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E’ attivo nel periodo luglio – novembre 2018 il servizio di reperibilità micologica che attraverso il Servizio Micologico garantirà un’attività di supporto agli ospedali dei territori delle tre Aziende Sanitarie (ASL NO, ASL VC, ASL VCO) in caso di intossicazioni da funghi.
L’Azienda Sanitaria Locale VCO con atto del 6 luglio scorso ha approvato la convenzione con l’ASL di Novara e l’ASL di Vercelli per l’istituzione del servizio di reperibilità micologica per il periodo 1 luglio – 30 novembre 2018.
Capofila dell’attività micologica è il Responsabile del Servizio di Micologia del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) dell’Azienda, Paolo Ferrari; Responsabile dell’Ispettorato Micologico dell’ASL NO è il Direttore del SIAN Silvana Pitrolo, mentre per l’ASL VC è il micologo Paolo Chiapatti.
I Micologi dipendenti dei Dipartimenti di Prevenzione delle tre ASL, formati in micologia attraverso corsi regionali e di provata esperienza sul campo [2 per l’ASL VCO, 1 per l’ASL di Novara e 1 per l’ASL di Vercelli], assicureranno il servizio di reperibilità micologica di supporto agli ospedali del territorio delle tre ASL in caso di intossicazione da funghi.
Gli interventi saranno attivati dai DEA/Pronto Soccorso ospedalieri coinvolti e dal 112 su chiamata: dalle 16.00 alle 8.00 di ogni giorno feriale e dalle 8.00 alle 8.00 del giorno successivo per i festivi e il sabato.

Nei giorni lavorativi, all’interno dell’orario di servizio, nel caso di emergenza o per consulenza intervengono i Micologi dell’Ispettorato Micologico dei singoli SIAN:
ASL NO contattando i numeri (Centralino): 0322 8481; 0322 5161; 0321 374111
ASL VCO contattando i numeri: Domodossola 0324 491683 / 491677 – Omegna 0323 868020 / 868040 – Verbania 0323 541441
ASL VC contattando il numero 0161 593026

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Il Servizio di assistenza protesica dell’ASL Città di Torino nella parte sud della città, è al centro di una mozione approvata oggi in Consiglio comunale, su proposta di Maria Grazia Grippo e altri consiglieri e consigliere del Partito Democratico. Il provvedimento è stato votato all’unanimità da parte dei presenti in aula.
Il documento impegna la sindaca e l’esecutivo di Palazzo Civico a promuovere, nell’ambito della Conferenza Sanitaria e Socio Sanitaria dei Presidenti di Circoscrizione, sia una riconsiderazione del Servizio protesi – da parte dell’ASL Città di Torino – che tenga conto della sua effettiva accessibilità e fruibilità da parte dei cittadini, sia il confronto attivo tra la stessa ASL e le associazioni rappresentanti le persone con disabilità.
Infine, la mozione invita l’Amministrazione comunale a promuovere la sperimentazione delle “Case della salute” come strutture in grado di farsi carico anche dei servizi protesici, che si occupano di garantire la fornitura di dispositivi quali carrozzine, protesi oculari e acustiche, busti, collari, letti ortopedici e deambulatori artificiali.
Il documento prende le mosse da alcune criticità segnalate dalle associazioni che rappresentano i portatori di impianti protesici, rispetto alle difficoltà di raggiungere con il trasporto pubblico lo sportello protesi di corso Corsica 55, l’unico attivo sul territorio della ex ASL TO1.
Oltre alla consigliera Grippo, che ha presentato i contenuti della mozione, sono intervenuti i consiglieri Iaria (M5S) e Tisi (PD).

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Taglio del nastro questa mattina a Scano Montiferro dove è stato inaugurato il nuovo ambulatorio infermieristico della Ats-Assl Oristano, che offrirà ai cittadini – in particolare alle persone più fragili e anziane che hanno difficoltà a spostarsi verso altri centri – numerose prestazioni sanitarie, tra cui prelievi ematici, misurazione dei parametri vitali, medicazioni, oltre che promuovere l’attività di prevenzione, educazione sanitaria e autocura.
«Con l’apertura del nuovo servizio a Scano Montiferro – ha dichiarato il direttore della Assl Oristano Mariano Meloni durante la presentazione, che si è svolta nell’aula consiliare del Comune – aggiungiamo un ulteriore tassello al mosaico di ambulatori infermieristici di cui stiamo dotando i diversi paesi, anche grazie alla collaborazione e alla lungimiranza delle amministrazioni comunali. Il nostro obiettivo è quello di offrire prestazioni sanitarie a ‘km zero’, portando i servizi di diagnosi e cura che è possibile deospedalizzare più vicino agli abitanti dei centri geograficamente svantaggiati, evitando scomode e onerose trasferte».
Un obiettivo condiviso dal Comune di Scano, che ha contribuito economicamente alla realizzazione del progetto: «Con l’attivazione dell’ambulatorio vogliamo dare una risposta più adeguata e più rapida ai bisogni dei nostri concittadini» ha spiegato il sindaco Antonio Flore, che ha anche aggiunto come questa scelta vada nel senso di una territorializzazione delle cure e delle prestazioni sanitarie.
Nell’ambulatorio, a gestione infermieristica, saranno erogate prestazioni come la misurazione dei parametri vitali (pressione arteriosa, frequenza cardiaca e respiratoria), la medicazione di lesioni cutanee, la rimozione di punti di sutura, la gestione e la sostituzione di cateteri, la somministrazione di farmaci per via enterale, intramuscolare, sottocutanea, endovenosa ed i prelievi ematici. Ma la struttura intende anche migliorare la qualità della vita dei pazienti cronici, insegnando loro ad autogestire la malattia – gli operatori istruiranno i pazienti sulle tecniche di somministrazione della terapia farmacologica e nutrizionale, autogestione delle stomie, trattamento delle lesioni cutanee, autocontrollo della glicemia – e aiutandoli a orientarsi nell’accesso e nell’utilizzo dei servizi sanitari.
Ubicato in viale Kennedy, n.16, l’ambulatorio sarà attivo ogni lunedì dalle 7.30 alle 9.15. L’accesso alle prestazioni infermieristiche sarà in alcuni casi diretto (come per le iniezioni, le medicazioni, la misurazione dei parametri vitali o i prelievi, ad eccezione del Tao) mentre in altri casi (terapie educazionali, monitoraggio della glicemia, rimozione dei punti di sutura, introduzione di cateteri ed altri) sarà necessaria la preventiva prenotazione.
«Quello di Scano Montiferro è il settimo ambulatorio infermieristico aperto in provincia di Oristano, dopo quelli di Bosa, Sorradile, Sennariolo, Ardauli, Montresta, Tresnuraghes» ha affermato il direttore del distretto socio-sanitario di Ghilarza-Bosa Francesco Pes, che insieme al Servizio delle Professioni sanitarie sta portando avanti il progetto, d’avanguardia in Sardegna.
E proprio per creare una rete di ambulatori che garantiscano un’assistenza costante nell’arco della settimana, è stato predisposto dalla referente del Servizio delle Professioni sanitarie Barbara Collu un calendario di aperture coordinate degli ambulatori infermieristici presenti in Montiferru e Planargia:
– Lunedì: Scano Montiferro (viale Kennedy, 16): ore 7.30-9.15;
– Martedì: Montresta (via Asilo, 8), ore 8.00-11.00
– Mercoledì: Sennariolo (via Mercato), ore 7.30-9.15
– Giovedì: Cuglieri (via Littorio, 3), apertura dal lunedì al giovedì 8.00-12.00 e lunedì, mercoledì e giovedì, ore 15.00-17.00
– Venerdì: Tresnuraghes (Via San Giorgio,13), ore 7.30-9.00 e 10.00-14.00
Dal lunedì al venerdì dalle ore 08.00 alle ore 13.30 e dal lunedì al giovedì pomeriggio dalle 15.00 alle 18.30 l’ambulatorio infermieristico è inoltre attivo a Bosa, presso l’ospedale Mastino (tel. 0785.225379

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Con sistema che monitora i sintomi 5 mesi in più sopravvivenza

Internet, app e tecnologia possono diventare delle alleate preziose per i malati oncologici, migliorandone l’esistenza ma anche allungandone letteralmente la vita. Una sorta di ‘nuove cure’ a tutti gli effetti delle quali si sta iniziando a studiare l’efficacia con ricerche ad hoc.
Tanto che proprio la tecnologia ed i social media diventano protagonisti del Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), il più grande appuntamento del settore a livello mondiale, con intere sessioni dedicate a questo argomento.
Non solo, dunque, farmaci e terapie di ultima generazione: tanti sono gli esempi di ‘tecnologia contro il cancro’ che arrivano dall’Asco 2017, a partire dall’interesse suscitato da un innovativo sistema basato sul web e che consente ai pazienti di auto-segnalare i sintomi legati alla malattia e alla chemioterapia in tempo reale, attivando un allarme via mail ai medici in caso di necessità. Un sistema che ha aiutato i pazienti a vivere più a lungo, con una maggiore sopravvivenza di ben 5 mesi. Lo studio ha riguardato 766 pazienti, dimostrando come un semplice intervento può avere enormi benefici. I pazienti con cancro metastatico che hanno utilizzato tale strumento hanno, infatti, avuto una sopravvivenza maggiore di 5 mesi rispetto a coloro che non utilizzavano il sistema. Lo studio, della University of North Carolina, è stato presentato in sessione plenaria e verrà pubblicato sul Journal of the American medical association (Jama). I pazienti che ricevono la chemio, spiega il primo autore, Ethan Basch, “spesso hanno sintomi severi, ma la metà delle volte i medici non ne sono consapevoli. Questo sistema è inoltre associato ad un minor numero di visite di emergenza ed ospedalizzazione e ad una maggiore tolleranza della chemio”. Il “miglioramento che abbiamo visto in termini di sopravvivenza – evidenzia Basch – può sembrare modesto, eppure è maggiore dell’effetto di molti farmaci per i tumori metastatici”. Protagonista anche la Mobile-Health, con un’intera sessione dedicata agli studi sulle nuove app che puntano a migliorare la cura dei pazienti. tra le tante, è stata presentata ‘Strength Through insight’, un’app messa a punto dalla Thomas Jefferson University: chiede ai pazienti con tumore della prostata di compilare dei questionari su sintomi e terapie, per un maggiore monitoraggio. Sotto i riflettori pure il ruolo dei social media Facebook e Twitter, come nel caso del progetto ‘Metastatic breast cancer project’ sul tumore al seno che, promosso dall’Università di Harvard, consente ai pazienti in collegamento nei gruppi social di condividere campioni clinici. Ed ancora: grande interesse ha suscitato pure un progetto di intervento per mezzo di Twitter per la cessazione dell’abitudine al fumo, chiamato ‘Tweet2quit’ e promosso dallo Stanford prevention research center. Altri sistemi tecnologici sono invece più mirati al trattamento, come ‘PatientsLikeMe’, un sito web che i pazienti possono usare per comunicare tra loro circa opzioni terapeutiche ed effetti collaterali delle cure. Tecnologia e web, commenta il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) Carmine Pinto, “svolgono, in questo caso, una funzione centrale a sostegno del malato, e per la prima volta tali metodologie vengono validate da studi scientifici”.