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Nel mirino uso di lunga durata di paracetamolo e ibuprofene

Antidolorifici e rischio di perdita di udito: le donne che usano paracetamolo (il principio attivo della tachipirina) o ibuprofene (un altro antidolorifico non steroideo di uso molto comune) per tanto tempo (sei anni in media) presentano un maggior rischio di perdita di udito.

   
Lo rivela un ampio studio condotto da esperti del prestigioso Brigham and Women’s Hospital di Boston pubblicato sulla rivista American Journal of Epidemiology.

   
Già in passato dosaggi elevati di aspirina – un altro comune analgesico – erano stati collegati a perdita di udito, un problema comune specie tra gli anziani. Gli esperti hanno analizzato dati relativi a oltre 54 mila donne di 48-73 anni arruolare nell’ambito del progetto di ricerca Nurses’ Health Study. 

È emerso un modesto ma significativo aumento di rischio di perdita di udito per le donne che hanno usato a lungo uno dei due antidolorifici. Secondo i ricercatori ipotizzando l’esistenza di un meccanismo di causa ed effetto tra uso di questi farmaci e perdita di udito, si può stimare che il 5,5% dei casi di perdita uditiva nel campione esaminato siano riconducibili proprio all’uso di questi farmaci.

Medical News

Cuffiette per ascoltare la musica sempre nelle orecchie e serate in posti rumorosi, come discoteche e concerti rock, possono mettere a rischio prematuramente l’udito degli adolescenti. In particolare i ragazzi sperimentano sempre più il tinnito, o acufene, uno dei disturbi più diffusi che fa percepire fischi e sibili nell’orecchio e considerato un segnale di allerta per la perdita di udito.

È quanto emerge da una ricerca brasiliana, della University of São Paulo’s Medical School, pubblicata su Scientific Reports. I ricercatori hanno utilizzato un otoscopio per esaminare le orecchie di 170 studenti tra gli 11 e i 17 anni, chiedendo loro anche informazioni su alcune abitudini relative agli stili di vita, come la frequentazione di discoteche o l’ascolto di musica ad alto volume. 

Oltre la metà dei ragazzi, il 54,7%, 93 in totale, hanno riportato di aver sperimentato il tinnito nel precedente anno e 51 di loro lo hanno collegato, ad esempio,proprio all’ascolto di musica a volume molto alto. “Abbiamo scoperto che gli adolescenti percepiscono l’acufene molto spesso, ma a differenza degli adulti non si preoccupano e non si lamentano con i genitori o gli insegnanti. Di conseguenza non vengono visitati da un medico e il problema può diventare cronico” spiega Tanit Ganz Sanchez, autrice dello studio. 

”Questo disturbo dovrebbe essere visto come un avvertimento per questi giovani, che corrono un serio rischio di perdita dell’udito – aggiunge Sanchez – se questa generazione di adolescenti continua a esporsi a livelli di rumore molto elevati, probabilmente soffrirà di perdita dell’udito a 30 o 40 anni”.