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Tipo di attività fisica influenza forma e motilità spermatozoi

Per gli uomini, fare una mezz’ora di esercizio fisico moderato per tre volte a settimana può essere una strategia semplice ed efficace per migliorare le chance di avere figli. La qualità dello sperma infatti cambia a seconda del tipo di attività fisica. A dimostrarlo uno studio pubblicato sulla rivista Reproduction.
   
Circa una coppia su tre ha difficoltà a concepire a causa della scarsa qualità del liquido seminale. Agli uomini, in questi casi, viene consigliato di mangiare bene, ridurre l’assunzione di alcol, smettere di fumare e fare attività fisica. Tuttavia, per quest’ultimo aspetto i risultati di ricerche finora effettuate non erano sufficientemente chiari. Un team di scienziati della Uremia University in Iran ha quindi reclutato per uno studio 261 uomini sani, di età compresa 25-40, dividendoli a caso in quattro gruppi: esercizio a intensità moderata e continua (corsa su tapis roulant per 30 minuti, 3-4 giorni a settimana), ad alta intensità (corsa per un’ora 3-4 giorni a settimana), alta intensità ma con sforzo discontinuo (un minuto di sprint seguito da un minuto di recupero, ripetuto 15 volte) e un gruppo di controllo che non ha fatto nessun esercizio. I campioni di sperma sono stati valutati prima, durante e dopo il periodo di studio di 24 settimane e valutati in base a diversi parametri: numero di spermatozoi, capacità di muoversi, morfologia (dimensione e forma), livelli di marker infiammatori e risposta allo stress ossidativo. Tutti i gruppi che avevano fatto esercizio avevano migliorato, rispetto ai ‘sedentari’, la qualità dello sperma sulla base di tutti i parametri. I migliori risultati sono stati ottenuti dal gruppo che aveva eseguito esercizio moderato e continuativo.

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Uno studio italiano, pubblicato sulla rivista Chronobiology Internationaldimostra la correlazione tra stagionalità, fertilità e qualità dello sperma. I ricercatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Arcispedale Sant’Anna” di Ferrara e dell’Università di Parma, secondo cui i cambiamenti stagionali influenzano la capacità maschile di riprodursi. Secondo gli esperti, luglio e agosto rappresentano il momento migliore per provare ad avere un bambino. Invece, durante l’inverno la qualità dello sperma è meno “performante”, per cui concepire diventa più difficile.

Sono stati esaminati oltre 5.000 sperminogrammi di altrettanti uomini con problemi di fertilità, raccolti in periodo di tempo di undici anni. I ricercatori hanno preso in esame fattori quali motilità spermatica, il volume e il numero di spermatozoi presenti nel liquido seminale.

La conclusione è che, nei mesi caldi, la fertilità maschile aumenta, mentre in quelli freddi diminuisce.

Nel periodo estivo, infatti, la motilità spermatica del 65,3% dei soggetti esaminati risultava superiore al 40%, mentre in quello invernale appariva sensibilmente più bassa.

“Abbiamo dimostrato l’esistenza di una variazione stagionale in alcuni aspetti funzionali dello sperma umano – ha dichiarato, durante un’intervista al giornale The Indipendent, Alfredo De Giorgi che ha coordinato lo studio -. I responsabili sono i cambiamenti stagionali nei livelli di alcuni ormoni, tra cui il testosterone”.