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Secondo la denuncia di una donna, il medico avrebbe iniziato con dei massaggi per poi passare oltre

Pedagogista eseguiva visite a domicilio ma si “interessava” più delle mamme che dei figli: a denunciarlo, attraverso il programma televisivo “Le Iene”, una mamma.
Ora l’Asp, esprimendo “forte indignazione per i fatti segnalati” e annunciando «di avere avviato tutti gli accertamenti e provvedimenti esemplari del caso», lo ha sospeso in via cautelativa dal servizio. Un provvedimento apprezzato dall’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza, che sottolinea: “Occorre agire duramente verso chi porta avanti simili azioni compromettendo l’immagine e la reputazione di migliaia di onesti professionisti che lavorano ogni giorno a servizio dei pazienti. Alla madre del bimbo va la mia solidarietà”.
La vicenda è emersa da un servizio de “Le iene” in onda la scorsa domenica sera.
“Se può, deve rimanere solo con il reggiseno e basta, altrimenti non concludiamo nulla”, dice il medico alla donna che non comprendeva il perché di quella visita. La mamma ha anche raccontato che nella prima seduta ha iniziato da massaggi per poi passare oltre.
“Mi ha fatto una lavanda vaginale”, ha raccontato la donna.
“L’ha giustificata come beneficio necessario al piano terapeutico previsto nei confronti di mio figlio”.
A quel punto, per il medico è scattata la trappola.

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Location  Siracusa
Destinatari Medici di Medicina Generale e specialisti in Allergologia e Immunologia clinica – Malattie dell’apparato respiratorio – Cardiologia – Medicina Interna
Fisioterapisti

La patologia ostruttiva delle vie aeree, comprendente l’asma bronchiale e la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, con importanti implicazioni socio-economiche.
I dati globali relativi a tutti i continenti, elaborati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, indicano che attualmente i soggetti asmatici ammontano a circa 150 milioni, mentre la prevalenza della BPCO relativa ad entrambi i sessi ed a tutte le fasce d’età, riportata dalle linee guida GOLD, si attesterebbe fra 7.33 e 9.34 casi per 1000 abitanti. Queste stime, tuttavia, secondo molti autorevoli studiosi potrebbero non riflettere la reale dimensione epidemiologica del problema.

La spesa sanitaria complessiva per asma e BPCO risulta essere nettamente superiore alla somma delle risorse economiche impiegate per l’insieme dei pazienti affetti da due malattie infettive ad ampia diffusione mondiale, come AIDS e tubercolosi. Per le prossime decadi, le proiezioni epidemiologiche prevedono un ulteriore incremento dell’incidenza e della prevalenza dell’asma e della BPCO.

L’asma e la BPCO condividono un substrato patogenetico infiammatorio, derivante da complesse interazioni tra fattori genetici predisponenti e fattori ambientali.
L’efficacia delle attuali terapie farmacologiche è stata accertata da diversi RCT( Trial Clinici Randomizzati), tuttavia l’indispensabile selezione dei pazienti che partecipano a questi studi clinici, necessaria per eliminare una serie di variabili che inficerebbero il risultato finale, rendono questi trial scarsamente rappresentativi della popolazione reale.
Gli studi di RWE (Real World Evidence), basati sull’analisi prospettica o retrospettiva di popolazioni di pazienti non selezionati dei quali vengono registrati i dati anamnestici e di follow up, rendono i risultati di queste analisi certamente più vicini alla tipologia di paziente nella vita reale,- soprattutto se la metodologia statistica prende in considerazione strumenti di esecuzione come ad esempio il Propensity Score Matching, che consente di rendere omogenee le coorti di pazienti che vengono confrontati.

Pertanto il percorso ideale nella valutazione dell’efficacia e sicurezza delle terapie, dovrebbe considerare,in primo luogo, i risultati degli RCT, che andrebbero successivamente comprovati degli RWE.