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Ferma l’ormone della fame; studio sui topi

Il problema principale di una dieta è che quando, con grossi sforzi, si arriva all’agognato ‘traguardo’ sulla bilancia, la fame si fa irresistibile e il rischio di ingrassare di nuovo è dietro l’angolo, vanificando tutte le fatiche fatte per perdere peso. Ma adesso ricercatori americani hanno trovato un modo per ovviare a questo importante problema di salute finora rimasto irrisolto: in un lavoro che sarà pubblicato questa settimana sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, esperti della Mayo Clinic di Rochester hanno dimostrato che bloccando l'”ormone della fame” (la grelina) con una sostanza ad hoc è possibile evitare di riprendere peso a lungo termine dopo una dieta.
Lo studio è stato condotto su animali e se i risultati fossero replicati anche sui pazienti sarebbe un vero passo avanti nella gestione dell’obesità e delle malattie correlate. Dopo una perdita di peso importante il problema principale è non ingrassare di nuovo; purtroppo avviene di frequente, per effetto boomerang, che il corpo cominci a produrre troppa grelina, rendendo il cibo irresistibile e la fame irrefrenabile.
Gli esperti hanno messo a punto un metodo per ”zittire” l’ormone della fame, iniettando una sostanza inibitrice chiamata butirilcolinesterasi. Su topi ex-obesi gli esperti hanno visto che una sola iniezione di questo ”farmaco sperimentale” mantiene il peso corporeo degli animali vita natural durante, proteggendoli dal rischio di ingrassare nuovamente. Si tratta, concludono i ricercatori, di una scoperta dalle ricadute cliniche potenzialmente significative perché anche il quadro metabolico (ad esempio il controllo del diabete) si gioverebbe di tale trattamento.

Fonte:www.ansa.it

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Riduce danni di una dieta occidentale ricca di grassi e zuccheri

Una sostanza presente nel tè verde riduce i danni della dieta occidentale, aiutando a prevenire demenza, obesità e diabete. Uno studio pubblicato su FASEB Journal, mostra che è in grado di ridurre lo sviluppo di resistenza all’insulina, l’aumento di peso e alterazioni della memoria in topi alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi e fruttosio.
 La dieta occidentale è generalmente ricca di carni rosse e trasformate, grassi saturi, zuccheri e carboidrati raffinati, con poca frutta, verdure, cereali integrali e frutti di mare.
    Seguirla è stato collegato a un aumento di peso, nonché allo sviluppo del diabete di tipo 2 e a compromissione cognitiva. I ricercatori della Northwest A&F University, in Cina, hanno seguito tre gruppi di topi maschi per 16 settimane, assegnando a ogni gruppo un regime alimentare diverso. Un gruppo è stato nutrito con una dieta ad alto contenuto di grassi e zuccheri; un secondo gruppo con la stessa dieta ma aggiungendovi 2 grammi di un composto presente nel tè verde chiamato epigallocatechina gallato (EGCG); il terzo gruppo (di controllo) è stato alimentato con una dieta standard. Alla fine del periodo di studio, come previsto, i primi due gruppi di topi avevano guadagnato più peso del gruppo di controllo. Tuttavia, l’aumento di peso è stato molto meno grave per i topi la cui dieta è stata integrata con il composto di tè verde. Inoltre questi ultimi presentavano meno casi di insulino-resistenza e una memoria migliore, testata attraverso la capacità di trovare una via d’uscita da un labirinto.