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Nei primi migliora la sopravvivenza, nei secondi riduce massa tumorale

La combinazione di due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab, è efficace nel trattamento del carcinoma renale avanzato o metastatico in prima linea, ovvero in pazienti non trattati precedentemente. Gli importanti risultati sono evidenziati nello studio di fase III CheckMa214 che è stato interrotto anticipatamente. Lo studio, presentato al congresso europeo di oncologia Esmo 2017, ha infatti dimostrato che la combinazione di nivolumab e ipilimumab ha determinato una sopravvivenza globale superiore rispetto alla terapia standard, in pazienti a rischio intermedio e sfavorevole. Sulla base di tali risultati, un Data Monitoring Committee ha raccomandato l’interruzione anticipata dello studio. “È la prima volta nella storia degli studi effettuati in questa combinazione che viene interrotto in anticipo uno studio sul tumore del rene, proprio per l’enorme impatto dei risultati raggiunti grazie a questa combinazione – afferma il prof. Giacomo Cartenì, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Ospedale Cardarelli di Napoli -. Nel 2016, in Italia sono state stimate 11.400 nuove diagnosi di tumore del rene. Un terzo dei pazienti arriva alla diagnosi in stadio avanzato metastatico e in un terzo la malattia si sviluppa nella forma metastatica dopo l’intervento chirurgico. Quindi solo il 30% dei casi guarisce grazie alla sola chirurgia. La disponibilità della combinazione di nivolumab e ipilimumab per il trattamento in prima linea della malattia metastatica potrebbe rappresentare dunque un notevole passo avanti”.

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Il corpo lavora meglio e consuma in misura maggiore

Meglio non mangiare prima della palestra. Perlomeno se si vogliono avere dei risultati importanti. Il corpo, infatti, lavora meglio e brucia più grassi a stomaco vuoto. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Bath, nel Regno Unito, pubblicato sulla rivista American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism. Per arrivare a questo risultato sono stati presi in esame 10 uomini adulti sovrappeso. I volontari hanno camminato per 60 minuti a un 60 per cento del consumo massimo di ossigeno a stomaco vuoto e, in un’altra occasione, due ore dopo aver consumato una colazione ricca di carboidrati e ad alto contenuto calorico. Il team di ricerca ha prelevato campioni di sangue dopo il pasto o il digiuno e l’attività fisica, raccogliendo anche campioni di tessuto adiposo immediatamente prima e un’ora dopo le camminate.
Dai risultati è emerso, come evidenzia Dylan Thompson, tra gli autori dello studio, che “dopo aver mangiato, il tessuto adiposo è occupato a ‘rispondere’ al pasto e l’esercizio in questo momento, non stimolerà gli stessi cambiamenti in termini di benefici”. Questo significa- conclude- che l’esercizio in uno stato di digiuno potrebbe provocare cambiamenti più favorevoli nel tessuto adiposo, e ciò potrebbe essere benefico per la salute a lungo termine”.

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Ripiegato come un origami, si apre quando arriva a destinazione

Un minuscolo robot ingoiabile, ripiegato su se stesso come un origami, si apre non appena viene ingerito e si attacca alle pareti dello stomaco per riparare lesioni oppure per rimuovere oggetti metallici ingoiati accidentalmente, come le batterie a bottone. Il progetto sviluppato dal gruppo di ricerca di Daniela Rus dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit), sarà presentato nella Conferenza internazionale sulla robotica e l’automazione (Icra) che si apre il 17 maggio a Stoccolma. L’idea da cui sono partiti i ricercatori era comprimere un robot all’interno di una piccola capsula ingoiabile e poi, una volta all’interno dell’organismo, farlo aprire e lavorare all’interno dello stomaco. “Una delle sfide maggiori – ha spiegato Rus – è stata quella di trovare materiali biocompatibili e facili da controllare“.



Per farlo i ricercatori hanno testato decine di possibili soluzioni scegliendo infine tessuti dell’intestino del maiale, simili a quelli che si usano per avvolgere gli insaccati. Il minirobot, dotato di un magnete al suo interno, è stato compattato in una capsula di ghiaccio che una volta nello stomaco si scioglie lasciando il robot libero di prendere la sua forma. Controllato dall’esterno per mezzo di un campo magnetico, il robot ha dimostrato di poter essere mosso all’interno dello stomaco e fare operazioni come portare farmaci in una specifica area, aiutare a cicatrizzare ferite oppure agganciarsi a una batteria a bottone e trascinarla all’esterno. 

Oggetti metallici come le batterie possono infatti essere facilmente ingoiati in modo accidentale, in particolare dai bambini, e portare complicanze anche gravi, tanto da dover essere rimossi con interventi chirurgici. “Il prossimo passo – ha aggiunto Rus – sarà fare test in vivo e inserire anche sensori e sistemi di guida all’interno del robot in modo che possa potersi muovere da solo, senza interventi dall’esterno”.