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Analizza il sudore e comunica allo smartphone il pericolo

Sara’ una sorta di ”tatuaggio” temporaneo a dirci se abbiamo alzato troppo il gomito e se e’ il caso di non mettersi alla guida: messo a punto dalla University of California di San Diego un sensore flessibile indossabile puo’ misurare il livello di alcol nel sangue attraverso l’analisi del sudore. I dati vengono trasmesso via wireless a un pc portatile o allo smartphone. Potra’ essere utilizzato anche da medici e agenti di polizia per il controllo in tempo reale.

La ricerca è stata pubblicato sulla rivista ‘Acs Sensors’.

Composto da due parti, un adesivo (removibile) che si attacca sulla pelle e un circuito flessibile che magneticamente fa presa sul “tatuaggio”, realizzato con elettrodi di argento e cloruro di argento, e’ collegato ad una carica che rilascia un farmaco sulla pelle capace di provoca sudore. I sensori analizzano la concentrazione di alcol e i risultati vengono inviati, tramite Bluetooth, ad un dispositivo mobile (tipicamente uno smartphone, ma non solo). Il tutto in un tempo stimato di circa quindici minuti.

”Questa tecnologia rappresenta un sistema accurato, comodo e veloce per controllare il consumo di alcol e per aiutare a evitare che le persone si mettano al volante ubriache. Il dispositivo potrebbe essere integrato con un interblocco di accensione della macchina, o gli amici potrebbe usarlo fra di loro per controllarsi a vicenda prima di guidare. Quando si è a una festa o in un bar, il sensore potrebbe anche inviare segnali al telefono per far sapere quanto si è bevuto”, spiegano gli autori.

Medical News

Esperti, diffidare se inchiostro è nero e ha odore “chimico”

Anche i tatuaggi all’hennè, quelli non permanenti, possono causare reazioni allergiche. Lo affermano gli esperti dell’università di Sheffield, che presentano un caso avvenuto su un bambino di 10 anni sulla rivista Bmj Case Reports. Il bambino, raccontano i medici, si era fatto un tatuaggio sul braccio durante un viaggio in Spagna. Una volta tornato, quattro giorni dopo, ha manifestato uno sfogo cutaneo intorno al tattoo, con prurito e la formazione di bolle e una infezione della pelle chiamata cellulite, guarite poi con un settimana di trattamenti antibiotici e creme al cortisone. “L’hennè che si usa per i tatuaggi è una combinazione di un pigmento naturale e di una sostanza chimica chiamata parafenilendiammina – scrivono gli autori – ed è quest’ultima, usata per rendere l’inchiostro più scuro e per farlo asciugare prima, che causa reazioni allergiche. Questa sostanza è proibita nei prodotti per la pelle, ed è ammessa solo nelle tinture per capelli fino a un massimo del 6%, mentre negli inchiostri è presente anche in proporzione del 30%”. Negli archivi dell’Fda, aggiunge Jaya Sujatha Gopal-Kothandapani, uno degli autori, al sito Livescience, ci sono numerose segnalazioni di reazioni allergiche all’hennè. “Ci sono diverse differenze tra l’hennè innocuo e quello che causa allergie – spiega la ricercatrice -. La pasta naturale è verdastra, ha un odore che sembra naturale e lascia un segno di un marrone profondo. Quella pericolosa è invece nera, ha un odore ‘chimico’, si asciuga subito e può bruciare al contatto con la pelle”.(ANSA).