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(di Marco Ferrara) Era intervenuto “ad adiuvandum” anche il Comune di Fiuggi

Con ordinanza pronunciata nella giornata di giovedì 08 novembre 2018, il Tribunale Amministrativo del Lazio – sezione staccata di Latina (Sezione Prima) – ha rigettato il ricorso “per sospensiva” presentato dal Comune di Anagni contro la chiusura del Punto di Primo Intervento istituito presso il Presidio sanitario di Anagni.
Come si ricorderà – ed è notizia che arriva fino ad oggi con la annunciata manifestazione di protesta – da allora si erano susseguiti polemiche ed interventi che, quasi ogni giorno, protestavano contro la ASL.
Ora, l’Azienda Sanitaria – già con questo provvedimento – con l’assistenza dell’Avv. Massimo Colonnello, ha potuto dimostrare di aver agito correttamente.
Infatti, nella Camera di Consiglio della giornata di ieri, il TAR del Lazio (sezione staccata di Latina) ha rigettato il ricorso del Comune di Anagni, presentato “con adiuvandum” del Comune di Fiuggi << in considerazione che anche prima della delibera impugnata (quella della chiusura del PPI) i cittadini dovevano recarsi a Frosinone per le patologie afferenti codici gialli o rossi, e che per le patologie più lievi (codici bianchi e verdi) l’assistenza è assicurata dal PAT h 24 di Anagni, istituito col medesimo provvedimento impugnato >> e ritenuto <>.

<< Questo pronunciamento – spiega il Commissario Straordinario Luigi Macchitella – dimostra ancora una volta che il Direttore di una Asl non può che agire nell’alveo di leggi e provvedimenti di Organi istituzionali superiori. Anche in questa fattispecie è stato così, come sancito da questo primo pronunciamento del TAR >>.

Pertanto il Presidio sanitario di Anagni dispone di:
– PAT = Presidio Ambulatoriale Territoriale;
– POM = Punto Operativo Multidisciplinare – con la presenza di branche specialistiche);
– Ambulanze = n. 2 del 118 dedicate all’emergenza e n. 1 ambulanza (messa a disposizione dalla ASL) nelle ore notturne con medico e personale a bordo.

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ROMA – Cade l’ennesima limitazione imposta alla pubblicità sanitaria. Con una sentenza, i giudici del Tar del Lazio “hanno ritenuto, identicamente a quanto affermato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), nel provvedimento 4 settembre 2014, che il Codice di deontologia medica abbia illegittimamente introdotto dei limiti alla pubblicità sanitaria non compatibili con il quadro normativo attuale. Mentre il settore deve solo rispondere ai criteri di correttezza, non ingannevolezza e trasparenza. Via libera dunque alla pubblicità comparativa e promozionale”.
Promotori degli esposti nei confronti della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, alcuni grandi centri odontoiatrici specializzati sostenuti dall’avvocato Silvia Stefanelli.
Il Tar del Lazio “ha stabilito – precisa l’avvocato Stefanelli – che il Codice deontologico dei medici, sia il testo del 2007 che la nuova formulazione del 2014, fosse eccessivamente restrittivo anche rispetto ai limiti imposti dal decreto Bersani”. Dunque secondo il legale, “il professionista può promuovere il proprio lavoro, le aziende di dispositivi che con cui lavora e le tariffe che offre ai pazienti in un ottica di libero mercato. Ma si deve attenere, ha ribadito il Tar, ai criteri di correttezza, non ingannevolezza e trasparenza”. L’avvocato Stefanelli ha rappresentato sei posizioni tra i cui i gruppi OdontoSalute e DentalPro. “Ma erano rappresentati da altri colleghi – sostiene – anche Vitaldent e Groupon. Vedremo ora se la Fnomceo – conclude Stefanelli – deciderà di impugnare oppure se la sentenza diverrà definitiva con obbligo di cambiare di nuovo il Codice allargando le maglie della pubblicità”.

2 Aprile 2015