabili della sepsi? La sepsi è causata per lo più da batteri, ma anche da virus o funghi o protozoi.

8)Le vaccinazioni sono utili? Vaccinare i bambini protegge i loro nonni. La vaccinazione dei bambini conduce a un meccanismo più grande conosciuto come “immunità di gregge”, interrompendo catene di infezione e conseguente minor numero di malattie.

9)Gli antibiotici fanno male? No, l’antibiotico cura l’infezione. Tuttavia, l’uso indiscriminato di antibiotici deve essere fermato, perché la loro eccessiva somministrazione negli ultimi anni ha portato ad un drastico aumento della presenza di batteri resistenti.

10)Perchè non ne ho mai sentito parlare prima? È un gigante ancora poco noto. Anche in ambito sanitario la sepsi è un nemico spesso sottostimato e contro il quale si utilizzano frequentemente risorse diagnostiche e terapeutiche insufficienti nei tempi e nei modi.