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Sviluppata da ricercatori Australia, ripara danni tessuti e ossa

Chirurghi australiani hanno scoperto come prevenire l’insorgenza dell’osteoartrite nei pazienti usando una tecnologia tridimensionale per ‘stampare’ cellule staminali vive e così riparare danni alle ossa, ai tendini e al tessuto negli organi. Il Centre for Medical Discovery, basato nel St Vincent Hospital di Melbourne, ha sviluppato in collaborazione con le università di Melbourne e di Wollongong la Biopen, una penna stampante 3D caricata con ‘inchiostro’ di cellule staminali, già sperimentata con successo su pecore per riparare lesioni alle giunture.
Il chirurgo ortopedico Claudia Di Bella ha spiegato alla radio nazionale Abc che il trattamento comporta il prelievo di cellule staminali dal paziente prima dell’intervento, per poi caricarle in speciali cartucce. “La penna – ha detto – imprime le cellule su un materiale detto hydrogel che permette loro non solo di sopravvivere ma anche di moltiplicarsi per poi creare tipi desiderati di tessuti, nel nostro caso cartilagine”.
“L’obiettivo è di riparare certe lesioni come quelle nella cartilagine, che al momento sono impossibili da riparare”. L’idea è di trattare tempestivamente persone giovani, specialmente atleti, in modo da prevenire o almeno rallentare in seguito l’insorgenza di osteoartrite.
Nelle sperimentazioni su pecore, ha spiegato il chirurgo, la tecnologia si è rivelata facile da applicare e senza complicazioni. “Il tipo di cartilagine che siamo riusciti a creare è di molto superiore rispetto ad altre tecniche standard, che abbiamo testato sulle stesse pecore e che sono quelle normalmente usate su esseri umani”. Secondo la studiosa, è una svolta importante e non solo per gli atleti, perché sarà di aiuto per il sollievo dal dolore e per il ritorno a normali attività. “In uno schema più ampio – conclude – se si potrà ridurre il numero di persone che soffriranno di osteoartrite più tardi nella vita, vi saranno forti risparmi di spesa medica nella società”.

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Catania, 30 settembre 2016

Facendo seguito alle allarmanti notizie pubblicate recentemente dalla stampa e riguardanti le presunte modifiche alla rete ospedaliera regionale tra le quali figurerebbe un importante depotenziamento dell’Azienda di Rilievo Nazionale ed Alta Specializzazione (ARNAS) “Garibaldi” di Catania, il Comitato dei Primari, costituito spontaneamente, ha chiesto l’autorevole intervento del Sindaco, On. Enzo Bianco anche nella sua veste rilevante di massima autorità sanitaria della Città Metropolitana.
In un incontro svoltosi al Comune lo scorso 17 settembre, il Sindaco ha ribadito la piena consapevolezza delle attività di altissimo livello svolte dalle Unità Operative dell’ARNAS Garibaldi evidenziando le molteplici eccellenze ivi rappresentate e che costituiscono il nucleo portante dell’Azienda Ospedaliera Garibaldi.
L’Assessore alla Salute, On. Baldo Gucciardi, è intervenuto all’incontro e con chiarezza ha assicurato allo stesso Sindaco e ai 50 primari convenuti, che nessun taglio verrà attuato a danno delle Unità Operative dell’Azienda Garibaldi e particolarmente del presidio ospedaliero di Nesima ove insistono reparti di eccellenza, con elevati volumi di produttività e di complessità, come dimostrato dai dati del Piano Nazionale Esiti (PNE) per tutte le specialità e dagli oltre 30.000 ricoveri, quasi 15.000 interventi chirurgici, oltre 6 milioni di prestazioni specialistiche e strumentali e da oltre 700 mila tra prestazioni e accessi in pronto soccorso.
Come è noto alle Istituzioni e alla cittadinanza dell’area metropolitana e delle provincie limitrofe, l’ARNAS Garibaldi riveste storicamente un ruolo di primaria importanza all’interno del sistema sanitario regionale; tale ruolo si sostanzia attraverso livelli di attività che la pongono tra le maggiori realtà del panorama nazionale, soprattutto nell’ambito della diagnosi e cura delle malattie oncologiche, della sfera materno-infantile e
dell’area della emergenza-urgenza.
Quanto sopra rende conto dell’importante tributo che l’ARNAS “Garibaldi” offre nel far sì che i tassi di migrazione sanitaria per patologie tumorali espressi dalla Provincia di Catania siano i più bassi dell’intero
territorio regionale.
I Primari dell’ARNAS “Garibaldi” hanno preso atto con soddisfazione delle affermazioni esposte dall’Assessore alla salute, On. Baldo Gucciardi, il quale ha più volte ribadito nel corso dell’incontro l’importanza strategica che il Governo riconosce alla stessa Azienda e della conseguente volontà dell’Assessorato di porre in essere tutti i processi necessari a preservarne le attività ed anzi a potenziarle. Ha anche ringraziato tutti i presenti per l’alta produttività conseguita, senza scapito della qualità, pur in ottemperanza del decreto europeo che ha messo in crisi l’assistenza sanitaria a livello nazionale, e ancor di più quella regionale in atto aggravata da una carenza organica (medici e infermieri) non ancora sanata dallo sblocco delle attività concorsuali. Nel dichiararsi pronti a mettere al servizio degli organi istituzionali le proprie competenze in ambito tanto professionale quanto organizzativo gestionali per cooperare con il processo di rimodulazione della rete ospedaliera, i Primari del “Garibaldi” auspicano nel contempo che l’Assessore voglia dare sollecita conseguenzialità alle proprie affermazioni con una completa autorizzazione all’applicazione dell’atto aziendale già approvato con delibera di giunta di governo. I primari del Garibaldi sono certi che la costante attenzione del Sindaco Bianco verso i bisogni della Città Metropolitana si tradurrà in una celere e concreta realizzazione di quanto dichiarato dall’Assessore Baldo Gucciardi.

Medical News News del giorno

Hanno fatto scalpore le dichiarazioni del professor Umberto Veronesi in merito al rapporto degllo IARC sul consumo di carne, di cui abbiamo dato notizia qui.

La notizia della cancerogenicità delle carni rosse. “Non ci coglie impreparati, lo sapevamo da tempo, da almeno 20 anni io per primo, ai congressi e agli incontri divulgativi, ripeto che ci sono indicazioni epidemiologiche di un legame tra consumo carni rosse e tumori del colon. Quello che è stato fatto oggi è una sorta di sistematizzazione” degli studi. Non mangio gli animali – precisa l’oncologo – perché li amo e penso che i loro diritti di esseri viventi vadano rispettati, prima di tutto il loro diritto alla vita. Il secondo motivo è di equilibrio e sostenibilità ambientale: l’eccessivo consumo di carne è il motivo principale dell’ingiustizia alimentare, che fa sì che circa un miliardo di persone nel mondo occidentale muoia per troppo cibo mentre in Asia e nei Paesi africani circa 800 milioni di persone muoiono di fame o soffrono di malnutrizione”, ha dichiarato Veronesi, che continua. “L’identificazione certa di una nuova sostanza come fattore cancerogeno è sempre e comunque una buona notizia in sé, perché aggiunge conoscenza e migliora la prevenzione. In questo caso dunque – avverte Veronesi – non si tratta della ‘vittoria’ di una parte sull’altra, ovvero dei vegetariani contro i carnivori, ma di un passo avanti della ricerca”.

In un intervista alla Stampa di Torino, l’oncologo milanese, da sempre vegetariano e sostenitore delle diete a base di verdure ha poi aggiunto. “La regola da seguire è quella di ridurre al minimo il consumo di carne rossa e adottare il più possibile la dieta mediterranea: pesce, pasta, verdure, frutta, olio d’oliva”, conclude Veronesi. “Meno ci esponiamo a cancerogeni conosciuti, meno ci ammaliamo. Dunque, meno mangiamo la carne rossa, meno ci ammaleremo”.