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Da carie a un dente che si scheggia

Un mal di denti improvviso, l’otturazione che salta, una corona provvisoria che si stacca, un dente che si scheggia sono alcuni dei problemi che possono mettere a rischio i momenti di relax in vacanza. Dagli esperti dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (AIOP) arrivano i consigli per preservare la salute e la bellezza del sorriso durante le ferie.
1 – Prima di partire è bene fare una visita di controllo.
“Questo comportamento prudenziale è quanto mai indicato per quelle persone che hanno una dentatura delicata”, spiega Paolo Vigolo, Presidente di AIOP.
2 – Oltre al controllo precauzionale, è opportuno sottoporsi a una seduta di igiene dentale, per eliminare placca e tartaro, principali cause delle carie e dei problemi gengivali.
3 – Se si prevedono viaggi in aereo o immersioni subacquee, chiedete al dentista di verificare lo stato di salute delle vostre vecchie otturazioni. Se in quelle condizioni dovesse saltare un’otturazione, è necessario evitare bevande o cibi troppo freddi e mantenere il dente il più pulito possibile.
4 – Se, subito prima della partenza, ci si è sottoposto a qualche piccolo intervento chirurgico in bocca, come l’estrazione di un dente o l’inserimento di un impianto, evitare di esporsi al sole intenso nei primi giorni dopo il trattamento.
5 – Qualora si avessero delle corone fissate con un cemento provvisorio o vecchie protesi fisse, farle controllare prima di mettersi in viaggio. “Può essere utile – aggiunge Vigolo – tenere a portata di mano un kit di fissaggio, acquistabile in tutte le farmacie”.
6 – Se si è portatori di protesi mobili, farle controllare almeno 2 settimane prima di partire. Anche chi ha un apparecchio ortodontico è bene che si sottoponga a un controllo preventivo.
7 – Se si hanno protesi fisse o rimovibili ancorate ad impianti osseointegrati, è consigliabile portarsi dietro il “passaporto” implantare, con i codici degli impianti
8 – Chiedere al dentista di fiducia quali farmaci usare in caso di necessità durante il viaggio e nel caso portarli dietro.
9 – Nel caso di un mal di denti improvviso, se non si hanno farmaci specifici, si può ricorrere all’analgesico comunemente utilizzato per il mal di testa o il mal di schiena.
10 – In presenza di un ascesso, per lenire il dolore si può applicare sulla guancia del ghiaccio o sorseggiare dell’acqua molto fredda. Contattare prima possibile un dentista o la Guardia Medica. Se si rompe un dente, non è invece opportuno ricorrere al ghiaccio e va evitato il contatto con cibi e bevande troppo fredde. Al più presto, un dentista dovrà valutare se sia possibile riattaccare il pezzo saltato che, nel frattempo, va conservato nel latte o in una soluzione di acqua e sale.

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I batteri della bocca mettono in pericolo anche il cuore

Un buon sorriso è lo specchio di una buona salute, ma attenzione alla placca, nemica ancora troppo sottovalutata ma temibile. Bastano sei denti colonizzati dai batteri della placca per mettere a rischio la salute. Per avere un rischio fino a tre volte più elevato di parodontite e quindi, di malattie che a essa sono legate a doppio filo, tra cui diabete e patologie cardiovascolari. L’allarme arriva dagli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SidP) in occasione del XVIII Congresso Internazionale su Parodontologia e Salute Orale, a Rimini. “Chi soffre di parodontite ha un rischio di infarto più alto dei pazienti con un elevato spessore della parete delle carotidi, e se si sono persi denti a causa della parodontite la probabilità di sviluppare aterosclerosi è elevatissima”. “In presenza di parodontite – rileva ancora Gatti- i batteri del cavo orale attraverso la circolazione possono raggiungere numerosi organi, innescando pericolose reazioni infiammatorie localizzate”. La parodontite è una patologia subdola, di cui spesso non ci si accorge: 7 italiani su 10 non la conoscono, stando a un’indagine SIdP, e quattro su dieci di fronte a gengive dolenti e infiammate, che sanguinano, provano il fai da te con vitamine, integratori, collutori o dentifrici per denti sensibili. Così, otto volte su dieci il disturbo resta e può perfino aggravarsi.
“Oltre a impegnarsi nella prevenzione dei disturbi gengivali attraverso una corretta igiene orale, l’abbandono del fumo e controlli periodici e sedute professionali di igiene- conclude- è necessario che tutti sappiano di dover andare dal dentista se c’è un sanguinamento gengivale”.

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Ma effetto vale in particolare per giovani maschi

Nelle noci potrebbe risiedere una delle chiavi per migliorare l’umore e alleviare lo stress. Ma l’effetto positivo vale solo per i ragazzi giovani, gli studenti universitari, in special modo i maschi. Il consiglio è di mangiarne una manciata al giorno. È quanto emerge da una ricerca della University of New Mexico, pubblicata sulla rivista Nutrients. Gli studiosi hanno preso in esame 64 studenti, di età compresa tra i 18 e i 25 anni. I partecipanti sono stati invitati a mangiare tre fette di ‘banana bread’ un dolce tipico della tradizione anglosassone, un plum-cake alla banana, ogni giorno per sedici settimane. Per otto settimane, sono state aggiunte noci all’impasto, per altre otto no. Le noci sono state finemente tritate in modo che i due tipi di ‘banana bread’ fossero simili per gusto e aspetto.
Nel periodo in cui i ragazzi hanno mangiato il plum-cake alla banana con aggiunta di noci è stato chiesto loro anche di mangiare mezza tazza di noci al giorno. Al termine dell’esperimento, è stato misurato l’umore, con un apposito test, Profiles of Mood States (Poms), che esamina sei ambiti: tensione, depressione, rabbia, stanchezza, energia, confusione. “C’è stato un significativo 28 per cento di miglioramento del tono dell’umore nei giovani – spiega l’autore della ricerca, Peter Pribis – mentre gli stessi miglioramenti non hanno riguardato le ragazze, ma non sappiamo il perché”. Ci sono diversi nutrienti nelle noci che potrebbero essere responsabili del miglioramento dell’umore secondo gli studiosi, come l’acido alfa-linolenico, la vitamina E, l’acido folico, i polofenoli e la melatonina. Ma il segreto potrebbe stare in realtà nella combinazione di tutti questi elementi.

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Sono nelle smorfie spontanee che avvengono nel sonno

Scoperte le origini del sorriso. Si nascondono nei movimenti spontanei dei muscoli del viso che avvengono nel sonno, tipici di scimpanzé, scimmie e uomo. La scoperta si deve a un gruppo di ricerca dell’università giapponese di Kyoto che l’ha pubblicata sulla rivista Primates.

Secondo gli autori quindi le origini del sorriso, ma anche della risata vera e propria, sono nelle espressioni facciali simili a smorfie che fanno i bambini appena nati e i cuccioli di scimpanzé quando dormono. Queste espressioni facciali, chiamate sorrisi spontanei, sono comuni anche nei macachi giapponesi appena nati, che nell’albero evolutivo, sono parenti più lontani dell’uomo. ”Dal momento che lo stesso comportamento si vede in parenti lontani fra loro – ha detto uno degli autori, Masaki Tomonaga – possiamo dedurre che l’origine del sorriso risalga ad almeno 30 milioni di anni fa, quando le scimmie e i nostri diretti antenati si sono divisi”.

I ricercatori hanno analizzato le espressioni facciali di sette cuccioli di macaco appena nati, dopo aver notato che i cuccioli sorridevano mentre dormivano, durante alcune visite di controllo condotte presso il centro di ricerca sui primati dell’università di Kyoto.

In tutti i cuccioli sono stati osservati in totale 58 sorrisi spontanei. Questi sorrisi fatti durante il sonno dai macachi sono più simili a brevi spasmi, rispetto ai sorrisi spontanei dei bambini appena nati. Ma ci sono due analogie significative: sia nei macachi, sia nei neonati i sorrisi spontanei sono stati molto brevi e sono avvenuti durante la fase di sonno con rapidi movimenti degli occhi.