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Due studi su coppie appena sposate ne svelano l’effetto sulla relazione di coppia

Il sesso rafforza il legame fra i partner, lasciando una sorta di ‘finestra’ aperta, una piacevole sensazione, che dura fino a 48 ore e che contribuisce a regalare una buona qualità alla relazione nel tempo. Emerge da una ricerca della Florida State University, pubblicata su Psychological Science. Gli studiosi hanno preso in esame due precedenti analisi, che avevano coinvolto rispettivamente 96 e 118 coppie appena sposate. Tutti i novelli sposi avevano completato almeno per tre giorni consecutivi un diario che complessivamente doveva essere tenuto per 14 giorni. Ogni sera, prima di andare a letto, è stato chiesto loro di riferire se avessero avuto rapporti sessuali con il partner e poi indipendentemente dalla risposta sono stati invitati a dare un voto alla loro soddisfazione dal punto di vista sessuale, della relazione col partner e del matrimonio in quel giorno, utilizzando una scala da 1 a 7.
All’inizio della ricerca è stata misurata anche la qualità del matrimonio in generale, tornando a farlo poi 4 o 6 mesi dopo. I risultati hanno evidenziato che avere un rapporto sessuale portava a una soddisfazione sessuale nella giornata stessa e lo ‘stato di grazia’ durava fino a 48 ore, due giorni. Questa associazione rimaneva valida anche tenendo conto di età e sesso, frequenza dei rapporti e tratti della personalità. Nel complesso, tra il periodo di inizio dello studio e le rilevazioni successive la soddisfazione coniugale risultava diminuita, ma in coloro che avevano un più alto livello di sensazioni piacevoli dopo un rapporto sessuale non solo l’appagamento nei confronti di una vita a due col partner era maggiore sin dalle prime fasi, ma mostrava un calo più contenuto.

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L’ottimismo e la soddisfazione per la propria esistenza allungano la vita. Chi è più insoddisfatto della propria vita è infatti più a rischio di morire prima. A dimostrarlo è uno  studio della Chapman university di Orange, in California, pubblicato sulla rivista Psychological Science, che ha messo in luce come una vita soddisfacente e appagante, dopo i 50 anni, sia collegata ad un minor rischio di mortalità.

Julia Boehm sostiene che una vita piena di situazioni stressanti accentuano tutti i disturbi legati allo stress di adattamento, pertanto l’ottimismo e una vita di relazione, ed economica soddisfacente incidono notevolmente sulla  qualità della vita  non più considerabile un “optional” concettuale.

Lo studio è durato 9 anni su oltre a 4.500 soggetti tra donne e uomini ai quali è stato chiesto di quantificare con un punteggio da un a 10 il livello di soddisfazione nella propria vita. Si è potuto osservare  che l’aumento di soddisfazione era inversamente proporzionale al rischio di mortalità fino a ridursi del 18%.